THAIBOXEMANIA – YOKKAO 35 & 36: che spettacolo!

Emozioni.
Potrei scrivere fiumi e fiumi di parole, risultati, analisi e quant’altro, ma alla fine quello che dovete sapere, quello che vorrei provaste anche voi, sono le emozioni.
A partire da subito, dalla cerimonia del peso, anzi no a partire dal pick-up in aeroporto.
Vi avviso, se qualcuno non lo sapesse ero presente all’evento come coach di Luca Falco, quindi se pensate io mi stia facendo prendere la mano, se pensate che io possa essere poco obiettivo, non posso biasimarvi.
I risultati dei match li metterò alla fine, in calce, come un freddo post scriptum. Che poi, se siete appassionati del ring, conoscete già tutti i risultati. Quello che non conoscete sono proprio loro, le emozioni!

Con il mio atleta voliamo alla volta di Torino e troviamo ad accoglierci un driver munito di tablet col logo Yokkao ad attenderci ed a bordo di un lussuoso van con interni in pelle e minibar ci conduce ad un hotel quattro stelle in pieno centro di Torino.

Tutto preciso come un orologio, tutto già pronto al nostro arrivo per le operazioni di peso che si svolgono con estrema puntualità e precisione. Quando entro, vedo Saenchai in un angolo, provato dalla sauna per rientrare nel peso. Noto che non gli hanno fatto sconti e la cosa mi rincuora subito. Ci pesiamo, foto di rito, poi via a pranzo e passeggiata. La precisione dell’organizzazione è svizzera, camere perfette, ticket restaurant per pranzare in autonomia, appuntamento per lo shooting fotografico nel pomeriggio. Insomma, gli atleti sono stati delle vere star, merito della precisione logistica di Barbuto e della presenza mediatica di YOKKAO.

Intanto dalle storie instagram vediamo come il Palaruffini inizi a prendere vita: l’allestimento procede e si capisce quanto sarà spettacolare l’evento.

Sabato tutti gli atleti vengono condotti al palazzetto con navetta privata, al loro ingresso si scatenano i fan per le richieste di foto con i loro idoli thailandesi. Si comprende quanto sia forte il lavoro di visibilità social di YOKKAO, parliamo di cifre impressionanti: 260mila follower su instagram, 660mila fan su Facebook ed un canala Youtube che conta oltre 28 milioni di visualizzazioni.

La precard inizia alle 17 con la formula YOKKAO NEXT GENERATION. Una sorta di “serbatoio” di nuove promesse e giovani speranze. Dei dieci match in card l’atleta che ha spiccato di più è stato Angelo Volpe, che ha battuto per KO un Gianluca Bortolotti mai entrato nel match.

La card principale di YOKKAO 35 parte puntuale alle ore 20 ed è subito emozione: tutti in piedi per la presentazione degli atleti, con passerella finale per sua maestà Saenchai.

I match sono subito di buon livello. Si distinguono subito NG KING CHUNG e RUSTAM VYNTU che combattono su 3 riprese ad un ritmo molto alto. La vittoria dell’atleta di Hong Kong mi fa storcere un po’ il naso, da ciò che ho visto io il pugile della Yamabushi Gym ha tenuto meglio il centro e pressato di più in un match che è stato davvero equilibrato, personalmente avrei premiato lui.

Più avanti nella card entra in scena il primo thailandese, si tratta di TONGCHAI che affronta l’italiano MATTEO DE LUCA della Sanpayak Gym, atteso come vittima sacrificale. E invece De Luca fa un match di gran cuore e testa, limita il thailandese mettendo i suoi buoni colpi. Il ritmo non decolla mai abbastanza, De Luca evita di scoprirsi e Tongchai non affonda mai troppo il colpo forse un po’  timoroso per qualche rientro che De Luca gli ha riservato. Ai punti vince il thailandese, ma applausi per l’atleta di Cangelosi.

Si arriva al secondo thailandese, ed il livello sale parecchio. YODCHAI affronta JONATHAN ASTARITA per il titolo intercontinentale WBC. L’atleta YOKKAO viene acclamato dal pubblico, per l’italiano ci sono solo i suoi tifosi al seguito ed i team italiani che combattevano nella serata. Personalmente mi ha fatto un po’ di tristezza vedere la maggior parte del pubblico esultare per Yodchai, ma Astarita scalda subito i cuori di molti combattendo un primo round con cuore e coraggio. La sua tattica pare chiara, afferrare i potenti middle kick del thailandese per spazzarlo o rientrare di braccia. All’inizio le cose funzionano un po’, Astarita riesce sempre ad afferrare Yodchai anche se non sempre lo spazza o lo colpisce duro. Però il prezzo da pagare è alto, già a fine primo round il braccio ed il fianco dell’atleta Vayupak sono pesantemente segnati. Il secondo round vede il thailandese alzare il ritmo e colpire molto di più coi suoi medi, fino ad arrivare al terzo round dove l’italiano subisce davvero troppo al punto da essere fermato dal suo angolo. Gran cuore e coraggio, dietro le quinte eravamo tutti a battere le mani per la sua tenacia seppur preoccupandoci per la sua salute.

A seguire sul ring il match che non t’aspetti: l’idolo social SPENCER BROWN vede letteralmente i sorci verdi contro LUCA ROMA. Si sa, il pubblico social non è composto solo da tecnici e atleti e la maggior parte dei presenti valuta i fighter solo dai 10 secondi di video in cui fanno le ripetute ai pao. Per gli spettatori, insomma, Luca Roma era l’agnello nella bocca del lupo Brown.
Ed invece… fin da subito l’atleta di Calzolari dà battaglia e fa vedere allo scozzese di che pasta è fatto. I colpi si scambiano da una parte e dall’altra, il pubblico inizia a meravigliarsi per l’avanzare dell’italiano, sembra quasi come in Rocky IV quando i russi iniziano a tifare per lo straniero, anche se al Palaruffini è successo l’esatto opposto iniziando a tifare per l’italiano, ma va bene così.
Spencer capisce che non sarà la passeggiata che si aspettava e deve metterci tutta la sua esperienza e la sua forza fisica. Il match arriva ai punti, il risultato è sicuramente in bilico. Viene decretato vincitore, e nuovo campione europeo WBC, l’atleta YOKKAO Spencer Brown ma Luca Roma ha guadagnato qualcosa di più di una cintura, ovvero il rispetto e l’ammirazione degli addetti ai lavori! Bravissimo Luca!

Main event di Yokkao 35, SINGDAM “black lion” contro JEREMY PAYET “Mr Ko”. Il thailandese, campione del Lumpinee nel 2012 e fighter dell’anno nel 2003, opposto ad un atleta con gli occhi di ghiaccio che ha collezionato 19 vittorie per ko su 24 incontri. Primo round e Singdam mostra il suo marchio di fabbrica: un calcio destro da far tremare i palazzi. Payet però è pronto e lo aspetta al varco: afferra il calcio e con il diretto destro fa volare il thailandese. Il pubblico ammutolisce, Singdam si rilaza e riparte, Payet lo fronteggia alla grande e riesce anche a metterlo knock down. Tensione in sala, qualche timido applauso per il francese, il primo round drammatico finisce con Singdam che barcolla nel raggiungere l’angolo. “Ormai è finito” dicono i più. Ma lui è Singdam, uno che di battaglie ne ha fatte tantissime. Riesce subito a fiaccare la resistenza dell’avversario con due calci alle costole seguiti da forti ginocchiate. Payet non ne ha più, Singdam pare essere tornato indietro di 10 anni. Il pubblico si infiamma, è un delirio! Arriva il primo conteggio per Payet, poi il secondo, e sul gong arriva il terzo. Per regolamento è ko tecnico al terzo conteggio nello stesso round. Singdam esulta, il team Yokkao impazzisce, la folla è in festa per questa impresa sportiva!

Si chiude Yokkao 35 e, dopo un breve intermezzo, si riparte con Yokkao 36.

Il livello del primo match è altissimo. VIOREL VYNTU e ALESSANDRO SARA sono un misto di tecnica e tattica. Match per palati fini, non è una guerra a viso aperto ma una partita a scacchi. Sara sfrutta le sue leve lunghe, Vyntu cerca di far sentire la sua maggior potenza. Difficile giudicare, viene data la vittoria a Vyntu ma era davvero in bilico. Il pubblico si scalda poco, il match è una chicca tecnica e va compreso, segno che il palasport è pieno davvero anche di pubblico occasionale (e questo è un bene).

Il palasport torna a tremare quando sul ring sale SUDSAKORN. Già conosciuto dagli abitanti di Torino, il tifo è tutto per lui. Certo, ci siamo noi addetti ai lavori che tifiamo per il suo avversario, LUCA TAGLIARINO del Team De Pro. Ho visto poco il match, i danni subiti dall’italiano mi hanno mostrato un match squilibrato. Rivedendo il video, Tagliarino ce l’ha messa tutta nel fronteggiare il suo avversario, ne è uscito con una gamba malconcia, l’occhio destro tumefatto ed il sinistro con qualche punto di sutura. Ma, soprattutto, ne è uscito a testa alta. Bravo Luca!

Tocca a LIAM HARRISON. Conosciuto come “Hitman”, per lui questa sera c’è una brutta gatta da pelare. IVAN NACCARI infatti ha dimostrato in breve tempo di essere un atleta duro e coraggioso, con buoni colpi ed una mentalità davvero guerriera. Harrison prova ad alzare il ritmo in un paio di occasioni, Naccari gli fa sentire che con lui è meglio non rischiare. Intelligente l’italiano a combattere in guardia opposta per evitare i tremendi low kick dell’inglese, cosa provata da molti in passato contro Harrison ma riuscita solo a Naccari ad onor del vero. Il match scorre via con l’esperienza dell’inglese nel portare a casa il risultato senza rischiare troppo, e l’attenzione dell’italiano nel provare a mettere un buon colpo di incontro. Bravo Ivan, forse con un pizzico di timore reverenziale in meno avrebbe potuto portare a casa il risultato, ne aveva le possibilità secondo me.

A questo punto tocca a noi. Saliamo per primi sul ring, non posso dire che il palasport era freddo perché avevamo oltre 100 persone a seguirci, però a parte loro silenzio generale. Va bene così, certe cose ti caricano.
Tocca a MANACHAI, brand ambassador Yokkao e idolo del pubblico social. Si sprecano i video in cui fa le ripetute ai pao o quelli dove gambizza i poveri malcapitati di turno. Ora, quel turno è il nostro, ed il mio atleta non ha per nulla voglia di fare la parte della vittima sacrificale. Un “ooooh” fortissimo si alza nel palasport dopo circa 30 secondi. LUCA FALCO colpisce col suo diretto sinistro il thailandese, che vola indietro per un metro e va al tappeto. Tutto ok, Manachai è esperto e sa che deve rialzarsi subito per non farsi contare. Nella Muay Thai lo chiamiamo “flash down”, va bene così. Il primo round scorre con il campione thailandese che inizia a rendersi conto che il suo avversario non cerca la grande esperienza, cerca la vittoria. L’angolo di Manachai è teso, il primo round è nostro. Nel secondo la situazione si riequilibra, il thai ha forza ed esperienza e non è di certo una passeggiata per Luca Falco. Nel terzo round Manachai aumenta il ritmo, Falco non si sottrae allo scontro. L’abbiamo preparata così, a viso aperto colpo su colpo cercando il ko. Alla fine della terza Falco è provato, Manachai calcia più forte di quanto credevamo. Essendo Luca un mancino, il bersaglio del thailandese non è la gamba ma il braccio. Cambiamo strategia: nel quarto round, il round della guerra per la Muay Thai, decidiamo di girare all’esterno per far andare a vuoto l’avversario e costruirci un’occasione per metterlo giù. Manachai vuole vincere per ko, è evidente: viene avanti, Falco lo manda a vuoto e lo colpisce con un calcio devastante al fegato. Nel cadere, Manachai si procura una distorsione alla caviglia. Niente di troppo grave, per altri 30 secondi circa saltella e calcia. Ma in quei 30 secondi che passano da quel colpo al fegato Falco infila prima una ginocchiata, poi un calcio medio non visto dal thailandese, e succede quello che non ti aspetti: Manachai si piega, porta il braccio destro al fianco e va giù! Aveva sicuramente anche male alla caviglia, e con esperienza segnala l’infortunio. Viene decretato il ko tecnico per infortunio, causato comunque dal calcio di Falco, e nessuno a parte noi all’angolo si rende conto del ko al fegato. Lasciamo perdere, nonostante l’amarezza di sentire tanti italiani dire che senza quell’infortunio avremmo di certo perso, andiamo avanti.

LUCA FALCO E’ IL NUOVO CAMPIONE INTERCONTINENTALE WMC!

Si termina con la passerella di SAENCHAI. Vedo poco il match di sua maestà contro il nostro FAUSTINO, ma nello spogliatoio un Christian rammaricato mi ha raccontato di come fosse arrabbiato con sé stesso per non essere riuscito a mettere i colpi che voleva. D’altronde non era contro uno qualunque, era contro il più grande, che decide il ritmo e la distanza del match praticamente contro ogni avversario. Rivedendo il video, in effetti il lavoro sui piedi di Saenchai è stato esemplare. Nonostante l’età, il suo movimento avanti-indietro rende davvero difficile riuscire ad inquadrarlo. Su tre riprese poi, si ha anche meno possibilità di farlo scoppiare col fiato dunque le frecce all’arco di Faustino erano ridotte. L’atleta del team Sempre Avanti di Mario Zanotti ce l’ha messa davvero tutta, peccato non sia riuscito a trovare la chiave di volta per portare il match dalla sua parte.

In definitiva possiamo parlare di grande successo per Thaiboxemania 2019. Il palaruffini era davvero pieno, le card Yokkao erano belle davvero, la macchina ha girato benissimo e la qualità è stata davvero alta.

Fatemi chiudere con un piccolo appunto: se vogliamo che il movimento italiano cresca, abbiamo bisogno che LUCA FALCO non sia un caso isolato. Abbiamo bisogno che Luca Roma vinca contro Spencer Brown, Tagliarino contro Sudsakorn, Naccari contro Harrison e Faustino contro Saenchai. C’è bisogno del supporto agli atleti, del tifo per loro, anche quando va contro la stella di turno.  Sentire molti fischi al verdetto di Luca Falco è una cosa deplorevole e che l’atleta non si meritava.
Stiamo crescendo, siamo più forti e siamo più organizzati del passato, ma credo che siamo ancora al 30% del nostro potenziale, possiamo dettare legge nel mondo del ring e possiamo farlo anche a breve. D’altronde, il fighter più forte al mondo è italiano, no?

 

Categoria
KICKBOXING

ARTICOLI COLLEGATI