Paul Hennessy: “creare un ambiente dove tutti possono essere vincitori”

intervista esclusiva al CEO di ISKA Europa

Rieccoci! Vi avevamo promesso interviste a personaggi di spicco nel mondo del fighting e manteniamo la parola. Chi non conosce ISKA? Uno dei maggiori organismi internazionali che regolano le discipline da ring,  presente in oltre 50 paesi in giro per il mondo.  Oggi incontriamo il CEO di ISKA Europa, l’inglese Paul Hennessy,  per farlo conoscere meglio agli appassionati, chiedergli dei suoi trascorsi e dei progetti futuri.

FZ: Grazie Paul per il tempo che ci dedichi

Hennessy: E’ un piacere, grazie a voi

FZ: Partiamo da te,  come sei arrivato ad avere il ruolo che ricopri oggi e quali sono i tuoi obiettivi?

Hennessy:  Il mio approccio al Combat Sport è semplice: provare a creare un ambiente dove tutti vincono, i promoter, i fighter e i fan. Lavorare perchè i promoter possano organizzare eventi di successo nei quali i fighter affrontano avversari di livello che danno impulso alle loro carriere e dove i fan si divertono. Sono entrato in ISKA nel 1998 come rappresentante del Regno Unito ma non mi sono interessato seriamente dell’attività al di fuori del UK fino al 2009, quando ho iniziato a far parte del Comitato Esecutivo di ISKA Europa. Dal 2012 ne sono Presidente. Il successo di ISKA Europa è dovuto principalmente al supporto dei nostri associati e al duro lavoro dei nostri Direttori Nazionali

FZ: Che ruolo ricopre per voi l’Italia nello scacchiere internazionale?

Hennessy Annualmente ISKA sanziona oltre 500 eventi in più di 50 paesi in tutto il mondo. Con l’Italia abbiamo una lunga storia che risale agli anni 90, quando i match titolati ISKA nel vostro paese venivano trasmessi in USA da ESPN. Attualmente abbiamo grandi campioni in Italia: Giorgio e Armen Petrosyan, ma pure Mustapha Haida e Martine Michieletto, e anche altri.  Abbiamo partner forti, l’Italia è un grande mercato per noi.

FZ: Siete particolarmente forti in Giappone,  a cosa è dovuto?

Hennessy: Ho iniziato a lavorare in Giappone nel 1991 con AJKF (All Japan Kickboxing Federation), era la più antica Federazione di kickboxing esistente (nata nel 1971). Nel 1993 ho incontrato Kazuyoshi Ishii, fondatore del K1 e, non molto tempo dopo, del K1 Heavyweight World Gran Prix. Ho collaborato con loro in veste di agente e consulente, ho portato i campioni ISKA nei loro eventi K1. In questo modo  hanno iniziato a interessarsi a ISKA, impressionati dalla sua storia e dalle stelle americane Rich Roufus e Dennis Alexio. Quando K1 decise di lanciare il K1 Max anche per le categorie più leggere furono inseriti  due match titolati ISKA. 

Nel primo evento K1 Max, Masato sconfisse Masad Sari e conquistò la cintura ISKA dei pesi welter e Kohiruimaki sconfisse Neil Woods per aggiudicarsi quella dei super welter.  ISKA aveva già sanzionato match titolati in Giappone in precedenza,  ma da quel momento avevamo raggiunto un altro livello. Masato arrivò poi a vincere due K1 Max World GP e divenne una delle star della divisione. Negli anni ISKA ha continuato a sanzionare match titolati in Giappone sia nella kickboxe che nella muay thai e abbiamo avuto parecchi campioni di alto profilo come ad esempio Tenshin Nasukawa.  Andrò in Giappone nel fine settimana, abbiamo molti campioni ISKA che combatteranno il 10 marzo al K1 K- Festa alla Saitama Arena e al RISE World Series alla OTA City Arena.

FZ: Siete storicamente legati a promotion di altissimo profilo, raccontaci dei rapporti con Bellator e Glory

Hennessy: Scott Coker, presidente di Bellator MMA e Bellator KB,  fu uno dei fondatori di ISKA nel 1985. Grazie a Strikeforce egli organizzò parecchi match titolati ISKA trasmessi su ESPN e promosse gli eventi K1 USA a Las Vegas. Le nostre strade si incrociarono diverse volte e diventammo amici. Scott ebbe grande successo quando trasformò Strikeforce in una promotion di MMA, così tanto che in seguito fu acquisita da UFC.  L’accordo con UFC includeva una clausola secondo la quale lui non avrebbe dovuto alcun aver ruolo in promotion del Combat Sport per tre anni. Il resto è storia nota: successivamente Viacom portò Scott a bordo e lo nominò Presidente e CEO di Bellator. Lavoriamo ancora assieme e ISKA sanziona regolarmente i match di Bellator KB.

Per quanto riguarda Glory, sono stato presentato a Pierre Andurand nel 2009 dall’ex campione Tom Izli. Pierre si allenava di kickboxe ed era un fan appassionato del K1, così lo invitai alle finali del K1 Max World GP del 2009.  Mentre eravamo a Tokyo divenne chiaro che il K1 era in vendita e Pierre fu realmente interessato all’idea di acquistarlo e investirci sopra,  ma non se ne face nulla. In seguito iniziò a rilevare i contratti dai campioni del K1 a cui il FEG (Fighting Entertainment Group), gruppo che promuoveva il K1 e che andò in bancarotta nel 2011, doveva dei soldi. Quindi fondò Glory Kickboxing!  Io fui ingaggiato come consulente, con particolare attenzione all’America e alla serie Road 2 Glory.  Ho ingaggiato talenti e sono stato coinvolto nell’organizzazione di singoli eventi come Glory 5 Londra. ISKA rimane l’organismo che sanziona ufficialmente i match di Glory Kickboxing

FZ: ISKA in Italia è legata a Fight1,  come giudichi questo rapporto di collaborazione

Hennessy: Carlo Di Blasi fu la persona che mi invitò ad entrare in ISKA nel 1998. Lui fondò Fight1 non molto tempo dopo che io divenni Presidente di ISKA Europa e decidemmo di unire nuovamente le forze . Carlo sta facendo un grande lavoro con Fight1 e io sono molto lieto di supportarlo.

FZ:  Una decisione che sei lieto di aver preso e una di cui ti sei pentito in seguito

Hennessy: Ho rifiutato la presidenza di ISKA Europa in un paio di occasioni, quando ho accettato non ero proprio sicuro di aver fatto la cosa giusta. Ma ora sono fiero di aver preso quella decisione e del lungo percorso che abbiamo fatto. Non ho rimpianti, se accetti un ruolo di leadership fa parte del tuo lavoro prendere decisioni, se ne sbagli una impara da quella e vai avanti.

FZ: Ne avrai tanti,  ma ti chiedo di nominarmi solo i tuoi tre campioni preferiti della storia di ISKA

Hennessy: E’ dura prenderne solo tre, sono stati così tanti nel corso degli anni…Comunque devo nominare Rich Roufos: lui è una vera icona della kickboxe americana,  leggendarie le sue battaglie con Rob Kaman e Ernesto Hoost.  Poi la star giapponese Masato,  grande campione e ambasciatore di ISKA. Tra quelli attuali dico Giorgio Petrosyan,  uno dei più grandi kickboxer di tutti i tempi, pund for pound.

FZ: E’ stato appena annunciato il main event di Oktagon 2019: Armen Petrosyan vs Jordan Watson, valevole per il titolo mondiale ISKA. Cosa pensi di questo match?

Hennessy: Si annuncia come un match molto divertente. Watson ha un conto da regolare dopo il KO subito da Giorgio tempo addietro. Armen va a difendere la sua cintura in un test difficile contro un avversario di grande livello e in cerca di rivincite.

FZ: Quando ti potremo vedere nuovamente in Italia?

Hennessy: Spero di poter essere a bordo ring per Oktagon 2019 a Monza!

 

Ringraziamo Paul Hennessy per la cortesia e gli facciamo i complimenti per il grande lavoro che sta portando avanti nello sviluppo dell’organismo che presiede e di questo fantastico sport.

Per sapere chi sarà il prossimo “pezzo da novanta” che andremo a intervistare, non vi resta che continuare a seguirci.

Stay tuned, amici

 

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Categoria
KICKBOXINGMUAY THAI

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