Enfusion Roma: fuochi d’artificio in capitale

E’ proprio l’anno giusto, il giro di boa fra quello che era e quello che sarà. Gli eventi di qualità crescono nel numero e nel livello. Sul treno degli eventi imperdibili la prossima fermata è ENFUSION ROMA.
Gli organizzatori, Alessio Smeriglio ed Andrea Ferioli, collaborano già da qualche tempo ed hanno dato vita a varie edizioni del galà FIGHT CLUB ROMA. Parliamo già di ottimi eventi con i migliori atleti romani opposti a forti connazionali e stranieri. La collaborazione con Edwin Van Os però porta la loro promotion decisamente al livello successivo.

Come mia consuetudine, li contatto per dare voce ai loro sforzi attraverso un mio articolo.

Ciao Alessio, Ciao Andrea. Siete il primo caso di promotion a due teste. Non è una cosa facile collaborare in qualcosa di tanto stressante. Dove nasce la vostra collaborazione e come si è sviluppata nel tempo?

Smeriglio: Ciao Angelo, la nostra collaborazione è nata grazie ad Andrea nel 2015. In realtà ci conosciamo da molto tempo, e c’è sempre stata una stima reciproca. Abbiamo iniziato scambiandoci gli atleti e il nostro rapporto è diventato via via più forte fino a quando non ho collaborato ad un galà di Andrea dandogli una mano col match making. A quel punto mi ha chiesto di collaborare in pianta stabile creando questo sodalizio per tentare di creare qualcosa di grande. Parlandone ora, penso che ci stiamo riuscendo. Non è facile perché comunque siamo due teste diverse, non ti nego che alcune divergenze di vedute ci sono ma personalmente ho imparato davvero tanto da Andrea per il suo modo così pacato di rivolgersi agli altri, è molto riflessivo. In ogni esperienza di organizzazione ho avuto modo di fare tesoro del suo approccio con le persone per cui diciamo che Andrea rappresenta per me il giusto partner perché bilancia i miei lati, diciamo così, un po’ più spigolosi.

Ferioli: Siamo un’organizzazione a due teste perché tra noi c’è un rapporto di stima e fiducia, importantissima, e rispetto. Abbiamo delle divergenze ma ognuno rispetta il punto di vista dell’altro quindi il nostro sodalizio più che un limite è un arricchimento perché mi permette di imparare tante cose da Alessio e condividere delle esperienze. Alessio è un grande professionista in questo sport e da lui ho imparato molto. Io avevo già esperienza di organizzazione di eventi, ad un certo punto gli chiesi io di aiutarmi nell’organizzazione di un galà, gli impegni aumentavano e fra famiglia e lavoro avevo bisogno di un partner affidabile che mi aiutasse nella crescita.  Fu un’esperienza faticosa che ha fortificato l’amicizia con Alessio.

Il vostro legame ad Enfusion: è la prima volta che un brand internazionale così forte entra in gioco nei vostri eventi. Come ci siete riusciti?

Smeriglio: Da appassionati abbiamo sempre guardato le grandi promotion. Glory, Bellator, Enfusion. Quest’ultima è una promotion che ha scoperto tanti giovani di talento, offre incontri spettacolari a ritmo pazzesco. Vedendo incontri come Nordin Ben Moh vs Mohammed Jaraya non puoi non innamorarti della kickboxing olandese e di Enfusion. Volevamo provare a fare il salto di qualità. Avendo alle spalle dei partner economici disposti ad aiutarci, e così abbiamo contattato Edwin Van Os che ci ha indirizzati verso il suo responsabile in Italia. Si tratta, strano ma vero, di Lampros Choutos, ex calciatore di Roma ed Inter. A fine carriera Choutos ha partecipato al reality Enfusion e, vista la sua lunga esperienza italiana, ora svolge questo compito per Van Os. Con Choutos c’eravamo già conosciuti perché era passato per la mia palestra in passato. Così abbiamo conosciuto il CEO Van Os, una persona squisita, umile ed alla mano. Di poche parole, abbiamo buttato subito giù degli accordi. Gli è piaciuto il nostro progetto ed il nostro modo di fare sport con attenzione agli atleti ed ai piccoli dettagli. Se il 23 Marzo sarà un successo come tutti ci aspettiamo allora il nostro rapporto continuerà anche negli anni a venire.

Ferioli: Avendo atleti, seguiamo molto le migliori promotion. Io sono amante di quel tipo di kickboxing e della determinazione che hanno gli atleti di quel circuito. Grande qualità negli atleti e nella cura dei dettagli organizzativi. Con Alessio ne abbiamo parlato, lo abbiamo sognato, siamo volati in Olanda da Van Os ed ora la realizzazione del nostro sogno è vicina. E’ tutto molto eccitante!

Organizzate a Roma, che è una grande città. Ad occhi inesperti può sembrare una piazza più facile di altre nell’organizzare eventi grazie al grande bacino di pubblico e di addetti ai lavori. Quali sono le difficoltà incontrate in passato nell’organizzare a Roma? 

Smeriglio: Come dici tu, potrebbe sembrare molto semplice ma la grandezza della città la rende dispersiva. Inoltre, per assurdo, ha pochi impianti sportivi ed in più sono appannaggio di poche organizzazioni. E’ anche una piazza molto frammentata, suddivisa fra varie organizzazioni e federazioni. Noi abbiamo sempre avuto un buon rapporto con tutti e questa cosa ci ha aiutato a compiere un’impresa titanica, ovvero riunificare gli sport da combattimento. Per il 23 Marzo abbiamo coinvolto atleti FIKBMS e FIGHT1, due federazioni invise e divise. Noi siamo in una federazione di mezzo, la WTKA, che da subito ha sposato il nostro progetto aiutandoci con tutti i suoi mezzi. Per questi motivi voglio ringraziare in primis Cristiano Radicchi che ha subito creduto in noi, e poi Donato Milano e Carlo Di Blasi che hanno lasciato i loro atleti venire da noi. Questo vuol dire tanto. Quindi abbiamo, in parte, superato la difficoltà della frammentazione che esiste a Roma. In parte perché esistono anche altri piccoli gruppi che, non potendo magari nascondere l’esistenza di un evento grazie alla diffusione social, può parlarne male scoraggiando i propri atleti a partecipare. Altre difficoltà sono di aspetto promozionale. Fare propaganda in una città come Roma non è semplice! Per la logistica ci stiamo appoggiando ad un bellissimo impianto che però è una sala concerti, forse poco adatta alla kickboxing. Se riusciamo a fare sold out all’Atlantico Live abbiamo in programma di spostare la location, anche se andremo incontro ai problemi di disponibilità di cui ti parlavo all’inizio.

Ferioli: Roma è una piazza difficile! Abbiamo tante teste, spesso noi romani ci troviamo tutti contro tutti e anche l’aiuto di comuni e municipalità è arduo da ottenere perché la burocrazia è infinita. Molto dispersiva, Roma è anche difficile da convincere. Però è la nostra città, noi abbiamo creduto tanto negli atleti romani ed anche ad Enfusion abbiamo puntato su di loro. Vogliamo fare qualcosa per questa città ed aver portato Enfusion qui a Roma dando la possibilità di crescere al nostro sport per noi è motivo di orgoglio.

Quali sono i match più attesi dal pubblico e, soprattutto, da voi promoter?

Smeriglio: Non ci crederai, ma per me il match preferito è tutto il galà. Abbiamo messo in piedi uno show che forse rispecchia le aspettative di tutto il pubblico e gli appassionati italiani. Se analizziamo la card abbiamo match stellari. Partiamo ad esempio da Angelo Mirno vs Giuseppe De Domenico. Nella loro categoria di peso in Italia forse sono davvero i più importanti. Taccini vs Falco poi, sono due grandi atleti che tra i 63 e i 65 stanno facendo grandissime cose. Un altro match molto atteso è quello di Mattia Faraoni. Il suo ritorno qui a Roma è molto atteso. Davide Armanini, dopo la vittoria ad Enfusion di dicembre. Il rematch fra Silvia La Notte ed Amy Pirnie. L’atleta di Milano, che conosco fin dai suoi esordi, non vede l’ora di poter combattere per la cintura di Enfusion. Un altro confronto di stile sarà fra Nicola Severi ed Emanuele Lulaj, un picchiatore contro un tecnico. Emanuele Tetti contro Samuel Andolina anche mi stuzzica molto. Insomma tutta la card è molto attesa quindi posso dirti, senza falsa modestia che questo è forse il galà più bello. Non parlo per i nomi in card ma per l’equilibrio che c’è in ogni match. Sarà una serata pazzesca.

Ferioli: Su questo matchmaking ci abbiamo ragionato a lungo. Avevamo tanti match in testa da voler realizzare e dovevamo superare le varie problematiche federali. Esserci riusciti ci riempie d’orgoglio. Personalmente adoro questa card: Luca Falco contro Taccini, De Domenico contro Mirno, Amy Pirnie contro Silvia La Notte, poi c’è Faraoni. Io sono anche un po’ di parte quindi naturalmente il match di Davide Armanini contro Regilio van den Ent è un match eccezionale (Ferioli è il coach di Armanini, ndr) perché hanno due stili diversi ma entrambi pronti a scontrarsi. Sarà una guerra. Ovviamente per me è questo il match che più aspetto, ciliegina sulla torta di una card fantastica.

Il vostro evento ha avuto, negli anni, un trend di crescita dal punto di vista della qualità degli atleti e delle borse. Dove volete arrivare? La collaborazione con Enfusion, realisticamente, può essere il vostro punto più alto o è solo un passaggio per insediarvi nel panorama al pari di Oktagon e Thaiboxemania?

Smeriglio: Non te lo so dire. I pensieri di quando organizziamo sono sempre gli stessi, ovvero il classico “ma chi me l’ha fatto fare? Questa è l’ultima volta!”. Poi, smaltita la sbornia, già pensi a come fare l’evento successivo. Se cresceremo ancora dipende da tanti fattori. Abbiamo letto l’intervista che avete fatto a Van Os, è un’ottima intervista, in cui dice in pratica di lasciar crescere la kickboxing. Il nostro percorso dipende anche su come si svilupperà il nostro sport, io ho le mie idee sul perché in Italia non decolliamo e magari dopo il 23 Marzo se vuoi te ne parlerò. Però ti ripeto, il nostro futuro dipenderà dalla risposta di pubblico e di sponsor del 23 Marzo, purtroppo non dipende solo da noi. Aspirare ad Oktagon e Thaiboxemania è una roba grossa. Noi puntiamo a valorizzare gli atleti e a far si che abbiano quanto spetta loro, ma ci aspettiamo anche che gli atleti facciano il loro compito che però non è solo fra le quattro corde. Uno dei motivi per cui stentiamo a decollare, questo te lo dico, è perché gli atleti non hanno ben chiaro che devono aiutare gli organizzatori. Si pensa troppo spesso che gli questi siano dei mecenate che organizzano per beneficenza. In realtà, quando si organizza, si fa impresa e quindi nel momento in cui io chiamo tizio lo faccio perché deve combattere e deve produrre qualcosa, ovvero spettacolo sul ring, e coinvolgere il pubblico per permettere all’organizzatore di coprire le spese e portare il bilancio in positivo. Ma se organizzo un incontro che è in perdita dal punto di vista economico, che insomma portano meno pubblico di quanto mi costano, a quel punto l’organizzatore ci pensa due volte. Qui pensano di essere tutti quanti Giorgio Petrosyan, o dei piccoli Mayweather, solo perché tolgono il caschetto e si chiamano professionisti. In realtà il professionista non esiste, qui esiste solo tanta passione che spinge gli organizzatori, gli allenatori e gli atleti, a passare tanto tempo al telefono e spesso lontano dai propri affetti. Poi c’è chi si mette sul piedistallo con la mentalità “io sono io” e voi dovete pagarmi questa cifra perché “io sono io”. Insomma, bisogna aiutarsi fra atleti, organizzatori e allenatori. Se non si capisce questo si fa davvero fatica a crescere.

Questioni federali: se non sbaglio siete entrambi affiliati in WTKA. Qual è il vostro punto di vista sulla questione? Preferite una federazione unica ed andrete verso quella direzione o viaggiate con altre idee?

Smeriglio: Al momento sono in WTKA, e ne sono fiero ed orgoglioso. Questo non perché io abbia qualcosa contro qualcun altro, ma perché qui ho trovato un modo di lavorare come piace a me, ovvero col rispetto delle regole e con l’attenzione alla salute degli atleti. Il mio sogno però è che tutti gli sport da combattimento siano in un unico contenitore. Per fare questo c’è bisogno di una rivoluzione, gli enti di promozione devono fare un passo indietro ed il Coni deve organizzare tutto al meglio senza mettere veti fra le varie discipline. Avere atleti che possano saltare da uno sport all’altro, dal pugilato alla kickboxing alla lotta, e così via. Solo in questa maniera, ovvero con la libera circolazione degli atleti, cresce il livello generale di tutti. Maggior scambio significa maggior crescita. Questo è ovviamente un sogno per me, quindi ti dico che ora sono qui e l’anno prossimo credo di confermare questa scelta perché non sento motivi di cambiamento. Vedo del buono e del meno buono in tutte le organizzazioni, in questo momento siamo in una situazione di guerre federali e mi piacerebbe terminasse questa cosa per l’interesse degli atleti e dello sport.

Ferioli: In primis ringrazio WTKA, che è la nostra federazione. Ci ha dato un grande aiuto con l’evento e questo lo voglio sottolineare. Io penso che se nel corso del tempo ci sarà la possibilità di avere una federazione unica questo sarà un bene per tutto il movimento, in quanto tante realtà sparse che oggi non collaborano fra di loro ne avrebbero l’occasione. La concorrenza leale porta la crescita di tutto il movimento, ancor di più se esistesse una federazione che stilasse un ranking pro ufficiale ed organizzasse dei campionati italiani veri. Se l’unione non avvenisse andremo avanti con questa pluralità con l’auspicio, però, che ci sia sempre concorrenza leale per il bene del movimento.

E’ innegabile che negli anni recenti gli SDC hanno avuto una crescita esponenziale per quanto riguarda atleti e manifestazioni. Forti della vostra esperienza di oggi con ENFUSION, credete che noi possiamo arrivare a livelli del genere? Quanto tempo ci metteremo a pareggiare il gap con il il livello olandese, se mai ci riusciremo?

Smeriglio: Questa domanda mi piace molto, anche se preferirei risponderti dopo il 23 Marzo per non attirarmi degli strali d’odio. Scherzi a parte, credo che la crescita degli sport da ring dal punto di vista tecnico è stata stratosferica negli ultimi anni e siamo quasi alla pari con gli olandesi. Loro, però, hanno a loro vantaggio la possibilità di scambio, non hanno vincoli federali. Le federazioni in Olanda forniscono solo le giurie, quindi un atleta può andare con l’una o con l’altra senza nessun problema. La difficoltà di far salire il livello nasce dagli investitori. Come dicevo prima qui nessuno può fare il mecenate e tocca far quadrare i conti. Un grande maestro in questo è sicuramente Carlo Di Blasi, che riesce a creare sempre dei grandi show. Dobbiamo rubare con gli occhi i suoi segreti, non solo per quanto riguarda l’allestimento di un palazzetto, tocca far diventare attraenti gli sport da combattimento agli occhi dei possibili sponsor. Purtroppo ci mancano le TV, che oggi ci chiedono tanti soldi per mandare in onda gli eventi. Non esistono testate giornalistiche dove si fa una critica al promoter, o all’atleta. Sono tutte interviste carine e sdolcinate quando poi magari il match o l’organizzazione hanno fatto schifo. Siccome vogliamo mantenere rapporti con i promoter allora lo lodiamo lo stesso, quando servirebbe essere critici. Insomma ci vuole un vero evento, basta coi palazzetti semivuoti, basta con gli sponsor (con tutto il rispetto) della macelleria o della ferramenta, dobbiamo aspirare a qualcosa di più. Non riusciremo mai ad organizzare un grande evento con lo sponsor del nostro amico. Per i dilettanti va bene, per i classe A va bene. Ma per ENFUSION, per GLORY, abbiamo bisogno di aziende importanti. Ci vuole dunque uno spettacolo di qualità per allettare i grandi sponsor, ma ci vogliono soprattutto le televisioni. Fino a quando ci chiederanno soldi per andare in onda non andremo lontano. Inoltre la kickboxing si divide in ring e tatami: mentre il ring funge da specchietto delle allodole ed attira praticanti per il tatami, da quest’ultimo ne riceve ben poco.  Per cui è vero che abbiamo migliaia di praticanti di kickboxing ma è un numero dopato in quanto la grande maggioranza pratica sul tatami. Non voglio aggiungere altro, ora, magari ne riparliamo dopo il 23 a bocce ferme.

Ferioli: Penso che il primo problema sia l’interesse dei media che non attira capitali. L’iniziativa di Fighting Zone è ben accetta perché aggiunge interesse ed attira attenzione. Tutto ruota dunque attorno agli sponsor ed ai capitali, che devono dare la spinta finale ai tanti atleti di alto livello che abbiamo in italia. Difficilmente un atleta può allenarsi senza lavorare e questo ne limita la crescita. Sta agli sponsor dargli la chance di vivere da professionista e raggiungere il top.

I progetti futuri di Smeriglio & Ferioli, dal punto di vista personale da qui a cinque anni quali sono?

Smeriglio: Non lo so, spero di avere ancora la mia bella moglie a fianco che mi aiuta nelle mie pazzie, così come il mio entusiasmo che mi spinge nei miei sforzi. Spero che nel frattempo il nostro ambiente sia cresciuto in modo da continuare ad organizzare eventi interessanti insieme ad Andrea. Voglio rimanere nel mondo della kickboxing con la possibilità di creare qualcosa di importante che rimanga nella storia. E se così non sarà, pazienza, la cosa più importante è davvero la salute, senza falsa retorica. 

Ferioli: Intanto voglio continuare ad allenare i miei ragazzi. Mi fanno sentire giovane, mi fanno stare bene. Sarò sempre grato a questo sport perché mi ha salvato da tante problematiche, mi ha fatto conoscere mia moglie e tantissimi amici che oggi frequento. Ovviamente voglio seguire la carriera di Davide Armanini, insieme ai nostri collaboratori  Emanuele Ascione, Matteo Giunti e Giovanni Cozzupoli, come faccio dai suoi inizi e che è come un fratello minore. Per questo, da qui a cinque anni, voglio aiutarlo a raggiungere gli obiettivi più importanti, insieme agli altri ragazzi che ci sono in palestra che seguono i suoi miglioramenti. Se ne avrò la possibilità voglio continuare ad organizzare in maniera sempre migliore. Adoro allenare ed organizzare, ma anche avere la possibilità di stare a casa con mia moglie Martina ed i miei figli Giulia e Diego, che sono davvero la mia forza e l’aiuto di cui ho bisogno per andare avanti in quello che faccio.

Se avete voglia di aggiungere qualcosa…

Smeriglio: Voglio aggiungere i ringraziamenti a te ed a tutta Fighting Zone. Spero che il mondo della kickboxing migliori e cresca. Oggi sono a Livorno, nel galà di un’altra federazione, invitato da un amico ed un grande maestro come Massimo Rizzoli. Questo mi fa molto piacere perché è la dimostrazione che lo sport può andare al di là delle federazioni. Per chiudere voglio mandare un messaggio a tutti i maestri che sono in palestra e che vivono gli sport da ring come un passatempo o come un lavoro. Il futuro dei nostri sport è nelle mani di tutti i maestri; per far crescere un movimento c’è bisogno di gente che lavori all’interno di un movimento e gente che lo segua. Evitiamo boicottaggi che distruggono l’operato degli altri, in questo modo si perde solo tempo a riparare ai danni piuttosto che a costruire qualcosa di buono. Bisogna cercare di essere uniti all’interno degli sport da combattimento al di là delle organizzazioni e delle federazioni, senza vietare ai propri allievi di partecipare a questa o quella manifestazione. I divieti fanno il male degli sport da ring! Organizzare e partecipare, come atleti o come pubblico, aiuta la crescita. Quando capiremo questo, faremo un grande salto di qualità. Chiudo invitando tutti ad imparare a tifare in maniera sana, incoraggiando i propri amici senza insultare i propri avversari perché nessun atleta avrebbe valore senza il proprio avversario. Vi aspetto tutti il 23 Marzo all’Atlantico Live per ENFUSION ROMA!

Ferioli: Concludo ringraziando la mia famiglia, mia moglie Martina ed i miei figli Giulia e Diego. Voglio ringraziare Alessio con cui collaboro. Tutti i ragazzi della mia palestra, partendo da Davide passando a tutti gli altri ragazzi del Roma Fight Club. I ringraziamenti sono dovuti anche a WTKA, ma anche a FIKBMS e FIGHT1 che hanno rilasciato il nullaosta ai loro atleti per permettere lo svolgimento di questo grande galà. Ringrazio te e Daniele Perfigli che ci state aiutando a promuovere il nostro movimento. Un grazie enorme vaad Edwin Van Os che ha creduto in noi e ci ha permesso di portare Enfusion nella nostra città. Ma il grazie più grande va agli sponsor, senza di loro non riusciremmo ad organizzare nulla.

 

Insomma, Smeriglio e Ferioli sono due personaggi autentici, genuini, con grande passione. Hanno superato ostacoli federali e sono riusciti a mettere in piedi uno show davvero di ottima fattura. Non ci resta che aspettare il 23 Marzo per godercelo, ci sono tutte le premesse per organizzare anche dei bus e seguire questo spettacolo di kickboxing e muay thai!

Categoria
KICKBOXINGMUAY THAI

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