ZITTI TUTTI: Parla Carlo Di Blasi

Non ho quasi fatto in tempo a scrivere ciò che penso su ONE CHAMPIONSHIP che fra ieri sera ed oggi sono uscite due bombe: BELLATOR organizzerà sotto egida FIKBMS e FIGHT1 ha chiuso un accordo con ONE

Un vero terremoto nella scena italiana degli sport da combattimento, insomma.
Sono curioso, devo sapere, devo capire.
Inoltre questo è un ulteriore input per avviare una mia idea, ovvero un viaggio di ricerca nel mondo delle realtà federali. “Quale migliore occasione per sentire Carlo Di Blasi”, penso.
Ricordo che ero ragazzino, esistevano realtà federali ora scomparse: FENASCO, FIST, queste sigle alle nuove generazioni non diranno granché. Il filo conduttore fra quelle realtà ora scomparse ed oggi è proprio lui: Carlo Di Blasi.
Organizzatore storico, dai tempi di Kickboxing Mania. Tempi in cui Oktagon era una trasmissione televisiva in seconda serata che lui commentava, trasmissione contenitore dove potevamo guardare qualche match in un epoca in cui non esisteva internet, quindi niente youtube nè file da scaricare. I più fortunati potevano contare su qualche zio emigrato in Olanda o in Giappone per avere del materiale via VHS. Ecco, lui c’era e c’è ancora, amato da molti ed odiato da altrettanti.

Ho voluto sentirlo al telefono per fargli qualche domanda, per capire, dicevo. Molto disponibile, mi ha risposto mentre era in aeroporto a Parigi.
Di Blasi è senza dubbio un affabulatore. Quando parla può rapirti, può convincere gli eschimesi a comprare ghiaccio sfuso. Ma io ho la corazza, ho le mie opinioni ed il mio punto di vista e non mi interessa che il mio articolo su ONE non gli sia piaciuto, non mi interessa che lo abbia criticato con un secco “No comment”. Io lo chiamo, mi presento, e gli chiedo un’intervista.

Abbiamo passato un’ora al telefono, è stata un’esperienza piacevole che mi ha chiarito molte cose.
Ho riportato in maniera più precisa possibile le parole che ho registrato, mantenete alta l’attenzione perché Di Blasi non usa parole a caso.

Mi sembra giusto partire subito dall’accordo ONE – FIGHT1 che Lei stesso ha annunciato da poco. Una cosa che mi incuriosisce sono i rapporti causa-effetto. Avete rotto con Bellator per l’accordo con ONE o avete aperto a ONE dopo che avete capito della rottura con Bellator?

Non è né l’uno né l’altro. Intanto, ONE ci ha fatto la migliore offerta possibile per quanto riguarda gli atleti. Quello che ho scritto nel comunicato stampa è proprio quello che è successo.
ONE insomma ha la volontà di prendere i migliori atleti paese per paese e promuoverli per 3 match all’anno in esclusiva, escluso il paese di provenienza; quindi i nostri atleti possono continuare a combattere liberamente nei nostri galà. L’offerta è strepitosa sia economicamente, circa il doppio o addirittura il triplo del mercato oggi presente in Europa, ma soprattutto per la programmazione. I nostri atleti con ONE sanno già i match da fare per tutto il 2019, ovviamente la promotion annuncia di volta in volta i vari match, solitamente una settimana prima. Loro hanno questa regola, alla fine di un galà annunciano la card del successivo. ONE è molto pignola sulla comunicazione, tutta deve passar da loro. Infatti io oggi sto annunciando l’accordo sugli atleti, cioè che gli atleti FIGHT1 combatteranno in ONE, con il sistema molto semplice che abbiamo del circuito delle selezioni (e non in quali galà ONE combatteranno, ndr). Bellator invece ci prendeva gli atleti di volta in volta, cosa che comunque poteva andar bene fino a quando non è arrivata ONE.
Per quanto riguarda FIGHT1, dunque, possiamo dare in questo modo certezza ai nostri atleti e portare avanti una programmazione, cosa che nessuna federazione può fare.
Tornando alla domanda, dunque, posso rispondere che c’è stato il contratto di Giorgio, che è stata la causa scatenante, poi da lì si è sviluppata la situazione fino ad oggi.

Nel suo comunicato è stato molto diplomatico, scrivendo che “è tempo di scelte”. Io devo però farle comunque la domanda: perché avete rotto con BELLATOR? E’ dunque solo una questione economica?

E’ una questione strategico-economica. Io in primis devo dare garanzie ai miei atleti, e poi c’è un elemento in più, che è la parte tecnica. Bellator ha nel settore MMA il suo punto di forza, e questo è un aspetto che non viene messo in discussione, solido e forte. Bellator Kickboxing invece viene usato come chiave d’entrata in alcuni paesi ma in fondo il loro modello di business non contempla lo sviluppo di questo settore, al punto che da ora non andrà più in onda su Paramount Network.
ONE, invece, ha una bella divisione nei suoi galà fra MMA, Muay Thai, Kickboxing ed ora anche Pugilato. Inoltre aggiungo un ultimo elemento per spiegare il perché di questa scelta: quando UFC e BELLATOR vanno in diretta, questo accade dalle 4 alle 6 del mattino; con ONE invece abbiamo la possibilità di vederli alle 15, cosa molto più comoda, ed è il motivo per cui ONE fa 30 milioni di ascolti ad evento. I nostri atleti impegnati in ONE, dunque, avranno una vetrina più che buona.

Questa vostra rottura con BELLATOR fa più scalpore perché BELLATOR lavorerà con FIKBMS, inutile nascondersi dietro un dito. Quando avete cambiato partner internazionali in passato è successo tutto molto in sordina. Chi ha cercato chi? E’ BELLATOR che ha bisogno di FIKBMS o viceversa?

Onestamente io penso sia tutto frutto di un grandissimo fraintendimento. Nel momento in cui BELLATOR non ha un accordo con FIGHT1, si guarda intorno per riempire questo buco. In Italia, onestamente, esiste solo un’altra realtà con un organizzazione territoriale simile alla nostra; il problema è che è così solo apparentemente. Nella realtà siamo profondamente diversi: da un lato, loro sono maggiormente dediti al tatami. Ma, soprattutto, non hanno un’esperienza di pro di nessun genere, parlando di galà di alto livello. I nostri promoter, anche di base, sono molto ma molto avanzati rispetto a quelli di base di FIKBMS. Tant’è vero che, pur avendo preso il patrocinio di FIKBMS, stanno facendo un pochino di “shopping” fra i nostri collaboratori per cercare qualcuno che curi i vari aspetti organizzativi, e non solo nei nostri confronti. Faccio un esempio: pare, poi sarà confermato da lui se è vero, che ALEX DANDI si occuperà del matchmaking di MMA. Pare inoltre che un ex dei nostri si occuperà della parte di Kickboxing. (Credo si riferisca a Barbuto, ndr). Pare altresì che in FIKBMS dovranno organizzare un network per vendere i biglietti, che è quello che noi facciamo da oltre vent’anni, fattore che ha contribuito al successo della macchina Oktagon.
A me piace parlare delle cose mie senza guardare in casa altrui, però mi fa sorridere che una volta fatta questa scelta le risorse per gestire il tutto non vengono trovate all’interno di questa organizzazione ma all’esterno, prendendo degli ottimi professionisti che sostanzialmente però non sono dell’organizzazione a cui fanno riferimento.

ONE domina la scena asiatica. Contribuisce al suo successo la trasmissione, spesso in diretta, su FOX SPORT ASIA. Quali saranno gli sviluppi degli eventi ONE in Italia? Leggendo il suo comunicato fra le righe ho inteso che ci saranno eventi ONE qui da noi. Verranno trasmessi in Asia e solo in Asia o possiamo sperare in una vetrina locale?

Per il momento non c’è nulla di deciso riguardo agli eventi, a breve avremo una riunione a Singapore in cui discuteremo di questo. Riguardo alle scelte televisive ovviamente ho le mie visioni, ma devo condividerle con chi di dovere e ad oggi non c’è nulla di ufficiale.

Nel suo comunicato scrive che ONE ha proposto “per i nostri atleti , contratti con bonus di esclusiva e garanzia di 3 match all’anno minimo in Asia più quelli europei gestiti da noi”. Europei? Quindi Carlo Di Blasi e la sua macchina organizzativa si muoverà anche al di fuori dei confini nazionali?

Mi riferisco solo agli atleti, noi gestiremo i match dei nostri atleti in Europa. Non parlavo di organizzazioni ONE, al momento, né in Italia né in Europa.

Sempre nel suo comunicato, scrive che ha “sempre auspicato che Bellator potesse diventare una promotion senza patrocinio ufficiale nazionale lasciando quindi libertà ai nostri atleti di parteciparvi , se non in contemporanea con i nostri eventi, purtroppo così non è stato e ce ne rammarichiamo per Bellator che probabilmente ha sopravvalutato dimensioni, potenzialità e soprattutto esperienza di chi ora li patrocina in Italia”. Non le pare un controsenso, dato che la collaborazione con FIGHT1 prevedeva la partecipazione a Bellator solo ai tesserati FIGHT1?

Non è un controsenso. Noi abbiamo una regola: i nostri atleti possono andare ovunque, dopo richiesta di nullaosta, in qualsiasi organizzazione tranne in eventi FIKBMS. Quindi, un evento unbranded, come fu il primo THAI FIGHT in Italia, a Torino, può vedere la partecipazione dei nostri tesserati. In buona sostanza, i nostri atleti li mandiamo ovunque. Se Bellator non fosse stato FIKBMS, gli avremmo dato tutti gli atleti che volevano. Perciò ripeto che questa loro scelta è frutto di un grande fraintendimento, credere che FIKBMS possa fare il lavoro che faceva FIGHT1.
Il lavoro che facciamo noi con gli eventi, lo sappiamo fare solo noi. E questo perché, dietro FIGHT1, c’è un’esperienza di trent’anni di organizzazione.
Sono stato molto sorpreso, perché davvero fino a pochi giorni fa ci aspettavamo che rimanesse unbranded, ed avremmo collaborato con tutti gli atleti necessari, ovviamente ad esclusione di quelli impegnati con ONE.

C’è un episodio che mi piacerebbe chiarire riguardo al match Petrosyan vs Allazov. Annunciato come titolo pesi leggeri Bellator Kickboxing e combattuto sulle 5 riprese, non vide la consegna della cintura a Giorgio. Fu in seguito all’accordo già in piedi fra Petrosyan e ONE?

Assolutamente si. E questa decisione, presa da Bellator, la condivido totalmente. Avevo già annunciato che quello sarebbe stato l’ultimo match di Giorgio con Bellator quindi era fuori luogo la consegna della cintura ad un atleta che il giorno dopo l’avrebbe lasciata. Il valore di quel match però prescinde dalla consegna di un oggetto, per quanto importante, come una cintura. Quello è stato considerato da tutti il match più titolato che Bellator Kickboxing potesse mettere in piedi, data la caratura degli atleti coinvolti.

Rimanendo sul tema Bellator – FIKBMS, se vuole rispondermi. Loro non hanno a statuto le MMA quindi, essendo un organo CONI, non possono organizzarle. Come crede ne usciranno da questo vicolo cieco?

(prima ride…) Angelo, la ringrazio di questa domanda perché questa è la VERA anomalia. Allora, Viacom è una PUBLIC COMPANY, cioè deve avere tutto chiaro ed in regola, hanno delle policy molto importanti. Hanno preso come partner una DSA che non può occuparsi di MMA, nè tantomeno di professionisti. Gli atleti di MMA Bellator sono a tutti gli effetti dei professionisti! Quindi stanno facendo del professionismo con le MMA, e questo è vietato dallo statuto CONI. Il professionismo, in Italia, può essere fatto solo da 6 federazioni, ovvero 6 sport fra cui la boxe con FPI (gli altri sport che hanno accesso al professionismo sono il calcio con FIGC, il ciclismo con FCI, il motociclismo con FMI, il golf con FIG, la pallacanestro con FIP, ndr). Questo è il primo punto. Se invece vogliamo considerare la parte Kickboxing, la cosa sta in piedi perché in quel caso PRO sta per promozionale quindi tutto regolare senza nessun problema di fondo. Nonostante questo, la gravità è che, per combattere contro Varga, hanno preso un atleta (Shan Cangelosi, ndr) che ha un problema fisico grave e conclamato che per privacy non specificherò. Per questo suo problema non combatteva da noi! Lo sanno, perché sono stati avvertiti anche da me.
Ora aspettiamo di vedere la card per valutare quali altre anomalie ci potranno essere e su queste basi saremo i primi a segnalarle. Perché la grande anomalia di FIKBMS, e lo ripeto sempre, quella originaria, è di avere nel proprio statuto la dizione di essere riconosciuti per la Savate dalla federazione internazionale savate che è all’interno di SportAccord, cosa che non corrisponde alla realtà perché la federazione riconosciuta per la federazione internazionale savate è proprio FIGHT1. Quindi non ci stupiamo di queste continue anomalie che girano intorno a FIKBMS. E non mi si dica che oggi ne parlo perché sono in collera per la questione Bellator, è da tempo che andiamo avanti a segnalare la cosa a chi di dovere. Ora, per fortuna, anche questa anomalia esplode più forte grazie alla questione Bellator ed alle altre anomalie di cui stiamo parlando.
Un’altra cosa fantastica è il caso Gabriele Casella. Nello statuto FIKBMS c’è scritto che nessun tesserato può andare a combattere in altre federazioni che non abbiano una convenzione. FIGHT1 non solo non ha nessuna convenzione con FIKBMS, ma ha cause su cause in corso. Eppure, Casella ha combattuto in FIGHT1, iscrivendo sé stesso ed il suo club, perché le nostre regole dicono che noi prendiamo solo tesserati FIGHT1.

Dopo queste bombe, andiamo avanti. Io la considero il pound for pound dei promoter italiani, e sono sicuramente i numeri a dirlo. Dal suo punto di vista, come giudica lo stato di salute degli sport da combattimento in italia? Soprattutto, il nostro movimento riuscirà a sopportare il continuo miglioramento del livello? Riusciremo a sostenere il livello fornendo atleti all’altezza a questi galà sempre più d’elite?

Io sono molto positivo perché le due cose sono abbinate. L’aumento degli eventi può solamente migliorare la qualità,perché ovviamente ci saranno sempre più possibilità di combattere e sono quelle che rendono il mercato degli atleti vivace. L’Olanda è l’esempio perfetto, ha dominato la scena dagli anni ’70 agli inizi 2000, perché avevano 2-3 galà alla settimana. Oggi in italia abbiamo 2-3 ma anche 4 eventi di sport da ring alla settimana, sommando tutte le organizzazioni. FIGHT1 ha la quota di mercato superiore ma anche gli altri fanno la loro parte. Io dico sempre “marciamo separati per colpire uniti”. Giorgio Petrosyan è stato scoperto all’interno di un galà olandese a cui era arrivato grazie alla Kombat League (vi ho trovato quel match, io me lo ricordo perché ero in KL. Eccovelo qui). Mi venne quindi segnalato questo ragazzo che aveva battuto Imro Main in Olanda, e da lì è iniziata la sua carriera. Dove voglio arrivare? Tutto serve nell’ottica di avere migliori galà, anche il galà più piccolo. Sta veramente partendo una golden era, ne sono convintissimo. L’importante è la qualità degli eventi, che farà crescere la qualità degli atleti.

Partiamo con il tema delle federazioni in Italia. In due parole, perché un’associazione sportiva dovrebbe scegliere FIGHT1 piuttosto che altre?

Per un motivo molto semplice. Innanzitutto se si occupa di ring, è una scelta abbastanza obbligata. Partendo dai dilettanti, con questo circuito che si chiama X-Fighters in cui sostanzialmente prendiamo classe N e classe C e li facciamo combattere tanto fino a farli diventare classe B, e da lì la carriera è segnata. Nei campionati nazionali i classe A entrano nei rating nazionali e, tramite quelli, hanno la possibilità di accedere o ad Oktagon o ad altri galà importanti. L’associazione dunque può vivere il sogno di partecipare, che è fondamentale. Cosa vuol dire? I suoi atleti vanno in palestra sapendo che, se hanno la qualità per arrivarci, parteciperanno a circuiti importanti. Ma anche solo aver partecipato ed aver visto sportivi veri, valori veri, incrociare i Petrosyan o Mustapha Haida, o la Michieletto o la Peritore o Hamza Imane, e li cito così alla rinfusa, è una cosa bella. Piuttosto che avere quelle che io chiamo “cinture della vergogna” che vengono date in campionati dilettanti spacciate per quasi combattimento pro. E’ dunque una scelta importante ma molto seria e qualifica la palestra che la fa.

Lo sport, in italia, è regolamentato da vari organi coni e permette l’esistenza di FSN, DSA, che dovrebbero ufficialmente organizzare uno sport, e di EPS, che trattano la promozione dello sport in generale. Secondo lei, questo è un bene o un male? Preferirebbe l’esistenza di un solo promotore sportivo, una sola federazione (magari la sua) o crede nella bontà della concorrenza?

Io l’ho detto più volte e l’ho dimostrato quando eravamo tutti in FIKB con Falsoni e lo esortavo a non fare la guerra alle altre realtà esistenti. La pluralità di offerta crea il mercato. Un ipotetico campionato unico può sembrare una cosa bella ma io dico sempre questo: se i dirigenti di quei quattro anni sono dei pessimi gestori, cosa deve fare la società che ha solamente il problema di non aver visto eletti dei buoni dirigenti? Deve restare quattro anni a piangersi addosso perché tutto va a scatafascio? Gli Enti di Promozione Sportiva sono la grande risorsa del mercato italiano, quando raccolgono la qualità; il problema è quando raccolgono la quantità che non va sempre a braccetto con la qualità. Nel caso specifico nostro, se FIGHT1 non avesse avuto modo di essere in vita grazie all’accordo con CSEN, saremmo dovuti stare all’interno di un’organizzazione che sostanzialmente ci avrebbe tarpato le ali, come tutti sanno per i noti accadimenti, e non avremmo avuto modo di portare GLORY, BELLATOR etc. Non dimentichiamo che all’inizio FIKB aveva la regola che si poteva organizzare solo per WAKO. Tutti sanno che Glory e Bellator sono ISKA. Quindi se la legge fosse stata come in Francia avremmo perso tutto questo. Questa è la forza della pluralità e della libertà che c’è in italia, a fronte anche di una certa anarchia che non mi va bene ma che accetto.

In estate FIKBMS ha siglato un accordo con FIMT. Fino a quel momento pareva che FIMT fosse in procinto di accordarsi con FIGHT1 anche grazie ad una battaglia legale che stavate portando avanti in maniera congiunta per la Savate (voi) e la Muay Thai (loro). Cosa è successo? Perché questo cambio?

Oh, un’altra bella domanda. La storia è questa. FIKBMS muove guerra a tutte le organizzazioni che stanno al di fuori di essa. Noi con FIMT avevamo ed abbiamo un ottimo rapporto personale anche se ora siamo in due organizzazioni diverse. Quando portavamo avanti le nostre battaglie legali, noi per la Savate e loro per la Muay Thai, entrambi riconociuti da SportAccord, ci siamo messi insieme ed abbiamo fatto dei passi legali contro di loro. Da lì abbiamo organizzato delle gare insieme, un campionato unificato, ed alla fine tutto è terminato con la decisione di portare una squadra insieme ai campionati IFMA. Abbiamo fatto un campionato unificato con 240atleti a Firenze. Non si erano mai visti tanti atleti di Muay Thai, infatti abbiamo avuto una squadra con Martin Michieletto che ha vinto l’oro, Carrara e Vitale che hanno vinto il bronzo. Il miglior risultato di sempre dell’italia ad IFMA. A questo punto è successa la cosa più normale del mondo, ovvero IFMA aveva bisogno di un riconoscimento CONI per l’italia per passare da uno status sperimentale nel CIO ad uno definitivo. Pertanto i vertici IFMA hanno chiesto a Carlot e a Bassetti di trovare una formula per mettersi d’accordo con FIKBMS. Loro ci hanno avvisato, con grande correttezza, della cosa e noi, devo dire la verità e la dico tutta, onestamente abbiamo accettato la cosa anche se con rammarico. E spiego perché. FIKBMS riceve dallo stato 260mila euro per l’attività dilettantistica, noi zero, ci muoviamo solo con gli sponsor. IFMA ha un costo molto elevato. Immaginiamo la squadra di 11 persone che abbiamo mandato agli ultimi campionati (7 atleti, 2 accompagnatori, 2 tecnici) sono costati circa ventitremila euro. Soldi che abbiamo trovato noi di FIGHT1 grazie allo sponsor con Dechatlon, perché questo era il nostro accordo. Undici persone per dieci giorni in Messico. Non conosco nel dettaglio i loro accordi ma suppongo che FIKBMS debba accollarsi i costi delle nazionali. Ma siccome le nazionali che devono andare fuori sono ben quattro, perchè ci sono gli Europei, i Mondiali, i Kids e gli Youth, i costi lievitano. Io 100mila euro non ce li ho. Posso andare una volta in cerca di sponsor, per una squadra, non tutte le squadre per non tutti gli anni. Inoltre dovranno fare una squadra numerosa per avere dei risultati. Noi avevamo la qualità e con 7 atleti abbiamo portato a casa 3 medaglie, ma loro?

Lei, in quanto molto esposto mediaticamente, ha ammiratori e detrattori. C’è da dire però che la schiera dei detrattori risulta spesso essere molto offensiva, quantomeno sui social. Sente di dover dire qualcosa a queste persone?

No, se avete notato io litigo e questiono solo con quelli un po’ grossi. Se avete notato, è talmente facile essere hater e scrivere un insulto, che queste cose non mi toccano minimamente. Io preferisco essere seguito nella vita reale, alle gare ed agli eventi, e non sui social. Oggi Giorgio Petrosyan ha scritto un bellissimo messaggio per l’operazione ONE, Haida ha lasciato la sua testimonianza dicendo quanto è stato bene, per me queste sono le cose che contano. E, per quanto sia incredibile, a differenza di alcuni miei colleghi, io non provo rancore e non mi offendo. Io mi rendo conto che se sei un esponente politico sportivo, o dirigente di federazione, non hai diritto ad offenderti. Devi essere pronto all’invettiva, all’insulto, e devi fartela scivolare. E questo perché hai deciso tu di fare quelle cose e metterci la faccia. Quello che non amo sono le menzogne. C’è qualcuno che continua a dire che io bussi continuamente alla porta FIKBMS. Questo non è solo falso, ma fuori da ogni logica. Mi spiego. Nel momento in cui io apro le porte a ONE e loro stanno sostenendo Bellator, se ci fosse un qualunque accordo, io non avrei fatto altro che dare ai nostri atleti il via libera ai galà di Bellator. E invece c’è un divieto grande quanto una casa. Vi dico che il 21 ottobre porteremo la questione Shan Cangelosi in consiglio federale e posso anticipare che ci sarà una decisione esemplare nei suoi confronti e della sua società. Mi spiace perché Shan è una bravissima persona ed un grandissimo combattente, ma ha fatto l’errore della sua vita, perché Bellator è una volta, mentre noi cisiamo sempre. Lui ha quattro atleti nei nostri galà dopo Bellator e, se il consiglio deciderà in merito, dovremo cancellarglieli.
Ecco, questa è la mia battaglia, e non contro chi si dileggia con me e mi offende.

Non voglio rubarle altro tempo. C’è qualcosa che vorrebbe aggiungere per chiudere?

Faccio una piccola nota. Vediamo FIKBMS come si troverà a guidare la macchina che ho guidato io. Intanto le anticipo che la biglietteria è scesa da 33€ a 19€ (spalti, ndr); bordo ring, che io vendevo a 330€ è sceso a 180€. Vado avanti? No, meglio che non vada avanti.

Un’ultima cosa. Faranno la scenografia ring e gabbia come facevate voi?

Si, assolutamente. Il format è lo stesso perché chi se ne occupa è un superprofessionista, Paolo Boccotti, veramente uno dei migliori producer che c’è in Europa. Ripeto, tutti quelli che hanno assunto prendendoli dalla nostra struttura sono il top. Questa è l’unica cosa giusta che è stata fatta

Dopo questa risposta la linea diventa disturbata e Di Blasi ha il volo in partenza. Dobbiamo salutarci, per fortuna ho completato la mia lista di domande.
Lascio a voi tutte le considerazioni del caso, io onestamente sono impaziente di vedere Giorgio Petrosyan contro un top fighter, sperando che non combatta contro avversari di comodo e nemmeno con i guantini da MMA.

Vedremo, intanto vi saluto alla Di Blasi… Sayonara!!!

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