Discriminazione sessuale e sport: vince il calcio

Gli sport da combattimento, al contrario di quello che si potrebbe pensare, sono i meno sessisti da moltissimi punti di vista.

So che in un mio post qualche settimana fa segnalai le differenze a cui sono sottoposti uomini e donne nelle visite mediche per ottenere l’idoneità sportiva. Differenze che vanno oltre la fisiologia che caratterizza i due sessi.

Al di là di questa piccola barriera iniziale, gli sport da combattimento in generale, con le dovute differenze tra disciplina e disciplina, sono quelli meno discriminatori per le donne.

In realtà se diamo un’occhiata ad altri sport ci rendiamo immediatamente conto che il più sessista di tutti è anche quello più popolare: il calcio.

Parto dal punto più semplice da capire quello relativo agli stipendi. La calciatrice più pagata del mondo è Marta Vieira da Silva, brasiliana, la numero uno del calcio femminile e detentrice del record di gol segnati ai Mondiali. La brasiliana può contare sulla bella cifra di 500.000 dollari a stagione. Sembra una bella cifra in effetti.

Il punto è che a superare i centomila dollari, oltre alla brasiliana, rimangono soltanto altre due calciatrici: Abby Wambach e Alex Morgan, dal quarto posto in poi le calciatrici più pagate del mondo guadagnano tutte meno di 100.000 dollari, dal quinto in poi meno di 70.000 dollari a stagione. Stiamo parlando delle prime dieci a livello mondiale, la decima ha uno stipendio che si aggira intorno ai 60.000 dollari, poco più di 50.000 euro.

Consideriamo anche che stiamo parlando dello sport più popolare del mondo. In Italia, uno stipendio più alto della decima calciatrice più pagata del mondo lo porta a casa anche un giocatore di serie C.

Se diamo un’occhiata alle stelle dell’UFC gli stipendi delle donne non sono così inferiori a quelli degli uomini e anche a livello di super star le differenze non sono così marcate.

Ricordiamo che la borsa di Ronda Rousey negli ultimi due match era intorno ai due milioni di euro, non lontana da quella di Khabib che ne ha percepiti due milioni per l’incontro con McGregor.

Per farla breve gli sport da combattimento fanno meno discriminazione degli altri dal punto di vista salariale.

Ma se guardiamo alla visibilità nel nostro paese le cose per il calcio femminile stanno anche peggio.

Le partite dell’Italia non vengono trasmesse nelle reti nazionali neanche in occasione dei mondiali. Certo i risultati del nostro calcio femminile non sono incoraggianti, e si sa che nel nostro paese si parla di uno sport soltanto quando c’è un atleta che vince.

Le partite dell’Italia femminile vice campione del mondo di pallavolo sono state trasmesse su rai due, rete nella quale sono state trasmesse anche partite di altre nazionali. Insomma se si guarda alla visibilità il calcio femminile sta molti livelli sotto la pallavolo.

Per quanto riguarda gli sport da combattimento ormai vengono trasmessi in diverse reti nazionali con un certo seguito: Italia 2, Fight Network, Spike Tv, e in tutti gli eventi più importanti viene trasmesso almeno un incontro femminile.

Le star degli sport da combattimento sono piuttosto conosciute anche se donne.

Ma mi chiedo quanti dei lettori conoscano la migliore calciatrice attuale. L’unica calciatrice italiana che si era ritagliata un piccolo spazio di popolarità è stata Carolina Morace, ma era un vero e proprio fenomeno, per dodici volte capocannoniere, avvocatessa, con un carisma invidiabile e comunque sono passati molti anni, per le altre le luci dei riflettori sono piuttosto lontane.

Ricordiamo che la visibilità non è fine a se stessa, essere un personaggio significa attirare più sponsor e avere molte opportunità oltre alla carriera sportiva. Basti pensare che diverse stelle dell’UFC hanno avuto la possibilità di una carriera nel mondo del cinema. Oltre a Ronda Rousey, Gina Carano, ci sono state altre atlete che hanno ricevuto la chiamata di Hollywood.

Insomma, esiste una forma di discriminazione sessuale in tutti gli sport, ma gli sport da combattimento sono tra i meno discriminatori in senso assoluto, e, probabilmente, il calcio è quello nel quale si riscontrano le maggiori differenze tra uomini e donne.

Paolo Morelli

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