Preview UFC 229

The Notorious vs The Eagle

Here we go, UFC 229, l’evento più atteso dell’anno dagli amanti delle Mixed Martial Arts è alle porte.

Gli occhi di tutti, dai puristi agli occasionali, saranno puntati sul main event.

Conor Mcgregor – Khabib Nurmagomedov.

Uno scontro che trascende il confronto sportivo, oppone due diverse scuole di pensiero, due approcci totalmente differenti alle MMA.

Il pubblico è spaccato in due e per la prima volta anche in Italia c’è stata una promozione al di fuori dalla televisione di un PPV UFC.

Eppure non è servito alcun tour di presentazione per promuovere l’evento, solo un lancio di sedie contro un pullman, con la conseguente cancellazione di tre match ad UFC 223, e una conferenza senza pubblico, in cui Conor ha utilizzato quella stessa fattispecie penale per attaccare verbalmente il suo avversario, reo, secondo lui, di essersi nascosto dentro il pullman.

Tutto questo con il beneplacito della UFC medesima, che ha utilizzato le immagini dell’aggressione al pullman a fini promozionali.

Ciononostante, anzi, forse anche per questo motivo, noi tutti, me compreso, saremo incollati davanti alla tv, smartphone, tablet o computer alle 4 di notte questa domenica. Perché questo è IL match.

Se Conor vince entra concretamente nella top 3-5 fighters di MMA di tutti i tempi, definendo la sua legacy.

Se perde andrebbe incontro ad un danno di status enorme, quantomeno fra gli hardcore fan, perché le critiche come fighter, che ha sempre ricevuto, risulterebbero veritiere.

Quali critiche? Principalmente due: quella di avere una lotta di livello medio basso e di aver battuto tutti in una categoria di peso in cui era sempre avvantaggiato dalla maggior stazza ed in cui non rientrerebbe più a meno di non dover affrontare gravi problemi di salute.

Ed effettivamente nei pesi leggeri, considerando tale anche il primo match contro Nate Diaz, il suo score è di una sconfitta per submission e una vittoria per majority decision contro un fighter attualmente al fondo dei top 10 e una vittoria per TKO contro Eddie Alvarez.

Un po’ poco per essere considerato il re della categoria.

 

Riguardo invece la critica alla sua lotta, l’unico altro fighter affrontato da Conor a livello di Khabib è Chad Mendes, dove, con tutte le circostanze del caso (cambio improvviso dell’avversario per l’irlandese e poca preparazione al match per ‘money’), Conor è stato portato a terra più volte con facilità, riuscendo però sempre a trovare il modo di tornare in piedi. Certo il tipo di lotta di Mendes è diverso da quello di Khabib, ma la sostanziale differenza fra i due è banalmente il peso e difficilmente questa volta Conor riuscirà a rialzarsi velocemente, anche se negli ultimi tempi ce la sta mettendo tutta per mostrare al mondo i suoi miglioramenti nel grappling.

I pronostici sono per lo più contro di lui, specie considerando il tempo passato fuori dall’ottagono, ma è tutto fuorché spacciato. Khabib, quasi per orgoglio oserei dire, ha la tendenza a provare lo scambio in piedi per un certo periodo di tempo contro chiunque prima di aggredire col suo sambo, lo ha fatto contro due grandi striker come Barboza e Johnson ed è probabile che non cambierà la sua strategia. Ed è proprio in questo frangente che si giocherà il match, specie nel primo round, prima che Conor inizi a essere portato a terra.

Se Johnson è riuscito a far barcollare il russo, lui può chiudere il match, magari con qualche colpo d’incontro durante i primi tentativi di avvicinarsi di Khabib. Il match è aperto, le reazioni di Nurmagomedov al trash talking dell’irlandese, grazie al mental training con cui si è certamente preparato, dovevano essere controllate, ma lasciavano intravedere un certo nervosismo che per il bene di Kabib non deve interferire nel match. Comunque vada sarà un istant classic nella storia delle MMA e orienterà notevolmente il prossimo futuro della promotion numero uno al mondo.

Questo match così atteso rischia di oscurare gli altri match della card, che sono di altissimo livello.

 

Nel co main event Tony Ferguson, il terzo incomodo nella faccenda titolo pesi leggeri, se la vedrà con ‘Showtime’, Anthony Pettis, reduce da un’eccellente prestazione contro Michael Chiesa, dove ha fatto rivedere le doti di striking che lo avevano portato al titolo.

Anche qui le quote sono nettamente in favore di uno dei due contendenti, ma il risultato resta meno scontato di quel che si pensa. Il mix per battere Pettis è ormai noto: pressarlo con lo striking, schiacciarlo contro la gabbia e portarlo a terra. Lasciare spazi a ‘showtime’ per preparare delle iniziative offensive può rivelarsi una tattica suicida, lo si è visto in più occasioni. Ferguson però è quel tipo di fighter che ama scambiare in piedi contro chiunque e riesce quasi sempre ad uscirne vittorioso, pure se l’avversario è pericoloso come Barboza (se non avete mai visto Ferguson – Barboza recuperatelo) e difficilmente cercherà di pressare Pettis a parete, rischiando però di subire i colpi di genio di quest’ultimo.

Per questo motivo ritengo che, da un punto di vista stilistico, non sia il più facile accoppiamento per Ferguson, che comunque ha mostrato più volte di poter cambiare game plane a match in corso se le cose dovessero prendere una brutta piega. Ciò che invece è facilmente pronosticabile è che questo match sarà una guerra e che se vincerà Tony il suo prossimo match sarà per il titolo dei pesi leggeri.

Un altro match interessantissimo vedrà contrapposti il veterano Ovince Saint Preux ed il giovane talento in rampa di lancio della divisione dei massimi leggeri, Dominick Reyes.

I paragoni ingombranti si sprecano riguardo a questo ventottenne che sognava di giocare in NFL, è infatti 9-0 in carriera con tre vittorie in UFC e nel suo ultimo match ha dominato un fighter pericoloso come Jared Cannonier. OSP, che può essere sorprendentemente pericoloso in qualsiasi campo delle MMA, sarà un ulteriore test per sondare il livello reale di Reyes, il quale dovrà cercare di tenere il match in piedi, dove, a parte certe intuizioni del francese, sembra nettamente superiore.

 

Passiamo poi al match nella categoria dei pesi massimi, Derrick Lewis contro Alexander Volkov.

È probabilmente la title eliminator passata più sottotraccia negli ultimi anni, se non fosse che nella card preliminare di questo stesso evento ce n’è un’altra di cui si parla ancor meno. E di title eliminator si tratta. Gli ultimi avversari battuti dai due sono rispettivamente l’ex campione Fabricio Werdum e l’ex number one contender, Francis Ngannou.

A dire il vero Lewis dopo l’ultimo match compie un passo indietro da un punto di vista del ranking, ma l’incontro con Francis è stato così terribile che nessuno ha nulla da obbiettare, nemmeno Lewis stesso. A meno di strane sorprese (Lesnar), il vincitore di questo incontro affronterà, con poche chance di vittoria, il supercampione Daniel Cormier. Triste per la divisione, ma vero.

Probabilmente entrambi vorranno scambiare in piedi, dove forse Volkov, grazie all’altezza ed al maggior cardio, riuscirà a gestire ‘the black beast’, un po’ come ha fatto nel 2017 con Roy Nelson. Chiaramente Lewis è più esplosivo del Nelson del 2017, ma tutto dipenderà dallo stato mentale (spesso instabile) con cui affronterà l’incontro.

L’incontro di apertura della main card è Michelle Waterson vs Felice Herrig.

Entrambe sono a caccia di una vittoria per ravvivare la loro carriera, specie la Waterson, ma al momento sembrano qualitativamente lontane dalle più forti della divisione.

Nella card preliminare il match più interessante è senza dubbio Sergio Pettis contro Jussier ‘formiga’ Da Silva.

Come dicevo in precedenza un’altra title eliminator (vista la pausa che Demetrius Johnson sembra volersi prendere) con ancora meno risalto di quella dei massimi, ma tutto passa sommessamente in secondo piano con questo main event, specie se si tratta della divisione dei mosca, a cui l’UFC ha sempre dedicato poco spazio.

Il fratello del più famoso Anthony è attualmente il numero 2 della categoria ed è fresco della vittoria contro uno dei migliori fighter in circolazione, Joseph Benavidez, che prima di essere sconfitto da Pettis aveva dovuto arrendersi (nei mosca) solo al futuro hall of famer Demetrius Johnson. ‘Formiga’ arriva da due vittorie consecutive molto convincenti ed è dotato di una lotta di alto livello con cui mettere in difficoltà Pettis, già sconfitto dall’attuale campione di categoria proprio con quest’arma.

Bisogna considerare però che il livello di lotta e la forza fisica di Formiga è inferiore a quello dell’olimpionico campione UFC, ma il suo grappling è eccellente, così come la sua capacità di sottomettere gli avversari. Molto si giocherà sulla qualità degli sprawl di Pettis, che se riuscirà a tenere il match in piedi potrebbe chiudere prima del limite.

 

Gli altri match della card preliminare sono:

  • Vicente Luque vs. Jalin Turner
  • Aspen Ladd, possibile astro nascente della divisione pesi gallo femminile, contro Tonya Evinger, tornata nella sua divisione di appartenenza dopo la sconfitta con la ‘Cyborg’
  • Scott Holtzman, in cerca della terza vittoria consecutiva ma dato per spacciato dai bookmakers, contro Alan Patrick, un fighter solido, completo e divertente, che in UFC ha collezionato 5 vittorie e una sola sconfitta. A 35 anni ‘Nuguette’ non può rischiare altri incidenti di percorso se vuole arrivare fra i top fighters dei pesi leggeri.
  • Lina Lansberg vs. Yana Kunitskaya
  • Il veterano ed ex contendente al titolo (protagonista perdente di una delle migliori serie di match e rematch immediati per il titolo), Gray Maynard, al suo probabile, in caso di sconfitta, ultimo match in carriera, contro Nik Lentz.
  • Tony Martin vs Ryan LaFlare, nel match che aprirà la card.

Nota dolente per la cancellazione del match di ‘Sugar’ Sean O’Malley, giovane talento estremamente creativo e divertente, per una violazione delle norme antidoping da parte di quest’ultimo, sperando che ne esca pulito e torni al più presto nell’ottagono.

Una card solidissima insomma, con un main event catalizzatore. Ci divertiremo.

Alla prossima.

Categoria
MMAUFC

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