PetrosyanMania: l’analisi

I match, il palazzetto, Carlo Di Blasi e Giorgio Petrosyan per il titolo mondiale ISKA

Sabato 20 Ottobre è stata una bella serata all’Hurricane Club di Milano. Dalle 19,00 alle 23,15 12 match di K1 e 2 di MMA hanno intrattenuto e divertito un “palazzetto” stracolmo di persone, fin troppo. Una bella serata di SDC. Non eccezionale. Almeno non al livello della fama che si accompagna a questo evento che ormai da diversi anni è punto di riferimento per gli atleti, le palestre e la federazione di riferimento (Fight1) nel nord Italia. Prima di esaminare nello specifico una card caratterizzata da alti e bassi è doveroso spendere due parole sull’organizzazione e ringraziare in primis il promoter e imprenditore Armen Petrosyan, che sta affinando tecnica e professionalità di anno in anno e che probabilmente anche grazie alla guida di Carlo Di Blasi nel tempo alzerà sempre più l’asticella e il livello qualitativo dei suoi gala. Dietro PetrosyanMania c’è un enorme sforzo commerciale. Sfido chiunque, in qualsiasi federazione a qualsiasi livello per qualsivoglia disciplina, a pareggiare il numero di sponsor che Armen è in grado di portarsi dietro ad ogni evento organizzato. Direte voi “Per forza, il suo nome e la sua foto sono sul vocabolario alla parola K1, se non ci riesce lui a farsi dare due spiccioli…” ed in effetti se ti chiami Petrosyan non ti metti certo a vedere stufe a pellet, siamo tutti d’accordo. Ma ricordiamoci anche che non è un periodo storico/economico in cui le aziende (soprattutto le piccole/medie imprese locali) sono in tale crescita da giustificare grosse spese in marketing e pubblicità. Quindi se Vipernolo (per fare un esempio) decide di affiancarsi a PetrosyanMania è perché ha effettivamente un ritorno economico nel farlo. Sabato sera si contavano almeno 9 marchi la cui collaborazione ha portato sicuramente un buon budget nelle casse della promotion. C’era una c***o di Ferrari all’ingresso. E non era un modellino in scala.

Ma è proprio guardando questo lato più che positivo, più che incoraggiante per tutto il movimento degli eventi di SDC italiani, che il rovescio della medaglia si fa sentire in modo pesante. Perché scegliere una palestra, per l’evento? Perché non organizzare in un vero palazzetto? Perché costringere spettatori paganti a sedere su delle sedie da bar unite in fila con fascette da elettricista? Perché obbligare gli atleti a scendere da delle ripide scale in metallo mal collegate al ring? Appare un po’ come un paradosso. E’ vero, durante i gala nostrani se ne vedono di tutti i colori e certamente Petrosyanmania non verrà ricordato per questi dettagli. Ma vorrei sottolineare che ciò che rende Giorgio e Armen i migliori al mondo sul ring sono proprio i dettagli: negli spostamenti, nella precisione, nella dieta. I dettagli fanno si che la tecnica vinca sulla potenza. E allora anche nell’organizzazione di un gala sono i dettagli che alzano il livello. Sono i dettagli che differenziano un gala locale da uno di portanza internazionale. E se i Petrosyan ambiscono a raggiungere il livello di Oktagon (dato che il paragone nasce spontaneo vista la presenza di Carlo di Blasi) allora saranno proprio questi dettagli a fare la differenza. Parlo chiaro: la mia non è polemica spicciola, ma critica costruttiva. Nasce dalla fiducia per la professionalità e le capacità di Armen e del suo staff.

Ma adesso veniamo al succo. La card, i match, le botte, il sudore e il sangue. Perché un po’, non tanto, ma un po’ c’è stato anche di quello. E diciamocelo.. non fa mai male.

Apro con un mea culpa. Sono arrivato in ritardo. Non ho visto  personalmente i primi due match della serata, quindi riporterò solo il risultato finale di Mauro Barchi Vs Abdo Toma e il racconto fattomi dal Maestro Roberto Geri per quanto riguarda Erika Vesan Vs Enrica Tamburini.

Mauro Barchi (Team Leone Petrosyan) batte Abdo Toma (Dynamic 1986) ai punti.

Erika Vesan (Fighting Club Valle D’aosta) Vs Enrica Tamburini (Team Bushido Kai)

Come detto ecco le parole riportatemi dall’head coach del Team Bushido Kai Roberto Geri, che era all’angolo di Enrica Tamburini. Per correttezza nei confronti di tutti mi limito a riportare esattamente le sue parole

<Round 1 Enrica parte subito forte incrociando, con un potente inside kick, un calcio in linea bassa della sua avversaria, chiudendo l’assalto con un preciso Jab.
L’avversaria risponde con tecniche di buon pugilato e il match decolla
Round 2 La Vesan porta una buona combinazione di calcio andando a segno, colpisce passando sotto il blocco di Enrica, il fianco all’altezza del fegato causando un discreto danno, solo il cuore e l’esperienza maturata permettono a Enrica di evitare un conteggio ma il nostro match si fa’ in salita riuscendo a limitare i danni in attesa della campanella.
Round 3 Saltato il nostro Fight game a causa del colpo subito, cerchiamo di accorciare la distanza lanciandoci in un assalto senza schemi alla ricerca di un difficile colpo da ko.
Scambi potenti soprattutto di Boxe da entrambe le parti..il match si infiamma ma ormai il risultato è scontato.
Perdiamo ai punti.. uscendo a testa alta tra gli applausi del pubblico divertito.
Onore alla mostra avversaria dura e corretta e al loro Team.
Persa una battaglia ci prepariamo per la prossima!!!>

Marco Scarano (The King Fight Club) Vs Mattia Buccella (Fight Clubbing – Team D’aloia)

Mattia Buccella domina a grandi tratti l’incontro. Prende spesso l’iniziativa tagliando la distanza e iniziando l’azione con combinazioni di pugni che si concludono sempre con un calcio e quando questo non accade mostra un pugilato efficace, pulito e con degli spostamenti laterali che gli permettono di mettere spesso fuori tempo Scarano in difficoltà a trovare il tempo per l’ingresso. Tranne qualche sporadico tentativo tanto spettacolare quanto solitario, come la ginocchiata saltata portata nel secondo round. Vittoria per Mattia Buccella.

Andrea Festa (Team Leone Petrosyan) Vs Francesco Laquale (Chahidi Boxing Team)

Round 1 Laquale comincia il match colpendo il suo avversario con potenti High Kick, colpi ben portati ma isolati e di facile lettura per Festa che si protegge decisamente meno bene dai low kick, sempre a segno sopratutto gli interni gamba avanti, colpi che rompono visibilmente la postura e a lungo andare possono diventare davvero dolorosi. Vengono portate davvero poche combinazioni, molto corte e basilari (come tecnica in se, non per la qualità). Per il ritmo sembra quasi di assistere ad un match di Muay Thai, con colpi singoli di gambe, molto potenti e davvero poco lavoro di braccia.

Il Round 2 si apre con Festa che porta adesso interessanti combinazioni di pugilato. Queste si, vanno a segno insieme a dei bellissimi tip e front kick che colpiscono al viso Laquale in diverse occasioni. Laquale sembra sentire i colpi più di quanto non abbia fatto Festa nel primo round, ma non arretra mai e cerca anzi di tagliare sempre e comunque la distanza per poter rispondere il più efficacemente possibile. Verso la fine del round mette a segno dei bei colpi che si faranno sicuramente sentire anche sui cartellini.

Round 3 Il problema del front kick è che se non va a segno con la giusta forza e/o non anticipa una combinazione di colpi (non serve cioè per “entrare”) scopre molto chi lo porta e Laquale approfitta di ogni front portato male per rientrare immediatamente e concludere l’azione di scambio. Ci sono ben due colpi bassi di Laquale che costringono l’arbitro a sospendere momentaneamente il round che riprende come era iniziato il match, ovvero con una serie di bellissimi High Kick di Laquale, il ragazzo si comporta molto bene con le gambe a discapito di una guardia poco attenta che verso la fine del match viene spesso penetrata da un pugilato semplice ed efficiente di Festa.

Verdetto pari tra qualche fischio. Probabilmente avrebbe meritato qualcosa di più Laquale per il carattere mostrato e il controllo del ring. Probabilmente i diversi diretti potenti e puliti ai suoi danni e i due stop per i colpi bassi hanno influito sul giudizio finale.  Un bel match comunque sia per la grinta vista che per il ritmo sostenuto tenuto in almeno due terzi del match.

Lorena Signetto (Team Pieropan) Vs Miriam Sabot (Sitjemam Muay-Thailandia)

Raund 1 La Sabot inizia sempre bene l’azione con calci isolati ma potenti o combinazioni sempre di gambe. Non ci si può certo aspettare una strategia basata sulla pugilistica da una Thaiboxer. Le azioni di braccia sono sempre portate dalla Signetto che entra nel match a metà round ma affonda bene e conclude in crescendo con un bel pugno girato a segno sull’avversaria.

Il Round 2 inizia come il precedente.. Potenti e decise incursioni di calci della Sabot e la Signetto che risponde con combinazioni di braccia che iniziano forse ad andare troppo spesso a segno facendo chiudere la Sabot che “clincia” e attacca di ginocchio fino all’intervento dell’arbitro dopo i secondi di lavoro consentiti dal regolamento. Il ritmo comincia già ad abbassarsi ma è sempre la Sabot ad attaccare, la Signetto gioca sostanzialmente di rimessa. Bel front kick che si appoggia sul naso della Signetto e anche il secondo round è andato.

Round 3 la Signetto ha subito troppo l’iniziativa dell’avversaria giocando sempre e solo di risposta e in questo terzo round dovrebbe dimostrare ai giudici di saper anche condurre un match ma la Sabot riparte come nei precedenti sei minuti anche se con colpi decisamente meno incisivi. In sostanza il match è stato condotto dalla Sabot e dai suoi potenti calci, certo che il pugilato della Signetto si è fatto sentire andando spesso a segno con colpi anche di pregevole fattura come i girati o un bel superman punch. Questo però non basta ai giudici per assegnare all’atleta del Team Pieropan la vittoria.

Vince ai Punti Miriam Sabot.

Giuliano Badessa (Team Leone Petrosyan) Vs Stefano Gagliolo (Kombat Team Alassio)

Round 1 Il primo dei due unici match di MMA della serata si apre con un bel low kick a segno da parte di Gagliolo che successivamente si fa portare a terra da una proiezione di Badessa il quale comincia subito da posizione di mezza guardia un Ground Game che si sviluppa non tanto nel cercare di trovare una posizione di dominio a terra quanto su un Ground & Pound (G&P) potente e continuativo. Si lavora a terra per tutti i 5 minuti del round e i colpi di Badessa si fanno sentire. Nel minuto di recupero prima dell’ultimo round (match 2×5) Gagliolo sembra decisamente provato.

Round 2 altra quasi immediata proiezione di Badessa che stavolta è costretto a difendersi da un pericoloso attacco di pugilato, si va di nuovo a terra e il menu non cambia. La mezza guardia di Gagliolo è poco attiva sia per i colpi che Badessa porta con grande veemenza sia perchè entrambe le spalle di Gagliono sono a terra. Il ragazzo si trova così “spalmato” sul ring, in contro torsione e incapace sia di prendere una posizione a lui più favorevole sia di difendersi come dovrebbe e potrebbe dai colpi dell’avversario. Nel corso del round Badessa passa la mezza guardia e in posizione di 100 chili controlla il suo avversario portando colpi forti ed evidenti. Il recupero della mezza prima e di una guardi completa poi valgono a poco poiché Gagliono non riesce mai a lavorare attivamente a terra, anzi continua a subire il G&P in modo evidente fino alla fine del match. Round anche questo durissimo per il ragazzo del Kombat Team.

Vince Badessa ai punti un match totalmente dominato a terra dal ragazzo di casa. Peccato per Gagliolo che a conti fatti ha uno 0/2 in difesa dei takedown e solo 2 colpi significativi portati in piedi. Il lavoro a terra è stato tale da decretare senza ombra di dubbio la vittoria per Giuliano Badessa.

Fabrizio Ruggiero (Team Leone Petrosyan) Vs Ion Michisor (Danger Training Center)

Round 1 Michisor dimostra da subito ottimo ritmo, velocità e gioco di gambe contro un avversario decisamente più fermo, concentrato probabilmente a cercare il colpo del KO in rimessa o forse un po’ impietrito dall’emozione. Michisor vince decisamente il primo round condotto in crescendo dall’inizio alla fine con combinazioni di gambe e braccia, chiudendo la distanza, rientrando sui colpi e uscendo bene sui tentativi di attacco dell’avversario che è in netta difficoltà sopratutto per la tempistica e il ritmo.

Round 2 Michisor inizia dove aveva lasciato chiudendo al suo angolo Ruggiero che continua a subire. Il ragazzo allenato dai fratelli Petrosyan si vede anche interrotto per un taglio all’arcata sopraccigliare destra che però non preclude il continuo di un match a senso unico. Michisor va palesemente a segno con dei ganci sinistri in almeno due occasioni e Ruggiero perde sangue di nuovo dalla ferita. L’atleta del Danger Training Center dimostra freddezza e lucidità anche ascoltando il suo angolo che gli chiama continuamente combinazioni “dentro-fuori” che lui esegue quasi istantaneamente. Ruggiero è davvero in difficoltà, anche di fiato.

Round 3 Nell’ultimo round Ruggiero mostra dei colpi potenzialmente pericolosi, il diretto destro potrebbe recare seri danni a Michisor che però mostra ancora le sue qualità pugilistiche, con perni uscite laterali e frontali che gli permettono di rientrare e andare sempre a segno sull’avversario. Per come conduce il match e per la tecnica di uscite e rientrate con le quali domina anche questo round sembra quasi lui, Ion Michisor, l’atleta allenato dai Petrosyan.

Vince Michisor ai punti un match decisamente a senso unico.

Enzo Ierardi (Kombat Team Alassio) Vs Salvatore Castro (Team Accademia Europea)

Enzo Ierardi è il secondo sostituto per Castro, che inizialmente doveva incontrare Matteo di Luca, sostituito a quattro giorni dell’evento dal Francese Pederleanu che poi lascerà il posto al giovane e coraggioso ragazzo del Kombat Team. Il match è a senso unico, Ierardi non trova mai il tempo per l’ingresso e pare in netta difficoltà fin dai primi scambi. Viene contato due volte, entrambe per due precisi e potenti ganci al tronco portati da Castro che gestisce il match per tutti i nove minuti, mette spesso all’angolo il suo avversario senza però mai affondare il colpo decisivo portando a casa una vittoria ai punti.

Giovanni Spanu (Kombat Team Alassio) Vs Matteo Calzetta (Fight Clubbing)

Round 1 Spanu vince un primo round in cui colleziona una serie di combinazioni di braccia che si chiudono con colpi al corpo, ginocchiate o low kick potenti e ben assestati che Calzetta pare sentire da subito. Sopratutto i low kick sulla gamba avanti di Calzetta entrano tutti senza che l’atleta Fight Clubbing ne chiuda anche solo uno con la tibia.

Round 2 Stavolta è Calzetta è inizia l’azione, in modo più deciso rispetto a un primo round perso nettamente. E’ lui adesso che incalza e chiude all’angolo Spanu che adesso ha un’azione più disunita e meno efficace. Tecnicamente Calzetta è più sporco, spesso abbassa troppo il capo durante le sue azioni ed è meno bello da vedere, ma questo non vuol certo dire che porti colpi meno efficaci. Il secondo round vede i due scambiare generosamente e continuativamente per tutti e tre i minuti.

Round 3 Calzetta appare sciolto adesso ma è Spanu che ricomincia a picchiare duro sotto, con combinazioni di ganci destri e diretti sinistri al corpo davvero precisi. Ed ecco di nuovo le ginocchiate del primo round. Anche se Calzetta a domina il centro del ring, è Spanu che porta di nuovo avanti il match. Almeno fino all’ultimo minuto in cui Calzetta tira fuori orgoglio e prepotenza con una serie di colpi che fanno barcollare Spanu costringendolo anche a girarsi un paio di volte. Il richiamo dell’arbitro (non ufficiale) è doveroso.

Quest’ultimo sforzo non basta però a Calzetta e la Vittoria va a Spanu che ha saputo mostrare una tecnica più pulita e una continuità di colpi che hanno mangiato il fiato e le gambe a Calzetta per almeno due terzi del match.

Iuri Lapicus (Team Leone Petrosyan) Vs Bartolomeo Esposito (Team Mazara Combat)

L’incontro per il titolo italiano MMA Fight1 a 77 Kg si apre come probabilmente nessuno si aspetta. E’ infatti Esposito che con un overhand da manuale manda giù l’avversario. Lapicus ha la fortuna e le capacità di non perdere del tutto i sensi, di non cedere al momento e rialzarsi quasi subito dopo un tentativo di G&P ben difeso. Esposito dal clinch chiude una ghigliottina in piedi, poi va a terra e cerca di finire Lapicus con lo strangolamento che però non entra. Adesso è Lapicus che prima esce dalla guardia, passa e va in posizione di monta. Da qui è tutto più facile. Prima un potente G&P e poi la finalizzazione per Armbar al minuto 1.10 del primo round. Lapicus conclude così un percorso di incontri netto che lo porta a vincere non senza difficoltà il titolo Italiano Fight1.

Angelo Mirno (Fit Square Boxing Team) Vs Roberto Sacco (Fighting Spirit)

Round 1 Dopo una prima fase di studio e un paio di tentativi andati anche a buon fine da parte di Sacco, sia con dei calci sia con un paio di diretti, al primo affondo con gancio sinistro Mirno fa contare il suo avversario che è andato al tappeto e sembra in seria difficoltà a riprendersi. L’arbitro decreta lo stop per k.o.T dopo non aver finito il conteggio poiché reputa Sacco non in grado di continuare anche se il ragazzo si è comunque rialzato ed è tornato al suo angolo. Mirno conferma di avere dei colpi potenti ed esplosivi, quando parte è davvero difficile riuscire a contrastare l’efficacia dei suoi colpi.

Alex Negrea (Team Leone Petrosyan) Vs Francesco Cosmi (ProFight1 & Fitness Lucca)

Round 1 Sulla carta potremmo rappresentare questo match come l’incontro tra Davide e Golia, non tanto per la differenza fisica ma per età ed esperienza che sono totalmente a favore dell’atleta di casa. E i primi 30 secondi sembrano decisamente presentare un match a senso unico. Negrea Parte in quarta con due combinazioni di pugni e calci potenti che fanno fare 3 passi indietro a Cosmi. Ma il ragazzo di Lucca ha lavorato sodo e sa cosa fare: interrompere sul nascere l’azione dell’avversario con dei low kick interno coscia che da subito sono portati con precisione. Grazie proprio a questi colpi Cosmi interrompe la veemenza del suo avversario sul nascere. Sembra davvero aver fatto male a Negrea che quasi colpito dalla freddezza e lucidità con le quali è stato stoppato adesso è fermo sulle gambe. Qui sale in cattedra Francesco Cosmi che continua a devastare l’interno coscia di Negra, sempre più in difficoltà e inizia poi il suo lavoro di pugilato. Uno, due, tre diretti mancini dalla guardia southpaw di Cosmi si abbattono su Negrea che incredibilmente, poco dopo, va giù. Sono in mezzo al tifo Lucchese e l’adrenalina è alle stelle. Negrea viene contato ma non basta per la resa. Il primo round segna una vittoria netta per il ragazzo della ProFight1 di Lucca.

Round 2 Negrea ha recuperato le forze e dalla sua ha anche l’esperienza per poter gestire il momento di difficoltà. Parallelamente Cosmi (forse giù di fiato) interrompe l’ottima strategia adottata nel primo round consentendo così all’atleta del Team Leone Petrosyan di chiuderlo diverse volte alle corde e all’angolo e tempestarlo di combinazioni pugni e calci. Cosmi continua a muoversi ma piano piano arretra sempre più non riuscendo a trovare il tempo e la forza per stoppare  l’azione del suo avversario.

Round 3 Negrea parte di nuovo all’attacco, i suoi colpi vanno a segno in diverse occasioni e anche se i due sono visibilmente stanchi lo spettacolo continua fino alla fine del round. Negrea ha portato moltissime combinazioni, Cosmi ha ceduto terreno piano piano e non è riuscito a portare colpi così determinanti come nel primo epico round. L’esperienza e la tenacia del campione internazionale gli hanno consentito di riportare il match sui binari e portare a casa un vittoria sofferta più nel primo round che nel resto dell’incontro. Peccato per Cosmi che ha forse ceduto di fiato troppo presto interrompendo quella strategia vincente che lo aveva visto protagonista nei tre minuti iniziali. Il ragazzo ha comunque mostrato una mascella d’acciaio sotto i colpi del più esperto avversario e non ha certo sfigurato in un match che sulla carta era a senso unico. Complimenti davvero a lui e a tutto il suo team per il lavoro e la preparazione svolta. E’ stato questo è stato il match più bello della serata.

Mirko Flumeri (Team Leone Petrosyan) Vs Hassan Arquiquil (Kombat Team Alassio)

L’incontro per il Titolo Italiano Fight1 K1 a 60 Kg e non delude le aspettative.

Round 1 Flumeri ha un ritmo e una velocità davvero fuori dal comune, quello che lascia in allungo all’avversario (decisamente più alto) lo recupera con un lavoro pugilistico di entrate e tagli della distanza incredibilmente efficaci. E’ fulmineo quando attacca, difende bene ed elude l’attacco di Arquiquil con ottimi spostamenti laterali e perni in puro stile pugilistico. il primo round è comunque molto equilibrato i due scambiano attentamente e spesso i colpi finiscono sui guantoni e non a segno.

Già nel Round 2 i due si sono presi le misure a vicenda, gli scambi diventano decisamente più generosi e cominciano a volare dei low kick pazzeschi da parte di entrambi, che si protrarranno fino alla fine del match. Arquiquil usa il suo allungo per abbattersi su Flumeri che però ha una velocità davvero impressionante e spesso riesce a non subire l’offensiva e anzi rispondere efficacemente, colpo su colpo. E’ il secondo round, i due non si sono risparmiati un attimo e sopratutto Flumeri sembra in grado di portare a termine tutti e 5 i round mantenendo un ritmo impressionante.

Nel round 3 arriva il primo conteggio ai danni di Arquiquil che subisce un’azione di pugilato da manuale con cui Flumeri porta 3 colpi: diretto al corpo, gancio e diretto al viso. Arquiquil è alle corde a l’arbitro procede al conteggio. Il round prosegue con dei bellissimi scambi di low kick ma a fare la differenza è il lavoro pugilistico di Flumeri che porta sempre combinazioni a segno per tutta la durata del round.

Round 4 Arquiquil è decisamente stanco, Flumeri appare invece ancora lucido e determinato a portare a casa il match, mette alle corde il suo avversario quasi subito che subisce il secondo conteggio.

Nel 5 Round arriva la resa da parte dell’atleta del Kombat Team che è stato demolito round dopo round fisicamente e anche psicologicamente dato che il suo lavoro comunque pulito e portato sempre con lucidità non è riuscito quasi mai ad infliggere danno a Flumeri che ha continuato invece un lavoro impressionante sotto l’aspetto della stamina, dell’efficacia e della precisione dei colpi portati. A siglare la vittoria è l’ennesima combinazione pugilistica che buca definitivamente la guarda di Arquiquil. Arriva prima il conteggio e poi la fine del match. La vittoria va a Flumeri che si laurea Campione Italiano Fight1 a 60 Kg. Match Bellissimo.

Mattia Solarino (Team Leone Petrosyan) Vs Anouar Khamlali (Danger Training Center)

Round 1 Dopo una primissima fase di studio Solarino, mancino, appare già più determinato nel prendere l’iniziativa. I suoi colpi sono puliti e precisi ma di controparte quando Khamalali attacca non va per il sottile. La sua pericolosità si intuisce ad ogni scambio al quale partecipa.

Round 2 Khamlali è adesso totalmente nel match, i suoi colpi sono portati sempre alla massima potenza ed è solo per l’intelligenza tattica del suo avversario che non ha la meglio. Solarino procede infatti con molta attenzione centellinando i colpi e riducendo al minimo le situazioni per lui pericolose. Sopratutto quando Khamlali attacca chiudendo le distanze Mattia non sta allo scambio. E’ un match molto teso e l’atteggiamento sfrontato dell’atleta marocchino porta ad un attimo di tensione di troppo quando sferra un colpo dopo la campanella. Il tutto si riduce ad un breve scontro verbale tra le compagini in cui intervengono anche i fratelli Petrosyan e lo staff del Danger Training Center. Ci sta.

Round 3 Solarino continua a girare senza dare punti di riferimento, “scappando” dai continui attacchi del marocchino che adesso sono davvero importanti e pericolosi. Solarino è davvero intelligente, colpisce quando può con precisione e non rimane mai a distanza. Il round si conclude e il Main Event di questo PetrosyanMania va a Mattia Solarino che merita la vittoria per l’intelligenza tattica con cui ha portato avanti tutto l’incontro senza mai rinunciare ad attaccare.

Si conclude così PetrosyanMania, che ha visto nell’intervallo a metà serata l’intervento di Carlo Di Blasi, Giorgio ed Armen Petrosyan che hanno presentato il prossimo appuntamento: una Gold Edition del loro gala che andrà in scena il 16 Febbraio alla Candy Arena di Monza (un vero palazzetto, di 5500 posti!) e che vedrà incontri per 3 titoli europei ISKA e la difesa del Titolo Mondiale ISKA dello stesso Giorgio che affronterà il giapponese Shintarou Mtasukora.

Una serata che ci dirà cosa vuole essere e cosa vuole diventare davvero PetrosyanMania.

Non vediamo l’ora.

[Ringrazio Wagner Mela per le splendide foto]

 

Andrea Vannini

 

 

 

 

Categoria
KICKBOXINGUncategorized

ARTICOLI COLLEGATI