Quale futuro per il fighting italiano?

-Cosa succedera? -Cosa bisognerà fare per ripartire e quanto costerà farlo?-  Sono le domande che in questi giorni tutti si stanno ponendo.  Ogni reparto produttivo, ogni singola attività dovrà fare i conti con le conseguenze della calamità che ci è piombata addosso e provare a darsi le risposte.  Come tutti sappiamo il mondo dello sport è uno dei più colpiti, in particolare quello degli sdc.  Del disastro che si abbatterà su accademie e palestre si sta già parlando e le prospettive sono pessime,  oggi vogliamo focalizzarci sulla punta dell’iceberg del movimento: gli eventi agonistici.

La botta è stata di quelle da ko: il lockdown è avvenuto a marzo, in un periodo in cui il calendario è ricco di eventi, parliamo di promoter che avevano già sganciato parecchi soldini per organizzare e di atleti che avevano già sostenuto gran parte della preparazione.  Ma non è finita, purtroppo il prolungarsi dello stop ha coinvolto gala che erano collocati avanti nel tempo e che nei primi giorni parevano essere al sicuro, invece non si è salvato nessuno.

Sono passati circa due mesi e da maggio pare sia previsto un lento ritorno alla normalità, ma è difficile immaginare quando si potrà tornare a combattere dentro a un palazzetto

Il pubblico

Sarà difficile che il via libera agli assembramenti venga dato prima di qualche mese, le voci più pessimistiche addirittura parlano di marzo 2021,  questo vuol dire che chi vuole partire in anticipo deve contemplare eventi a porte chiuse, con tutte le conseguenze del caso.  Conseguenze nefaste, chi si potrà permettere di organizzare facendo a meno dei ricavi del botteghino?  Vorrebbe dire aggrapparsi solo alle sponsorizzazioni, gli eventi che possono dirsi coperti solo con quelle sono pochissimi, ancor meno coloro che possono provare a convincere qualche emittente televisiva a farsi carico delle spese per poter mettere in onda il gala. E si parla di andarci in pari, obiettivo che era già difficile raggiungere con gli spalti pieni.  Situazione che sarà ancora più complicata dai protocolli sanitari che bisognerà seguire e dal fatto che se nel frattempo il virus dovesse avere un altro picco si azzererebbe di nuovo tutto.

Le borse degli atleti

Altro punto dolente di tutta la questione, dove si prenderanno i soldi per pagare i fighter?  Senza pubblico, con i promoter impegnati a non affondare, semplicemente non ci sarà spazio per le borse, è bene che sia chiaro per tutti. Al limite si potrà pensare a una copertura delle spese e nulla più. Ovviamente una simile situazione sarà insostenibile per molti, a occhio direi che potrebbe essere sopportabile per i giovani che hanno una carriera davanti e che possono sperare di incassare in seguito, e ai big che possono scappare dalle mure italiche e combattere all’estero, gli altri in pratica andranno sul ring o in gabbia per diletto e per la gloria.

Come dicevamo combattere all’estero può essere una scappatoia, ma per pochi:  probabile che l’espatrio nei prossimi mesi sia concesso solo per motivi lavorativi, potranno quindi uscire coloro che hanno un contratto continuativo in essere con qualche big promotion (Petrosyan per la kick e Vettori per le MMA, per fare due esempi).  tutti quelli che avranno match singoli dovranno esibire contratti, parliamo di contratti veri, con valenza legale, non come molti di quelli che sono in vigore attualmente. E poi dubito che ci si potrà mettere in tasca tutti i soldi come quasi sempre succede oggi, sopra ci saranno trattenute e tasse da versare, e relativi controlli fiscali.  Ogni atleta dunque, dovrà capire se il gioco vale la candela.

La regolarità

C’è anche un altro punto da considerare, che chiamerei etico:  anche se tutti i problemi saranno superati, potremo poi essere certi della regolarità dei vari match?  Non è un problema da poco: mettiamo che vengano poste serie limitazioni al training, ci potrebbe essere quello che segue fedelmente le istruzioni e si presenta molto al di sotto dei consueti standard,  e quello che se ne frega e arriva al top. Ancora peggio se si va contro uno straniero, che potrebbe avere protocolli diversi da seguire.

Nella kick è meno grave, in carriera si fanno parecchi match e il record ha valore relativo.  Nelle MMA è ben diverso e i numeri sono fondamentali per poter avanzare, tra una sconfitta e una vittoria può ballare una carriera.  Quello che succede nelle top promotion mondiali non si può controllare, per gli eventi nostrani il consiglio è di considerare tutti i match come “exibition” e non andare a intaccare i vari record, perlomeno in questo periodo.  Magari alcuni risulati potranno non convincere, ma almeno non si aggiungerà il danno sui vari sherdog, fight matrix, tapology etc.

 

Perderemo tanti eventi cui siamo affezionati, inutile nasconderselo:  ci sarà una grossa sforbiciata , quelli di kick saranno molto meno, quelli di MMA li potremo contare sulle dita di una mano, a star larghi.

Speranze? 

La prima che sdoganerebbe tutti è che il virus scompaia in maniera autonoma o che si trovi la cura in tempi sveltissimi: altamente improbabile

La seconda è che lobby molto più potenti di quella degli sdc , ad esempio il calcio, vadano a far pressione per un ammorbidimento dei protocolli e delle restrizioni e che a cascata ne possano beneficiare tutti.  Questa è più possibile, ma qualche mesetto comunque ci vorrà, quelli che sono con l’acqua alla gola già adesso non so se riusciranno a vedere l’alba.

Questa è la mia visione sulla situazione attuale, incrociamo le dita in attesa di poterci incontrare di nuovo a un evento e farci un paio di birre mentre i ragazzi si preparano a combattere.  Tornare alla normalità insomma, per ora è solo un sogno, speriamo torni a essere realtà prima possibile.

PD

 

 

 

 

 

 

 

Categoria
KICKBOXINGMMA

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