ICF7: Un bilancio

 

Abbiamo ampiamente trattato nei nostri pezzi di ieri e di domenica l’aspetto sportivo di ICF7 di Galliate. E’ arrivato adesso il momento di fare un po’ il punto della situazione relativamente agli aspetti più e meno belli della serata. Da giornalista e da appassionato.

Lo sforzo organizzativo da parte del team di ICF e della formazione di casa il Cardano Top Team che ha sede proprio a Galliate è stato sicuramente notevole. Undici i match disputati. Qualche cancellazione dell’ultimo minuto ma è normale in questo sport. Sfide quasi tutte equilibrate. Molti i match terminati ai punti e in nessuna vittoria troppo schiacciante anche negli incontri chiusi al primo round. Fa eccezione forse il main event ma la rapida sconfitta di Cogliandro è dovuta alla potenza del suo avversario che ha messo il colpo decisivo al momento giusto e non certo a sua impreparazione.

Luci e audio sono stati all’altezza della situazione. La risposta degli spettatori tutto sommato c’è stata. Si sa che il pubblico delle MMA è, come lo definisco io, liquido. Va e viene a seconda dei match e tende a seguire gli atleti per cui fa il tifo e a snobbare un po’ gli altri. La presenza di tre elementi del team di casa, sapientemente distribuiti nella card,  ha aiutato a raggiungere un discreto numero di presenze nel corso della serata.

Gli atleti di casa non sono stati aiutati dal matchmaking di ICF7

che anzi ha opposto a tutti i rappresentanti del Team Cardano avversari validi che hanno mantenuta alta la tensione. Non in molti al posto di Walter Cogliandro avrebbero forse accettato per una difesa casalinga un avversario del calibro di Alioune Nahaye. I giudici hanno svolto il loro lavoro senza guardare in faccia a nessuno come devono, l’assistenza medica svolta al meglio. Ermes Buttarelli ha coordinato tutti con solerzia e precisione e si è anche distinto in un divertente siparietto con Alex Dandi, come lanciatore di magliette ai fans in tribuna.

Quello che mi ha messo un po’ in difficoltà,

e lo dico come suggerimento per migliorare in futuro,  è stata la qualità dei servizi. Penso anche a chi ha pagato il biglietto, 55 euro in parterre, e non è entrato con un accredito come il sottoscritto. All’interno della struttura di Galliate non c’è un bar e ogni volta bisognava uscire in strada dove era posizionato un furgone attrezzato. E, in un evento che dura circa cinque ore, a febbraio con qualche grado sottozero e avendo pagato un biglietto di un certo livello, è un problema. Il bagno del parterre era uno solo, senza serratura e con un lavabo solo nel locale adiacente inutilizzabile perché col rubinetto spaccato. Anche il parcheggio non è stato semplice da trovare. Nel percorso futuro di ICF, che tutti ci auguriamo brillante, un po’ di attenzione in più a questi dettagli sarebbe importante.

Credits: Fabio Barbieri

Categoria
ITALIAN CAGE FIGHTINGMMA ITALIANE

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