Merenda: “troverò il nuovo Vettori, il prossimo Venator forse a Giugno e i miei rimpianti sono…”

Come ormai tradizione abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Frank Merenda, “il Prez” come è conosciuto nell’ambiente del fighting, subito dopo lo svolgimento di un Venator numerato.

Imprenditore di successo,  uomo dalle idee chiare e forti e senza nessun timore di esprimerle,  certamente mai banale.  Anche in questa occasione non si risparmia e ci illustra progetti e convinzioni con grande disponibilità e generosità.

Su quello che dice si può concordare o meno ma bisogna sempre ricordarsi che parliamo di una persona che un giorno ha deciso di immettere tanti bei soldi nel mondo delle mma e che sta continuando a farlo anche dopo aver realizzato che il ritorno economico è in pratica nullo.

Il suo ingresso ha determinato una linea molto netta, un PRIMA e un DOPO nel percorso di crescita delle mma italiche.

E per questo va rispettato.

Detto questo, l’intervista è lunghetta ma vale la pena leggerla tutta,  mettetevi comodi amici.

 

Si è appena svolto Venator 6, partiamo da una tua valutazione dell’evento,  sei soddisfatto, ti è piaciuto, cosa ti è piaciuto meno.

L’ evento mi è piaciuto molto e soprattutto mi sono decisamente divertito. Mi dispiace si sia dovuto tenere a porte chiuse perché il pubblico avrebbe assistito a un bell’evento, tenuto in un clima disteso e oserei dire sempre “cavalleresco” da parte di tutti.

Mai una sbavatura, un comportamento fuori dalle righe, mai una protesta, nè dentro nè fuori dalla gabbia.

Ho tenuto particolarmente e lo rifaccio ancora qui a ringraziare tutti i team e gli atleti per gli sforzi e i sacrifici fatti per poter partecipare in questo “anno orribile” e so per certo che anche loro hanno potuto apprezzare i nostri sforzi nell’organizzare un evento dedicato al 100% a loro, completamente pro-bono e in perdita.

Con il solo scopo di dare loro un’opportunità di tornare a combattere.

Se devo dirti cosa mi sia piaciuto meno faccio veramente fatica nel senso che a parte le tante sfortune, match saltati ecc… abbiamo trovato sempre o quasi in tutti i casi atleti e team disponibili a saltare sul carro all’ultimo secondo pur di lottare.

E che abbiano vinto o perso, come ho avuto modo di dirgli personalmente, non conta in questo preciso momento.

La novità di quest anno è il connubio con Fight Clubbing, ti chiedo come è andata e se si potrà riproporre in futuro.

Stavo parlando con Andrea (Sagi) proprio ieri dopo due giorni folli. La collaborazione è piaciuta a tutti a parte noi intendo e stiamo già iniziando a parlare di programmare una nuova edizione insieme.

Ripeto, a parte problemi tecnici dell’ultimo minuto e imprevisti, e la diretta sì e poi no e poi lo streaming va e poi non va e la sfiga ecc… penso si sia fatto il possibile e l’impossibile.

Fight Clubbing è una realtà importante da sempre e non ha bisogno delle mie presentazioni. L’innesto di Venator nella formula si è dimostrato profittevole. Non vediamo motivi per non riprovare, impegnandoci sin da ora a migliorare il tutto ogni volta.

 

A questo proposito mi sembra di ricordare qualche tua dichiarazione passata in cui in pratica dicevi che non ti piacciono gli eventi misti,  poi ci siete finiti dentro. Vuol dire fare di necessità virtù?

Hahaha confermo che gli eventi misti non mi piacciono ma in questo caso si è trattato più di due eventi in sequenza che di un evento misto.

Le card non si sono mai accavallate, non vi sono state distrazioni o sovrapposizioni tra ring e gabbia e anzi devo ringraziare Andrea che ci ha concesso lo slot “prime time” dalle 7 di sera per la main card.

In pratica i ragazzi di Fight Clubbing per dare spazio a noi hanno combattuto fino a notte fonda.

Posto che dovremo lavorare affinché questo non accada nel rispetto di tutti, è nelle piccole cose che si vede la gentilezza e la voglia di collaborare.

Causa pandemia un sacco di eventi sono saltati e anche voi avete dovuto rinviare varie volte, Se non ci saranno intoppi quale cadenza vorresti per i prossimi Venator,  il numerato annuale o una serie di eventi più “piccoli” come erano gli Inside?

In realtà posto che con la pandemia sai che dare certezze è impossibile, stiamo già programmando la prossima data che vorremmo fosse già a Giugno. Avremo risposte a breve nei prossimi giorni.

Idealmente vorrei avere un evento a trimestre in modo da far combattere più volte gli atleti che vincono e dare spazio a innesti e novità.

 

Veniamo alla card, se facciamo una banale comparazione di nomi è evidente il cambio di rotta rispetto alle edizioni precedenti. Quanto questo fatto è stato voluto e quanto è stato forzato dagli eventi.

Traduco la tua domanda perché tanto so cosa vorresti chiedermi: “Gne gne gne! Come mai Venator non è più quello di Venator 3?”

Tornando seri, visto che è una cosa che chiedono un po’ tutti, vorrei che la smetteste di fare questa domanda e vi concentraste una volta per tutte sulla serie di coincidenze storiche che ha dato il via a Venator dall’ 1 in particolare al 3.

Vado per punti partendo dall’estero:

  1. In quegli anni Venator era l’unica promotion esistente. Fu Venator 3 ad attirare definitivamente gli occhi di Bellator in Italia (con la partecipazione del prezzemolone Carlo Di Blasi che saluto).

    Bellator sbarcato in Italia dopo Venator 3 ha cominciato a siglare atleti italiani e quindi a portarli “via dal mercato”, tanto per iniziare. Prima quel problema non esisteva.

  2. Nei primi anni di Venator, non solo l’Italia ma tutta l’Europa tranne i paesi dell’Est era a terra poiché il Cage Warriors aveva perso lo sceicco sponsor e si fermò per 3 anni.

    Gli anni proprio dei primi 3 Venator nei quali Ian Dean, il loro promoter era ben contento di darci i suoi atleti per farli combattere in Italia. Quindi Venator era un mix irripetibile di TOP italiani + Cage Warriors + Qualche chicca presa nel mondo.

    Oggi Cage Warriors invece che “darci” atleti, ce li toglie. E si somma a Bellator.

  3. Ci sono altre promotion che non esistevano, tipo “Brave” dove la gente ambisce ad andare. Anche questo si somma alla perdita di talenti nei circuiti italiani.

  4. Per ultimo ma non da ultimo, la nuova generazione di atleti al momento non è all’altezza della precedente. Ne ho parlato l’altro giorno.

    Un nuovo Mattia Schiavolin nei medi da lanciare non c’è. Così come non c’è unnuovo Giorgio Pietrini per i welter, così come non c’è nessun Leo Zecchi o Ivan Musardo nei leggeri, così come non c’è un nuovo Federico Mini e nemmeno un nuovo Cristian Binda.

    Ci sono un sacco di giovani che sicuramente potranno anche superarli un giorno, ma ad oggi quel livelli di competitività in Italia non c’è più.

    Non vorrei dire che siamo peggiorati invece che migliorare perché non sarebbe la definizione corretta e non sarebbe giusto. Dovrei dire più precisamente che abbiamo saltato una generazione o due di fighter negli ultimi anni e chi c’era ha giocato male le sue carte e le sue carriere, purtroppo.

  5. Per sintetizzare, stranieri a “cartellino volante” come un tempo non ce ne sono più. Bellator nel mondo fagocita tutto e dove non c’è Bellator ci sono altri.

    Mosse “pazze” come Miller o Toquinho non ci sono più. Poi oggi ci siamo anche “civilizzati” grazie a FIGMMA/IMMAF e certe scelte non si potrebbero più fare per correttezza.

    Gli italiani forti sono ritirati o semi-ritirati e quelli promettenti dopo due match vinti si fanno attrarre dalle lusinghe dei loro manager per combattere subito all’estero. Con risultati quantomeno non esaltanti in media, per essere gentile.

    Quindi mettetevela via che in nessun modo sarà possibile in un futuro quantomeno prossimo replicare un Venator 3

Si punta sui giovani, dunque.  Ma l’obiettivo finale qual  è?  Diventare una promotion rivolta alle giovani speranze o c’è dell’altro?

Daniele certo che si punta sui giovani. Ma non c’è “altro”. Ripeto, noi non possiamo organizzare un evento a settimana o ogni 15 giorni come UFC, Bellator, o anche solo Cage Warriors ecc..

Queste sono promotion che “risucchiano” atleti alla scena italiana non appena mettono la testa fuori.

Diciamo che il mio obiettivo nel breve termine è quello di tirare su i giovani, farli maturare nel modo corretto in Italia, e portarli a fare il salto verso UFC direttamente o attraverso una esperienza estera che sia però su misura per loro e al momento giusto e non la classica trappola: “Ti do 4.000€ più bonus, vieni a farti massacrare dall’atleta di casa che dobbiamo lanciare in UFC”.

Vorrei convincere la gente a non bruciarsi accettando esperienze all’estero premature e soprattutto ricordare loro che l’unico obiettivo vero è UFC e non altro. E bisogna pianificare bene la carriera per arrivare là. Non per gonfiare il portafoglio del manager o l’ego del coach.

Prenderò qualche atleta sotto la mia ala protettiva e vedremo da qui a 3 anni se avrò avuto un pizzico di ragione o meno. Non che io voglia “avere ragione”. Vorrei solo il bene degli atleti che non mi sembra ultimamente sia la priorità sincera di troppe persone.

 

La volta scorsa paventasti l’ipotesi di portare Venator fuori dai confini, è idea tramontata o solo rinviata in attesa di tempi migliori?

L’ idea non è affatto tramontata. Ovviamente si è arenata per i motivi che tutti possono immaginare ma è ben viva e presente. Abbiamo contatti molto solidi per organizzare con USA, Spagna e Inghilterra per iniziare.
Rimane il dato importante che qualunque cosa faremo, sarà votata a produrre ciò che una serie di contatti importanti di cui non mi è possibile fare il nome in questo preciso momento ci hanno chiesto: “Produrre il nuovo Marvin Vettori”.
C’è una fame di “italiano” grazie a Marvin ai piani alti che ha dell’incredibile in questo momento e la nostra incapacità come nazione di produrre atleti ad alti livelli sta creando frustrazione e soprattutto sta impedendo che tutta una serie di scenari importanti si realizzino.
Quindi se ci sono atleti italiani forti che hanno intenzione di crescere forte nei prossimi due anni, il futuro per loro si presenta roseo.
“Trovare il nuovo Marvin Vettori” è la missione. A trovare il nuovo “John Smith” o “Gonzalo Escobar” ci dovrà pensare qualcun altro, come già in effetti stanno facendo.



Le tue opinioni sui problemi che attanagliano le MMA italiche sono risapute,  ti chiedo se non ritieni che essere così franco, a volte perfino brutale, non abbia complicato la vita alla tua promotion, alienandoti le simpatie di varie palestre, soprattutto le principali.

Guarda, io partirei da un punto diverso e cioè che nel mondo delle MMA italiche, qualunque cosa tu faccia o non faccia starai sempre sul cazzo a chiunque a meno che tu non faccia qualcosa di manifestamente favorevole per loro (e quindi sfavorevole per gli altri). È così che funziona.

Ti faccio un esempio andando indietro nel tempo. Oggi tutti vi stracciate le vesti per “Venator dei bei tempi che furono”.

Ma la vostra memoria storica non vi aiuta a ricordare che organizzare quegli eventi fu un inferno.

Io non capivo perché mai la gente volesse rompere il cazzo all’unico mecenate italiano che senza secondi fini decideva di investire soldi a fondo perduto per il movimento. Che significava pagare borse, organizzare eventi ecc…

Venni a sapere tempo dopo che gente della allora Kombat League, tali Lanci, Max Baggio avevano deciso in tutti i modi di contrapporsi a Venator perché in pratica tutti gli atleti della Kombat League non volevano più tirare nei loro eventi ma in Venator.

Ti parlo di gente come Schiavolin, Pietrini, Baneschi, Zecchi ecc…ecc… tutta gente che poi ha fatto grandi carriere in Venator tra le altre cose.


Si formò una vera e propria Task Force “anti- Venator” fondata da tal Luca Bartoletti, Fabio Ciolli e ciliegina sulla torta, il mio attuale match-maker: Pietro Orante.

Vorrei che tu ti rendessi conto che questa gente, senza che io gli avessi mai fatto niente di male né direttamente né indirettamente ma non solo, non li avevo mai conosciuti in alcuni casi nè rivolto la parola, avevano creato “la massoneria Anti-Venator”.

Questo per farti capire che gli equilibri nel mondo delle MMA italiane sono sempre così folli e squilibrati che anche la discesa in campo di uno che voleva (e vuole) solo fare del bene, viene sempre presa come un attacco all’ordine costituito o invasione di campo.

Quando dico che “qualcuno di sta gente non so manco chi sia” non lo dico con fare snob o altro, al contrario lo dico con accezione positiva nel senso di “È impossibile che io gli abbia fatto qualcosa di male soprattutto volontariamente, dato che non so chi siano e non gli ho mai nemmeno parlato”.

Poi son passati tanti anni, Venator è andato avanti dimostrando la sua buona fede, con Fabio i rapporti si sono distesi, Pietro è diventato parte dello staff di Venator ecc… e in generale le cose si sono ricomposte e hanno trovato una loro dimensione.

Per farti capire quanto possa io essere “cattivo” o “vendicativo” o “portare rancore”. Ho preso con me il tizio che voleva “distruggere Venator”.

Quindi le cose sono due: O era Alex Dandi -che saluto- che stava sul cazzo a tutti (e col caratterino che si ritrova non faccio fatica a vagliarla come opzione… scherzo Ale 😀 ) oppure entrambi abbiamo subìto in quegli anni una serie di attacchi e di ostracismo senza motivo.

Capisco anche che Gesù Cristo lo hanno messo in croce e quindi io non è che mi potessi aspettare caramelle. Però…

A parte questo preambolo, per farti capire, le persone nel mondo delle MMA sono decisamente “volubili” ed è difficile interagire con loro.

Tu parli di grandi club… vorrei sapere chi esattamente. Il team che ha portato più atleti da zero in UFC è lo Stabile Fight Team. Filippo è un amico caro e Simone è proprio parte integrante del team anche se in questo periodo è un po’ preso col lavoro.

Se ci spostiamo a Roma e come accade, parlo onestamente di Fabio Ciolli dicendo che la formazione per portare in UFC gente come Di Chirico o Pedersoli in larga parte è merito suo, faccio incazzare Borgomeo e Carfagna che si sentono defraudati dei meriti successivi.

Se dico “Grande Aurora Team” (che reputo una delle migliori realtà dove allenarsi in Italia non fosse altro che per la quantità possibile di sparring) si incazza Fabio per il motivo inverso.

Se guardo un match e dico che Alessio Di Chirico non mi è piaciuto perché motivo X Y e Z rischio che faccio incazzare entrambi.

Daniele devi capire che in Italia come la fai la sbagli. Se parli bene di uno, rosicano in dieci. Se non parli o non fai niente come ti ho dimostrato ti attaccano comunque.

Ma finché si cercano solo le lodi e ogni singola critica viene sempre decontestualizza e magnificata ai limiti della lesa maestà, è difficile andare avanti.

A volte sembra di avere a che fare davvero con dei tredicenni, e lo dico con davvero un peso sul cuore.

Io sono un libertarian, cerco di fare del bene e sono contemporaneamente per la libertà di pensiero.

Solo che l’ambiente delle MMA italiano è fatto di costanti e continue sfide a distanza, faide, piccole ripicche, invidie, vendette, io che ti inculo l’allievo ecc…ecc…

Quindi anche una semplice libertà di opinione da parte di un estraneo che non ha mai fatto del male a nessuno anzi solo del bene, viene sempre sovra-interpretata come un affronto, una mancanza di rispetto ecc… quando non è così.

Ma mi sembra che tu sia il primo anche sulle tue pagine a parlare di questo problema quindi non mi dilungherò oltre. Era solo per darti un minimo di contesto.

Mettiamo che domani si parte tutti assieme con l’idea di ricostruire e recuperare il tempo perso, qual è il primo passo da fare secondo te?

Non saprei esattamente cosa significa “partire tutti assieme” nel senso che ci sono problemi irrisolvibili in generale dato che sono insanabili a livello locale.

Vuoi che parliamo di un esempio concreto? Prendiamo Roma. È la zona probabilmente anzi sicuramente più prolifica per densità di atleti, talenti, coach, strutture.

Metti insieme in un’unica struttura Alessio Sakara, Fabio Ciolli, Lorenzo Borgomeo, Michele Verginelli e hai creato quello che i brasiliani capirono tanti anni fa quando pur provenendo da scuole rivali in Brasile si unirono insieme da emigrati in USA per creare team che valorizzassero i loro talenti.

È così che è nata l’American Top Team, i Blackzillians e la stessa Kings MMA dove si allena Marvin.

Ma questa gente si odia, ha interessi divergenti, si taglierebbe una mano piuttosto che condividere i successi con altri ecc…

Quando ti chiedi perché qualcuno ce l’ha con Venator, dovresti più correttamente notare che nel mondo delle MMA tutti ce l’hanno pure col vicino di casa col quale dovrebbero collaborare e che Venator ogni tanto è solo una delle tante nevrosi contro la quale sfogarsi senza motivo.

Ma il problema è la guerra intestina al movimento. Ogni tanto qualcuno per sfogarsi si incazza pure con Venator, ma come vedi il problema è altrove.



Soldi, parliamo di soldi. Ho notato che nell’ambiente c’è una certa ritrosia ad affrontare certi argomenti. Te lo chiedo da appassionato prima ancora che da promoter,  entro quali parametri minimi e massimi dovrebbe stare la borsa di un fighter professionista?

Sono un libertarian, quindi sono convinto che la borsa di un atleta la faccia il mercato. Niente di più, niente di meno. E che un atleta dovrebbe accettare promotion e borse che si adeguano al suo piano di crescita.

Ciò detto, la mia opinione sincera è che un fighter dovrebbe andare a caccia di una cosa sola: UFC.

E fare di tutto per arrivarci, seguendo non le borse ma il percorso migliore, più sicuro e rapido per sè.

Se vuoi arrivare, fai così. Guardi al percorso, non alle borse.

Se invece fai le MMA tanto per “partecipare”, è giusto che tu accetti 4.000€ più bonus che ti danno all’estero per andare a farti picchiare. È un lavoro come un altro.

Più è grande il tuo sogno, meno le borse prima di UFC sono importanti. Questo è il punto.

La gente si deve rendere conto che come fighter vali non per come meni ma per quanto vendi. Le MMA sono uno show-business, che piaccia o meno.

Se porti 10 amici che pagano 20€ a testa, stai producendo 200€ lordi per chi ti dà da lavorare. Devi renderti conto che se qualcuno ti offre 10 o 20 volte quella cifra, c’è per forza sotto qualcosa.

E nel 99% dei casi c’è il farti perdere per lanciare qualcuno dei loro in UFC dove recupereranno con gli interessi la borsa che hanno dato a te col primo contratto da 10+10 x 4.

Il tuo lavoro principale è quello di imprenditore che, passami il termine, insegna agli altri imprenditori a far soldi. Ma è così impossibile riuscire a non andarci in perdita con gli eventi di mma? Che futuro c’è se si puo’ contare solo sul mecenatismo?

In Italia è molto difficile non andare in perdita con gli eventi di MMA per alcune ragioni molto semplici. Sintetizzando la prima è che non esiste un pubblico hardcore di appassionati fedele nei praticanti, che sono troppo pochi.

In Italia ci sono si e no 300 palestre dove nominalmente si pratica MMA ma in molti casi praticano solo grappling quindi sono molte meno. Anche mettendo tutti insieme non si riesce a riempire un palazzetto. E se non c’è un pubblico hardcore, è difficile ancora di più coinvolgere gli “appassionati casuali”.
Sarebbe come chiedere agli appassionati di F1 perché non vanno dal vivo a vedere le gare di Go Kart o agli appassionati di calcio tifosi di Milan, Inter, Roma, Napoli o Juve in televisione perché non vanno a vedere le squadrette di promozione della loro zona.
Poi non vedo lo stesso “calore” per Venator da parte della stampa di settore che esiste per molte altre manifestazioni. Ed è un peccato perché Venator è dove sono nati, nascono e nasceranno i talenti di domani. Ma io non posso inseguire la gente del settore, che non fa uscire l’articolo perché è amico del coach di quella palestra che per motivi mentali suoi ce l’ha con me e allora se l’amico suo scrive di Venator litigano.

A un certo momento bisognerebbe fare anche le persone serie e che ognuno facesse il suo mestiere.

Chiunque sia del settore, giornalista o blogger e che non copre un evento Venator, è in malafede e si rende sicuramente ridicolo. Siamo alla cancel-culture in alcuni casi, cosa che mi fa veramente sorridere.

Ragazzi, io faccio l’imprenditore. Non ho tempo di stare appresso a voi, fare l’amico vostro ecc… Fate i giornalisti? Fate le persone serie. Volete parlare male di Venator? Fatelo ma almeno date visibilità ai ragazzi che combattono.
A parte questo, l’unico a creare eventi importanti in Italia è Carlo Di Blasi che fondendo Oktagon con Bellator ha portato pubblico vero. Il punto è che parliamo del “suo” pubblico della kick affezionato e fedele e radicato sul territorio da decenni, unito ai fan del “personaggio televisivo” Sakara. E parliamo comunque di uno o comunque pochissimi grandi eventi l’anno. Non certo per dare una continuità come sarebbe necessario.

D’altra parte, con un numero di palestre/praticanti così esiguo, anche gli sponsor latitano e non per colpa loro. Quanto potrai mai guadagnare a vendere rash guard, guantini, pantaloncini da MMA a qualche decina in tutto di palestre in Italia? Non esiste ad oggi un bacino che sia target abbastanza espanso per giustificare un business del genere.
Ribadisco, non è un problema solo italiano. Ma in Italia è MOLTO sentito per motivi endemici e intrinseci al movimento.
Poi, se vuoi assicurare uno standard minimo di decenza per gli atleti, cioè un minimo di borsa, rimborsi spese, un hotel decente per il taglio del peso e dormire, un pasto caldo ecc… i costi lievitano molto velocemente e non ci si può fare nulla. Ma io di tagliare su certe cose proprio non ce la faccio, mi vergognerei. Non posso far combattere nè gente in ambienti senza bagni nè docce, nè mi posso permettere di dire ai fighter “arrivate mangiati”, o “non fate il peso” ecc… come purtroppo ci è capitato più volte di vedere anche recentemente.
Se tagli tutto, certamente i costi diminuiscono. Ma a che prezzo?

Per farti un esempio concreto, anche Bellator perde soldi ed è finanziata “a fondo perduto”. Cage Warriors invece usa i suoi eventi come front-end. Parte dei costi glieli copre la sponsorizzazione UFC Fight Pass ma il grosso delle entrate lo fanno con il management.

Vanno in perdita con il prodotto iniziale che è l’evento, per poi recuperare con le fee prese dagli atleti non appena arrivano in UFC e ricevono contratti e sponsor vari. Non a caso in Italia hai notato un accaparramento folle di atleti come management anche quando (nella maggior parte dei casi) non ce ne sarebbe bisogno.
Ma in Italia vale la regola che più che vincere, spero che gli altri perdano e se posso gli rompo anche i coglioni. E la regola.
Quindi un mix sapiente di gestione dei costi, sponsorizzazione, cancello quanto si può e soprattutto azienda parallela che monetizza i fighter vincenti sono la formula che serve per guadagnare.
Io come sai non ho mai fatto da manager a nessuno, ma dato l’aria che si respira in Italia (e i problemi economici sono l’ultimo dei miei problemi), magari potrei ripensarci per qualcuno di veramente valido. Vedremo.

What if. Ti sei chiesto come sarebbero le MMA italiche oggi se i primi Venator avessero avuto un riscontro economico tale da poterti permettere di continuare ad alzare la posta e il livello? Dove saremmo oggi?

Non avremmo mai potuto fare concorrenza in ogni caso a Bellator, Cage Warriors e Brave in Europa, che sono sostenute da sceicchi e colossi televisivi.

Ma avremmo potuto sicuramente fare qualcosa di più, questo certamente. Anche solo come maggiore continuità degli eventi.

 

Ormai sei in ballo da un po di anni,  c’è una cosa, una scelta di cui sei pentito e che non rifaresti?

Sono pentito di non aver preso in mano o non aver cercato di prendere in mano personalmente le carriere di Giorgio Pietrini e Federico Mini. Non avevo voglia di fare il manager all’epoca.

Sono tra “i giovani” i fighter più forti che ci siano mai stati in Italia nella loro categoria e a differenza di Leo Zecchi e Cristian Binda e in parte anche Mattia Schiavolin avevano l’età giusta per sfondare.

Se avessi saputo come sarebbe andata a finire, avrei fatto io il loro manager e oggi avremmo 3 persone in UFC ai piani alti e non solo Marvin. Ne sono più che certo.

Non c’è nessuno in Italia che si avvicini minimamente al Pietrini e Mini di ritorno dalprimo camp in USA dove li spedii a casa di Jason Manly.

Potete fare i nomi che volete. Scommetterei su loro due a occhi chiusi ogni giorno dell’anno contro chiunque.

 

Intanto abbiamo Vettori…credi che se diventasse campione il contraccolpo mediatico sarebbe tale da cambiare la situazione o non smuoverebbe nulla al di fuori della bolla?

Le MMA sono uno sport di nicchia. FIGMMA conta qualcosa come 214 palestre in Italia (vado a memoria ora chiedo scusa se il numero è errato) e i praticanti veri sono pochissimi.

Il fatto che poi gli eventi siano quasi sempre di notte non aiuta certo la diffusione. Ma ovviamente Marvin campione farebbe del bene a tutto il movimento. Sono solo qui che aspetto. E so che non dovrò aspettare molto.



Alcuni ritengono che il padre di tutti i problemi sia il fatto che le mma non sono riconosciute in Italia. Sai che siamo il paese dei mille orticelli,  ma se ci fosse la possibilità di lottare tutti assieme facendo qualcosa per ottenere sto benedetto riconoscimento, tu ti uniresti alla causa?

Se c’è una delle tante cose nelle quali faccio veramente pena è la politica. In realtà il problema è che siamo odiati e ostracizzati da movimenti molto potenti come Pugilato e Judo che vedono le MMA come potenziale nemico e concorrente per l’accaparramento di atleti.

C’è gente molto più brava di me in queste cose, per esempio tutto il direttivo FIGMMA e Carlo di Blasi.

Il solito problema? È che si odiano. Ça va sans dire.

A parte gli scherzi, spero di non essermi fatto ulteriori nemici.

A presto con il prossimo Venator.

 

Dp

Photo by Wagner Mela

Categoria
MMAMMA ITALIANE

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