Due lottatori ed una corona: Chamizo vs Burroughs

Si sa, nello sport ci sono tante storie di accesa rivalità agonistica, e gli sdc non vengono meno a questa logica: Pacquaio vs Mayweather, Nurmagomedov vs McGregor, e via dicendo. E non viene meno neanche la lotta olimpica, disciplina un po’ bistrattata dai fighters ma che invece si rivela fondamentale per la formazione di un combattente a 360 gradi.

La storia di cui vi parlerò riguarda due uomini molto diversi, due atleti ai top della loro categoria, due lottatori come ne vedi pochi nella lunghissima storia di questo sport: parlo dello statunitense Jordan Burroughs, e dell’italo-cubano Frank Chamizo Marquez.

Prima però di raccontare la loro corsa verso la corona come miglior lottatore al mondo, conosciamo un po’ meglio i due.



Jordan Burroughs

30 anni compiuti da qualche mese, buon marito, padre amorevole e un lottatore dannatamente bravo.

Con il suo double leg takedown ha dominato la divisione dei -74 kg a partire dal 2011. Da quel momento ha collezionato un oro olimpico, 4 titoli mondiali, 3 titoli panamericani più svariati premi e riconoscimenti a livello nazionale.

È un atleta molto fisico, con una forza fuori dal normale e capace di tirare un double leg in una frazione di secondo, in qualsiasi posizione si trovi l’avversario.

“All I See Is Gold” è il suo mantra.

Grazie al duro lavoro e alla sua passione per questo sport, è diventato una vera icona della lotta mondiale, al punto tale da essere stato coinvolto in dei rumors che insinuavano che stesse lavorando con McGregor per migliorare il suo wrestling in vista di UFC 229.

 


Frank Chamizo Marquez

Un ragazzo di 26 anni nato a Matanzas, a Cuba, e cresciuto con la nonna tra pochi soldi ma tanta volontà.

Nella lotta ha trovato la sua via, tanto da riuscire a vincere il suo primo mondiale a soli 18 anni, nel 2010 a Mosca, con la nazionale cubana.

La stessa nazionale che successivamente lo squalificò per 2 anni poiché non riusciva a combattere nei -55 kg (lui non riusciva a tagliare 15 kg in vista di un torneo, oltre ad essere una pratica potenzialmente dannosa).

Nel 2015 arriva in Italia, indossa la divisa dell’esercito Italiano, ed inizia a vincere tutto, tra titoli mondiali e continentali, in 3 differenti categorie di peso (-65 kg, -70 kg, -74 kg).

Vanta forse la miglior difesa alle gambe del mondo, riuscendo in delle manovre evasive che più che uno sprawling sembrano passi di danza, e riuscendo a guadagnare la posizione sull’avversario in un batter di ciglia.



Dunque abbiamo un professionista del double leg e un campione dello sprawling.

Due tecniche opposte per due persone agli antipodi, ma che cercano di scalare entrambi la stessa vetta. Basti pensare che in seguito alle solite battutine da social, e a proposte più serie di combattere, Chamizo ha deciso di salire fino al peso di 74 kg per affrontare finalmente Burroughs, e decretare chi sia veramente “the king”.

Il primo incontro della serie si è disputato negli Stati Uniti il 17 Maggio di quest’anno, durante l’evento Beat The Streets: il super match ha visto vincitore Burroughs per un punteggio di 6-5, ottima performance di Chamizo che resta il nemico pubblico #1.

Il ritorno se lo sono giocato questa estate, il 28 Luglio, nella finale del Torneo Internazionale Yasar Dogu ad Istanbul. Lì Frank ha vinto allo scadere del tempo, a parità di punti per aver tirato l’ultimo colpo, alla fine di quella che è stata una vera e propria battaglia. Mentre suona l’inno di Mameli tutti pensano alla “bella”.

E la bella c’è stata, ai mondiali di lotta in corso a Budapest, dove entrambi puntavano ad una medaglia d’oro, invece quella è andata al russo Sidakov. Loro si incontrano alla finale per il bronzo, vinta da Jordan con un 4-4 strappato negli ultimi secondi, proprio come fece Frank a Instanbul.

Interessante notare come le due teste di serie, i due lottatori più forti al mondo si siano incontrati per delle “briciole”, ma questo è forse l’esempio di come i grandi non puntano alla medaglia al collo, ma al bersaglio grosso.

 

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