“Nudo e crudo”: Carlo di Blasi a 360°

Sono giorni di fibrillazione per Carlo Di Blasi, ma se abbiamo imparato a conoscerlo un poco i periodi super impegnati sono proprio quelli che preferisce. ONE Century incombe, nelle settimane successive avrà da programmare lo sbarco del colosso asiatico nel vecchio continente, senza contare tutti gli impegni come presidente Fight1, come manager e per gli altri ruoli che ricopre.  E’ il momento ideale per una intervista a tutto campo,  senza filtri.  Buona lettura amici.

L’estate è finita, si riparte. Avete appena fatto il consiglio Nazionale di Fight1 a Bologna, puoi illustrarci le linee guida e i progetti dei prossimi mesi?

In realtà non ci siamo mai fermati. Come è noto ad agosto ero in Thailandia con Giorgio Petrosyan ed ho lavorato sul progetto Europa di One Championship mentre Bruno Botindari lavorava sul fronte Lion Fight per portare i nostri atleti ai gala americani di Las Vegas, come Enrico Carrara, il primo di una futura lista. Francesco Migliaccio, invece, ha completato l’organizzazione dei mondiali K1 Open di Milano, nonché le trasferte nei tornei e gala ISKA di cui oggi Francesco è il direttore Italia, dopo le mie dimissioni, avendo ricevuto la carica di presidente One Championship Italia.

Il consiglio nazionale di Fight1, oggi composto da me, Marco Franza e Luca della Rosa Vicepresidenti, Francesco Migliaccio, Bruno Botindari, Davide Ferretti e Gianmario Girasole è sempre più convinto della strada che abbiamo percorso fino ad ora.

Quindi nessuno sconto a FIKBMS e nessun accordo con Donato Milano.

Per cui nessuna collaborazione con la Federazione che scrive lettere di denuncia e che vieta ai propri associati di partecipare alle gare degli altri e prosieguo della pendente causa al TAR. Al contrario, apertissimi ad altre collaborazioni.

Dal Punto di vista dei programmi, la novità della mia nomina a presidente di One Championship Italy prevede che molte delle deleghe che avevo precedentemente siano date ad altri per consentirmi di concentrarmi primariamente sullo sviluppo di One Championship.

Infatti, sarà strutturato un vero e proprio ufficio con competenze esclusive in merito al lancio della prima promotion asiatica in Italia come testa di ponte per l’Europa.

Fight1 proseguirà con un consiglio ormai sperimentato e con i tanti e bravissimi dirigenti che abbiamo sul territorio e che riuniremo domenica 27 Ottobre a Milano per una assemblea nazionale e per annunciare importanti notizie.

In queste settimane si sono registrati vari spostamenti e voi non ne siete rimasti immuni, alcuni associati importanti di Fight1 hanno salutato, chi in silenzio, chi sbattendo la porta. Sagi ad esempio, se non erro faceva anche parte del direttivo. Come valuti questa situazione e cosa rispondi alle loro affermazioni in cui sollevavano un problema di “scarsa trasparenza”?

Intanto ridimensioniamo questo presunto “terremoto”. Si tratta alla fine di 4, dico 4 persone, di cui solo due con ruoli dirigenziali che hanno preferito ritornare nella federazione che ci fa la guerra dalla nascita di Fight1.

Le motivazioni sono sempre le stesse: divergenze personali che poi sfociano in trattative con altri per capitalizzare la visibilità che Fight1 aveva dato loro.

Attenzione però, perché chi esce da Fight1 spesso è stato valutato per ciò che valeva all’interno di un meccanismo consolidato che prevede coperture televisive importanti, un ufficio stampa super attivo grazie a Gianmario girasole, contatti internazionali di primo livello, matchmaking garantito grazie a Francesco Migliaccio, un sistema web e social di grande efficacia.

Insomma, in Fight1 hai gli strumenti per eccellere. Inoltre alcuni dei fuoriusciti non sono proprio “facili” da gestire. Vedremo come si inseriranno in un sistema diverso. A quanto ci risulta tra l’altro già un importante nostro ex promoter ha deciso di uscire da FIKBMS e lavorare con gli EPS, garantendosi così anche i nostri atleti in futuro.

La questione della “scarsa trasparenza” è ridicola. Da noi nulla è secretato. Le decisioni le prendo sempre riferendo al consiglio nazionale e sottoposte a votazione.

Questa, quindi, è la classica scusa per coprire le vere motivazioni.

Attenzione, però, perché a onor del vero ci possono essere anche motivazioni valide e onorevoli. Cioè quando la dirigenza ti boicotta, impedisce di operare o peggio come successe a noi per cui uscimmo dalla FIKB perché ci intentarono una causa legale poi persa da FIKBMS come noto.

In questo caso uscire è la sola soluzione per dimostrare che si aveva ragione e che una volta liberi da lacci e lacciuoli si raggiungono tutti i propri obiettivi. Ma non è sicuramente questo il caso dei 4 in questione…

Come tutti i personaggi in vista hai ammiratori e detrattori: la prima questione che solleva chi non ti vuole particolarmente bene è quella del “conflitto di interessi”. Cioè il tuo ruolo di manager di atleti, che deve cercare per loro le migliori occasioni, va a cozzare con quello di Presidente Fight1 che deve tutelare gli interessi di tutti. Detto in soldoni, nei grandi eventi ci andrebbero i tuoi o quelli di persone particolarmente legate a te, per gli altri le possibilità scarseggiano, che dici?

Ti ringrazio Daniele per questa domanda. Quello che alcuni definiscono conflitto di interessi in realtà è il punto di forza di Fight1. Mi spiego.

E’ vero che assommo più poteri, me è proprio la mia forza che convince promotion straniere a lavorare con me. E’ poi anche vero che più ne ricopro e più me ne spoglio, esempio ne sono i ruoli in ISKA e Lion Fight che oggi hanno Migliaccio e Botindari in carica.

Ma anche quando i ruoli sembrano entrare in collisione l’uno con l’altro si dimostra che così non è. Un esempio su tutti: cosa fa un promoter appena ha un suo gala pro? Ci mette gli atleti della propria palestra giusto? E non mi pare che nessuno si scandalizzi che tutti i promoters siano anche maestri e titolari di palestre.

Bene dagli anni duemila a OKTAGON, in tutte le edizioni, solo due sono stati gli atleti che facevano riferimento alla mia palestra, Accademia Europea di Milano, eppure forse qualcuno potevo metterlo almeno nella precard. E, invece, solo i più meritevoli: Chantal Menard e Salvatore Castro, una campionessa del mondo ed un Campione d’Europa…

Gli altri che entrano in OKTAGON sono i vincitori delle selezioni e le wild card scelte tra superstars e best sellers, quindi in ottica sempre meritocratica.

Chi solleva il conflitto di interessi è sempre qualcuno che ha interesse a farlo perché è fuori dai giochi.

Una volta un maestro disse: “in Italia ci sono due tipi di fighters, quelli che combattono a OKTAGON e quelli che sognano di farlo”.

Senza esagerazioni i gala di Fight1 oggi, oltre a OKTAGON, sono i soli ad offrire sbocchi successivi. Cosa che non è più quando un gala esce da Fight1.

Per l’amor del cielo magari gli si aprono nuovi orizzonti, lo auguro loro, di sicuro sappiamo cosa perdono e gli esempi sono sotto gli occhi di tutti perché mi risulta che c’è chi stia mollando FIKBMS portando via i pochi gala di successo e diverse società sportive.

Noto che i malumori aumentano prima di OKTAGON, quando create la card in cui tutti vorrebbero entrare. Eppure i ranking li avete creati apposta, c’è qualcosa che non funziona o di poco chiaro?  Sono migliorabili?

Questo è verissimo. Ad ogni annuncio di match a OKTAGON corrispondono mugugni pazzeschi da parte di chi ha atleti validi e talvolta anche chi non ne ha di validissimi…. E sai una cosa? Spesso hanno ragione. Mi spiego: nei nostri rating ci sono circa 300 classe A. Ad OKTAGON ne arrivano una ventina massimo. E’ logico che qualcuno di valido resti fuori.

Purtroppo più di 19 match non posso fare quindi bisogna che le società sportive si attrezzino: organizzare selezioni PRO per garantire ai propri atleti un posto sicuro a OKTAGON oppure vincano titoli tali da consolidare una fama che garantisca interesse per un match e pubblico locale di riferimento.

Certo il sistema può essere migliorato, ma solo se aumentano i gala pro con selezioni.

Restiamo un attimo su OKTAGON di qualche mese fa. E’ passato del tempo, ti chiedo una tua valutazione a freddo, se c’è qualcosa che non rifaresti o avresti potuto fare per migliorarlo ulteriormente. Ad esempio avete messo il grappling, o la savate anche se in posizione defilata nella card, sei rimasto soddisfatto? Le rivedremo?

Caro Daniele, ne abbiamo parlato e discusso ampiamente dopo OKTAGON. La mia analisi oggi è quella di allora. OKTAGON ha avuto grandi sponsor, coperture televisive nazionale e internazionali uniche, in diretta negli USA, e con un incasso di biglietteria comunque superiore a chiunque in Italia. Non ci sono stati i 10.000/14.000 del passato? Certo, ma le condizioni erano diverse: oggi le dirette streaming, la presenza costante delle TV e infine il numero crescente di gala di ogni genere in tutta Italia non permette più di avere trasferte imponenti da regioni diverse da quelle in cui si organizza.

Inoltre Milano, Torino e Firenze hanno utenze diverse rispetto a Monza che è una bellissima location, ma di minor impatto. Così fu anche per Glory 25 nel 2015.

Se dovessi cambiare qualcosa cambierei solo la location.

Avremmo dovuto aspettare che il Palalido fosse pronto, ma avevo contratti TV e sponsors da onorare per cui lo abbiamo fatto lo stesso e ne sono contento comunque perché, al di là di un successo mediatico straordinario e di match esplosivi con 4 KO spettacolari, ho potuto comporre un nuovo team di produzione che potesse prepararsi a diventare il team di ONE Championship Italia.

Una nota sul Grappling. Purtroppo, nonostante avessimo una vera e propria superstar quale Luca Anacoreta, non ho registrato sensibili vendite di biglietteria per il grappling, tranne che per il solo Cesaro. Quindi vedremo…

La Savate è nel DNA di Fight1 e ha seguito, per cui penso la riproporremo.

Ho visto che al seguito di Enrico Carrara per il suo match a Lion Fight è andato anche Bruno Botindari , da poco da voi nominato responsabile del settore Muay Thai. Vuol dire che la collaborazione con la creatura di Scott Kent continuerà?

Lion Fight è partner di Fight1 e ritengo che Bruno Botindari porterà ancora in Italia la nota promotion americana, ma soprattutto darà ai nostri fighters accesso alla promotion che in America è un vero e proprio talent show perché tutti i loro campioni sono stati ingaggiati da One Championship e altre importanti promotions.

Veniamo al prossimo futuro, esattamente domenica 13 ottobre: quel giorno sarà imperdibile per gli amanti degli sdc. Intanto combatte Giorgio nella finale contro Samy Sana. Match difficile ma a quei livelli non poteva essere altrimenti, tu come lo vedi?

Domenica 13 Ottobre si farà la storia: Giorgio combatterà per il premio più alto mai pagato da una Promotion di Kickboxing: 1 milione di USD!

Neppure il K1 pagava tanto.

Ma sarà storica perché il match sarà la prima volta in diretta TV su Mediaset Italia 2 alle h. 12:30 di domenica. E non ci sarà neppure la concomitanza della Serie A, che si ferma per una giornata.

Insomma, a prescindere dal risultato sportivo, l’Italia del fighting ha già vinto: siamo, grazie a Giorgio Petrosyan, in prime time!

Il risultato sportivo finale mi chiedi? Se si potesse scommettere metterei una bella cifra sulla vittoria di Giorgio ed un extra per la vittoria prima del limite al secondo round.

Ho visto la faccia di Giorgio l’altro giorno in ufficio da me, e ricordo ancora il viso di Samy Sana sul ring intervistato con Giorgio a Bangkok. Amici, se quella di Giorgio è la faccia concentrata del vincente, quella di Sana era il viso di chi solo in quel momento ha capito in quale guaio si è cacciato…

Scherzi a parte Sana è un fighter fortissimo, ma il “dottore” è un extraterrestre.

Ho letto che andrete in onda live, confermi?  Non c’è bisogno che ti dica la differenza tra seguire un evento live o in differita, credi che resterà un caso isolato vista l’importanza dell’evento o si potrà replicare con continuità?

La diretta di Mediaset Italia 2 segna la svolta. Lo share ci dirà finalmente quale è la potenzialità del nostro sport. Area test importante. Se dovesse andare come penso si aprirà una nuova era per i promoters e gli appassionati di Fighting in Italia. La Televisione non potrà più sottovalutare la nostra forza. Ed in questo siamo all’avanguardia.

Quel weekend c’è anche Bellator.  Non ti voglio mettere in una posizione scomoda, ti chiedo solo una valutazione della card da appassionato, oltretutto si farà a Milano, la tua fortezza da sempre.

Onestamente ho seguito poco la questione e non conosco la maggior parte deli atleti coinvolti. Essendo la promotion stata mia partner nel passato non voglio fare un’analisi troppo approfondita perché potrebbe sembrare di parte. Dico solo questo: la card tecnica della Kickboxing l’avrei fatta diversamente, ma questo è ovvio perché ho un parco atleti più ampio, più conosciuto e, se mi si consenta, più valido tecnicamente, mentre la campagna pubblicitaria è fatta bene. Sono partiti nei tempi giusti ed hanno proseguito in tal senso. E poi c’è l’effetto novità: il nuovo Palalido e un gala pro di nuovo a Milano dopo 4 anni . D’altra parte è lo staff che ha prodotto con me tutti gli ultimi gala, per cui se erano bravi allora lo sono anche adesso. Sulla MMA non mi esprimo perché davvero, a parte Sakara, con la maggior parte non ho mai lavorato e quindi non conosco seguito e valore.

Certo abbiamo tutti notato una card incentrata molto sull’ atleta venditore di biglietti.

Torniamo a ONE, il post di Chatri Sityodtong in cui si annunciava la tua nomina a presidente ONE per l’Italia e per l’Europa è stata una delle bombe dell’estate. Quali saranno esattamente le tue mansioni e le tue prerogative?  Curerai il lato organizzativo, amministrativo, le card… o un po di tutto?

Oooh finalmente una domanda più facile…

One Championship è il futuro. Non può fare che, nel lungo periodo, vincere. Mi spiego: oggi loro sono leader in Asia dove ci sono le maggiori risorse economiche mondiali. Lo sbarco in USA è imminente e hanno per partner il gruppo televisivo Turner, una vera forza. Quindi da una base forte vanno ad attaccare nel loro quartier generale UFC. UFC non potrà mai superarli in Asia, ma neppure avvicinarsi. One in Asia è competitor della Formula 1. Quindi nello scontro ogni singolo avanzamento di ONE in America corrisponde ad una perdita per UFC che non è compensata da avanzamenti di UFC in Asia.

L’Europa farà poi la differenza. Certo qui il brand UFC è forte, ma ONE Championship ha anche Kickboxing e Muay Thai in più. Immaginate se dovessi portare Petrosyan VS Yodsanklai al Palalido di Milano o al Forum di Assago. Mi basterebbe solo quel match per garantirmi il pienone. Oppure la prima volta in Europa di Dj Johnson o Eddie Alvarez? E la rivincita Holzken VS Haida e Sana VS Armen Petrosyan o la bella Angela Lee o Stamp Fairtex? O la title shot di Lapicus?

Insomma, quando arriverà ONE in Italia sarà per il più grande gala che io abbia mai organizzato.

Il mio ruolo quale presidente di ONE in Italia è semplice: devo organizzare lo sbarco di ONE in Italia e costituire la testa di ponte per l’Europa.

Quindi contratti televisivi in primis e atleti, poi campagna media e selezioni nazionali ed europee, aprire un ufficio integralmente dedicato a ONE Championship e assumere personale.

Ora sto cercando 1 responsabile social media, 1 PR, 1 responsabile ufficio stampa e due figure tecniche su E-Sport e Fantasy Games, altra grande scommessa del fondatore di ONE Chatri Sityodtong, un visionario e rivoluzionario come Steve Jobs.

Mi incuriosisce soprattutto la parte che riguarda l’Europa, che ONE stia organizzando le truppe per lo sbarco è ormai chiaro, secondo te quali sono i paesi più pronti ad accogliere il colosso asiatico? Mi vengono in mente Olanda e Francia ad esempio, o possiamo essere noi i primi?

Non ho dubbi che Olanda e Francia siano i più facili. Ma tutti sanno come le cose più facili diventano le più ovvie e non è mai stata questa la mia linea. Permettetemi di stupirvi ancora una volta.

Facciamo uno sforzo di immaginazione, diciamo che tra qualche mese ONE arriva in Italia: sarà abbinata a OKTAGON come fu per Bellator o è un brand che viaggia da solo?

No comment. Su questo argomento non sono ancora autorizzato a rispondere.

Ultima, sono parecchi anni che seguo il mondo degli sdc e ogni anno inevitabilmente arriva qualcuno che mi dice “questa volta Di Blasi cadrà”. Eppure sei sempre li, sulla cresta dell’onda e pronto a rilanciare. Quale è il segreto? E non ti viene mai la voglia di dire “ho fatto abbastanza, mi metto comodo e guardo cosa combinano gli altri?”  

Cari amici, in realtà sorrido sempre quando leggo che mi danno per spacciato. Pensate solo ad un anno fa oggi. Avevo lasciato Bellator per una cosa ancora in definizione e ho trascinato con me tutta una federazione che al contrario ha avuto fiducia in me.

Ora abbiamo 4 Italiani con un super contratto a ONE, altri in lista, una delega per l’Europa e un ruolo di assoluto prestigio che mi consente di dare sbocchi incredibili a promoters e fighters nonché assumere gente. Ma soprattutto, se non avessi preso questa decisione, il mio futuro sarebbe stato organizzare un solo gala pro all’anno e dover cercare match per i migliori campioni Italiani, giorno per giorno, senza una programmazione continuativa. Certo, così facendo ho anche dato un po’ di respiro a chi è capitato, per pura fortuna, di poter accedere alla promotion che in Italia avevo lanciato, ma immaginate se fosse stato il contrario e qualcun altro avesse chiuso il medesimo accordo con ONE Championship per l’Italia?

Ciò detto, certo che a volte sono stanco e mi viene da dire ma chi me lo fa fare. Ma poi con gli stimoli nuovi ed il grande calore degli amici e colleghi che mi seguono da sempre, riparto di slancio e riesco ancora a divertirmi tanto fino a che non troverò un degno erede a cui lasciare continuare questa bellissima avventura di vita che si chiama “fighting”.

Grazie Carlo, se ritieni di voler aggiungere qualcosa, vai pure a ruota libera

Ti ringrazio per il vostro lavoro puntuale di sostegno alle nostre discipline e per essere sempre così senza alcun timore reverenziale nel chiedere ciò che molti vorrebbero sapere.

Voglio aggiungere solo una cosa ai tanti operatori e fighters che vi seguono.

Tante cose si sono dette e scritte contro questo o quel promoter, verificate sempre senza mai dare per scontate le accuse rivolte a chi mette tempo e risorse economiche nel promuovere queste bellissime discipline e, se avete piacere, venite a trovarmi bordo ring o in ufficio. Parliamoci. Scoprirete realtà diverse da quelle che qualcuno millanta.

Sayonara

Carlo Di Blasi

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