Via Sibari, nella casa dei Petrosyan

20 ottobre - PetrosyanMania

Guardo dal finestrino mentre il taxi viaggia per la città. I palazzi mi scorrono davanti, come sempre quando vengo qui sono assalito dai ricordi. D’altronde ci ho vissuto e lavorato per sei anni, periodo della mia vita che definire spensierato è un eufemismo. Milano ha i suoi difetti ma il suo abbraccio ti lascia il segno e non ne puoi restare indifferente, il marchio resta per sempre.

C’è poco traffico ma è normale nel primissimo pomeriggio del sabato. Il taxi ci mette poco a portarmi da Porta Romana, dove sono salito, a via Ripamonti, angolo con via Sibari. Andrò poi a piedi fino alla palestra, Armen dovrebbe essere li ad aspettarmi. Avere un sabato libero nel mezzo di una lunga stagione lavorativa è stato un colpo di fortuna che ho pensato di sfruttare al massimo, il fatto che alla sera sia programmato ICF 4 casca a puntino.

Organizzarsi con Matteo “Fudo” Riccetti è stato un attimo, ma quando mi ha detto che aveva in programma anche una sessione fotografica per degli sponsor ho subito pianificato per tornare qui. Scendo dal taxi in anticipo e vado nel solito baretto per un caffè, dietro il banco non c’è la signora dell’altra volta ma un ragazzo cinese, il segno dei tempi che cambiano. Il tempo di riordinare le idee su quello che dovrò fare, controllo se ho perso qualcosa come al solito e mi avvio.

Il panorama non è granché, siamo in piena città ma si respira aria di periferia, un misto di capannoni, officine, gommisti, le palazzine però sembrano abbastanza signorili. Entro dal cancello e percorro un viottolo, in fondo ecco la palestra. Entrando noto che a fianco fanno del Crossfit, non mi sembrava ci fossero l’ultima volta ma magari ricordo male.

Se non sbaglio è la quinta volta che vengo qui ma la prima sensazione è sempre la stessa: soggezione. I numerosi trofei in bella vista mi ricordano che i padroni di casa non sono due persone qualunque. Uno è leggenda, l’altro un campione che sta mostrando anche grandi capacità manageriali, il suo PetrosyanMania sta salendo sempre più di livello, anno dopo anno. È per questo che sono qui, il 20 ottobre c’è il prossimo capitolo e come tradizione vengo a fare il punto con Armen.

Attraverso l’atrio ed entro nella palestra vera e propria, ci sono sei o sette ragazzi che fanno riscaldamento, realizzo subito che si tratta di agonisti. Uno di loro si stacca dal gruppo e viene ad accogliermi: è Mattia Solarino, uno dei più titolati. Lo saluto ma dal suo sguardo capisco che gli sembra di conoscermi ma non riesce ad inquadrarmi. Ci credo, quasi tutti i contatti che abbiamo avuto sono virtuali, ormai si viaggia in due dimensioni parallele. Ci si conosce in una e magari non nell’altra.

Mentre mi spiega che i fratelli non sono ancora arrivati penso che è bello grosso e alto, non lo ricordavo così imponente. Gli dico che aspetto in anticamera ma cerco di sbirciare alle sue spalle per riconoscere qualcuno: Ruggiero, Flumeri. Lapicus, un paio non li conosco, il più grosso di tutti deve fare MMA ma mi sfugge il nome. Tornano al riscaldamento e mi accingo all’attesa ma dura poco, dopo cinque minuti entra Giorgio Petrosyan col suo amico amico a quattro zampe.

Il più forte kickboxer del pianeta, come si fa a restare indifferenti? Potresti immaginare che è un gigante alto tre metri ma in realtà colpisce perche con felpa e cappuccio è una persona normalissima, se non sai che è lui passa inosservato, immagino sia proprio quello che vuole. Ti porge la mano e la senti piccola, quasi delicata, non diresti che è un arma che ne ha stesi così tanti poi incrocio il suo sguardo e i tasselli vanno al loro posto. È magnetico, non riesci a leggergli dentro ma ti senti trapassare. Mi sta sorridendo ma sono comunque a disagio, posso solo immaginare cosa provano i suoi avversari quando sono davanti a lui sul ring.

Prende il fischietto e va a dirigere la seduta di allenamento. Il quarto d’ora successivo passa così: Giorgio fischia, gli atleti eseguono e io mi perdo come tutte le volte osservando ogni singolo trofeo, targa o poster. Ognuno di loro è bellissimo e si capisce che dietro ci sarebbe una bella storia ricca di aneddoti: vorrei conoscerli tutti. Fantastico di rapire i fratelli e farmeli raccontare, uno per uno.  Mi riprendo quando noto movimento dietro al portone: è arrivato Armen Petrosyan.

È solare e sorridente e la cosa mi fa piacere, la prima volta che sono venuto qui era più guardingo, ora si fida e non si fa problemi s farmelo capire. Poi le cose gli stanno andando bene, l’ultimo match lo ha perso ma conta poco, sia lui che Giorgio si sono legati a ONE che non è certo una promotion povera. In più la sua palestra sta avendo successo. I suoi ragazzi ottengono risultati e PetrosyanMania cresce sempre più. In pratica ha la serenità dell’uomo che sta riuscendo a realizzare i suoi sogni.

Ci accomodiamo sul solito divanetto e inizia a parlarmi del suo evento. Ne organizza due all’anno, il principale è a febbraio ma è riuscito comunque a comporre una bella card.


FZ: allora, ogni anno sempre meglio

Armen: si, sono soddisfatto.

FZ: per essere il fratello minore del gala di febbraio hai fatto le cose in grande

Armen: infatti abbiamo tolto “aspettando”, ora tutti i nostri eventi si chiamano “PetrosyanMania”.

FZ: descrivici un attimo la card

Armen: abbiamo 14 match, di cui due valevoli per il titolo italiano, uno di MMA a 77kg, l’altro di kick a 60 kg. I nomi non hanno bisogno di presentazione, ci sono quasi tutti i nostri ma anche Spanu, la Mertens, Di Luca. e altri. Molti di loro hanno già combattuto a PetrosyanMania.

FZ: Partiamo dal match di Solarino che affronta Anouar Khamlali, match duro

Armen: in Italia Mattia ha fatto quello che doveva, continuiamo ad alzare l’asticella con prestige fight internazionali.

FZ: passiamo al primo match titolato, quello di Flumeri che difende la cintura

Armen: è la rivincita con Arquiquil con cui ha perso qualche mese fa.

FZ: mi ricordo, Mirko era partito bene ma alla lunga ha patito l’aggressività dell’avversario. Cosa dovrà fare questa volta?

Armen: non posso dirti cosa abbiamo studiato, ma sarà pronto,

FZ: in locandina vedo Negrea, a Oktagon mi è parso in fase calante

Armen: i suoi ultimi match non sono stati esaltanti ma ora è passato nel nostro team. Ci sono diversi classe A con cui si può allenare e sta ritrovando motivazioni. Rivedrete il vero Negrea.

FZ: altri match che ti piacciono particolarmente?

Armen: a me piacciono tutti, uno Spanu-Calzetta è match di livello, come Castro-Di Luca o Mirno-Sacco, senza dimenticare quelli femminili.

FZ: per ultimo ho tenuto Lapicus, sai che ho un debole per questo fighter, per me fortissimo

Armen: Si, Iuri andrà per il titolo italiano contro Esposito

FZ: te lo devo chiedere, non credi sia arrivato per lui il momento di alzare il livello? Rispetto per Esposito, ma questi non sono alla sua altezza

Armen: guarda, il problema è che nessuno lo ha voluto affrontare. Se avessi saputo che organizzare questo match era così difficile, avrei cercato un avversario straniero per un prestige fight.

FZ: ma dopo questo match quali sono i programmi per lui? Aveva vinto le selezioni Bellator no?

Armen: si apriranno un paio di strade in alcune promotion molto importanti, una è quella che hai detto.

FZ: lo vedremo a PetrosyanMania di febbraio?

Armen: si, quello sarà un super evento, cercheremo un avversario italiano di grande livello per lui.

FZ: hai già idee sul nome?

Armen: uno di quelli che stanno in cima ai ranking, è il momento di far vedere chi è Iuri. Sempre che se la sentano di affrontarlo!

FZ: tra l’altro se non sbaglio a febbraio combatterà anche Giorgio

Armen: mio fratello difenderà la cintura, fuori da ONE, l’unico ring su cui lo si può vedere è il nostro o quello di Oktagon. Ci sarà da divertirsi.

FZ: Ti ringrazio tanto Armen, ci vediamo il 20 ottobre a PetrosyanMania

Armen: grazie a voi, vi aspetto.


Guardo l’orologio, è il momento e andare perché ho un evento di MMA che incombe, resta il tempo per qualche chiacchiera a microfono spento, per salutare Lapicus e per strappare una mezza promessa di poter intervistare Giorgio verso fine anno.
Armen: si, fagli dire qualcosa che non parla mai hehehe

Fuori dalla palestra il sole si fa sentire. L’idea di poter intervistare Giorgio da una parte mi inorgoglisce, dall’altra mi fa salire l’ansia. Scaccio i pensieri, ci sarà modo di preoccuparsi più avanti, sarà un altra storia e un’altra avventura.

Stay tuned, amici.

 

Categoria
KICKBOXING

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