UFC vs New York Times: la saga continua

Qualche giorno fa abbiamo riportato di certi problemi che UFC sta affrontando per riuscire a portare a termine la “trilogia di Jacksonville”.  In particolare hanno fatto discutere i protocolli anti Covid e la clausola che atleti, membri dell’organizzazione e rappresentanti dei media hanno dovuto sottoscrivere, nella quale si impegnano a non commentare le procedure che UFC sta mettendo in pratica in tema di prevenzione.

Martedi, quindi tra UFC 249 e Ufc Fight Night, il New York Times, a firma Kevin Draper. è uscito con un articolo molto critico nei confronti della promotion guidata da Dana White

https://www.nytimes.com/2020/05/12/sports/coronavirus-ufc.html

In pratica l’autore punta il dito sul mancato rispetto del compendio intitolato  U.F.C. Jacksonville Event Operations Plan

contenente le linee guida che UFC ha studiato per una efficace prevenzione. Vengono messi in discussione i capisaldi di questo compendio: il rispetto delle distanze,  l’uso della mascherina e i contatti fisici, tutti aspetti che sarebbero regolamentati in maniera molto rigida sulla carta ma non rispettati nella stessa maniera alla prova dei fatti.

Il giornale sottolinea che nell’albergo che ospita la carovana  atleti e staff sono venuti ripetutamente in contatto mentre avrebbero dovuto rimanere isolati,  ci si chiede come mai alla cerimonia del peso molti sono andati faccia a faccia quando avrebbero dovuto mantenere una distanza minima (addirittura Esparza e Waterson si sono abbracciate).   E ancora perchè a Jacare è stato possibile partecipare anche se sussistevano motivi che lo potevano ritenere “caso sospetto”, avendo dichiarato che un suo parente aveva contratto il Covid) e perchè non tutti i membri dell’organizzazione sono arrivati entro mercoledi come gli atleti, in modo da poter analizzare i tamponi in tempo utile (pare che un giudice sia arrivato venerdi) e isolare eventuali positività.

Anche i protocolli messi in pratica durante lo svolgimento sono messi in discussione:  le postazioni dei media erano ben distanziate attorno alla gabbia ma i commentatori si affiancavano per i loro interventi in diretta televisiva, le interviste ai vincitori sarebbero dovute essere “per remoto”, invece Joe Rogan le ha fatte normalmente e ha stretto pure la mano insanguinata di Justin Gaethje.  Molti erano senza mascherina, Dana White compreso.

L’autore in pratica sostiene che il compendio non sarebbe altro che fumo negli occhi per calmierare l’opinione pubblica e poter andare avanti col programma,  forti del sostegno del Presidente Trump che auspica da tempo la ripartenza dello sport USA.

L’articolo ha causato la stizzita replica di Dana White che in conferenza stampa non ha avuto parole tenere per l’autore e per il giornale, accusandolo di portare avanti da tempo una campagna contro Endeavor e di conseguenza contro UFC.

A difesa sono arrivate anche le parole di Daniel Cormier che ha sottolineato l’inutilità dei protocolli all’interno del palazzetto in quanto tutte le persone presenti sono state testate in precedenza e risultate negative, (a questo proposito il Times sottolinea che il regolamento vale solo per la carovana UFC: i dipendenti del palazzetto ad esempio, non sono tenuti a rispettarlo).

Vari atleti hanno dato la loro opinione, tutti pro UFC,  tra questi anche Marvin Vettori che in un podcast per mmafighting

https://www.mmafighting.com/2020/5/12/21255647/eurobash-episode-82-with-marvin-vettori-brian-kelleher-roberto-soldic-jose-youngs

ha sottolineato che le polemiche sollevate dagli organi di informazione non sarebbero di aiuto per gli atleti.

Anche la questione della famosa “clausola della discordia” ha avuto seguito:  MMAJA, l’associazione giornalisti di MMA ha rilasciato un comunicato in merito

https://www.mmaja.com/statement-05-11-20/

in cui si stigmatizza il contenuto della clausola stessa e si invitano i soci membri a non sottoscrivere nulla promettendo appoggio in caso di problemi con la promotion.

E’ notizia delle ultime ore che UFC avrebbe, per chiudere la questione, garantito una rivisitazione della norma, in modo da non alimentare ulteriori polemiche.

Sabato notte andrà in atto il terzo e ultimo atto della trilogia di eventi, vedremo se ci saranno ulteriori novità, dando per assodato che bisognerà aspettare i tempi di incubazione del virus (fino a 15 gg) per capire se le misure di sicurezza hanno tenuto o meno e per poter valutare appieno le conseguenze

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Categoria
MMAUFC

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