Luca Vitali alle porte di Bellator: “Voglio dare il meglio, sarà un bel match”

Intervista a Luca Vitali prima di Bellator 211

Bellator 211, di scena questo sabato a Genova, vedrà il ritorno di Luca Vitali sull’ottagono. Ma soprattutto la sua grande occasione in cui debutterà nella promotion americana, che ultimamente sta investendo anche nel nostro Paese.

“The Ace” (11-4) affronterà in gabbia nel match valido per i pesi leggeri Pedro Carvalho (8-3), il portoghese che si allena in Irlanda, alla SBG di Conor McGregor e John Kavanagh e che sostituisce all’ultimo l’avversario che in origine avrebbe incrociato le ostilità con il nostro Vitali, ovvero il croato Luka Jelčić (10-3) che proviene anch’esso dalla SBG Ireland.

Il 26enne milanese Vitali è reduce da cinque match disputati negli ultimi tre anni, tutti vittoriosi (con quattro sottomissioni, suo marchio di fabbrica, decisive già nella prima ripresa) e intende continuare la sua crescita nelle MMA in una carriera funestata anche da un infortunio che l’ha tenuto a lungo fuori dalle competizioni, ma che non ha compromesso la sua tempra. Carvalho, più giovane di tre anni,  quest’anno ha rappresentato il suo Paese alla Cage Legacy Fighting Championship, evento tenutosi in Irlanda, battendo il russo Ibragim Kantaev e destando l’interesse di Bellator, che lo ha promosso nella card dell’evento 200 in cui il portoghese ha affrontato – sconfiggendolo – Daniel Crawford. Luca Vitali è reduce invece dalla vittoria prima del limite contro Benjamin Brander nella svizzera SMMAC 6, secondo match del suo 2018.

Contro il roccioso Jelčić ne avremmo viste delle belle, ma anche il match contro Carvalho promette scintille: abbiamo sentito il nostro Luca alla vigilia della sua prima volta in un evento Bellator, ed abbiamo toccato inoltre con il giovane di Milano, nelle MMA dal 2011, altri argomenti.

FZ: A pochi giorni da Bellator 211 c’è stato un cambio in corsa del tuo avversario: non più Luka Jelčić ma Pedro Carvalho. Questo imprevisto ha complicato la tua preparazione al match?

Vitali: «No, arrivo da un periodo di preparazione intensa, sono pronto sotto tutti i versanti quindi non ha complicato particolarmente la mia preparazione.»

FZ: Carvalho ufficialmente è un peso piuma. Pensi di essere avvantaggiato dal fatto che avrai un avversario che dovrà salire alle 155 libbre rispetto alle 145 nelle quali ha combattuto nel suo ultimo match?

Vitali: «Sai, dipende sempre da quanto taglia, io ad esempio non taglio mai molto il mio peso. Ma un 66 potrebbe tranquillamente arrivare da 80 kg, perciò non mi stupirei più di tanto di questo.»

FZ: L’ultimo incontro nei pesi leggeri di Carvalho è stato contro il russo Ibragim Kantaev, contro il quale ha riportato la vittoria per decisione unanime. La sua ascesa nel mondo delle MMA e il suo background nella prestigiosa SBG Ireland di John Kavanagh lo rendono un degno sostituto di Jelčić, il fighter che ha iniziato a “combattere sin da ragazzino nelle strade di Zagabria” come lui stesso ha dichiarato?

Vitali: «Sicuramente Carvalho è un degno sostituto di Jelcic, sarà un bel match ne sono sicuro. Ne approfitto per fare un in bocca al lupo a Jelcic per un rapido recupero.»

FZ: La chiamata a Bellator ti carica più di responsabilità o di pressione? Oltre al game plan, un fighter si prepara anche dal punto di vista psicologico quando deve affrontare ottagoni così importanti o comunque avversari di livello?

Vitali: «La chiamata di Bellator mi carica di voglia di dare il meglio, la responsabilità e la pressione sono due conseguenze di un evento così importante ed è normale che siano presenti. Io mi preparo sotto tutti i fattori, il punto di vista psicologico non è mai da sottovalutare. Siamo atleti, lavoriamo con il nostro corpo al quale, nella maggior parte dei casi è attaccata la testa (ride).»

FZ: Hai dichiarato di voler dare peso ai dettagli nella preparazione del match contro Jelčić (prima ovviamente che venisse sostituito). Nella tua carriera hai posto l’accento più sullo studio minuzioso dell’avversario o sei andato più d’istinto, come nel tuo ultimo incontro contro Brander, dopo la sua scivolata che ti ha aperto la strada alla sottomissione, tuo marchio di fabbrica?

Vitali: «Il game plan è importante, è impossibile entrare in gabbia senza avere un’ idea chiara di cosa bisogna fare, ma è anche vero che ogni incontro è a sé e bisogna dare un po’ di ascolto anche al proprio istinto. Ci alleniamo tante ore tutti i giorni non solo per migliorare tecnicamente ma anche per fare nostri degli automatismi che servono durante il match.»

FZ: Dopo il lungo infortunio che ti ha tenuto lontano dalle scene hai temuto di non poter tornare ai tuoi livelli precedenti? Quanta forza di volontà c’è voluta per riannodare il filo e riprendere la tua carriera?

Vitali: «La paura è un emozione come la gioia, la rabbia, la tristezza. La cosa bella delle emozioni è che se riesci ad ascoltarle loro poi se ne vanno e rimane la volontà. Sicuramente non è stato semplice. C’è voluto tanto tempo e tanto dolore per recuperare ma ci sono riuscito. Io sono innamorato di questo sport e non sarebbe stato un infortunio come il mio a fermarmi.»

FZ: Il tuo coach Filippo Stabile è artefice del tuo percorso e della tua crescita, essendo stato il primo a credere in te. Quanto ha influito la sua presenza e la sua guida nella tua crescita, facendo un primo bilancio della tua carriera dal 2011 alla chiamata in Bellator?

Vitali: «Filippo è stata forse la prima persona a credere in me e nelle mie possibilità nella mia vita. Gli devo tanto per questo motivo, se non lo avessi incontrato onestamente non so cosa sarebbe di me oggi. Poi è chiaro che nel mio percorso di crescita siano subentrate altre figure che, come Filippo, mi aiutano a preparare al meglio il mio corpo e la mia testa per performare al meglio durante i match.»

Seguite le gesta di Luca Vitali sul suo sito ufficiale lucatheacevitali.com e sui suoi canali sociali: Facebook Luca “The Ace” Vitali ed Instagram @theacevitali

Categoria
BELLATORMMAMMA ITALIANE

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