YOKKAO next generation: Bologna non delude

Faustino vs Bennoui match spettacolo!

Crescere passo dopo passo, anno dopo anno. Questo sembra essere il mantra di Mario Zanotti e del suo team organizzativo, e devo dire che la cosa gli sta riuscendo.

Ho assistito a Gladiatori 2017, e quello andato in scena sabato scorso ha decisamente alzato l’asticella rispetto all’anno precedente. La partnership con il brand YOKKAO ha dato quel qualcosa in più in termini di appeal, e lo sforzo messo in campo dal duo Zanotti – Baccolini ha fatto il resto. Tanti match di qualità, un titolo mondiale WKA, due semifinali per l’accesso al galà ENFUSION di Marzo. Ma andiamo con ordine.

La serata inizia in orario, ed è subito commozione. Viene ricordato Christian Daghio, amico di molti presenti all’evento, e le parole di suo fratello Fabrizio scatenano i primi applausi di un palasport gremito in quasi tutti i posti.

Il primo match della main card è fra Alessandro Pugliese e Steven Lallemand, quattro round di K1 rules

L’atleta di Reggio Emilia è più forte fisicamente, ed interpreta meglio il match. Il francese Lallemand non lo mette quasi mai in difficoltà, match che scorre un po’ piatto e vittoria mai in discussione per Pugliese.
Video del match

Il secondo match è fra Antonio Di Luca, campano di casa a Rimini, e Lorenzo Campolmi, bolognese doc. Muay Thai con gomitiere.

Primo round tutto per Campolmi, che con un miglior lavoro in lotta e dei colpi puliti riesce anche a segnare l’arcata sopracciliare destra dell’avversario. Sembra un cammino in discesa per il bolognese, però dal secondo round il suo ritmo cala, sembra quasi appagato dei danni recati a Di Luca. Quest’ultimo sale nel volume dei colpi a bersaglio e, pur soffrendo sempre le fasi lottatorie, riesce a ribaltare l’andamento del match ed aggiudicarsi l’incontro.
Video del match

A seguire salgono sul ring Fabrizio Leucci, del team SiamBoxing del Maestro Monti di Bologna, opposto a Taraoui Kaled del Team Nasser di Lione (FRA)

O almeno questo dovrebbe essere il match, dato che sulla bacheca Facebook del Maestro Monti leggo le seguenti parole: “(…)ancora adesso NON SAPPIAMO CON CHI ABBIAMO COMBATTUTO!! …quello che è successo dietro le quinte, con quella banda di beduini del team nasser è grottesco, si sono presentati con un atleta che ai promoter risultava essere Kaled Tarorui, ma purtroppo per loro (allego le foto) ci siamo accorti che si trattava di Jalal Mabel, questo rendeva quantomeno difficile inquadrare il livello di chi avevamo davanti (non dimentichiamo che Fabrizio sta facendo ora i primi classe A) ma non basta, il francese si è presentato alle visite mediche con passaporto CON ANCORA UN ALTRO NOME! tale Joao, non ricordo il resto.A questo punto sono andato a chiedere spiegazioni al coach… chi xxxxx è questo Tararoui? Mabel? o Joao? la risposta è stata disarmante “No tranquilli, non è Mabel!..è suo cugino! sono identici” e se non bastasse, ha detto “o combattiamo con le gomitiere, oppure ce ne andiamo” così togliendoci l’unico vantaggio che potevamo avere, alla faccia dei dirigenti Yokkao, che tentavano di imporgli di fare senza.(…)”
L’atleta di cui parla Monti, Jalal Mabel, ha tanti match sul groppone con avversari molto forti, su tutti il russo Tuinov. Le sue parole si inquadrano perfettamente nel contesto, per un coach è dura dover scegliere fra far saltare il match o mandare il proprio atleta contro un avversario notevolmente più forte sapendolo tra l’altro il giorno del match. Essere poi ostaggi del team avversario, che minacciava di andar via facendo saltare anche il main event di Muay Thai, è stato certamente un episodio molto spiacevole da parte dei francesi.

Il match sembra promettere bene, Leucci è notevolmente più abile dell’avversario in lotta, mette dei buoni gomiti giustificando la richiesta di Nasser di adottare le gomitiere. Il suo atleta infatti è un abile kickboxer, non ha per nulla le movenze di un nak muay. E’ però molto forte fisicamente e si vede. Il match scorre nervoso, si perde molto tempo fra proteste di colpi bassi irregolari e gomitiere che vanno spesso sistemate. Al secondo round Leucci subisce una brutta ginocchiata, barcolla e va giù. Si rialza stoicamente, ma poco dopo arriva un ginocchio saltato, perfetto per tecnica e forza, che lo stende definitivamente. Vittoria del francese, non chiedetemi il nome, per ko.
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Si arriva al titolo mondiale WKA K1 rules fra Maldin Hamzai, albanese di casa a Bologna, e Beni “The dog” Osmanoski, croato stabilitosi in Svizzera.

Si inizia subito con un altro momento commozione: Zanotti, maestro di Hamzai, annuncia che questo sarà l’ultimo match della carriera del suo atleta. Inutile dire che il palasport di Zola Predosa viene giù per gli applausi.

I due si sono già affrontati una volta in svizzera, si conoscono, si rispettano. Partono con ottimi scambi, Osmanoski fa capire subito il perché del suo soprannome. Cerca di pressare l’avversario e tenerlo alle corde il più possibile. Hamzai è bravo nel gestire la sua distanza e nei primi round non lascia avvicinare l’avversario se non per sortite sporadiche in cui però è abile nel legarlo evitando pericoli. Al terzo round Osmanoski trova il colpo giusto, Hamzai barcolla ma reagisce d’esperienza riuscendo a portare a termine un round per lui molto difficile. Alla quarta ripresa succede ciò che non ti aspetti: l’inerzia sembrava portare il match e la cintura in Svizzera, ma l’idolo di casa infila un’ottima combinazione di pugilato chiusa con un gancio che stende in maniera quasi drammatica l’avversario. Sembra finita, ma Osmanoski è esperto: sopravvive fino a fine round per recuperare al meglio e cercare l’assalto all’ultima ripresa. Hamzai però rimarca la sua vittoria con un ottimo lavoro di scherma, tenendo lontano l’avversario e mettendo anche alcuni buoni colpi a bersaglio.
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Sul ring salgono il modenese Enrico Chiesi contro il tedesco Jonas Moser.

A dire il vero Moser deve essere originario italiano visto il tifo che lo accompagnava.

Moser longilineo, Chiesi fisico più compatto. E’ il modenese a condurre i giochi, molto più rapido dell’avversario trova ripetutamente degli ottimi low kick, che minano la stabilità di Moser, e dei ganci sinistri fulminanti. Il tedesco è troppo lento per l’avversario, difficilmente riesce ad andare a bersaglio con colpi duri. Alla terza ripresa un diretto di Chiesi fa volare al tappeto Moser. Contato, si rialza e porta a temine il match arrivando alla lettura dei cartellini. Vittoria senza alcun dubbio per Chiesi
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Arriviamo al match più atteso della serata: BENNOUI vs FAUSTINO

Il francese è fisicamente tirato a lucido, Faustino ha il palasport dalla sua ed una esperienza che inizia a diventare importante.

I due non vogliono studiarsi, partono subito duro. La distanza di combattimento è molto corta, scambi di low kick durissimi sembrano minare all’inizio la stabilità del bolognese, che però risponde sempre in maniera fulminea ai colpi del francese. Faustino dà l’impressione di essere più esplosivo, Bennoui invece pare il più pesante dei due. La distanza corta permette ai due di scaricare colpi molto duri però è Faustino ad utilizzare tutte le armi della muay thai, con ottime ginocchiate e gomiti a profusione. Alla quarta ripresa infatti il francese è costretto alle cure mediche, un taglio si è aperto sulla parte alta della fronte. E’ un match molto intenso, anche difficile da giudicare dato l’equilibrio fra i due. Lo stile di combattimento è molto simile, distanza corta e scambi duri. Arriva la vittoria per Faustino, che ha utilizzato una varietà di tecniche maggiore. I pochi calci messi a segno nel match infatti sono stati da parte sua. Pochissimo clinch utilizzato, e forse qui il team francese ha dimostrato poca intelligenza; in due occasioni, infatti, Bennoui è riuscito a proiettare l’italiano con facilità. Avessero proseguito su questa strada forse avrebbero portato a casa il match ed evitato tanti gomiti a bersaglio a corta distanza. Ora Faustino è chiamato alla sfida della vita, il 26 Gennaio lo attende sua maestà Saenchai!
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Si ritorna al K1 rules. Sul ring il tedesco Filip Topic affronta Giuseppe De Domenico, forte atleta di Riccione.

Fra i due una notevole differenza di altezza. Topic arriva tranquillamente ai due metri, contro il metro e ottanta dell’italiano. Da qui si capisce subito la difficoltà di De Domenico di scaricare i suoi colpi potenti.
Il tedesco è abile nello sfruttare l’allungo: calci frontali e ginocchiate d’incontro non mancano al suo repertorio. L’italiano ci prova, a volte pare quasi scoraggiato dal dover colmare la distanza. Nel secondo round infila due ottimi low kick, forse avrebbe dovuto insistere di più con questo colpo e minare la mobilità dell’avversario. Dalla sua Topic trova coraggio anche negli scambi di pugilato, trovando a più riprese dei buoni diretti, sempre colpi singoli però che non riescono a stendere il coriaceo De Domenico. Vittoria ai punti per il tedesco in un match che non sembra quasi mai decollare.
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Porcireanu vs Palermo sul ring, il leone giovane contro quello maturo.

E’ uno scontro in famiglia ProFighting. Lilian Porcireanu combatte per il team di Bologna, Francesco Palermo per quello di Bellaria. I due si conoscono e si rispettano, ma quando suona la campana non si risparmiano. Scambi veloci e movimento all’esterno per Porcireanu, guardia chiusa ed esplosione di colpi per Palermo. Verso la fine del primo round una scarica di ganci mandano Porcireanu al tappeto, un brutto ko. Zanotti è già pronto a gettare la spugna per tutelare il suo atleta. Lilian si rialza e riesce ad arrivare alla fine di questo drammatico round. Il copione si ripete nelle altre due riprese, con Palermo che non riesce più a trovare il colpo da ko ma che comunque è il predatore dei due. Alla seconda ripresa Palermo si taglia a causa di una testata, il match per fortuna non viene interrotto. Porcireanu stoicamente arriva alla fine del match. Vittoria, mai in discussione, ai punti per Palermo.
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Ultimi due match, due semifinali per il torneo ENFUSION che si terrà a Roma il 23 Marzo prossimo.

Nella prima semifinale il nuovo talento di casa Satori, Yao Agbetiafa, è opposto a Nicolae Bordian della ProFighting Imola.

Bordian ha combattuto principalmente fra i 63.5 e i 65 kg, il mio primo dubbio era proprio la questione del peso. Ad occhio, fisico poco tirato il suo, contrapposto ad un Agbetiafa in tutt’altro aspetto. E invece il talento di casa ad Imola non è per nulla appesantito nei movimenti, nel primo round manda spesso a vuoto l’avversario e rientra con degli ottimi colpi. Yao è un po’ in difficoltà nell’inquadrare il bersaglio, anche perché si innervosisce per un taglio che si procura per un colpo involontario di gomito dell’avversario. Nel secondo round inizia a chiudere all’angolo Bordian, e infila ottimi low kick. Sui pugni Bordian è ancora lucido e riesce a farsi colpire il meno possibile. Al terzo round il copione si ripete. Agbetiafa in avanti a mettere colpi duri, Bordian che gira all’esterno. Alcune volte riesce a mandare a vuoto l’avversario rientrando coi suoi colpi, ma spesso subisce l’azione di Agbetiafa che sembra volere di più la vittoria. Sul mio personale cartellino sarebbe 29-28 per Agbetiafa, ma i giudici la pensano diversamente ed assegnano la vittoria a Bordian che vola così ad Enfusion Roma.
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La seconda semifinale vede contrapposti Ovidio “Il Conte” Mihali a Ivan “Criminal” Naccari.

Naccari non sembra particolamente brillante. Mihali gira prevalentemente all’esterno e mette delle buone combinazioni, nella prima ripresa manda spesso a vuoto il pugilato di Naccari che in ogni modo sembra essere il più potente dei due. Nella seconda ripresa si ripete lo stesso canovaccio, Mihali mette anche colpi diversi come le ginocchiate, Naccari ancora a vuoto col pugilato ma inizia a macinare alcuni ottimi calci tenendo costantemente alle corde l’avversario. L’atleta della Thunder però è a suo agio in questo ruolo, ha esperienza e tecnica e riesce a non soccombere sotto la superiorità fisica evidente del siciliano. Al terzo round Naccari infila qualche colpo in più, Mihali digerisce dei buoni diretti al volto e continua il suo lavoro cercando di evitare lo scambio a viso aperto, d’altronde l’esperienza è dalla sua parte e si vede. Per me sarebbe 29-28 Mihali, ma anche qui i giudici mi smentiscono e danno la vittoria a Naccari.
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Sarà dunque Naccari vs Bordian il match ad Enfusion, a meno di clamorosi ribaltoni dovuti a ricorsi che sembrano esserci.

Tutto sommato una serata godibile, parliamo di una organizzazione non di primissima fascia. Non è Bellator nè Oktagon, per intenderci. Però, un gradino sotto, ci sono eventi come Gladiatori. Giunto al diciottesimo anno, è un evento dove davvero i fighter riescono a crescere. Non si può vivere solo di eventi da 5000 spettatori una volta nella vita, anzi sono gli eventi come questo che innalzano il livello degli atleti, degli arbitri, e di tutta la macchina organizzativa in genere. Il duo Zanotti – Baccolini ha radunato, ad occhio, circa 700 spettatori con biglietti in prevendita da 15 euro per la gradinata, a 20 euro per il parterre, fino a riempire anche i tavoli curati con servizio catering. Insomma, un pubblico educato a spendere una cifra che non è altissima, ma che comunque in relazione alla media italiana si piazza su una fascia alta.

Do un bel 9 a questa serata. Perché non 10? Perché il 10 non è migliorabile, ed io sento che Gladiatori può essere ancora meglio di così, è quello che mi aspetto dagli organizzatori e so che ci riusciranno!

Categoria
KICKBOXINGMUAY THAI

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