Una giornata al Cardano Top Team

Cogliandro e Frasineac le punte del team diretto da Luca Cardano dove tanti altri ragazzi e ragazze stanno crescendo

La sede del Cardano Top Team è a Galliate, cittadina di 15.000 abitanti in provincia di Novara. La location è storica, all’interno delle antiche scuderie di Villa Varzi, famiglia locale attiva ai primi del Novecento nel settore manifatturiero. Achille Varzi invece nello stesso periodo fu famoso pilota, uno dei pionieri dell’automobilismo italiano. Ci arriviamo in un pomeriggio di novembre per incontrare il suo titolare, il Maestro Luca Cardano. Veniamo accolti molto cordialmente e dopo un rapido giro dei locali della palestra e una stretta di mano agli atleti che stanno per iniziare l’allenamento facciamo a Luca qualche domanda.

FZ: Luca inizio col chiederti se vuoi spiegarci i motivi alla base della tua separazione dal Maestro Stabile, una collaborazione che durava da dieci anni.

Cardano: «Ti dico che mi aspettavo questa domanda… so che se ne parla molto nell’ambiente. Si è trattato di una scelta ben ponderata, dopo dieci anni di collaborazione i tempi erano maturi per diventare indipendente. Nessun problema, nessun litigio. Sono stato benissimo nel Team Stabile e ho imparato moltissimo del resto il miglior maestro è colui che forma il maggior numero di maestri. Ho 45 anni ed era il momento di prendere una strada in cui le soddisfazioni e la responsabilità degli errori ricadessero su di me.»

FZ: Un’altra voce che circola è quella che sarai parte con il tuo gruppo del Cardano Top Team dell’organizzazione di ICF 7 qui a Galliate nel prossimo febbraio.

Cardano: «Sì, è allo studio. Una chiacchierata col fondatore di ICF Alex Dandi ha fatto nascere quest’idea, che non è ancora concreta ma sta maturando. A Galliate sono già state fatte tre edizioni del Predator, marchio che naturalmente è rimasto di proprietà dello Stabile Team e mi piacerebbe però poter mantenere eventi a Galliate. Alex è anche il manager di due miei atleti e la collaborazione sta riuscendo naturale, speriamo di chiudere il cerchio e ospitare davvero qui ICF 7.»

FZ: Parlando di prossimi eventi, quali i programmi futuri dei tuoi atleti professionisti?

Cardano: «Abbiamo una bella scuderia, tre professionisti: Matteo Caretti (3-0) combatterà sabato a Lugano in The Cage. Walter Cogliandro ha appena affrontato Souk Khampasath per la cintura ICF portando a 9-0 il suo record. E non dimentichiamo che Souk Khampasath è cintura nera di Jiu Jitsu brasiliano e veniva da una vittoria all’ M1 Global. Virgilio Frasineac (9-1), sconfitto in carriera solo da Carlo Pedersoli che oggi è in UFC, doveva combattere il prossimo 15 dicembre a ICF 6 per la cintura ma purtroppo dovrà attendere causa un infortunio alla mano.»

FZ: Alle loro spalle stanno emergendo nuovi prospetti?

Cardano: «Sì assolutamente. Abbiamo diversi semi professionisti nel team. Aldo Geloci (3-0) Luca Borando (1-0), Valentino Riva, Alen Cepunaj e un altro paio di ragazzi. Alleno poi una ventina di atleti nel grappling che si sono comportanti benissimo recentemente nel NAGA ad Amsterdam. In cinque hanno conquistato 3 ori nel Jiu Jitsu e 4 argenti nel grappling.»

FZ: Tra l’altro hai concluso di recente un accordo con la Rilion Gracie Accademy per sviluppare ulteriormente il settore Jiu Jitsu.

Cardano: «Sì, da quest’anno il settore brasilian Jiu Jitsu sarà seguito dal Maestro Rafael Torres responsabile italiano della Rilion Gracie Accademy che una volta al mese verrà qui a seguire quell’attività. Sono amico da tempo di Rafael e volevo con noi una figura come la sua per dare ancora maggiori possibilità di apprendimento e crescita sportiva ai nostri atleti.»

FZ: Com’è studiata e organizzata l’attività al Cardano Top Team?

Cardano: «Nei minimi dettagli. Tengo molto ad offrire agli allievi un allenamento e un’assistenza che copra ogni aspetto del loro impegno sportivo. Abbiamo un bravissimo nutrizionista, Alberto Patrucchi, punto di riferimento importante, Cogliandro e Frasineac sono anche coach, di totale fiducia, essendo cresciuti sempre con me. Abbiamo anche la possibilità di essere affiancati da dei fisiatri che sono a disposizione in caso di infortuni. C’è una coach molto esperta, Simonetta che lavora con noi da molto tempo. Chi si allena con noi qui trova tutto. Il Cardano Top Team ha anche due sedi distaccate, una a Marcallo vicino a Magenta e una a Como, tenute da due miei corsisti che sono direttamente appoggiati da me. A Como c’è Simone Selle, oro al Naga nelle cinture blu, mentre a Marcallo il responsabile è Edoardo Simoni, una trentina di match tra pugilato e Kick Boxing che sta diventando anche molto competitivo nelle mma.»

  

FZ: Segui anche l’attività femminile, che in Italia è un po’ un punto dolente?

Cardano: «È sicuramente un punto dolente, ci sono numeri molto bassi. Io sono appassionato di questo sport a 360 gradi e alleno assolutamente anche le ragazze. Al momento ne abbiamo comunque già diverse con noi. Competitive per l’agonismo sono Aurora di Nunno, molto preparata nel grappling e Beatrice Torraco che debutterà nel contatto pieno quest’anno. Ed è un punto di orgoglio per me avere nel team anche due ragazze di ottimo livello. Anche tra i ragazzini che iniziano l’addestramento nel grappling, c’è una bambina che promette molto bene.»

FZ: Una domanda che faccio a tutti gli addetti ai lavori del settore che intervisto: io credo di essere uno dei pochissimi appassionati di questo sport in Italia che non ha mai praticato e frequentato palestre. Si riuscirà mai a coinvolgere il pubblico esterno?

Cardano: «È una domanda difficile che richiederebbe un’ora di discussione. L’italiano medio è una persona molto particolare, legata tantissimo al proprio particolare e alle proprie tradizioni. Ha abbastanza paura ad evolversi. Ci sono complicazione a monte, inoltre, se non sei dentro le MMA possono a prima vista essere scambiate per violenza. Va detto però che le MMA nell’ambito marziale sono lo sport del futuro, destinate a primeggiare in quanto racchiudono in se tutta l’essenza della varie arti. Sono convinto ci vorrebbe più collaborazione tra noi addetti ai lavori, cercare di fare gli eventi insieme, più grandi per coinvolgere più pubblico, cosa che in Italia è davvero difficile perché si è più portati a guardare il proprio orticello che a collaborare.»

FZ: Ha scatenato polemiche la proposta di far affrontare nella gabbia ultras di Inter e Milan dopo un addestramento di sei mesi. Cosa ne pensi?

Cardano: «Credo che il mondo ultras e quello della MMA siano due mondi a se. Dico questo senza dare alcun tipo di giudizio preconcetto su nessuno dei due sia chiaro. Quest’idea, così come l’ho sentita non mi piace, però va detto che chi l’ha proposta non ha avuto nemmeno il tempo di spiegarla, quindi prima di dare un giudizio personale vorrei potessero meglio esprimere il concetto che portano avanti.»

FZ: Per chiudere due parole sulla tua l’attività agonistica personale, continuerai ancora un po’ o ritieni sia arrivato il momento di dedicarti solo all’insegnamento?

Cardano: «Ormai sono agli sgoccioli… mi sono tolto lo scorso anno lo sfizio di disputare un match professionistico di MMA che ho vinto tra l’altro. Certo, ora prima di tutto vengono gli allievi, l’insegnamento mi richiede moltissimo tempo. E avendo aperto un Team autonomo ho anche responsabilità maggiori a ogni livello. Vorrei però riuscire a combattere ancora qualche battaglia nel grappling.»

FZ: Esiste quindi anche nella tua disciplina un’attività Master come in molti altri sport?

Cardano: «Sono molte le federazioni che suddividono le categorie per età oltre che per peso. Certo a volte mi piace anche competere con ragazzi più giovani. Quindi scelgo a seconda dell’evento. Quest’anno ai NAGA ho combattuto nella mia categoria di età e ho perso ai punti in finale con Gil Catarino, brasiliano, cintura nera da ben 18 anni, che per me è stato assolutamente un onore affrontare. In Italia i master non sono tantissimi ma a livello mondiale c’è molta attività, anzi è un settore che andrebbe spinto maggiormente. Certo è bello anche confrontarsi ancora coi ventenni, ma ovviamente l’impegno fisico diventa enorme: si cerca di usare l’esperienza ma più il match avanza scopri che l’avversario ha benzina da vendere!»

Ringraziamo quindi Luca Cardano per questa esauriente conversazione in cui ci ha fatto conoscere il suo team e quel che pensa sul mondo delle MMA. Lo lasciamo ai suoi allievi. Anche per me è ora di tornare alle mie attività, ma riparto da Galliate avendo anch’io imparato qualcosa.

Categoria
MMAMMA ITALIANE

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