DONATO MILANO vs PETROSYANMANIA: parliamone!

Quest’articolo è un po’ lungo, forse in alcuni tratti risulterà noioso. Se andate di fretta lasciate stare. Se siete col vostro smartphone in attesa dell’ascensore o fermi al semaforo, lasciate stare. Se volete capirne di più dopo aver sentito spesso parlare di federazione unicaun solo campione italianolegittimità delle federazioni, allora prendetevi il tempo necessario per sedervi e leggere tutto parola per parola.

C’è stato uno scossone forte, fortissimo, alla vigilia di PETROSYANMANIA. L’evento organizzato da Armen, in cui Giorgio ha vinto l’ennesimo titolo, verrà di certo ricordato più per la lettera della discordia che per i match disputati.
Ricostruiamo un po’ la vicenda:

è il 12 Febbraio, mancano soli quattro giorni all’evento; Carlo Di Blasi pubblica un post criptico che parla di mediocrità, mediocrità altrui suppongo. Nella notte fra il 12 ed il 13 Febbraio il Carletto nazionale, dopo aver tenuto la conferenza stampa per Petrosyanmania la sera prima, ritorna a parlare di mediocrità altrui ed invidia verso i loro successi. Si fa pomeriggio e la bacheca Facebook di Di Blasi parla di “carognata” e tuona risvolti legali, con una foto di un articolo di giornale che parla di Giorgio e di tutto Petrosyanmania. Il giorno dopo altro post al veleno in cui scrive di “vergognoso attacco” subito dai fratelli Petrosyan. Il 15 e 16 Febbraio Di Blasi è sicuramente in clima promotion, quindi la sua bacheca si silenzia un po’.
“Parlerà direttamente Giorgio”, tuona nei giorni seguenti l’evento. Questo video arriva, Giorgio parla da Singapore in diretta Facebook. Al momento ci sono oltre 15mila visualizzazioni quindi suppongo che lo abbiamo visto un po’ tutti fra appassionati ed addetti ai lavori.
Giorgio spiega delle difficoltà incontrate dal fratello Armen, deus ex machina dell’evento, in seguito ad una lettera arrivata al comune di Monza, al commissariato di PS ed alla Regione Lombardia in cui, detto in breve, si delegittimava l’evento in quanto non ufficiale! Qualche ora dopo torna alla carica Di Blasi, pubblicando la lettera, a firma del Presidente FIKBMS Donato Milano, e giù tanti commenti al seguito.
Moltissimi si schierano, a priori, dalla parte di Giorgio Petrosyan: un campione che ha dato tanto al nostro sport non merita questo trattamento, questo è più o meno il sentimento generale.

Non sono d’accordo. Petrosyan non ha ragione a priori. Non posso accettare il fatto che un campione abbia ragione a prescindere, che abbia più diritti di chiunque altro. Se ha sbagliato è giusto che paghi, se ha ragione è giusto che faccia valere le sue ragioni. Ma non perché si tratta di Giorgio Petrosyan!

Prima di analizzare la lettera, però, devo chiarire a voi lettori alcuni punti. Nei nostri sport abbiamo la consuetudine di chiamare qualsiasi organizzazione FEDERAZIONE. L’insieme di tante associazioni che perseguono il medesimo scopo può essere definito federazione, nel senso proprio del termine. Una FEDERAZIONE SPORTIVA viene definita dal CONI nel titolo IV del suo statuto, che vi riporto:

  1. Le Federazioni sportive nazionali sono associazioni senza fini di lucro con
    personalità giuridica di diritto privato.
  2.  Le Federazioni sportive nazionali sono costituite dalle società, dalle associazioni
    sportive e, nei soli casi previsti dagli statuti in relazione alla particolare attività,
    anche da singoli tesserati.
  3.  Le Federazioni sportive nazionali sono rette da norme statutarie e regolamentari in
    armonia con l’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale e sono ispirate al
    principio democratico e al principio di partecipazione all’attività sportiva da parte di
    chiunque in condizioni di uguaglianza e di pari opportunità.
  4.  Le Federazioni sportive nazionali svolgono l’attività sportiva e le relative attività di
    promozione, in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO e del CONI,
    anche in considerazione della rilevanza pubblicistica di specifici aspetti di tale
    attività. Nell’ambito dell’ordinamento sportivo, alle Federazioni sportive nazionali è
    riconosciuta l’autonomia tecnica, organizzativa e di gestione, sotto la vigilanza del
    CONI.
  5.  Le Federazioni sportive nazionali svolgono l’attività sportiva in armonia con le
    deliberazioni e gli indirizzi della rispettiva Federazione internazionale, purché non
    siano in contrasto con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO e del CONI.

I requisiti per il riconoscimento sono:

  1. Il CONI riconosce le Federazioni sportive nazionali che rispondono ai requisiti di:
    a) svolgimento, nel territorio nazionale e sul piano internazionale, di una attività
    sportiva, ivi inclusa la partecipazione a competizioni e l’attuazione di programmi
    di formazione degli atleti e dei tecnici;b) affiliazione ad una Federazione internazionale riconosciuta dal CIO, ove
    esistente, e gestione dell’attività conformemente alla Carta Olimpica e alle
    regole della Federazione internazionale di appartenenza;c) ordinamento statutario e regolamentare ispirato al principio di democrazia
    interna e di partecipazione all’attività sportiva da parte di donne e uomini in
    condizioni di uguaglianza e di pari opportunità, nonché in conformità alle
    deliberazioni e agli indirizzi del CIO e del CONI;d) procedure elettorali e composizione degli organi direttivi in conformità al
    disposto dell’art. 16, comma 2, del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, e
    successive modifiche e integrazioni.

La FIKBMS non è una Federazione Sportiva Nazionale, bensì una Disciplina Sportiva Associata. Qual è la differenza?

Ce lo chiarisce sempre lo statuto CONI, al suo TITOLO V in cui definisce i requisiti per il riconoscimento di DSA:

  1. Il Consiglio Nazionale del CONI riconosce, in conformità all’apposito regolamento,
    le Discipline sportive associate che rispondano ai requisiti di:
    a) svolgimento sul territorio nazionale di attività sportiva, anche di rilevanza
    internazionale, ivi inclusa la partecipazione a competizioni e l’attuazione di
    programmi di formazione degli atleti e dei tecnici;

    b) tradizione sportiva e consistenza quantitativa del movimento sportivo e della
    struttura organizzativa;

    c) ordinamento statutario e regolamentare ispirato al principio di democrazia
    interna e di partecipazione all’attività sportiva da parte di donne e uomini in
    condizioni di uguaglianza e di pari opportunità nonché conforme alle
    deliberazioni e agli indirizzi del CONI;

    d) assenza di fini di lucro

La differenza? A quanto leggo dallo statuto CONI sta nella lettera b). La Federazione Sportiva Nazionale è affiliata ad una Federazione internazionale riconosciuta dal CIO, mentre la Disciplina Sportiva Associata ha una tradizione sportiva e consistenza quantitativa del movimento sportivo e della struttura organizzativa.

*Ad onor del vero è notizia del 30 novembre 2018 il riconoscimento WAKO nel CIO

E FIGHT1 CHE COS’E’?

Fight1 è, secondo la descrizione sul loro sito, una organizzazione nata “per superare gli angusti limiti imposti ad atleti, maestri e promoters in un’ottica di apertura e collaborazione con le principali realtà sportive nazionali ed internazionali.” Quindi, si tratta di una ORGANIZZAZIONE, impropriamente definita FEDERAZIONE.

COME OPERA FIGHT1?

Fight1 promuove lo sport tramite un Ente di Promozione Sportiva, nella fattispecie lo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale). Vediamo cos’è in realtà un EPS, utilizzando sempre la nostra bibbia, ovvero lo statuto CONI.

  1. Sono Enti di promozione sportiva le associazioni riconosciute dal CONI, a livello
    nazionale o regionale, che hanno per fine istituzionale la promozione e la
    organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ricreative e formative, e che
    svolgono le loro funzioni nel rispetto dei principi, delle regole e delle competenze del
    CONI, delle Federazioni sportive nazionali e delle Discipline sportive associate.
    (…)
    3-quater. Gli Enti di promozione sportiva sono sottoposti al controllo del CONI secondo
    i criteri e le modalità stabilite dal Consiglio Nazionale, in conformità a quanto
    previsto dal decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, e successive modifiche e
    integrazioni e dal presente Statuto.

Cosa capiamo da tutto questo? In primis, che una FEDERAZIONE si occupa di UNA SOLA ATTIVITA’ SPORTIVA, ed è affiliata ad una federazione internazionale riconosciuta dal CIO. Per esempio, la Boxe ha la Federazione Pugilistica Italiana, che tratta una sola attività ed è affiliata ad AIBA, tramite cui partecipa ai giochi olimpici.

Una Disciplina Sportiva Associata tratta sport che non siano oggetto di alcuna Federazione Sportiva Nazionale.

Un Ente di Promozione Sportiva si occupa di promuovere le attività fisico-sportive, senza alcuna distinzione. E’ per questo che ci troviamo di fronte a tornei di calcio amatoriali, gare podistiche, ciclistiche, manifestazioni di bodybuilding, nuoto, tutte promosse da enti come Csen, Libertas, Acsi, Uisp, ecc. ecc.

 

Andiamo, ora, ad analizzare COSA dice la lettera e ragioniamoci su.

Il primo capoverso dice, in buona sostanza, che PETROSYANMANIA non rientra nel calendario gare FIKBMS. E questo è vero. D’altronde il torneo domenicale di calcio al campo della parrocchia non è nel calendario FIGC (senza voler fare paragoni, sia chiaro).

Il secondo capoverso inizia in maniera corretta. FIKBMS declina qualsiasi responsabilità, non essendo l’evento patrocinato nè sanzionato da loro. Non possono garantire il rispetto delle regole insomma. Questo può sembrare un colpo basso ma, anche se non è eticamente condivisibile, quanto scritto fino ad ora non fa una piega.

Poi però leggo: “…una società privata (FIGHT1) che non è nostra affiliata e che non si attiene ai regolamenti federali vigenti, nè tanto meno al regolamento Sanitario approvato dal CONI

E allora mi metto a cercare questo benedetto regolamento sanitario approvato dal CONI. Google mi riporta al sito FIKBMS, e giungo a questo documento. Poi apro il sito FIGHT1, trovo un menù a tendina Carte dell’organizzazione, all’interno c’è un file denominato Regolamento Sanitario.pdf, lo scarico e… E’ LO STESSO REGOLAMENTO FIKBMS!!! Intendo proprio lo stesso file, marchiato FIKBMS ed approvato CONI!

Perché il Pres. Milano scrive che Fight1 non si attiene al regolamento sanitario? Non sono a conoscenza di episodi in cui sia successa una cosa del genere, né credo sia nota agli enti destinatari della missiva di Donato Milano.

L’ultimo capoverso fa un po’ tremare se si legge fra le righe. In pratica ci si augura che qualsiasi manifestazione debba passare sotto il beneplacito FIKBMS. Ed allora gli Enti di Promozione Sportiva che esistono a fare?

Perché esistono gare di Karate organizzate fuori FIJLKAM, tornei di calcio fuori da FIGC, gare podistiche non FIDAL, e non può esistere una manifestazione di Kickboxing non FIKBMS?

La mia è una semplice riflessione sullo stato delle cose. So di ignorare chissà quanti punti che potrebbero totalmente smentire quanto ho scritto, ma facendo delle ricerche sul sito del CONI, spulciando il suo statuto, non riesco a capire, davvero.

I prossimi eventi non FIKBMS, allora, sono a rischio?

C’è chi si augura una federazione unica sotto cui avere un unico campionato ed un solo campione italiano per categoria di peso. Personalmente posso anche essere d’accordo. Però mi sorge un dubbio: l’unica squadra di calcio campione d’italia, nell’unico campionato riconosciuto, viene svolto sotto una federazione che si occupa SOLO di calcio. L’unico campione italiano di pugilato viene fuori dall’unica federazione, la FPI, che si occupa SOLO di boxe.

Perché la FIKBMS tratta Kickboxing, Muay Thai, Savate e Shoot Boxe?

Sono d’accordo con l’unica federazione, ma che sia UNICA.

Una federazione per la Kickboxing. Una federazione per la Muay Thai. Una federazione per la Savate. Una federazione per la Shoot Boxe.

Se vogliamo fare il salto di qualità, se vogliamo che la diffusione degli sport tramite ente di promozione sia considerata amatoriale nel senso stretto del termine, allora dobbiamo elevare ciò che è elite.

Il torneo di calcio al campo dell’oratorio, sebbene promosso da un Ente di Promozione, non avrà la stessa valenza del torneo di calcio della FIGC.

Si tratta solo di soldi? E’ veramente questa la discriminante?

Non ci voglio credere!

Il pugile campione italiano FPI non guadagna quanto un calciatore. Il nuotatore campione italiano FIN non guadagna quanto un calciatore. Il taekwondoka campione italiano FITA non guadagna quanto un calciatore.

Ognuno di loro, però, è l’unico campione italiano della propria disciplina.

Riflettiamo…

Categoria
EDITORIALIKICKBOXINGMUAY THAI

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