MMA italiche, sempre gli stessi discorsi

E’ la ripetitività che stupisce.  Ogni volta che un atleta italiano che combatte in gabbia perde un match di livello, inizia sempre lo stesso processo fatto di commenti e polemiche.  Ognuno vuole dire la sua e inevitabilmente si scivola sulla situazione generale italiana proponendo soluzioni e ricette per migliorarla.

Non sarebbe neppure sbagliato se poi non ci fossero delle anomalie:

coloro che mandano frecciatine più o meno velate a concorrenti o a chi sta semplicemente antipatico

coloro che approfittano per auto-riciclarsi contando sulla cronica mancanza di memoria storica della gente, proponendo soluzioni  e facendo finta di dimenticare che fino a poco prima erano i primi a fare quello che adesso schifano e disprezzano

coloro che ci godono proprio e non riescono neppure a nasconderlo,  illuminante un post fatto ieri da un addetto ai lavori che ha pure una posizione di rilievo, purtroppo.

Ovviamente ci sono anche quelli che provano a proporre qualcosa di costruttivo, ma il tentativo si perde nel mare di diffidenza e preconcetti;  alla fine non c’è interesse a capire le posizioni altrui, conta solo avere un palcoscenico in cui esporre le proprie, il teatrino dell’ego.

Poi inevitabilmente arriva il malcapitato non addetto ai lavori di turno che vuol dire la sua,  può essere un blogger o un semplice appassionato: apriti cielo!  L’ambiente si ricompatta dando addosso a chi si permette di dare un giudizio “senza averne le competenze” o “senza aver mai combattuto in gabbia”, ormai è un classico.

Pochi sono così illuminati da capire che il giudizio della gente, cioè di coloro che poi saranno chiamati in futuro a pagare i biglietti degli eventi sostenendo il sistema, è l’unico che realmente conta. Poco importa se è un parere corretto o campato per aria, il fruitore finale ha l’ultima parola,  è così in tutti gli ambiti lavorativi. Arriverà il momento in cui dovrete venire a patti con questa cosa, amici.

Il bello è che da tutte queste discussioni non si riesce a cavare un ragno dal buco perchè non esiste una soluzione, la bacchetta magica che risolve tutti i problemi.

NON ESISTE IL CATTIVO DI TURNO

Tutti hanno una certa quantità di ragione per fare quello che fanno e questo complica maledettamente le cose:

-hanno (in parte) ragione gli atleti che sono quelli che ci mettono letteralmente la faccia. Come si fa a dar loro torto quando cercano in tutti i modi di accedere al “piano superiore”, dove girano i soldi che gli permetterebbero di non rendere vani tutti gli sforzi che fanno?

-hanno (in parte) ragione i coach/maestri che in genere dagli agonisti non si fanno neppure pagare, e per cui un atleta in top promotion potrebbe dare lustro e attirare appassionati ai corsi. Logico che cerchino di non perderlo.

-hanno (in parte) ragione i promoter che ci mettono un sacco di soldi per organizzare un evento e ovviamente vorrebbero tenere un livello alto per avere più spettatori

-hanno (in parte) ragione i manager, il cui solo compito sarebbe quello di procurare il miglior ingaggio possibile agli atleti che assistono. A questo proposito noto che c’è una certa confusione in merito:  il giudizio tecnico su un atleta, sull’avversario o su un matchmaking non spetta al manager, spetta allo staff dell’atleta, che dovrebbe avere l’ultima parola.  C’è una certa confusione in merito e non aiuta a districarsi, servirebbe maggior rispetto e chiarezza dei ruoli.

Il problema vero, su cui tutto gira attorno è sempre lo stesso: per tanti motivi in Italia le MMA sono uno sport maledettamente di nicchia, sponsor e soldi ne girano pochi e questo causa tutta una serie di forzature che sono sotto gli occhi di tutti:

percorsi troppo protettivi per gli atleti che poi, quando arrivano in alto fanno fatica a gestire il cambio di livello

atleti bloccati nella palestrina col coach storico che non li manda a crescere in strutture più adeguate. La domanda sorge spontanea: se il mio atleta è il più forte,  con chi si allena? Chi lo migliora? Soprattutto, come fa a crescere ancora? Alcune strutture hanno i mezzi per ovviare, ma tutte le altre?  Quanti talenti stiamo sprecando?

card italiane depauperate dei migliori: tra quelli in UFC, Bellator, ONE, Cage Warriors e quelli che ambiscono ad arrivarci, mi chiedo chi vedremo nelle nostre gabbie il prossimo anno. Le seconde e terze linee nostrane, i giovani di belle speranze oppure stranieri anche di livello ma che hanno poco appeal?  Assisteremo a un mare di mismatch? Speriamo di no, ma le premesse non sono incoraggianti.

Capisco che non è facile focalizzarsi sulla situazione generale e che è molto più comodo pensare al proprio orticello, ma lo ripeto ancora una volta: BISOGNEREBBE METTERE LO SPETTATORE AL CENTRO DI OGNI PROGETTO, altrimenti i numeri resteranno sempre quelli, desolanti. Non si può creare un match e poi una card pensando solo alle convenienze degli atleti, degli staff e di tutti gli addetti ai lavori, e poi sperare che il tutto venga digerito dal pubblico. Dovrebbe essere l’esatto contrario,  cioè provare fare quello che vuole la gente e se ai protagonisti piace poco dovrebbe essere secondario,  visto che i soldi delle spese e delle borse devono poi uscire da qualche parte.

Per essere chiari, la gente, io compreso, vuole I MIGLIORI CONTRO I MIGLIORI, nulla di meno. I match che smuovono, quelli che si aspetta per giorni, quelli di cui si parla prima e dopo, quelli che quando stanno per iniziare la tensione nel palazzetto la tagli col coltello.  E’ stata tolta la magia dagli eventi italici, magia che una volta c’era anche se il livello tecnico era molto inferiore, con conseguenza che non c’è partecipazione. Andate su youtube e guardatene uno qualsiasi,  la prima cosa che si nota è un fragoroso silenzio. Il pubblico sta zitto come a teatro, invece dovrebbe essere una bolgia.  Ridate alla gente tutto quello che gli è stato levato e vedrete che i numeri torneranno a sorridere, perlomeno sarà un primo passo.

Sperare, non resta che quello. Siamo all’alba di una nuova stagione che si annuncia interessante a vari livelli:  se nel frattempo si riuscirà a levarsi certi problemi cronici sarà tanto di guadagnato,  a cominciare dalle polemiche sterili, che non fanno bene a nessuno.

DP

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categoria
EDITORIALIMMA

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