Muay thai time, missione compiuta

Ormai a Muay thai time, evento giunto alla quinta edizione e che si è svolto sabato scorso al Tower Airport Hotel di Genova sono affezionato.  Sarà per il fatto che in un modo o nell’altro in Liguria si finisce per conoscere tutti rendendo il clima molto informale. Sarà per la totale disponibilità di Veronica Vernocchi e Luca Cuccu che anche se sei ospite riescono a farti sentire come se fossi il padrone di casa. Sarà che ogni volta viene aggiunto un piccolo tassello, l’asticella si alza e viene voglia di vedere dove si andrà a fermare la volta dopo. Sarà che gli atleti danno spesso e volentieri vita a match molto combattuti.

Il tutto fa si che ormai questo evento è diventato appuntamento fisso nel mio calendario invernale.  Se poi aggiungiamo che quest’anno la componente emozionale dovuta al crollo del ponte Morandi è molto forte e che gli organizzatori hanno deciso di devolvere l’incasso in beneficenza a favore di Protezione Civile e Vigili del Fuoco,  capirete che proprio non potevo non venire.

Giungiamo (sono con mio fratello)  verso le 17,  percorrendo le strade in direzione dell’aeroporto è impossibile non percepire che le ferite in città sono ancora aperte e se anche si prova a non farci caso non lontano da li, in bella vista, ci sono i monconi del ponte che troneggiano mandando un silenzioso monito di condanna all’incuria umana.  E’ la prima volta che entro al Tower ma si percepisce subito che è posto di livello:  ogni dettaglio rimanda al lusso, il personale professionale e gentile.

Veniamo portati da Luca Cuccu nella grande sala dove si svolge l’evento e siamo immediatamente ben impressionatì: ambiente spazioso,  climatizzazione ideale,  possibilità di movimento, wi fi,  non manca nulla.  Soprattutto c’è gente,  mancano ancora 3 ore all’inizio della main card vera e propria ma è già parecchia,  ad occhio e croce sulle 4-500 unità.   Sul ring si sta svolgendo un match di Savate,  la possibilità di poter studiare meglio questa disciplina è un altro dei motivi che mi ha spinto fino a qui.

Da qui il pomeriggio va avanti come è prassi in gala del genere: un occhiata al ring,  una al parterre per far due chiacchiere con qualche amico, fighter o arbitro.  I match sono divisi a blocchi di 3 o 4 intervallati da spettacoli di vario genere. Piacevole scoprire che anche i vari artisti si stanno esibendo a titolo gratuito per la causa di beneficenza.

Quando inizia la main card il salone è pieno,  saranno circa 800 persone. I match vanno via in maniera piacevole ma quando si arriva alle selezioni Oktagon, cioè ai classe A, il livello sale notevolmente.  Il match che aspettavamo maggiormente fra questi è quello di Giovanni Spanu,  un signor fighter e un ragazzo eccezionale per educazione e bontà d’animo.  Purtroppo il match prende subito una brutta piega quando un colpo al fegato lo fa contare al primo round cui segue un altro conteggio nel secondo.  Giovanni reagisce ma nel quarto cade nuovamente e l’arbitro indica la fine del match.  Da lontano è difficile giudicare ma nel preciso momento in cui si è rialzato stavo guardando lui e per un attimo ho visto smarrimento,  lo stesso che deve aver visto l’arbitro,  per cui non mi sento di criticare la decisione che ha preso anche se capisco lo spirito del guerriero che avrebbe voluto giocarsi il tutto all’ultimo round.

Il blocco successivo è quello dedicato alla Savate pro,  alla fine sono assegnate tre cinture di campione italiano a Totss, a Chiara Vincis e a Guiderdone.  Tutti i match sono stati piacevoli e battagliati anche se si vedeva che in alcuni casi si trattava di ottimi atleti prestati a questa disciplina più che savateurs veri e propri.

Il match tra Guiderdone e Luca Emanuele ha rubato l’occhio e per noi è il Fight of the Night.  Questo Machete lo avevamo già visto e si è confermato: davvero un guerriero indomabile. Andava sempre avanti, incurante delle bordate che l’avversario gli piazzava di rimessa.  I due hanno esaltato il pubblico,  alla fine ha vinto Guiderdone che si è rivelato fighter di gran classe e che potrebbe meritare palcoscenici anche internazionali.

All’ultimo blocco siamo arrivati provati: se posso muovere un appunto direi che si è fatto troppo tardi. Oltre l’una e dopo tante ore diventa difficile restare focalizzati sul ring, oltretutto gli spazi dedicati a ringraziamenti vari dopo ogni match hanno levato un po di ritmo.

In ogni caso ci ha pensato Dragos Zubco a risvegliarci.  Parliamo di un fighter  che ci piace tantissimo per lo stile iper aggressivo che caratterizza i suoi match.  Non ci delude,  meno di un round per stendere l’avversario e per dare conferma del fatto che merita il top che la sua federazione di appartenenza riuscirà ad offrirgli. Ultimo match,  quello di Federico Agostino, rappresentante del Tiger Temple e allievo di Master Moise.  Vince ai punti dopo una squillante prestazione che esalta i numerosi tifosi al seguito.

E’ il momento di tornare a casa, stanchi ma soddisfatti.  Il tempo di dare l’arrivederci agli amici,  perchè sappiamo bene che con Muay Thai Time non è finita,  ci saremo anche il prossimo anno.

Stay tuned, amici

PS:  Credits by Wagner Mela,  e chi altri?

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Categoria
KICKBOXINGMUAY THAI

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