Mental Trainer: opportunismo o necessità?

Nel nostro sport, più che in ogni altro ultimamente, sono apparsi innumerevoli esperti di allenamento mentale, il cosiddetto “mental training”. Spesso sento dire che bisogna stare al passo con i tempi e che oggi sono necessarie numerose figure professionali che possano contribuire alla crescita di un atleta. Sono d’accordo, tutto vero, bisogna stare al passo con i tempi, ma i nostri tempi sono assai strani, chi può, si inventa una professione, i più strutturati, dopo essersi inventati una professione si inventano anche  albi professionali e si improvvisano unici formatori e certificatori della professione che pensano di avere inventato. Si inventano il lavoro e cercano di farlo diventare un monopolio. La domanda che pochi si fanno è la più ovvia e banale, chi forma codesti formatori? Chi certifica codesti certificatori? Non voglio addentrarmi troppo in questo tema che rimane uno dei più spinosi in assoluto.
Il punto è che la necessità di un allenamento mentale non è certamente una scoperta degli anni 2000, uno dei primi allenatori che introdusse nello spogliatoio lo psicologo fu proprio Arrigo Sacchi, uno degli allenatori più innovatori e all’avanguardia per i suoi tempi. Dello psicologo si avvaleva anche l’allenatore più vincente della pallavolo mondiale: Julio Velasco, che però pare che possedesse già lui, un ‘immensa capacità di motivare e dare coraggio e forza mentale alle sue squadre. Certamente ho parlato dell’inserimento dello psicologo, e non di un generico mental trainer. Uno psicologo dello sport è un professionista che ha seguito un programma di studi ben articolato per comprendere alcuni dei meccanismi misteriosi che governano il cervello umano.
Uno psicologo dello sport, potrebbe anche non essere capace di svolgere al meglio la sua professione ed essere incapace di svolgere l’attività di mental trainer, quello che so è che ha sostenuto un certo numero di esami per ottenere la laurea in psicologia e, volendo, posso anche controllare quali esami abbia sostenuto. Oggi molti dei presunti mental trainer non si capisce bene quale percorso formativo e formativo abbiano seguito, si potrebbe persino pensare, con un po’ di malignità, che qualcuno si sia improvvisato e abbia seguito la moda del momento. Magari qualcuno con buone capacità comunicative. A volte persino uno psicologo potrebbe essere improvvisato come mental trainer.
Parliamoci chiaro, la capacità di gestire l’ansia da prestazione, di incanalare la paura verso una direzione positiva che ci aiuti ad aumentare le nostre energie e non ce le succhi via, è una dote essenziale per qualsiasi tipo di atleta. Ci sono atleti che per natura riescono a gestire le proprie paure in modo positivo e nel corso della competizione rendono anche più che in allenamento, altri, al contrario, sembrano altre persone, fortissimi durante gli allenamenti e quasi inesistenti nella competizione ufficiale. Ovviamente,  in casi come questo l’aspetto mentale è determinante e non ci sono dubbi a riguardo. Il dubbio è se la maggior parte di questi mental trainer possano davvero risolvere un problema di questo tipo. Per prima cosa, occorre fare un passo indietro e cambiare parzialmente argomento: negli ultimi venti anni si è diffusa una figura professionale che ha avuto sempre maggior successo in ambito aziendale: quella del coach.
Si parla sempre più spesso di coach e di coaching. Il coach è colui che ti aiuta a migliorare e a raggiungere determinati obiettivi, non ti insegna direttamente, ti aiuta ad imparare a tirare fuori il meglio di te. Ai più furbetti di voi non sarà sfuggito che il termine coach, nella sua accezione più diffusa, è un termine che viene direttamente dall’ambito sportivo. In effetti l’ambito aziendale ha mutuato questo termine proprio dall’ambito sportivo. Ci si era resi conto che i coach sportivi svolgevano un compito che quasi nessuno più realizzava nelle società contemporanee: quello di aiutare le persone a migliorare, infondendo loro fiducia e cercando di tirare fuori il meglio da loro.  In pratica qualcuno, con un tocco di genio, ad un certo punto si è reso conto che anche nell’ambito lavorativo poteva essere utile una sorta di motivatore, un allenatore delle competenze, qualcuno che si occupasse della crescita personale delle persone.
Ancora più genio è stato colui che ha rivenduto all’ambito sportivo una figura professionale che nell’ambito sportivo c’era già e c’è sempre stata, quella del coach. E’ il vostro coach che deve aiutarvi a migliorare, a raggiungere i vostri obiettivi, che dovrebbe spronarvi e tirare fuori il meglio di voi. Non avete bisogno di rivolgervi ad altri coach che magari del vostro sport non capiscono niente, che non vi hanno mai visto gareggiare, che non vi vedono tutti i giorni in allenamento e spesso non conoscono le vostre reazioni e i vostri comportamenti in ambito sportivo. Specialmente se questi altri coach si fanno pagare profumatamente per risolvere un problema che magari neanche esiste. I problemi che non esistono sono i migliori per i consulenti di vario genere, perché ad un certo punto è sufficiente che dicano che il problema non c’è più e che il loro lavoro ha funzionato.
Se il vostro coach sportivo, quello vero, non riesce a tirare fuori il meglio di voi (il che non significa che dobbiate vincere sempre ma fare il massimo di quello che siete in grado di fare) la soluzione è quella di cambiare coach, di trovare una persona che vi aiuti davvero nella crescita sportiva e personale.
Un’ultima cosa, l’allenamento mentale è fondamentale, e alcune tecniche sono effettivamente efficaci, magari ne parlerò in un altro articolo ma ricordatevi che non esiste un allenamento fisico che non sia al tempo stesso allenamento mentale. Per sopportare uno sforzo di qualsiasi tipo occorre rafforzare la propria psiche, altrimenti si molla. Nello stesso tempo però l’allenamento mentale non può mai sostituire l’allenamento fisico. L’argomento è complesso e sicuramente tornerò a parlare delle tecniche per gestire l’ansia e delle vie che si possono utilizzare per rafforzare il carattere.
P. Morelli
Categoria
KICKBOXINGMMA

ARTICOLI COLLEGATI