Paternò vs Houston: ne rimarrà solo uno!

I due possono giocarsi l'accesso in UFC

Due atleti giovani, due prospetti di grande valore. Paternò vs Houston, main event a Cage Warriors 98, dovrebbe avere un hype ben più alto di quello che sta avendo.

Molto simili nel talento, diametralmente opposti nel modo di esprimerlo. Ma andiamo con ordine.

Stefano Paternò lo conosciamo bene: fiore all’occhiello del management di Alex Dandi, dopo l’inattesa vittoria contro Botti del Febbraio 2017 ha spiccato il volo con grandi match e grandi vittorie, con l’unica parentesi del pareggio contro Giorgio Pietrini. Ha un record sporcato, se così possiamo dire, da 2 sconfitte. Sconfitte che Paternò però ha prontamente vendicato. Spallitta prima, Fusi poi, sono stati battuti dopo aver ottenuto la vittoria contro l’attuale campione CW.

E’ giovane, Stefano, e fa del fisico la sua arma in più. Non come tutti, però: Paternò sceglie di non tagliare il peso, sceglie il vantaggio di una preparazione senza eccessive restrizioni caloriche, una condizione psicologica in cui può concentrarsi solo su di sè e sul suo avversario senza doversi pesare almeno tre volte al giorno. Per lui questa cosa funziona, altroché se funziona. Paternò è subito pronto allo scontro, sempre. Non in maniera scomposta, forse fin troppo pulito per essere così giovane, considerando che a 23 anni, fra gli italiani, solo Vettori è arrivato ad un livello più alto.

Dall’altro lato c’è Ross Houston. Imbattuto atleta ora di casa alla SBG INVERNESS. Un limpido 7-0 che, in caso di vittoria del titolo Cage Warriors, diventerebbe un 8-0 pronto per il grande salto. Houston sembra tagliare decisamente il peso, ha corporatura massiccia ma buona mobilità.

Ai miei occhi i due hanno avuto un diverso sviluppo dal punto di vista tecnico. Mentre Paternò ha migliorato sempre di più le sue abilità, Houston pare aver completamente stravolto il suo stile.

Più lottatore nella fase iniziale della sua carriera, quando difendeva i colori del team INTEGRITY MMA che punta molto del suo lavoro sul BJJ e sul Grappling. Passato alla SBG INVERNESS, migliora decisamente il suo footwork. La sua stance si lateralizza, la mano avanzata a controllare la distanza nell’attesa del pugno avversario da schivare per poter rientrare. Si muove bene sui piedi, ora. Una mobilità che non vedo in nessuno degli avversari affrontati dal nostro alfiere fino ad oggi.

Vediamo i due come si incastrano.

Paternò è un atleta che avanza, non si tira indietro in nessuna fase del combattimento. Undici delle sue dodici vittorie sono venute prima del limite, questo dato incontrovertibile manifesta come riesca ad essere un vero squalo una volta chiusa la gabbia.

Houston ha invece il 65% delle sue vittorie per decisione. Nato lottatore, dicevamo, non ha mai vinto per ko/tko.

Il trend di crescita dei due mi sembra viaggiare su indici diversi, forse l’età gioca un ruolo in questo fattore. Sebbene Paternò abbia manifestato un costante miglioramento nelle sue qualità, e mi riferisco alle doti fisiche, alla precisione dei suoi colpi oltre che alla loro forza, alla capacità di uscire da situazioni difficili una volta a terra ribaltandole a proprio favore, vedo il percorso che sta facendo Houston come più veloce e, forse, più utile.

Mi ripeto, Houston nasce lottatore o comunque mostra un lavoro al suolo completo e fisico. Però ora si muove sui piedi, sfrutta bene l’allungo ed ha un discreto occhio per i colpi, cosa che lo rende un counterpuncher temibile. Il campione di Milano dovrà evitare, a mio vedere, di cadere nella tela che Houston gli preparerà. Fossi il coach dell’inglese, lavorerei per fare in modo che sia Paternò a condurre il match, farlo avanzare come nel suo stile mandando a vuoto i suoi pugni e poi rientrare con forza cercando il knockdown.

Attenzione però, Paternò non sembra avere la mascella di vetro e, come ho già detto, non si sottrae agli scontri, quindi l’inglese dovrà valutare bene la possibilità di mettere in piedi una guerra a viso aperto una volta saltati gli schemi.

Altra nota: Houston mi è sembrato che cercasse il rientro con i pugni solo sui lavori di pugilato, mentre tende ad assorbire i calci avversari sulle braccia, o a schivarli. Paternò ha buona mobilità con le gambe sebbene risalti maggiormente agli occhi del pubblico la sua castagna ed il suo pressing. Potrebbe, dunque, cercare di calciare forte la gamba sinistra di Houston e minarne la mobilità sin da subito.

Eviterei, fossi in Houston, di portare la contesa al suolo. Il match di Paternò contro Pietrini ha dimostrato che Stefano sa soffrire, sa difendersi e limitare l’avversario, sa essere pericoloso anche schiena a terra. Ma, soprattutto, in quel match si evidenzia come Paternò riesca a crescere di condizione col passare dei round, consideriando anche che nella stessa serata Paternò affrontò Cody McKenzie quindi non sembra avere per nulla problemi di cardio. Riuscirebbe Houston a tenere una condizione atletica sufficiente, considerando il taglio del peso, per fronteggiare un arrembante Paternò al terzo round dopo due eventuali round passati a lottare? E’ vero che Houston ha terminato molti dei suoi match ai punti, ma è anche vero che non ha mai affrontato un cagnaccio come Paternò.

Per concludere, Paternò per fightmatrix è in posizione 144 dei Welter, mentre Houston è alla 223. Houston è l’underdog, dunque. Sebbene io non dia molto peso ai numeri, una questione puramente statistica fa pendere l’ago delle previsioni verso Paternò.

Sarà riuscito Houston nel suo camp a colmare il gap Campione – Sfidante? Ce lo dirà la gabbia.

Io spero che Houston sia migliorato più di quanto io creda. E spero che Paternò lo batta in due round, per affermarsi con rinnovata forza nel panorama dei Welter ed ottenere quella tanto desiderata chiamata nella regina delle promotion mondiali!

Categoria
CAGE WARRIORSMMAMMA ITALIANE

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