PERCHÉ VETTORI HA PERSO E COSA ACCADRÀ ADESSO

Prima di scrivere questo commento abbiamo voluto non solo rivedere il match di Vettori a mente fredda ma anche studiarci le statistiche, leggere i commenti internazionali e parlare con alcuni dei migliori tecnici italiani. Questi ultimi non vogliono essere citati e lo capiamo benissimo, intorno al personaggio Vettori si è creata una sorta di isteria collettiva e, qualunque cosa si dica di lui, si viene subito etichettati a seconda dei casi come “nemici” o “amici” di Marvin. Per quanto ci riguarda da tempo veniamo (a torto) inseriti nella schiera dei “nemici”, fino a sabato pochissimi (quelli manifesti) e da domenica divenuti invece abbastanza numerosi in puro stile italiano. Vogliamo dirlo molto chiaramente, non siamo mai stati nemici di Vettori e non lo saremo. Siamo stati tra i pochissimi a criticarlo, questo sì, ma per i suoi comportamenti fuori dall’Ottagono più che per motivi tecnici e questa sua sconfitta non fa cambiare di una virgola la nostra opinione su di lui. Resta uno dei pochi italiani ad essere arrivato in UFC, il primo ad aver combattuto in un main event e ad avere avuto una title shot. Questi sono dati di fatto che nessuno può contestare

Ciò premesso vediamo anche cosa dicono i dati di fatto (le statistiche) di questo evento per poi passare a qualche considerazione più generale.

IL VERDETTO: in questa schermata da mmadecisions.com vediamo i punteggi ufficiali. Tutti e 3 i giudici (Derek Cleary, Sal D’amato e Chris Flores) hanno dato 50-45 ad Adesanya. Nella colonna di sinistra invece i “personalissimi cartellini” di una ventina di giornalisti americani delle principali testate (ESPN, Sherdog, CombatPress, BloodyElbow,…):
http://www.mmadecisions.com/decision/11985/Israel-Adesanya-vs-Marvin-Vettori

Solo 2 hanno dato il 49-46 sempre comunque a favore del nigeriano. Insomma, la vittoria del campione in carica è stata nettissima, non giova all’immagine di Vettori aver sostenuto il contrario (visto anche cosa gli avevano detto i suoi secondi tra un round e l’altro) ed i suoi fans più accaniti se ne devono fare una ragione.

LE STATISTICHE: dopo la sconfitta Vettori ha commentato a BT SPORT: “Subito dopo l’incontro credevo di aver vinto… Non credo che il 50-45 rappresenti un giusto punteggio …Credo di aver fatto tante cose buone, ho avuto molto successo negli scambi di boxe: i low kick sono stati, praticamente, la storia del match. Israel Adesanya a terra è molto bravo nel portare il match nel suo confort zone. Offensivamente non è niente di che, ma si difende bene”.

Vediamo di confrontare le parole di Marvin ed i punteggi ufficiali con i numeri del combattimento presi direttamente dal sito ufficiale di UFC: http://ufcstats.com/fight-details/6cd44e1b2d093ea4

Questi dati ci dicono che:

In totale dopo 5 round Adesanya ha messo a segno 38 colpi significativi in più di Vettori (96 contro 58) pari a circa il 65% in più.

Anche in termini di precisione il campione è stato superiore. Ha messo a segno praticamente 1 colpo su 2 (il 53%) contro l’1 su 3 di Vettori (32%). Solo nei colpi alla testa sono quasi alla pari (44 a 42 per Adesanya) ma anche in questo caso la precisione è a vantaggio del detentore del titolo che avendone tirati 144 arriva al 37% di “accuracy”. Di contro Vettori ne ha tirati ben 158 il che significa una precisione del 27%.

Vettori è stato molto preciso nei colpi al corpo ma ne ha tirati pochissimi, il suo dato è infatti di 7 su 8, praticamente un colpo a segno al tronco ogni 3 minuti e mezzo di combattimento. Per contro l’atleta di Auckland è rimasto sulla sua media del 50% tirandone però di più, 11 su 20.

Questi dati in conclusione smentiscono l’affermazione di Vettori “ho avuto molto success negli scambi di boxe”.

Adesanya è stato invece martellante e chirurgico nei calci alle gambe e qui “italian dream” ha ragione (fino ad un certo punto, poi vedremo perché) nel dire che “i low kick sono stati la storia del match”. Ben 41 su 43 dei low kicks di Izzy sono andati a segno, praticamente il 96%. Anche Vettori è andato vicino al 100% ma perché ne ha tirati solo 8 piazzandone 7.

Ci sono poi altri due elementi di queste statistiche molto significativi.

Il primo è che in tutti e 5 i round Adesanya è stato superiore sia per numero di colpi a segno sia in termini di precisione come evidenziato dalla grafica della colonna di destra in basso. Anche nel terzo round, quello in cui per un attimo Vettori ha preso la schiena dell’avversario ed ha tentato lo strangolamento, Adesanya ha messo a segno il triplo dei colpi con un tasso di precisione parimenti triplo, il che spiega perché anche questa ripresa sia stata aggiudicata al campione.

Tornando invece alle due strisce grigie in alto ci sono alcuni dati ai quali va prestata la massima attenzione. Nella prima striscia vediamo infatti che Vettori ha controllato l’avversario per quasi 7 minuti (6 e 55 secondi per l’esattezza), Adesanya invece per soli 36 secondi. A fronte di questo però vediamo che Adesanya ha realizzato 2 reverse (quando si è liberato dal mata leao nel terzo round e quando nel quarto round ha ribaltato Vettori prendendo per un attimo la top position per poi rialzarsi). Ancora più significativo è che nel clinch Adesanya abbia piazzato 10 colpi su 11 (quando a volere il clinch era Vettori) ed 1 su 2 nelle fasi a terra.

LA VERA CHIAVE DEL MATCH, L’INEFFICACIA DI VETTORI A TERRA

Come abbiamo riportato in precedenza Vettori ha commentato la sconfitta dicendo che “Adesanya a terra è molto bravo nel portare il match nel suo confort zone”.

Che Adesanya sia stato più bravo negli scambi in piedi ed in particolare nell’uso dei calci non sorprende. È sicuramente il miglior striker della divisione, per molti il migliore di tutta la UFC, ha combattuto da pugile pro e soprattutto è stato title contender nell’allora più importante promotion di Kickboxing al mondo, GLORY. Avendo Izzy pure un notevole vantaggio nell’allungo tutti si aspettavano che Vettori cercasse di portare il match a terra. Era la cosa più logica e così ha fatto. Ha tentato per ben 14 volte il take down riuscendoci 4 volte. È una percentuale di successo per lui del 28% e per Adesanya (nelle difese) del 72%. Un buon dato per Vettori visto che il suo avversario arrivava al match con una media dell’82% anche se ben lontano dal 60% di successo (3 su 5 tentati) di Jan Blachowicz 3 mesi fa. Insomma, Vettori quello che doveva fare lo ha fatto ma solo a metà. Quando infatti è riuscito a portare a terra Adesanya o non è riuscito a tenercelo (come dopo la prima proiezione nel primo round, quella effettuata dopo aver bloccato il calcio dell’avversario) oppure non ha saputo concretizzare. Merito di Adesanya? Beh, senz’altro il campione ha difeso bene sorprendendo un po’ tutti. Non se l’era cavata così bene con Jan Blachowicz, che però pesa più di Vettori ed ha un livello di wrestling superiore, e prima di quel match il campione non subiva una proiezione da due anni (dal match con Gastelum nel 2019). Da allora evidentemente si è evoluto anche a terra, lo si poteva immaginare ma non era comunque scontato. Il problema per Vettori è che purtroppo anche con Holland, fighter nettamente inferiore ad Adesanya, le sue statistiche a terra e nel clinch siano state parimenti inconcludenti: http://ufcstats.com/fight-details/ddd63237f1b857a6

Con l’americano infatti, a fronte di 11 take down riusciti su 17 ed a ben 20 minuti di controllo (in pratica 4 round su 5) il trentino ha piazzato solo 2 colpi su 5 nel clinch rispetto ai 6 su 18 di Holland.  A terra invece i colpi significativa sono stati 7 su 16, il che vuol dire meno del 50% ma soprattutto 1 colpo significativo a segno ogni 2 minuti e 51 secondi! Finalizzazioni tentate, una sola (triangolo di braccia nel terzo round).

Queste statistiche ci dicono inoltre che pure con Holland Vettori ha patito i low kicks (presi 8 su 12, percentuale 66%, zero tirati) e i colpi nel clinch (2 su 5 a segno per lui, 6 su 18 per l’americano) oltre ad aver subito più colpi significativi totali (37 contro 24 messi a segno) nonostante abbia controllato il match per l’80% del tempo.

Sono numeri sui quali alla KINGS MMA staranno sicuramente riflettendo molto.

LA SCONFITTA PSICOLOGICA: Vettori è noto per il suo massiccio ricorso al trash talking. Si dice lo faccia per creare hype ma anche per sconfiggere gli avversari sul piano psicologico. Prima dell’incontro il dott. Federico Caliri, psicologo e mental coach che segue diversi fighters pro, aveva analizzato le due principali apparizioni pubbliche dei 2 atleti prima del match: l’intervista con Bisping all’inizio della fight week e la conferenza stampa dell’evento. In sintesi aveva trovato il nigeriano molto tranquillo e padrone della situazione al contrario di Marvin. Non si è esposto al punto di dire che il campione avesse vinto il confronto psicologico ma il senso delle sue parole non sembra lasciare molti dubbi. Valutate voi stessi: https://www.fattimarziali.it/2021/06/12/adesanya-vs-vettori-sfida-mentale-il-parere-dellesperto/

UNA TITLE SHOT MERITATA?

Si è discusso molto anche sulla bontà di accettare questo incontro. Vettori era terzo nel ranking (ora è quarto) dietro Whittaker e Costa. Quest’ultimo aveva appena perso contro Adesanya, Whittaker invece aveva chiesto tempo prima di affrontare di nuovo il nigeriano. Si è detto (dopo la sconfitta, mai prima) che Vettori non fosse ancora maturo ma anche che certi treni passano una sola volta nella vita e quest’ultimo è un ragionamento che ha una sua logica.

Se invece torniamo ai puri numeri osserviamo che Vettori era 7-2-1 in UFC. Prima del limite aveva battuto solo 2 avversari. Uno è stato Alberto Uda con una ghigliottina quando debuttò nel 2016, un atleta che era 0-1 in UFC e con esperienza solo in promotion minori, poi tagliato dopo quel match. L’altro è stato Karl Roberson per sottomissione 1 anno fa. Parliamo di un fighter con record 4-4 in UFC, che non compare nel ranking ufficiale (essendo classificati solo 15 atleti) e che Tapology indica come numero 28 al mondo tra i Pesi Medi. Insomma, un atleta dei piani bassi del roster. Ad oggi la miglior vittoria del fighter trentino è stata quella ai punti contro Jack Hermansson, all’epoca numero 6 del ranking. L’unico altro top 15 sconfitto è Holland che era alla posizione 14. Lasciamo ai lettori decidere se sono numeri da aspirante campione.

Detto questo, Vettori ha 27 anni e, si è notato, l’età media in cui si diventa campioni UFC è di 31 e mezzo. Può quindi pensare ad una nuova chance titolata ma ora ci vorrà molto tempo. Ha perso 2 match su 2 col campione in carica e quindi, soprattutto se Izzy resterà detentore, dovrà ragionevolmente battere tutti i top five prima di potersi giocare nuovamente la cintura. A questo si aggiunge un interesse mediatico che, con buona pace del trash talking, fuori Italia pare non essere ancora decollato e sappiamo bene che si tratta di un aspetto fondamentale per i match makers UFC. Nonostante viva da anni negli USA e sia attivissimo sui social, che oltretutto gestisce in inglese, dopo 2 main event consecutivi in UFC (uno vinto ed uno valido per il titolo) su Instagram arriva a 400 mila fans contro i 5 milioni di Adesanya ma anche il milione di Paulo Costa (che ha 6 match in UFC contro gli 11 di Marvin che ci è arrivato 1 anno prima del brasiliano) e gli altrettanti di Whittaker che si è stato campione ma vive in Australia, un Paese di 25 milioni di abitanti contro i 60 dell’Italia e che, a differenza nostra, non ha folte colonie di migranti sparse per il mondo, in primis in Nord America, terra di maggior seguito delle MMA al mondo e dove si stima esserci 19 milioni di oriundi italiani. Del resto i dati di UFC on ABC 2 in cui era l’atleta leader del main event sono stati deludenti:  https://www.sherdog.com/search.php?q=mma%20italy


SU COSA LAVORARE?

È in un grande team ed i suoi tecnici non hanno certo bisogno di consigli. Come pura osservazione e come spunto di riflessione (si spera intelligente) per i fans elenchiamo quanto notato in particolare negli ultimi due match:

  • Vettori punta molto sul wrestling ed ha una buona percentuale di successo nelle proiezioni, il 47%. I problemi cominciano una volta al tappeto. Come visto in precedenza non è un grinder ovvero un fighter alla Nurmagomedov, uno dal ritmo implacabile che martella costante di colpi l’avversario (media di un colpo significativo a terra ogni 3 minuti circa) e nemmeno un finalizzatore che cerca continuamente la sottomissione (solo 2 tentate nelle ultime 10 riprese). Difficile capire come gestirebbe un confronto con un Whittaker che è nera di BJJ ed ex nazionale australiano di Lotta Libera ma ha pure il colpo da KO (ne ha 9 in carriera, 5 in UFC) o con un Brunson (anche lui nera di BJJ e All American di Wrestling con 7 KO all’attivo in UFC);
  • È alla Kings MMA dal 2015 con Rafael Cordeiro, forse il miglior striking coach per MMA al mondo, tuttavia ad oggi non è riuscito a sviluppare il KO power. Ha infatti solo 2 vittorie per KO in carriera, l’ultima nel 2015 in Venator. Come visto patisce i low kicks. Lavora poco al corpo (2 colpi significativi a segno con Holland, 7 su 8 con Adesanya) e colpisce poco nel clinch (2 colpi a segno con Holland e zero con Adesanya a fronte rispettivamente di 6 e 10 subiti). Pugilisticamente muove poco testa e tronco e tende ad avere la guardia bassa anche se è pur vero che nello striking nelle MMA vediamo posture e movimenti davvero di ogni tipo e non necessariamente di classico stampo pugilistico;
  • Ha sempre tagliato moltissimo peso e questo fa sì che di solito sia molto più grosso e forte fisicamente dei suoi avversari. Per contro non risulta molto veloce (per i livelli UFC s’intende, combattesse in Italia sarebbe velocissimo). Resta anche da capire, per quanto Matteo Capodaglio possa essere il Nobel dei nutrizionisti, fino a quando potrà continuare a rimanere nei -84 kg. In questo il tempo è nemico;
  • Un suo punto di forza è sicuramente il saper assorbire bene i colpi, non è mai andato Ko in carriera;

VETTORI ED IL FUTURO DELLE MMA ITALIANE

Prima della sfida titolata molti davano per certa la sua vittoria e che, con essa, sarebbe esploso il fenomeno mediatico delle MMA in Italia. Per ora non potremo sapere se sarebbe andata davvero così, personalmente però avevamo messo in guardia da un possibile effetto boomerang: uno scarso riscontro dei media italiani ad una vittoria di Vettori avrebbe potuto bruciare definitivamente l’interesse delle promotion internazionali per il nostro Paese, UFC in primis ovviamente. Tra l’altro il match era il giorno dopo l’esordio vincente della nazionale agli Europei di calcio, proprio quello che ci vuole per oscurare gli altri sport, figurarsi le MMA.

In ogni caso i presupposti per immaginare questo boom mediatico erano deboli. Se guardiamo ad esempio al caso di Marco Belinelli, per anni stella della NBA, possiamo dire che i suoi successi non hanno significativamente aumentato lo spazio dedicato alla lega americana dai media italiani e parliamo di basket, uno sport già di suo molto più seguito e radicato delle MMA in Italia.

Nel caso di Vettori e degli altri italiani che combattono in UFC ci sono poi altri due elementi che rendono poco verosimile che i loro successi in questa promotion facciano diventare le MMA uno sport di massa nella Penisola. Il primo è la fruibilità dei contenuti. Anni fa lavorai con un cameraman che era stato alcuni mesi alal ESPN in America. Raccontandomi di quell’esperienza mi riferì questo detto della nota TV sportiva americana “un evento sportivo per avere successo deve essere in diretta ed in chiaro”. Certo, la ESPN è famosa anche per le PPV ma, senza scendere nel dettaglio delle differenze nello sport tra USA e Italia, va notato che negli States gli eventi davvero popolari sono in diretta ed in chiaro. Il Super Bowl ad esempio è in chiaro. Per contro qui in Italia UFC va in diretta alle 4 di mattina, su un canale a pagamento (devi fare un abbonamento da 30 euro al mese) ed è pure vietato ai minori.

Il secondo è più grande ostacolo è invece la politica commerciale di UFC che Vettori ha purtroppo sposato con grande entusiasmo: il trash, nelle dichiarazioni e non solo.

Prima del match certi fans si erano lamentati sui social che i TG italiani non parlassero mai di Vettori. Ora, siamo seri, provate a riguardarvi la conferenza stampa pre evento e provate a dirmi se riuscite ad immaginare un TG della sera che alle 20.00, mentre le famiglie italiane stanno cenando, trasmette le immagini di uno che manda a fare in culo un altro che gli risponde ruttando mentre di fianco ha un tizio che fuma marijuana. Chiamatelo perbenismo (per me comunque è solo elementare buona educazione), chiamatelo come volete, arrabbiatevi ma resta il fatto che questo tipo di “spettacolo” sui media italiani non passerà mai. Esistono molti tipi di spettacolo e anzi lo sport professionistico è spettacolo per definizione ma non tutti vanno bene per tutti i mercati. Il “trash sport” piace sicuramente a grossi settori della società americana, in Italia avrà invece sempre una schiera di appassionati molto ridotta.

Niente futuro per le MMA in Italia quindi? Assolutamente no! Appena ci sarà possibile scriveremo un articolo su un “case history d successo” come dicono nel marketing, ovvero la storia di un Paese europeo dove le MMA hanno sfondato senza l’aiuto di UFC e con atleti locali e vi spiegheremo come hanno fatto e perché quello deve essere il modello da seguire per l’Italia e per i fighters italiani (Vettori incluso).

Vi lasciamo solo con un piccolo esempio. Il rugby, uno sport che nell’immaginario comune è roba da uomini duri, “per gente che se mena”, da anni in Italia vive una sovraesposizione mediatica e raccoglie grandi sponsorizzazioni nonostante risultati disastrosi della nostra nazionale e campi semi vuoti. Merito di un grande lavoro di marketing che qui non vi spiegheremo nei dettagli ma che in estrema sintesi ha fatto apprezzare al grande pubblico l’immagine di uno sport duro fatto di botte e fatica ma anche di onore e rispetto. Questo ha permesso al rugby nostrano di avere grandi contratti televisivi, tantissima visibilità (mal sfruttata ma questo è un problema loro) e grandi sponsor. Guardate che marchi ci sono sul sito della federazione. Riuscite ad immaginare uno di questi sotto l’immagine di due che ruttano e si fumano marijuana prima di un match?

 

 

 

 

Categoria
MMAUFC

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