Quale futuro per Bellator in Italia?

QUALE FUTURO PER BELLATOR IN ITALIA?

Questa notte negli USA c’è stato Bellator 257 ma noi, a differenza delle scorse settimane e nonostante la card sia molto interessante, non ne abbiamo scritto la presentazione né tanto meno la cronaca. Non è una nostra libera scelta. Siamo costretti a farlo dato che fino a nuovo ordine gli eventi della promotion di Scott Coker non sono più visibili in Italia. Motivo? Sembra che qualcuno reindirizzasse la trasmissione live sui social rendendo visibile l’evento anche in altri Paesi europei dove Bellator, a differenza dell’Italia, ha dei contratti televisivi e questo ha irritato le emittenti che ne hanno acquistato i diritti. Insomma, finché la società del gruppo Viacom non firmerà un contratto televisivo per l’Italia molto probabilmente non vedremo più i suoi eventi e quindi non ha molto senso scrivere di qualcosa che la gente non può seguire.

Ne siamo profondamente rammaricati, in primis perché chi scrive ci ha lavorato 2 anni spendendosi il più possibile per far decollare Bellator in Italia, ritenendolo ad oggi l’unica possibilità per le MMA di acquisire visibilità anche sui nostri media mainstream.

Un fatto questo legato strettamente all’organizzazione di date italiane e dall’ingaggio di diversi fighters nostrani. Tra l’altro ad oggi risultano ancora ufficialmente sotto contratto, oltre ad Alessio Sakara (che ne è anche Ambassador e quindi ha uno status particolare): Stefano Paternò, Chiara Penco, Nicolò Solli, Daniele Scatizzi e Simon Biyong (che non ha ancora esordito). Speriamo che la loro carriera non risenta di questa scelta anche se qualche elemento di preoccupazione c’è. Tutt’ora non sono annunciati eventi in Europa e, quanto al combattere in America, esistono due problematiche. Una sono i possibili ostacoli al visto d’ingresso negli USA a causa sempre delle norme antiCOVID. L’altra è che non essendo nessuno di loro nei primi 10 del ranking delle rispettive categorie possano essere considerati poco “appetibili” per il pubblico e non solo per quello americano. Tanto per limitarci all’Europa Bellator ha infatti contratti TV in Paesi come Russia, Gran Bretagna e Francia. Naturalmente speriamo di sbagliarci e ci auguriamo di cuore di esser smentiti già domattina con l’annuncio di loro nuovi match.


D’altro canto capiamo perfettamente i motivi di questa decisione e possiamo solo rammaricarcene, non certo contestarla. Bellator non è un ente pubblico, non è il CONI che (dovrebbe) promuovere lo sport senza fini di lucro, non è pagata dai cittadini italiani ed anzi in questo momento incassa zero dall’Italia. Essendo una società commerciale ha l’unico scopo di far quadrare i bilanci ed è ovvio che si concentri sui mercati che rendono, sarebbe incredibile il contrario. Non possiamo quindi far altro che sperare nel proseguimento al suo interno della carriera dei nostri connazionali e che, magari l’anno prossimo, se si potranno riaprire i palazzetti, Scott Coker (che è un vero amante degli sport da combattimento) rimetterà piede nel Bel Paese con la sua creatura. Ce lo auguriamo di cuore.

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