GLORY 77, VINCONO VERHOEVEN, DOUMBE’, PEREIRA E LA VAN SOEST

Serata con splendidi match ma anche con qualche problema organizzativo

A fine 2020 sembrava ormai cosa fatta il fallimento di Glory Kickboxing, per anni la promotion leader mondiale in questo sport. I suoi eventi, che in passato erano stati anche 14 in un solo anno (nel 2017) e che ancora nel 2019 erano stati 12, nel 2020 erano diventati solo 2 seppur con la parziale scusante della pandemia. In realtà era noto da tempo che la situazione finanziaria della società era precaria e tutti scommettevano che l’evento numero 76 dello scorso 19 dicembre sarebbe stato l’ultimo della sua storia. Secondo alcuni addirittura Glory non sarebbe nemmeno stata in grado di pagare gli atleti. Invece, in breve tempo, la promotion ha saputo risollevarsi “come la Fenice dalle sue ceneri” ha scritto un sito americano. Le spese sono state tagliate all’osso, ci sono stati dei cambi al vertice e (purtroppo per loro) sono stati licenziati gran parte dei dipendenti. Cambio anche sul fronte dei diritti TV: basta trasmissioni in chiaro in Olanda (dove con l’evento Hari Vs Verhoven del 2019 si era raggiunta un audience record di 3 milioni e mezzo di spettatori pari ad uno share del 53%) e basta anche con lo streaming su UFC Fight Pass. Ora gli eventi sono visibili in tutto il mondo solo in PPV direttamente sul sito di Glory oppure tramite SPIKE e FITE TV.

Passando alla cronaca dell’evento di sabato scorso diciamo subito che i match sono stati tutti molto belli, alcuni anzi davvero entusiasmanti, peccato solo per qualche pecca organizzativa di cui vi parleremo a fine articolo.

Il torneo a 4 dei Pesi Massimi ha visto una nuova vittoria di “Mister Kickboxing” Rico Verhoeven, dal 2014 detentore del titolo di categoria già difeso con successo per ben 9 volte. Questa volta avrebbe dovuto mettere in palio la cintura contro Jamal Ben Saddik (già sconfitto in un match titolato nel 2017) ma un infortunio di quest’ultimo ha indotto l’organizzazione ad organizzare il predetto torneo. Nella prima semifinale (3 round da 3 minuti) l’olandese ha battuto all’unanimità Hesdy Gerges, tornato l’anno scorso alla Kickboxing dopo 2 fallimentari tentativi di cimentarsi nelle MMA in Bellator. Tra le 16 corde ha riconfermato di sapere il fatto suo ma, pur piazzando molti dei suoi famosi low kicks, non è stato in grado di mettere in difficoltà l’avversario che ha mostrato una maggior varietà di tecniche ed ha tenuto per tutto il tempo l’iniziativa.

La seconda semifinale tra Tarik Khbabez e Levi Rigters è stata a dir poco una battaglia con entrambi i fighters che non si sono risparmiati nemmeno per un secondo. Il giovane ed ancora imbattuto Ritgers (25 anni e record pro 12-0 con 6 Ko, 2-0 con 2 Ko in Glory) ha puntato a far valere il suo maggiore allungo lavorando molto coi calci. Per contro Khbabez è stato bravissimo ad accorciare la distanza piazzando molte combinazioni di ganci ai fianchi con chiusura di low kicks. Al termine dei 3 round verdetto di majority decision per quest’ultimo fighter ed eloquente augurio di “buona fortuna” per la finale da parte dei commentatori. In effetti è sembrato a tutti che i due atleti avessero speso troppo in questo combattimento, come se fosse un match singolo e non una semifinale. Khbabez contro Verhoeven ha quindi subìto l’iniziativa del campione nella prima ripresa, finendo un paio di volte al tappeto (senza essere contato) per i calci all’interno coscia dell’olandese. Colpi che comunque sono bastati per azzopparlo e a indurre il medico di gara a non far cominciare il secondo round. Una nota su questo fighter di origine marocchina che vive in Olanda: ha un’ottima tecnica ed è aggressivo ma i Massimi non sono la sua categoria. È alto 1 metro e 85 mentre sabato ha affrontato 2 atleti di 2 metri (stessa statura di Gerges per altro). Di questi Retgers, molto longilineo, lo superava di 5 chili, 110 contro 105 per l’esattezza. Verhoeven invece, con la sua notevole massa muscolare sfiora i 120 KG. Visti i rotolini di grasso sui fianchi lo scendere nei Massimi Leggeri (che in Glory sono al limite dei 94 KG) pare certamente possibile ed altamente raccomandabile per la sua carriera.

È finita invece con un KO a favore di Cedric Doumbè la sfida per il titolo dei Welter con Murthel Groenhart. Era il terzo match tra i due che vantavano una vittoria a testa e tra loro non correva affatto buon sangue. In particolare Doumbè (che è più antipatico che bravo e dato che è fortissimo lasciamo a voi le conclusioni) da anni martellava con le sue provocazioni Groenhart ed ha continuato anche nell’intervista post fight. Dopo un primo round combattutissimo e molto serrato (le statistiche ufficiali hanno assegnato 1 solo colpo in più a favore del francese) la svolta è arrivata nella seconda ripresa. Nelle fasi iniziali l’olandese ha toccato forte alla testa Doubè che però ha incassato bene. È stato invece quest’ultimo a mandare al tappeto per 2 volte Groenhart, la seconda a solo 45 secondi dalla campana. L’atleta di casa è riuscito a rialzarsi solo sul 10 ma l’arbitro ha fermato lo stesso il match e a nostro avviso giustamente dato che l’ex campione appariva molle sulle gambe. Poco prima era anche volato fuori ring in un tentativo di ginocchiata saltata che il francese ha schivato. Dopo la caduta aveva lamentato un trauma alla schiena ma non è affatto da escludersi che stesse solo cercando di avere un po’ di tempo per riprendersi dai colpi precedenti.

La serata prevedeva anche altri due match titolati sulla distanza dei 5 rounds da 3 minuti.

Nei Massimi Leggeri il brasiliano Alex Pereira ha battuto per split decision il russo Artem Vakhitov che era alla sesta difesa consecutiva. Con questa vittoria è diventato il primo “champ champ” nella storia della promotion essendo già detentore della cintura nei Medi. L’atleta carioca ha cercato, non sempre riuscendoci, di far valere il suo vantaggio nell’allungo ed alla fine ha piazzato un maggior numero di colpi e con maggior precisione facendo sembrare il verdetto di split piuttosto singolare ma su questo torneremo a fine articolo. Bel combattimento comunque e nel dopo serata Pierre Andurand, fondatore e CEO di Glory, ha subito parlato di un rematch tra i due.

Il terzo titolo in palio era anche l’unico match femminile in scaletta, quello nei Super Gallo tra l’americana Tiffany Van Soest (detentrice) e la brasiliana Aline Pereira, sorella di Alex. Inizio cauto per la campionessa con la fighter carioca che cercava, inizialmente riuscendoci, di sfruttare i suoi 15 centimetri di vantaggio nell’allungo. Sulla distanza però è prevalsa la maggior esperienza della statunitense (25 match a 6 da pro anche se va detto che la Pereira ha avuto una lunga carriera da dilettante), con la sfidante che nell’ultimo round entrava letteralmente in “modalità sopravvivenza”.

 

Ad aprire la main card erano stati nei Massimi Leggeri Luis Tavares e Donegi Abena. Grande animosità tra i due con Abena che si è distinto per il suo comportamento antisportivo. Al tocco dei guanti ad inizio match ha fatto il gesto dell’ombrello all’avversario e, dopo il verdetto che lo ha visto sconfitto, ha quasi scatenato una rissa con Tavares inducendo staff e rispettivi corner men ad intervenire. Peccato perché il match era stato sia tecnico sia molto combattuto.

 

Nell’unico combattimento dei preliminary (unico ad essere trasmesso in chiaro su YouTube) vittoria per Ko con uno spettacolare High Kick al terzo round nei Massimi per lo slovacco Marcin Pacas ai danni del turco Muhammad Balli che sembrava invece in vantaggio ai punti.

 

CONSIDERAZIONI FINALI

 

Avevamo chiuso il 2020 rassegnati all’idea che saremo rimasti con una sola grande promotion al mondo per la Kickboxing, ONE FC. Fonti solitamente ben informate ci assicurano invece che ora Glory è di nuovo in condizioni di continuare la sua attività e sabato ci ha offerto un evento che valeva davvero la pena seguire. A parte l’aspetto strettamente tecnico non tutto quello che abbiamo visto ci è però piaciuto.

 

Prima di tutto abbiamo visto una netta svolta in stile UFC sul piano mediatico. Ci riferiamo in primis al costruire delle “feud” come le chiamano nel pro wrestling, ovvero delle rivalità tra gli atleti a colpi di insulti non solo sui social e nelle conferenze stampa ma anche prima e dopo i match. Da questo punto di vista l’incontro Tavares Vs Abena, in sé molto spettacolare, è davvero un perfetto esempio di tutto quello che non vorremo mai vedere in qualunque sport. È un modo di fare che è sempre stato estraneo al mondo della Kickboxing e della muay thai e dubitiamo fortemente che possa piacere allo zoccolo duro dei fans. Si dirà che occorre allargare la fan base e che questo è il modo migliore. Sul primo punto siamo assolutamente d’accordo, sul secondo molto meno. Il principale mercato di Glory è l’Europa, secondariamente l’Asia. Nel secondo caso il trash talking sappiamo bene che non è assolutamente gradito. Riguardo al Vecchio Continente invece, anche ragionando in termini di puro marketing e tralasciando per un attimo i valori dello sport, non è affatto detto che si tratti di una strategia vincente. Tutto lo sport professionistico è in sostanza entertainment, spettacolo, ma il trash talking non è affatto una prassi comune e poco c’entra il discorso che si parli di discipline da combattimento. Guardando ad un altro sport di contatto, il rugby, dobbiamo anzi notare che se negli ultimi anni è riuscito ad ottenere anche in Italia spazio mediatico e ottimi sponsor è stato proprio grazie all’immagine di durezza unita al fair play che ha saputo costruirsi.

 

La promotion dovrebbe poi fare chiarezza sul sistema di punteggio dei match. Le regole presentate dai commentatori parlavano di:

Colpi ammessi: Calci, pugni e ginocchiate;

Criteri di giudizio: Knock down inferti all’avversario, danni visibili arrecati, tecniche SPETTACOLARI andate a segno, colpi significativi andati a segno, aggressività. Preso alla lettera questo vuol dire che se mando al tappeto il mio avversario vinco in automatico il round (10-9) anche se ho subìto per gran parte del tempo. A questo si aggiunge la detrazione per il conteggio e quindi si passa a 10-8. Stesso concetto (ma senza detrazione del punto) se faccio sanguinare o azzoppo il mio avversario pur avendo in prevalenza subìto, vinco 10-9. Fin qui si tratta delle stesse regole del K1 degli inizi. Molto incerta appare invece la distinzione tra tecniche spettacolari e non, forse sarebbe il caso che venga elaborato un video esplicativo per i fans (tra poco parleremo anche dei video promozionali). I match sono giudicati da 5 giudici anziché i tradizionali 3 e il punteggio dovrebbe essere reso noto dopo ogni round. Diciamo dovrebbe perché sabato questo è avvenuto solo nel match Tavares Vs Abena vinto dal primo ma dopo che, al termine dei primi 2 round, i giudici avevano assegnato la preferenza al secondo! Sorgono spontanee due domande: come si spiega l’accaduto? Nei match successivi si è soprasseduto a questa pratica per evitare altre magre figure?

Accennavamo sopra ai video. Chi ha comprato la PPV prima di assistere al match preliminare si è dovuto sorbire ben 35 minuti di autopromozione dell’evento che aveva già acquistato ed ha dovuto aspettare ben 1 ora e un quarto per veder partire la main card. In totale oltre 5 ore di programmazione per trasmettere 8 match. È una scelta che non capiamo, sarebbe stato sicuramente meglio essere più brevi e magari mettere un video chiarificatore sui criteri di giudizio di cui abbiamo parlato prima.

 

Non nascondiamo anche di essere perplessi per la scelta di trasmettere solo in PPV. Il già citato evento Hari Vs Verhoven del 2019 come detto aveva avuto solo in Olanda 3 milioni e mezzo di spettatori. Questa nuova formula ha debuttato lo scorso dicembre con Glory 76 e la promotion ha dichiarato di aver venduto 100 mila PPV pari ad un incasso di 1,9 milioni di euro. Secondo gli addetti ai lavori il dato è ampiamente gonfiato, quello reale sarebbe la metà o poco più. Non è invece ancora trapelato nulla sull’evento di sabato. Sempre dagli addetti ai lavori apprendiamo che i precedenti contratti TV garantivano a Glory delle entrate risibili e che quindi l’incasso sarebbe in ogni caso superiore anche con poche decine di migliaia di PPV vendute. Dato che ci auguriamo che Glory continui la sua attività per il bene della Kickboxing speriamo che il nuovo management sappia fare bene i conti anche perché finché gli eventi saranno a porte chiuse le uniche entrate saranno le PPV e gli sponsor (che ad oggi è uno solo). Quel che è certo è che con numeri del genere su scala mondiale parliamo di un pubblico davvero ristretto e questo ci rattrista. Ricordiamo poi che Glory si deve confrontare con ONE FC la quale sta ingaggiando moltissimi campioni e che invece trasmette tutti i suoi eventi in chiaro.

 

Poco convincente pare anche la scelta di fissare un prezzo unico per tutto il mondo pari a 19,90 euro. Poca roba per il costo della vita in Olanda e Nord Europa, decisamente non trascurabile invece per Est Europa e Nord Africa dove la Kickboxing ha molti fans. Oltretutto non sono mancati problemi durante lo streaming. Se la qualità dell’immagine poteva essere dovuta alla nostra connessione sono invece stati problemi della regia a far sparire l’immagine del ring durante un combattimento. Le grafiche in sovraimpressione poi spesso non coincidevano con le schede degli atleti presenti sul sito ufficiale, per altro in molti casi incomplete.

 

 

 

GLORY 77 Main Card Risultati

 

 

Finale Torneo Pesi Massimi: Rico Verhoeven batte Tarik Khbabez per TKO (arresto medico) dopo il primo round;

 

Titolo Mondiale Massimi Leggeri: Alex Pereira batte Artem Vakhitov per split decision;

 

Titolo Mondiale Pesi Welter: Cedric Doumbè batte Murthel Groenhart per KO (pugni) nel secondo round;

 

II semifinale torneo Pesi Massimi: Tarik Khbabez batte Levi Rigters all’unanimità;

I semifinale torneo Pesi Massimi: Rico Verhoeven batte Hesdy Gerges all’unanimità;

Titolo Mondiale Pesi Super Gallo femminili: Tiffany Van Soest batte Aline Pereira all’unanimità;

 

Pesi Massimi Leggeri: Luis Tavares batte Donegi Abena all’unanimità;

 

GLORY 77 Preliminari

 

Pesi Massimi: Marcin Pacas batte Muhammad Balli per KO (head kick) nel terzo round

 

Guido Colombo

Categoria
KICKBOXING

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