Il processo al cartellino

quando il giudice non decide

Con la rubrica “il processo al cartellino” vorremmo raccontarvi quelli che sono i numeri dei giudici della MMA. Lo faremo analizzando i verdetti più controversi, constatando dove si sono verificate le differenze di percezione del combattimento tra i tre giudici e mettendo a confronto i loro numeri con quelli forniti dai cartellini della stampa specializzata e magari dalle nostre stesse sensazioni.

Oggi però non vorremmo parlarvi di uno specifico match ma di un’annosa questione che divide da sempre il metro di giudizio americano da quello europeo: i round pari.

Nei verdetti europei, nelle MMA e ancor di più nella boxe, spesso vedremo delle riprese giudicate pari e mandate agli archivi col salomonico 10-10. Negli USA, pur essendo il 10-10 ammesso dal regolamento, il caso è rarissimo. La cultura americana non contempla il pareggio (basti pensare alle majors degli sport di squadra. Si procede con tempi supplementari all’infinito o quasi, solo nel Football ad un certo punto si accetta di dividere la posta).

Grazie alle sempre puntuali statistiche del sito MMAdecisions.com, cui ci appoggeremo per redigere i nostri pezzi, sappiamo che dal 2001 ad oggi nelle principali promotion di MMA in soli 48 casi il cartellino di almeno uno dei tre giudici conteneva una ripresa pari.


Primo caso il 28 settembre 2001 a UFC 33 (Las Vegas) nel match che ha opposto Matt Serra a Yves Edwards. Il signor Tony Weeks ha un round a favore di ciascuno dei contendenti e uno pari. Serra invece ha vinto sia per Nelson Hamilton che per Jeff Mullen in modo netto 30-27 da Mullene addirittura 30-26 da Hamilton.


Il caso più recente risale invece a UFC Fight Night 121 (Sydney) del 19 novembre 2017. Nel match dei pesi medi tra Elias Theodorou e Daniel Kelly, Cris Aliendi assegna i primi due round a Theodorou 10-9 e pari il terzo. I suoi colleghi Evan Field e Charlie Keech vedono tutte e tre le riprese per Theodorou con Keech che assegna addirittura la seconda 10-8.

Nella sola UFC, dal 2001, 24 sono i round pari per almeno un giudice, mentre in Bellator sono soltanto 4.


Scorrendo i dati ci ha particolarmente colpiti un caso, verificatosi a UFC 159 (Newark). Era il 27 aprile 2013 e nell’incontro dei Massimi Leggeri tra Ovince Saint Preux e Gian Villante,  tutti e tre i giudici avevano almeno un round pari, il terzo, e il signor Jose Taborra addirittura aveva scritto 10-10 anche sulla riga relativa alla seconda ripresa. Andando a rivedere il match scopriamo che questa tripla parità è dovuta al fatto che dopo 30” dall’inizio del round conclusivo Saint Preux mette involontariamente un dito nell’occhio sinistro dell’avversario.

L’arbitro Kevin Mulhall si avvicina a Villante e gli chiede: «Puoi vedere?». Alla risposta negativa sospende il match senza ulteriori attese. Immediatamente Villante protesta dicendo che non era sua intenzione smettere di combattere, bensì comunicare una situazione momentanea, ma ormai la decisione è presa. Tra i fischi del pubblico, Bruce Buffer legge il verdetto di Majority Decision 30-28, 30-29, 29-29 a favore di Saint Preux con Villante che non nasconde il suo disappunto.

Gli spettatori per la verità avevano fischiato i fighter già per quasi tutto il match. Dopo una prima ripresa un po’ più movimentata con una leggera prevalenza di Saint Preux quasi nulla era successo nella seconda. I due si erano fronteggiati in piedi scambiandosi ben pochi colpi, al punto da indurre Taborra ad assegnare un pari.


In tre occasioni un giudice ha dato round pari in match titolati. Successe per la prima volta a UFC 33 (Las Vegas) il 28 settembre 2001 quando Jens Pulver mantenne il titolo dei Leggeri battendo Dennis Hallman. Ebbe un 48-47 da due giudici mentre Crosby assegnò 49-47 attribuendo un round pari.


A UFC 41 (Las Vegas) per il titolo vacante sempre dei Leggeri si affrontarono BJ Penn e Caol Uno, match molto equilibrato che Crosby diede a Penn 48-46 mentre Mullinax vide vincitore Uno 48-47. Il terzo giudice Steve Wright vide un round pari e col suo 48-48 sancì il pareggio che lasciò vacante il titolo. Era il 28 febbraio 2003.


Il 15 marzo 2014 a UFC 171 (Dallas) si incontrarono Johny Hendricks e Robbie Lawler, in palio il titolo dei pesi Welter lasciato vacante da George St-Pierre. Vinse Hendricks con un triplo 48-47. Il signor Douglas Crosby (incredibilmente sempre presente nelle giurie che hanno attribuito dei 10-10 in match titolati) ha visto la seconda ripresa 10-9 per Hendricks e terza e quarta 10-9 per Lawler (come i colleghi), ma ha attribuito la prima a Hendricks 10-8 e considerato pari la quinta.


Veniamo a Bellator. Quattro i   10-10, il primo il 14 maggio 2011 a Bellator 44 (Atlantic City) nel match tra Shlemenko e Cooper, vinto con verdetto unanime da Shlemenko in cui il cartellino di  Jeff Blatnick contiene un round pari. L’ultima il 17 febbraio 2017, Bellator 172: vittoria unanime per James Terry su JC Llamas con Chris Lee che vede pari il terzo round.

Non è mai stato attribuito un 10-10 in Bellator durante un match titolato.


Da notare come la mentalità americana di cercare in ogni modo di non giudicare mai pari nella MMA, al contrario che nella boxe, ha contagiato anche le organizzazioni europee.  Nella storia di Cage Warriors, britannica, ci sono stati solo due 10-10 finora!


Un 10-10 completamente in rosa invece a Invicta FC 1 (Memorial Hall, Kansas). 28 aprile 2012, nel match pareggiato da Kaitlin Young e Leslie Smith. Con un giudice a favore della Young e uno della Smith per 29-28, fu una giudice donna, Victoria Miller Pence, a ritenere pari una ripresa lasciando il match senza vincitrice.

Il record per i 10-10 attribuiti spetta a Jeff Blatnick e a Douglas Crosby. Non per niente li abbiamo incontrati entrambi nei verdetti che abbiamo esaminato, che hanno decretato round pari 4 volte a testa. Nessuno ha mai attribuito due 10-10 in una sera se non Jose Taborra nel match tra Saint Preux e Villante.

Categoria
MMARUBRICHE

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