Cosa ci ha lasciato lo scorso sabato di MMA italiane

E così anche il ricco sabato all’insegna delle MMA italiane è archiviato. In attesa di un altra abbuffata di questo livello ci sembra giusto fare il punto della situazione su quello che è successo e provare ad immaginare le prospettive che si aprono per i vari atleti,  visto che gli echi al seguito dei loro match non si sono ancora spenti.

Senza dubbio il match clou era quello che vedeva impegnato Stefano Paternò a Cage Warriors.  Si è già discusso fin troppo della bontà del giudizio arbitrale, probabilmente casalingo. Ormai è andata e non resta che guardare avanti.

Quello che realmente importa è che la prestazione di Stefano è stata assolutamente all’altezza del nobile palcoscenico e conferma la caratura internazionale del ragazzo. Ovviamente sarebbe stato meglio se avesse vinto,  ma alla sua età una sconfitta per split (oltretutto contestabile) pregiudica davvero poco per la sua carriera futura.

Quasi certamente lo rivedremo nella gabbia inglese: a leggere i post sui social si evince che Stefano e il suo management vedrebbero di buon occhio un rematch con Ross Houston, e sinceramente avrebbero anche titolo per richiederlo. Per contro è risaputo che nelle MMA è difficile ottenere rivincite immediate, oltretutto sarebbe un pò come andare “all in” e forse i benefici di un eventuale vittoria non valgono il danno che potrebbe portare un’altra sconfitta contro lo stesso atleta.

Il rischio potrebbe non valere la candela insomma, calcolando pure che Stefano è molto giovane e che con qualche vittoria ben piazzata una title shot gli ricascherà in grembo automaticamente in futuro. Vedremo cosa decideranno di fare lui e il management, sono decisioni da prendere a freddo.


Anche Angelo Rubino ha qualcosa da recriminare sulla decisione arbitrale che lo ha visto sconfitto contro Proctor ma vale lo stesso discorso di Paternò: la prestazione era la cosa più importante e c’è stata.

Non sappiamo quali sono i suoi accordi con Cage Warrior ma se fossimo nei panni della promotion inglese non ci faremmo scappare la possibilità di blindare l’atleta. Due volte è entrato in quella gabbia e due volte ha fornito uno spettacolo piacevole.

Se così non sarà per lui le porte sono tutte aperte, sia su palcoscenici internazionali sia in quelli nostrani, magari chiedendo una title shot all’inizio del prossimo anno a ICF.


A proposito di ICF, è il momento di vedere quali prospettive si possono aprire per gli atleti che hanno animato la card dell’altra sera.

ph: Fabio Barbieri

Francesco Nuzzi era atteso all’esame di maturità contro Giorgio Belsanti e l’atleta del Wolf Temple ha superato di slancio l’ostacolo. È ancora molto giovane e una certa irruenza durante il match ne denota gli ampi margini di crescita.

Il percorso che noi immaginiamo per lui è quello all’insegna della continuità: ha una cintura, continui a difenderla e parallelamente a crescere. Niente fretta, il talento c’è tutto, l’unico pericolo al momento è di fare il passo più lungo della gamba.


ph: Fabio Barbieri

Walter Cogliandro ha conquistato la cintura solo due giorni fa ma ha un percorso più solido alle spalle e sembra più maturo a livello tecnico. La difesa del titolo è quasi scontata ma si può spaziare molto di più sul nome dell’avversario. Per noi o è un italiano ai primissimi posti nei ranking nostrani oppure si continua con i confronti internazionali, alzando progressivamente l’asticella.


Tra gli atleti che seguivamo particolarmente c’erano Michelangelo Colangelo e Teo Caretti,  entrambi non hanno deluso le attese.

ph: Fabio Barbieri

Il giovane rappresentante del Wolf Temple (che così ha piazzato un doppio in serata) continua il suo percorso immacolato e corredato da vittorie repentine. Il suo record non passa inosservato, è il momento di scalare le graduatorie nostrane e aumentare le difficoltà degli impegni.

ph: Fabio Barbieri

L’atleta del Cardano Top Team ci aveva già ben  impressionato a Predator qualche mese fa e si è confermato, il suo problema è che vive molti mesi all’anno in Brasile, quindi combatte poco, perlomeno in gabbia. Speriamo riesca ad infittire gli impegni agonistici perché ha un bel potenziale e ci piace la sua attitudine aggressiva durante il combattimento.


Dato un plauso ai sempreverdi Magro e Miceli, vogliamo spendere due parole per il match per cui abbiamo sbagliato completamente pronostico, quello tra Saccaro e Damiani.

ph: Fabio Barbieri

Avevamo vincente il toscano invece il match se lo è aggiudicato nettamente Damiani. Dopo la sconfitta con Frasineac avevamo saputo che Marco si stava impegnando a migliorare il suo ground game e in effetti si è registrata una crescita. Il problema è che un match che scorre solo su quei binari è pane per un atleta con le caratteristiche di Damiani che infatti si è trovato più a suo agio e ha portato a casa il match senza patemi.

Saccaro resta uno striker, peraltro molto pericoloso, giusto crescere in tutti gli aspetti ma senza snaturare le proprie caratteristiche base. Questione di trovare il giusto equilibrio.


Finiamo la carrellata con un “bravo” a Stefano Morotti,  unico italiano a vincere (difendendo la cintura) a Cage Warriors Academy. Siamo ancora agli albori di una carriera professionistica ma i successi portano sempre dei benefici,  il ragazzo si è fatto notare e lo seguiremo ancora in futuro.

 

Aspettiamo con ansia un altro weekend ricco di MMA italiane, amici. Nel frattempo ricordate che la gabbia e il ring non mentono mai.

DP

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