Luigi Perillo, presidente di Superbia Management: “Per sdoganare le MMA bisogna fare squadra”

Continuano gli incontri di Fighting Zone con gli addetti ai lavori del mondo delle nostre MMA: non parliamo quindi di fighter, ma di imprenditori e dirigenti attivi nella promozione delle arti marziali miste e nella gestione degli eventi correlati e degli atleti.

Luigi Perillo rappresenta uno dei visionari che intendono rendere sempre meno di nicchia questa disciplina: commercialista fiscalista di formazione, il professionista originario di Lecco è il fondatore nonché presidente di Superbia Management, agenzia di management che si occupa degli atleti da gestire in maniera completa, quindi non solo dal punto di vista del matchmaking ma seguendoli anche dal punto di vista contrattuale e promozionale. Inoltre l’attività dell’agenzia si articola anche nel settore dello scouting e della gestione di eventi, come The Golden Cage, fiore all’occhiello di Superbia e che ha sfondato i confini tra sport e musica, con serate all’insegna del puro entertainment.

Le MMA quindi sono concepite da Perillo come un business che offre un ampio ventaglio di opportunità da cogliere: ci siamo fatti raccontare dallo stesso manager come funziona Superbia, gli obiettivi che si pone e le prossime iniziative.

Perillo: “Road to The Golden Cage è pronto, dobbiamo stabilire quando iniziare le riprese”

FZ: Come è strutturato l’organigramma di Superbia Management e in cosa si distingue dalle altre realtà gestionali di atleti ed eventi MMA?

Perillo: «Superbia Management SA è una società per azioni di diritto svizzero ed è per definizione “anonima”, nel senso che i soci sono tutelati dalla riservatezza che solo la Svizzera garantisce per questo tipo di società. Ad essere pubblici sono gli amministratori e i membri del CDA. Posso solo dire che i soci sono tutti professionisti affermati e che alcuni sono personaggi pubblici nel modo dello spettacolo (TV, cinema, musica…).
Quello che ci distingue dagli altri è il voler collaborare con gli altri, decisi a far capire che l’unico modo che abbiamo di “sdoganare” le MMA italiane è quello di unire le forze!»

FZ: Cosa ha spinto un commercialista fiscalista ad investire il suo tempo e le sue energie in una nicchia (anche se in espansione) quale è la MMA? Quali sono le possibilità di crescita di questa realtà?

Perillo: «La forte passione per questa incredibile disciplina, che addirittura da moltissimi non viene nemmeno considerata come sport! Le MMA crescono ogni anno a livello esponenziale, solo in Italia ci sono una serie di fattori che impediscono la crescita come in Europa e nel resto del mondo.
Noi di Superbia abbiamo la fortuna di essere quotidianamente in contatto con multinazionali e società internazionali, e proviamo con tutte le nostre forze a coinvolgere queste aziende per darci una mano a far crescere il movimento italiano, ma è molto difficile. Non voglio dire di chi è la colpa: chiunque inizi a frequentare l’ambiente delle arti marziali miste si rende conto in brevissimo tempo che ci sono molte cose che bloccano la sua crescita.
Ma non demordiamo, andiamo avanti sempre più convinti: dobbiamo tutti imparare a ragionare da imprenditori senza farsi condizionare da invidie e gelosie! Quando un mio concorrente raggiunge un obiettivo io mi congratulo sempre con lui, in modo completamente naturale. E’ il mio carattere e sono fortunatissimo a non sapere cos’è l’invidia!».

FZ: Pregiudizi (“è uno sport violento”), ostacoli burocratici, scarsa attitudine al rischio tipico della mentalità del nostro Paese, lotte di campanile connesse alla difficoltà di fare sistema: sono questi gli aspetti che minano il percorso verso il definitivo salto di qualità delle MMA italiane?

Perillo: «Si e no, tutto fa brodo. Ma la peggiore delle cose è l’invidia e la scarsissima lungimiranza! Sul fatto che la gente ritenga che questo sia uno sport violento ci stiamo lavorando. The Golden Cage (marchio registrato di mia proprietà) è l’unica promotion sotto forma di show dedicato alle MMA e ha sempre portato un pubblico che mai si era avvicinato a questo sport!
Per il resto credo che abbiamo la fortuna di avere alcuni manager italiani che sono ostinati e lungimiranti con cui è davvero un enorme piacere confrontarsi e sperimentarsi sulle proprie capacità, iniziative e strategie. Giusto per citarne alcuni, ti parlo di Di Blasi, Dandi, Bruschelli, Leone… da cui imparo sempre qualcosa di nuovo. Al di là del loro carattere (considerato che non sono la loro moglie non mi interessa, ride) sono tutti manager geniali cui chiedo sempre di essere onesti e leali.
Noi manager siamo un po’ come i nostri fighters che prima di accettare un match studiano i video dell’avversario, cercano notizie, costruiscono un gameplan. L’importante è agire sempre con la massima trasparenza e onestà!».

FZ: C’è anche un problema di professionalità? Mi spiego: lei ha dichiarato in una recente intervista che i coach degli atleti, almeno in Italia, tendono a svolgere più ruoli, dalla gestione del fighter anche sotto il profilo nutrizionale al matchmaking. C’è urgenza di figure quanto più possibile specializzate in determinati settori, per quanto riguarda questa disciplina?

Perillo: «Assolutamente si, io stesso sono in seria difficoltà quando organizzo The Golden Cage. In quel momento sono Manager e Promoter, perciò capite che c’è un forte conflitto di interesse, ma sto facendo in modo che questo non accada più in futuro.
Ho avuto delle serie proposte da parte di alcuni fondi ma le valuterò a tempo debito.
Sui coach posso solo dire che nessuno meglio di loro conosce i propri atleti e su questo non c’è ombra di dubbio. Credo solo (ma è una mia modesta opinione) che fare il tuttologo è sintomo di mediocrità. Abbiamo dei seri professionisti che sono sempre disponibili (come ad esempio Scrigna, Capodaglio, etc), utilizziamoli!».

FZ: Lei ha annunciato la possibilità, in cantiere, di un docu-reality. Ci può spiegare di cosa si tratta e a che punto siamo con la realizzazione del progetto? Inoltre, nel rapporto costi/benefici quanto possono contare fattori come il target di riferimento e l’analisi auditel/contatti, quando una agenzia o promotion decidono di investire sulla tv o lo streaming (nel caso si tratti di un programma autoprodotto)?

Perillo: «Non è un cantiere. Road to The Golden Cage è una realtà.

Abbiamo lo sponsor che ha pagato l’intera cifra dei costi per la sua realizzazione, abbiamo formato con il regista Riccardo Recchia la squadra che gestirà il tutto, abbiamo la rete che lo manderà in onda, dobbiamo solo decidere quando iniziare le riprese. Questo dipenderà da tutta una serie di fattori che prenderemo in considerazione nei prossimi mesi. Annunceremo tutto in una conferenza stampa.
Chi investe sulla TV non è l’agenzia ma sono le aziende di un certo livello che ogni anno mettono a budget importi davvero consistenti per sponsorizzare programmi TV. Il mondo della TV e del cinema è davvero complesso, ma il mio lavoro mi ha permesso di conoscerlo molto bene e quindi questo è un grande vantaggio per Superbia Management SA».

FZ:  Vi state aprendo anche ai dilettanti, una categoria forse sottovalutata giacché probabilmente si preferisce puntare sul professionista andando sul sicuro, anziché curare la crescita di un esordiente che implica un lavoro incerto e a lungo termine. Una agenzia di management che tipo di lavoro svolge per evitare che un giovane non dissipi un potenziale talento? Quali scelte vi orientano nel matchmaking?

Perillo: «Ho sempre seguito i dilettanti, sono il futuro! Superbia tratta i dilettanti allo stesso modo dei professionisti. E’ come per il percorso scolastico. Si parte dall’asilo, elementari, fino ad arrivare all’università!
Ma la mia domanda è questa: avete mai provato ad insegnare a scrivere e leggere ad un bambino di 5 anni? E’ meraviglioso! I bambini sono delle spugne e apprendono in un modo incredibile: lo vedo anche nelle palestre durante i corsi di BJJ e MMA dei giovanissimi. Sono come i dilettanti, hanno tantissima voglia di imparare e sono aperti a tutto. Perché non fargli quindi capire cosa vuol dire avere un manager?
I professionisti invece sono come gli universitari, hanno solide basi (elementari, medie e superiori) e aprono la mente affinando sempre di più le proprie capacità, proprio come si fa all’università!».

FZ: Dopo la collaborazione con la Born To Fight di Claudio Alberton e Venator, sono in arrivo altre partnership con circuiti e promotion?

Perillo: «Si, come ho sempre detto collaboriamo con tutti! Vedrete nei prossimi mesi. Voglio ringraziare Clod che è sempre disponile ad aiutare (tutti) e mi ha presentato il mio asso nella manica: Pietro Orante. Non ho mai visto lavorare con così tanta passione e spendita di tempo nessun’altro! Ha il suo carattere come tutti, ma vi garantisco che è infaticabile e si dedica al 110% a tutti, amici e diversamente amici!
E’ per me una grandissima soddisfazione inoltre aver avuto la possibilità di collaborare con il Venator, Silvia e Frank e li ringrazio della fiducia che mi danno ogni giorno. Se penso che sono sempre stato un loro fan… Incredibile quello che la vita ti offre!».

FZ: L’Italia è entrata in recessione tecnica: per un imprenditore in un settore così delicato come lo sport ciò rappresenta un ulteriore ostacolo per la crescita del suo business, oppure i momenti di crisi possono diventare una opportunità?

Perillo: «Questa è una bellissima domanda. Cito un aforisma che ho già ricordato e che mi piace moltissimo: il pessimista vede il pericolo in ogni opportunità, l’ottimista invece vede in ogni pericolo una opportunità! Quindi la domanda è: sei pessimista o ottimista?
Ti lascio un’ultima cosa che ti fa capire come funziona la filosofia Superbia Management:
L’eredità di 17 cammelli
Uno sceicco lascia in eredità ai suoi tre figli rispettivamente 1/2, 1/3 e 1/9 dei suoi cammelli con la raccomandazione di non uccidere animali nella spartizione. Ma quando muore lascia 17 cammelli.
Come andranno suddivisi fra i tre figli?
Poiché 1/2 + 1/3 + 1/9 = 17/18 ed è quindi impossibile suddividere
il notaio, incaricato di suddividere l’eredità, aggiunge un suo cammello (quindi totale 19 e quindi divisibile) e consegna
  • 1/2 di 18 = 9 cammelli al primo figlio;
  • 1/3 di 18 = 6 cammelli al secondo figlio;
  • 1/9 di 18 = 2 cammelli al terzo figlio.
In tutto ha consegnato 17 cammelli!
Il notaio si riprende il suo cammello e il gioco è fatto.
Il bello della storia e’ che nessun figlio può protestare, in quanto tutti hanno ricevuto più del dovuto! Ecco la nostra filosofia».
Categoria
MMAMMA ITALIANE

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