Petrosyanmania ha riportato il combat sport agli antichi splendori

Si è creata la magia! In estrema sintesi è questo che si può dire di Petrosyanmania Gold edition, evento svoltosi ieri sera all’Allianz Cloud di Milano.  Se ci sono le giuste condizioni, quando cioè la ricchezza della card si incastra alla perfezione con una location particolarmente adatta, quando allestimenti di grande livello mettono in risalto match spettacolari, quando le emozioni si susseguono in un crescendo che porta il pubblico presente a ritenersi privilegiato per ciò a cui sta assistendo, quando continui a parlare con gli amici di ciò che hai visto anche a tarda notte e il giorno successivo…è allora che ti ricordi che il combat sport può arrivare a darti qualcosa di veramente unico.

Non sono propriamente uno storico del fighting e neppure ho assistito dal vivo a tutti i grandi eventi degli ultimi anni, ma credo senza voler risultare blasfemo che per trovare qualcosa di paragonabile a quello che si è visto ieri bisogna andare parecchio indietro negli anni,  forse addirittura al vecchio millennio. Il periodo della “Milano da bere”, in cui la gente andava in massa agli eventi e i palazzatti erano pieni, periodo di cui i vecchi appassionati parlano sempre con una certa nostalgia.  Ieri, per una sera, si è ricreato quel clima e il merito va in egual misura ad Armen Petrosyan per aver avuto la visione e averla realizzata con il suo staff e agli atleti che non si sono risparmiati, regalandoci match veramente di ottimo livello. Risultato:  già dopo un  paio di ore si era capito che la serata stava prendendo una piega interessante e alla fine i sorrisi , gli ammiccamenti e gli abbracci fra tutti coloro che erano presenti non si sono risparmiati.

Parlavo dei fattori che hanno determinato questo grande evento, partiamo dalla location:  l’Allianz Cloud, ex Palalido, è luogo ben conosciuto agli appassionati, qui si sono scritte pagine di storia del fighting.   Ora è veramente un gioiellino., da ogni singolo posto la visione è ottimale e le urla del pubblico creano un “effetto stadio” che si va a concentrare sul ring, messo in posizione assolutamente centrale. Si vede insomma che non si è ospiti più o meno desiderati di un palazzetto che normalmente ospita altro, qui si è subito realizzato di essere nella propria casa naturale. Aggiungiamo una certa facilità a orientarsi e a capire come muoversi al suo interno, una zona spogliatoi assolutamente adeguata e servizio ristorazione presente in vari punti. Ciò ha contribuito a far sentire comodi gli spettatori, nessuno è arrivato stanco alla fine delle circa sei ore che hanno caratterizzato il gala, anzi avrebbero tutti voluto averne ancora.

Gli allestimenti: non tutti hanno la possibilità di investire in un evento come ha fatto Armen, ma certo se hai un maxischermo colossale di certo aiuta, come aiutano le luci, gli effetti, le grafiche, le brossure su ogni posto,  il tutto all’insegna della grande qualita’.  Tutti dettagli che da soli non fanno il grande evento, ma certo contribuiscono a determinarne lo status.

I match:  puoi preparare tutto alla perfezione ma alla fine serve che i match siano appassionanti e ciò è successo.  Erano ben 17, posso assicurare per esperienza diretta che se un programma cosi’ ricco risulta noioso diventa un calvario arrivare fino in fondo,  a metà non ne puoi più e speri solo che finisca presto. Ieri invece abbiamo avuto tutto, dai match tecnici alle battaglie a viso aperto,  da sfide estremamente equilibrate a ko fulminanti, dalla gioia per la vittoria di alcuni, allo sconforto per le sconfitte di altri.

Il pubblico:  Armen ha chiamato e Milano ha risposto. Non ho i dati ufficiali ma ad occhio si è superata la barriera dei 3000 biglietti venduti. Se a questi sommiamo gli inviti, i membri dello staff e dei vari service e i VIP credo che al momento in cui Giorgio Petrosyan ha percorso la passerella verso il ring si fosse molto vicini alle 4000 unita’. Un gran bel numero anche perchè, è bene ricordarlo, questo è evento che sta in piedi da solo, non si appoggia in nessun modo a brand internazionali.  Unico neo: vagando per il palazzetto ho visto poca gente del settore, meno divise dei vari team di quanto avrei voluto.  A parte qualche eccezione erano presenti solo quelli coinvolti nell’evento,  tutti gli altri se ne sono restati a casa, figli di un ambiente che vive a compartimenti stagni e che non vuole capire che il successo di uno oggi potrebbe essere il successo di tutti domani.

I match:  undercard

 

Come dicevo prima, si è partiti forte.  Solo i 10 match che hanno composto questo segmento sarebbero bastati e avanzati per fare un ottimo evento. Poi gli atleti ci hanno messo del loro, da sottolineare le vittorie di Cioran, Brillo e Ruggiero, tutti vincitori prima del limite in modo spettacolare e che hanno avuto il merito di mettere il gala sul binario giusto fin dalle prime battute. Poi la battaglia femminile che ha visto prevalere Sveva Melillo a scapito di Chiara Vincis,  quella tra D’Isanto e Szymanski, il meraviglioso high kick che ha permesso a Nica di atterrare Cosmi, ma soprattuto due match che vanno a candidarsi tra i migliori della serata:

Ajouatsa vs Manolea:   la prestazione di Alex è stato un sontuoso crescendo. Mai visto Manolea cosi’ in difficolta’, e non stiamo parlando dell’ultimo arrivato

Guiderdone vs Festa:  date un match internazionale a Guiderdone! E’ più che pronto.  Ieri grande battaglia nel primo round ma alla distanza ha preso il sopravvento sul giovane avversario meritando di vincere un match che si presentava come molto complicato.

 

Main card

Si è partiti con il match di MMA tra Moricca e Zecchi, vinto dal milanese che è stato bravo a portare il match sul terreno del confronto fiscio, a lui piu’ congeniale.  A seguire il duello molto equilibrato fra Solarino e Eder Lopes, poi la sontuosa prestazione di Martine Michieletto che ha dimostrato di valere quella top promotion che sta inseguendo da tempo. L’avversaria non l’ha presa mai,  troppo vasto l’arsenale tecnico della nostra atleta. A seguire uno dei dispiaceri della serata, la sconfitta di Mirko Flumeri. Purtroppo si è infortunato alla mano nei primi istanti del match e questo lo ha condizionato, peccato ma puo’ succedere. Onore in ogni caso al giovane avversario, che ha dimostrato di avere talento e numeri dalla sua.  Si è arrivati cosi’ agli ultimi tre match della card:

Faraoni vs Latifaj:  a vedere il numerosi e rumorosi sostenitori di Faraoni mi si è allargato il cuore, vorrei che fosse sempre cosi’, onore a loro che si sono fatti il viaggio da Roma. Mattia però si merita tutto questo. Ha battuto nettamente il campione ISKA di Germania ma soprattutto ha conquistato tutti con la sua gentilezza e semplicità. Non ha negato un sorriso e un saluto a nessuno,  gli si può solo augurare il meglio per il futuro

Negrea vs Ougdou: altro momento triste della serata, anche se uno dei piu’ spettacolari e drammatici.  Alex è sembrato tirato e in forma come non mai, al cospetto di un avversario veramente valido.  Il primo round era riuscito ad aggiudicarselo ma al secondo è andato contro a una ginocchiata devastante al volto che lo ha messo ko.  Peccato, non riesce a prendere la cintura che sogna da sempre, ma questo è lo sport e bisogna fare i complimenti all’atleta francese

Petrosyan vs Dambo:  Incredibile il numero di emozioni che suscita Giorgio. Si va dalla gioia nel vedere all’opera un così grande campione, all’ammirazione per la sua tecnica, all’apprensione per ogni colpo portato dall’avversario, perchè è naturale…tutti vogliono il lieto fine e mai essere presenti il giorno in cui lui dovesse disgraziatamente perdere un match.  Poi lo vedi combattere e resta solo lo spazio per restare affascinati dalla sua bravura.  Ha vinto nettamente, aggiudicandosi tutti i round, atterrando due volte l’avversario e facendo vedere che il suo livello è tanto superiore a quello degli altri.  Rispetto per Dambo che si è battuto fieramente e ci ha provato fino alla fine.

Conclusioni

Chiudo con qualche considerazione: intanto un plauso ad Armen per i match che ha creato per i suoi allievi. Tutti difficili e complicati, in assoluta contro tendenza con motli altri gala dove quelli del team di casa “devono” vincere.

Il match di grappling è l’unico che non mi ha entusiasmato.  Non è una questione di qualità, sia chiaro, ma di contesto. Questa disciplina merita un ambiente piu’ consono e un pubblico che la capisca e la possa apprezzare al meglio.

Tutto quello che ho scritto prima per spiegare solo una cosa: in questo momento Petrosyanmania è evento italiano numero 1, il termine di paragone con cui tutti dovranno confrontarsi. Ovviamente spero che qualcuno riesca a raccogliere la sfida, perchè noi appassionati avremo solo da beneficiarne.

Stay tuned, amici

Dp

 

ps: mi stavo dimenticando i miei premi personali, veramente molto difficile scegliere questa volta  (Giorgio Petrosyan escluso)

Miglior ko:  1 Mihail Nica 2 Reda Ougdou 3 Fabrizio Ruggiero

Miglior prestazione 1 Mattia Faraoni, Martine Michieletto, Alex Ajouatsa

Miglior match: Festa vs Guiderdone, Michieletto vs De Blas,  Faraoni vs Latifaj

 

 

 

 

 

 

 

Categoria
KICKBOXING

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