Fabio Turchi: “se ami il pugilato non puoi privarti dei sogni”

Il M. Paolo Morelli intervista Fabio Turchi

Chi si occupa di sport da combattimento non può certamente trascurare il pugilato. C’è una piccola luce nel panorama desolante del pugilato italiano, questa piccola luce si chiama Fabio Turchi. È la speranza azzurra, colui, che, per valore tecnico ed età, può dire qualcosa nel mondo della boxe professionistica internazionale. In questa breve intervista Fabio ci rivela diversi retroscena importanti della sua carriera

FZ: Ciao Fabio, tu hai fatto una scelta coraggiosa, in controtendenza con i pugili italiani, hai rinunciato alle forze armate allo stipendio e a una probabile partecipazione olimpica per diventare subito professionista. Come spieghi questa scelta coraggiosa?

Turchi: Sicuramente rimanere nell’ Esercito e nella squadra nazionale avrebbe comportato diversi vantaggi e “spalle coperte” in termini economici ma se ami il pugilato non puoi privarti dei sogni. Sul ring si sale per inseguire qualcosa non per guadagnare soltanto la pagnotta, cosa che va bene per chi deve sbancare il lunario in fabbrica per mandare avanti la famiglia magari ma non per chi ha la fortuna di vivere di quello che ama.

FZ: Recentemente hai fatto un’altra scelta coraggiosa decidendo di cambiare città e team, come mai hai dato questo tipo di svolta alla tua vita?

Turchi: Ho conosciuto il pugilato e sono cresciuto sotto gli insegnamenti di mio padre che non potrò mai smettere di ringraziare tuttavia, dopo anni e anni insieme, ci conosciamo talmente bene che non ci sono più margini di miglioramento , a mio avviso, per nessuno dei due. Mi sono confrontato più volte con lui e sono sempre usciti diversi punti di vista sulla gestione della carriera, per non parlare che purtroppo non ha mai accettato la mia scelta di passare professionista ed essere un precario, che per carità da genitore posso anche capire ma non da tecnico ed amante del pugilato. Mi sono trasferito nella provincia di Livorno per resettare il tutto, cercare tranquillità e concentrazione per i miei allenamenti che hanno base a Livorno insieme a Lenny Bottai. Grandissimo!!!!!!

FZ: Parlaci del tuo futuro prossimo, quali sono i tuoi obiettivi più vicini?

Turchi: Tornerò sul ring per fine Aprile in un’ importantissimo match per il ranking del Wbc.

FZ: C’è un campione del passato al quale ti ispiri? Cosa pensi della situazione del pugilato italiano? Come mai questa crisi di risultati?

Turchi: Ci sono diversi pugili che mi piacciono, sicuramente quelli che mi riservano più emozioni nel riguardarli anche oggi sono Mike Tyson ed Evander Holyfield. Il pugilato professionistico italiano è da anni che vive una dura e pesante crisi! Per fortuna esistono  persone serie e di valore come la famiglia Cherchi della Opi Since 82 che hanno siglato di recente un’ accordo storico di collaborazione con la Matchroom Boxing che attualmente è la promotion numero 1 nel pugilato mondiale, a mio avviso. Adesso ci sono le possibilità per fare il salto di qualità perché si presuppone che anche le altre organizzazioni italiane debbano stare al passo e con la concorrenza ne possiamo trarre beneficio noi pugili, che però abbiamo il dovere di dimostrare di valere scenari e borse importanti.

FZ: Ci sono altri sport da combattimento che ti affascinano nei quali ti piacerebbe cimentarti?

Turchi: Seguo in parte le MMA e il K1. Sicuramente mi affascina di più la seconda disciplina dato che è anche lo sport della mia compagna Paola Cappucci. Per adesso sto prendendo qualche lezione di calci, chissà se a fine carriera nel pugilato non possa fare qualche match con le gambe 😊

FZ: Come è Fabio fuori dal ring? Cosa ti piace fare quando non ti alleni?

Turchi: Sono una persona equilibrata e tranquilla. Mi piace in particolare prendermi cura dei due cani che abbiamo, andare a pescare ma soprattutto ahimè per la mia alimentazione e soprattutto per il peso, mi piace molto mangiare piatti gustosi.

 

P. Morelli

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