Sak Kaoponlek: “il rispetto del proprio Maestro e dell’avversario è la base di tutto nella muay thai”

Ci sono gli uomini, ci sono i guerrieri, e tra i guerrieri ci sono i Re. Di questa ristrettissima categoria ha fatto parte per tanti anni Sak Kaoponlek, uno dei più letali nak muay mai esistiti dall’alto delle oltre 300 vittorie, di tutte le cinture più importanti conquistate, sia in patria che all’estero e di tutti i titoli di campione nei principali stadi thailandesi.   Addirittura costretto a una vacanza “forzata” all’estero  (gli scommettitori locali non riuscivano a quotare i suoi match e quindi non trovava ingaggi), che lo ha portato in Italia dove ha chiuso la carriera agonistica, si è creato una famiglia, vive e lavora  da parecchio tempo.   Lo abbiamo contattato per conoscerlo meglio e per portare il nostro rispetto verso uno dei giganti del fighting mondiale

Ciao Sak, grazie per essere qui

Ciao, grazie a voi

 

Inizio con una domanda che ti avranno fatto in tanti:  quando e perchè hai iniziato con le arti marziali

In Thailandia si nasce con la muay thai, un po come è qui per il calcio. Laggiù combattere ti puo dare la possibilità di guadagnare i soldi che servono per mantenere la famiglia, questo è il motivo per cui ho iniziato, attorno agli 11 anni.

 

Hai subito capito che avevi una grande carriera davanti?

Più che altro lo hanno capito i miei maestri : hanno visto qualcosa di speciale in me e mi hanno invogliato ad andare avanti, facendomi allenare sempre più duramente

 

Quali sono i successi che ricordi maggiormente?

Difficile, ho fatto 380 match combattendo contro tutti i più forti, sono stato sei volte campione del mondo….forse il premio più ambito in Thailandia, quello di “fighter of the year 1995”

 

Poi sei arrivato in Italia, quali sono le persone con cui hai legato maggiormente?

Tra tutti dico il Maestro Gianluca Chiloiro di Como, e poi tutti i promoter con i quali ho lavorato

 

Qual è la differenza più grande tra la muay combattuta in Thailandia e quella all’estero

In Thailandia i combattimenti sono più duri, si fanno più round, spesso sono vere guerre con tanto sangue in cui devi affermarti per pportare a casa i soldi. In Italia e negli altri paesi molto gira attorno agli interessi dei promoter che magari ricercano maggiormente l’aspetto spettacolare 

 

Quali sono i tuoi nak muay italiani preferiti?

Mi piacciono Mathias Cassarino, Alessandro Sara, Saro Presti, Alessio D’Angelo

 

A un bambino che vuole imitare la tua carriera che diresti?

Gli direi di metterci tanto impegno, costanza e perseveranza. Poi di avere grande rispetto per il proprio Maestro, che in Thailandia è alla base di tutto, e dei propri avversari

Ringraziamo Sak Kaoponlek, gli auguriamo il meglio e speriamo che in futuro possa aprire una propria Accademia in cui mettere le proprie cinture in bella mostra e formare nuovi talenti..e magari , perchè no? Far crescere il prosssimo “Black Spider”.

 

Stay tuned, amici

Dp

 

 

 

Categoria
MUAY THAI

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