LA VERITÀ SU GLI SPORT DA COMBATTIMENTO ALLE OLIMPIADI

Sta girando sui social la notizia che muay thai, kickboxing e sambo sarebbero diventate sport olimpici accompagnata dalla seguente dichiarazione del presidente Federkombat Donato Milano: “”E’ una giornata fantastica perché oggi si corona il nostro sogno Olimpico che è poi quello di milioni di praticanti delle nostre discipline sportive e che apre a nuovi orizzonti proprio per il futuro di tutte le attività”. Questi post stanno creando in molti appassionati un misto di euforia e di aspettative ed è per questo che riteniamo opportuno fare chiarezza: QUESTI SPORT NON SONO DIVENTATI DISCIPLINE OLIMPICHE.

Già leggendo la notizia originale SUL SITO FEDERKOMBAT si può notare che si parla di riconoscimento del CIO ma non di inserimento di questi sport nel programma dei Giochi. Essere nel CIO significa infatti poter richiedere di partecipare alle Olimpiadi avendone i “requisiti” ma non entrarci in automatico. In altre parole non solo ovviamente non vedremo questi sport nelle prossime settimane a Tokyo ma nemmeno a Parigi 2024 ed è assai improbabile che ci siano anche a Los Angeles 2028. Il CIO da anni tende infatti a ridurre il numero di discipline e specialità e gli sport da combattimento per vari motivi non sono in cima alla lista dei più desiderati. Anche il karate sarà presente quest’anno a Tokyo per volontà del Paese ospitante ma si sa già che non ci sarà a Parigi e parliamo di uno sport che da decenni lavora per diventare olimpico e con moltissimi più praticanti di thai, kick e sambo. Il Paese ospitante può infatti chiedere l’inserimento di un suo sport tradizionale o comunque molto legato alla sua storia. I francesi per il 2024 volevano la savate o la petanque (bocce) ma entrambi non soddisfacevano i requisiti della burocrazia olimpica quindi niente passerella olimpica per loro. In altre parole, grazie a questo riconoscimento, se e quando avremo le olimpiadi in Tailandia o in Russia, probabilmente avremo una edizione con la thai o con il sambo che, al 99%, usciranno dal programma olimpico ai Giochi successivi.

Chiarito quanto sopra aggiungiamo che, a nostro parere, far diventare olimpiche queste discipline sarebbe tutt’altro che positivo. Tutti gli sport da combattimento ad oggi entrati nei Giochi sono stati snaturati dall’inserimento subendo profonde modifiche. A fronte di questo i benefici sulla loro diffusione sono stati discutibili. Judo e taekwondo avranno acquisito un sacco di praticanti ma a prezzo di un impoverimento tecnico. Per contro la boxe, se a tutt’oggi resta ancora uno sport abbastanza popolare (soprattutto in certi Paesi) è grazie ai grandi campioni pro non certo ai Giochi Olimpici. Tutti ricordano le mitiche sfide Ali vs Frazier ed Ali Vs Foreman, chi si ricorda invece il nome dell’avversario di Ali nella finale olimpica di Roma ’60? Probabilmente molti nemmeno sanno che Ali vinse le Olimpiadi.

Muhammad Ali proclamato vicnitore della finale olimpica a Roma 1960. A sinistra il suo avversario, il polacco Zbigniew_Pietrzykowski. Chi si ricorda del suo nome?

In questi decenni a rendere popolari gli sport da combattimento nel mondo sono stati i grandi eventi pro come il K1 o UFC. Devono crescere sempre più realtà di questo genere ed in primis ne deve nascere una in Italia. Le Olimpiadi per favore lasciatele a nuoto ed atletica.

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