Silvia La Notte: voglio il rematch con Jorand!

Fighting Zone Italia: Siamo con Silvia La Notte poco più di una settimana dopo il suo match a Bellator 230 a Milano. Un incontro di cui si è parlato molto per come si è concluso e dunque non possiamo che iniziare la nostra conversazione con Silvia, che ringraziamo tantissimo per la sua disponibilità, proprio chiedendole di raccontarci quei momenti.

Silvia La Notte: Grazie a voi di questa intervista. Dunque… solo ieri ho scritto un post a riguardo perché non mi ero ancora espressa su quanto successo. Un’ora prima del match lo stesso arbitro che era con noi sul ring ha ribadito più volte la regola del break: passo indietro e poi si continua l’azione. Durante la prima ripresa Jade non ha mai rispettato la regola. L’arbitro non è mai intervenuto neanche verbalmente, ma ha sempre lasciato correre: ho ricevuto spinte sul viso, un pugno e un calcio. Nella seconda ripresa, l’arbitro, che era alle mie spalle invece che in mezzo a noi, chiama un break durante un clinch. Jade, spinge il mio volto e fa swich e calcio al viso. Io finisco Ko, come mai mi era successo nella mia lunga carriera. Invece di squalificarla, come da regolamento, alla francese è stato assegnato il match. Jade è giovane ma ha alle spalle tantissimi match da dilettante, quindi è abituata a stare sul ring e ha certo perfetta conoscenza comandi e regole.

Io vado spesso a combattere all’estero

e quasi mi richiamano anche per cose che si possono fare e vinco. In casa con arbitro neutrale, è successo l’impossibile. La Jorand andava squalificata e i giudici di gara Italiani lo hanno detto appena mi hanno incrociata. Io non cerco scuse, non lo ho mai fatto, ho conquistato sempre tutto correttamente soprattutto in giro per il mondo. Sono però  arrabbiata e mi deve ancora passare e voglio solo giustizia. Gli stessi giudici, arbitri e promoter francesi che mi vedono combattere da anni a casa loro, mi hanno scritto e chiesto: ma è forte o è stata fortuna? Vedono il filmato della prima ripresa e mi chiedono: ma hai avuto problemi o hai discusso con l’arbitro? Perché non è regolare il suo atteggiamento!!! E poi altra cosa mi ha veramente turbato, gli stranieri ammettono lo sbaglio arbitrale mentre nessun giornalista italiano ha detto della scorrettezza, ma lodano la francese per il calcio spettacolare, sono rimasta choccata, questa è la pura verità!

FZI: Quindi ora cosa chiedete tu e il tuo team? Immagino una rivincita magari ancora in ambito Bellator.

SLN: Bisognava fare ricorso subito in modo che fosse squalificata. Noi però non sapevamo che il ricorso dovesse essere fatto immediatamente, entro mezz’ora. Fino a poco tempo fa c’era tempo fino al termine della serata o 24 ore. Comunque ora chiediamo il rematch con sul ring un arbitro adeguato alla situazione, un professionista come lo sono io. Perché quello visto all’Allianz Cloud sabato era poco reattivo ed efficiente. Se un atleta non rispetta i comandi, l’arbitro prima interviene verbalmente, poi spinge l’atleta scorretto per imporgli il passo indietro e lo ammonisce se è il caso.

FZI: Poche atlete, forse nessuna, hanno dato alle arti marziali italiane al femminile i risultati e la visibilità che hai dato tu. Oggi dopo una carriera lunghissima hai ancora obiettivi e quali oltre naturalmente alla rivincita con Jorand?

SLN: A me interessano ancora i grandi eventi, non ho paura delle giovani. Jade ha iniziato forte, ma era in calo già sul finire della prima ripresa e anche stava diventando molto prevedibile. Quindi non mi fa paura una rivincita, Il mio obiettivo era poter combattere per il mondiale Bellator nei 50Kg. Mi faceva molto piacere partecipare a questo evento a Milano e mostrare cosa sono capace ancora di fare.

FZI: Leggevo che c’è stato un momento in cui hai pensato di combattere anche nelle MMA, è un progetto che hai ancora in testa?

SLN: No sinceramente è un mondo troppo diverso e superficiale rispetto al mio. Conta quasi più apparire. Sono in ben pochi gli atleti con i piedi per terra capaci di dimostrare veramente il proprio valore in gabbia e li stimo. Ad esempio Stefano Paternò e Andrea Fusi: poche parole è solo fatti, mi stanno simpatici per questo.

FZI: Essere una donna nel mondo marziale è ancora più difficile che per un ragazzo o da quando hai iniziato a oggi le condizioni sono cambiate?

SLN: In Italia e tutto difficile secondo me. Però ora ci sono più possibilità grazie all’arma a doppio taglio dei social, che ti permettono di collegarti con tutti e subito. Poi ci sono molte più promotion importanti, dove hanno ammesso un sacco di categorie di peso differenti e incredibile a dirsi solo qualche anno fa, anche le donne sono diventate protagoniste di Enfusion, Bellator, One e Glory, quindi si puoi sfondare, ma la selezione ora è alta!!!

FZI: Ritieni che il pubblico in Italia abbia la giusta considerazione verso l’attività femminile?

SLN: Molto di più rispetto a 10 anni fa, anche se io già allora mi sono imposta quasi ovunque perché ero richiesta. Ho potuto fare il titolo mondiale Wako che detengo ancora. Anche mi hanno proposto un contratto  nella Muay Thai con Yokkao, proprio per meritocrazia, come ora sono ancora richiesta nelle grandi promotion come Enfusion e Bellator in Italia. Ho sempre rispettato tutti e mi sono sempre comportata da professionista, senza rifiutare mai nessuna avversaria o evitare match con finti infortuni o altro per intenderci. Ho fatto l’Atleta con la A maiuscola, credo. Però in Italia purtroppo siamo sempre in ritardo, in altri paesi le donne possono vivere di questo sport, con sponsor e ingaggi per i match, in Italia io ho sempre dovuto anche avere un altro lavoro per riuscire ad allenarmi e combattere.

FZI: Perché una ragazzina oggi dovrebbe iniziare ad allenarsi in una di queste discipline? E cosa diresti alla sua famiglia se non fosse troppo convinta?

SLN: Impari a difenderti, ti diverti, socializzi con persone che come te si vogliono sfogare in un ambiente sano. È uno sport serio, ma molto educativo proprio per il rispetto delle regole e chi hai di fronte, molto difficile a livello coordinativo, ma utile per gli schemi motori.

FZI: Chi è Silvia La Notte una volta scesa dal ring e uscita dalla palestra?

SLN: La maggior parte delle amicizie con le quali condivido quasi tutto sono in palestra, ci vivo e se non sono i ragazzi con i quali mi alleno, sono le persone che alleno nei corsi, che mi vengono anche a vedere ai match. Comunque esco mi diverto, appena finisco un match sto con gli amici…

FZI: Hai già progetti per quando chiuderai con l’attività agonistica? Ti piace insegnare ai giovani?

SLN: Mi piacerebbe aprire uno studio privato o continuare a collaborare nella palestra in centro a Milano dove lavoro. Mi piace allenare i ragazzi e i bambini, ma anche gli adulti che si affidano a me, tutti i miei clienti privati, sono ottime persone, dediti al lavoro, come me e quindi spesso stressati. Mi diverto un sacco a fare lezioni con persone così perché sono appassionati alle arti marziali e seguono gli eventi e gli atleti, quindi non si allenano per dimagrire e sudare, ma vogliono proprio imparare, come ho sempre fatto io.

Lasciamo Silvia la Notte  ai suoi molteplici impegni e speriamo di poter presto vedere questa rivincita con Jade Jorand, e chissà che quanto successo non possa essere sfruttato in maniera positiva, per avere finalmente anche in Italia una card importante con un main event in rosa!

Categoria
KICKBOXING

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