Danilo “The Perfect” Bellomo alla scoperta dei campioni del K1

Capitolo 1
                                     “Presto invecchiano gli uomini nelle disavventure”.
                                                               Cit. Omero(Odissea)
In questo viaggio alla scoperta della K1 giapponese ho voluto iniziare con questa citazione di
Omero per un motivo ben preciso.
Innanzitutto l’Odissea è la perfetta sintesi del viaggio, inteso come percorso per migliorarsi e
apprendere peculiarità del posto visitato, ma sopratutto su se stessi. Non è questa, però, l’unica
motivazione per cui ho scelto questa frase: l’ho utilizzata perché questa per me non è solo
un’occasione per diventare più forte, più bravo, il campione che ho sempre sognato di diventare, ma
è anche un’occasione per esprimere la volontà per cui mettendomi costantemente alla prova
diventerò un uomo.
Ma tralasciamo ora questa breve introduzione e buttiamoci a capofitto in questa avventura.
Sveglia alle 6.00 giusto il tempo per fare un check dei bagagli recuperare le ultime cose e si parte
con due valigie, la tracolla per il computer, action cam e tecnologia varia, in poche parole buona
parte di tutte le mie proprietà… un mese è lungo e non so cosa aspettarmi!
Il primo scalo è Parigi dove arrivo lasciandomi dietro un po’ di stress milanese e le due ingombranti
valigie che vanno direttamente in stiva, dopo di che si parte per il Giappone con un bel volo diretto
di “solo” 12 ore, dove per fortuna incontro una coppia di napoletani in luna di miele che mi salva
dalla noia e, notando che sono più disorganizzati di me, mi rincuora.
Una volta arrivato in Giappone iniziano le sorprese: lo scatto che feci una volta arrivato a Parigi, in
modo da non perdere la coincidenza aerea, non è valso per le mie valigie in stiva che sono rimaste nella
capitale francese. Quindi dopo aver compilato il modulo necessario per farmele spedire direttamente
a casa e aver acquistato una sim per la modica cifra di 90 euro, complice la stanchezza e la
confusione nel cambio euro yen, arrivo a Yokohama. dove sperimento la famosa cordialità
giapponese per cui se chiedi un’indicazione anche se non sanno l’inglese si prodigano in tutti i modi
per aiutarti.
A Yokohama esco dall’interminabile rete suburbana giapponese e avverto qualcosa di molto
familiare: il fantastico clima caldo umido comunemente detto afa che pensavo fosse tipicamente
milanese. A questo punto finalmente una buona notizia, ovvero i 20 minuti a piedi che mi separano
dalla mia abitazione grazie alla mancanza delle due valigie sono più agevoli del previsto.
Arrivo a casa. Sono esausto per il viaggio e per il jet lag, affamato, sudato dalla camminata piena di
sali-scendi, ma ci siamo due giorni quando arriveranno i bagagli potrò andare alla palestra del
campione del mondo e superstar nazionale Giapponese -60kg Segawa “Natural Born Crusher”
Takeru della K1 Gym Sagami-ono Krest confrontarmi con lui e con me stesso per capire cosa serve
per diventare il più forte.
Danilo Bellomo
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Categoria
KICKBOXINGMUAY THAI

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