Consigli per chi vuole diventare un professionista degli sport da combattimento

Mi permetto di dare alcuni consigli a coloro che ambiscono a diventare professionisti nell’ambito degli sport da combattimento in Italia. Considerate che dal punto di vista strettamente legale non esiste il professionismo nei nostri sport. Per professionista si può intendere colui che riesce a guadagnare abbastanza con le proprie borse e con gli sponsor che derivano dalla sua attività sportiva da poter sopravvivere soltanto di questo. Da questa breve premessa si capisce immediatamente che i professionisti nel nostro mondo sono davvero rari a fronte di numerosi incontri cosiddetti pro (che nell’ambiguità della sigla viene comunemente inteso come promozionale). Allora che dire? La strada è così difficile che bisogna rinunciare in partenza? Assolutamente no, consiglio a tutti gli atleti e tutti coloro che hanno una grande passione, di lottare per poter vivere della loro passione. Chi vive grazie alla sua passione, anche se non si arricchisce dal punto di vista economico, dovrà sempre considerarsi una persona di successo.

Arrivare a vivere di sport da combattimento è difficile ma non è impossibile persino in Italia, se è questo che volete provateci. Se volete diventare dei professionisti, pensate da professionisti, iniziate a considerare i vostri allenamenti come un lavoro, come un piacere che si è trasformato in un dovere. Non dovete mai saltare un giorno di palestra semplicemente perché siete stanchi o perché non avete voglia. I giorni in cui vi allenerete contro voglia saranno i più produttivi in senso assoluto. Cercate di vivere una vita da atleti, alimentatevi nel modo corretto, non fumate e non eccedete con gli alcolici, se potete farne a meno del tutto, meglio ancora. E’ più divertente essere un campione che ubriacarsi. Dormite il più possibile e in modo regolare, questo influenzerà in modo determinante il vostro rendimento sportivo. Ovviamente è possibile avere una vita sociale e fare tardi ogni tanto, basta che non sia la regola. Una vita sregolata difficilmente produce un campione. Se iniziate a vincere degli incontri e ad essere considerati forti nel nostro ambiente, non sentitevi mai superiori a nessuno, ricordate che non si smette mai di imparare e l’errore più grande che possiate fare in qualsiasi momento della vostra carriera è quello di sentirvi arrivati. Chi si sente arrivato normalmente si ferma e non va avanti.

Curate la vostra immagine per farvi conoscere e ottenere degli ingaggi, lo sport professionistico è uno show e quindi la cura dell’immagine dell’atleta è importante, ma ricordatevi sempre che siete degli atleti, non siete dei modelli, non siete degli influencer, il pubblico e i promoter ingaggeranno sempre un atleta e non qualcos’altro. Nei palazzetti ci saranno persone che vorranno assistere ad uno spettacolo sportivo e non ad uno spettacolo di altra natura. Se volete fare gli attori ci sono ottime scuole di recitazione, ma è un’altra strada con altre dinamiche. Fidatevi del vostro coach e manager, nella realtà contemporanea è giusto che la figura del coach e del manager coincidano, non si parla di borse da centinaia di migliaia di euro, ma, nella migliore delle ipotesi, di migliaia di euro. I match li deve fissare la persona che vi conosce meglio, che insieme a voi decide il game plan, non li può decidere una terza persona che non è con voi durante le sedute di allenamento e magari vi propone un avversario che non potete affrontare soltanto per fare andare avanti lo show. Ovviamente, potete rivolgervi a dei management che stanno nascendo anche in Italia sul modello americano ma è un’altra cosa.

Non trattate mai i match personalmente, è l’errore più grande che possiate fare, tutti i promoter vogliono parlare con un coach e non con l’atleta. Primo perché sanno che ogni coach può proporre più atleti e quindi è più utile nell’ambito dell’organizzazione di eventuali futuri eventi, mentre l’atleta può proporre solo se stesso e, a meno che non vi chiamiate McGregor, quello che potete muovere da soli è sempre ininfluente. Secondo, l’atleta che tratta per se stesso da l’impressione di non fidarsi del suo coach e di non fidarsi di nessuno, appare come arrogante e presuntuoso, difficile che faccia una buona impressione su di un promoter. Certo se vi chiamate McGregor o Maywheather e siete in grado di vendere centinaia di milioni di euro di ppv magari il promoter ci passa sopra, ma se siete in grado di vendere solo mille euro di biglietti (che poi rappresentano la vostra borsa e quella del vostro avversario) allora potete evitare. Non abbiate mai paura di perdere, non esiste il match della vita, quello da cui non si si possa rialzare, e anche se esistesse, sarebbe comunque meglio affrontarlo che rinunciare in partenza. In ogni caso, ricordatevi che il pubblico si ricorderà sempre di più delle vostre battaglie che dell’esito dell’incontro, i campioni più famosi dei nostri sport hanno perso molti incontri e, ciò nonostante, sono diventati delle leggende.

Se avrete la fortuna di essere considerati dei campioni dal pubblico, non dimenticate mai da dove siete partiti, non fatevi ingannare da coloro che vi reputano dei miti, da coloro che vi scrivono lettere di amore e che pagherebbero per farsi una foto con voi. Quel tipo di successo è estremamente effimero e potrebbe farvi alterare la percezione che avete di voi stessi, voi non siete ciò che vede il pubblico. Voi siete dei ragazzi che hanno lavorato duro per costruire un sogno, che avete raggiunto dei traguardi con il vostro sudore e dovete continuare a sudare per andare avanti, perché siete gli stessi ragazzi che sono entrati in palestra con un sogno e che magari non venivano considerati da nessuno e se adesso vi considerano perché ce l’avete fatta questo non cambia quello che siete dentro. Chiunque di voi può diventare un professionista del nostro sport se lo desidera veramente, lo deve desiderare veramente, deve lottare, deve fare delle scelte, ma tutti potete farcela ma per farcela dovete crederci veramente, dovete avere un’immagine chiara del vostro futuro e dovete smettere di ascoltare qualsiasi voce che cerchi di dissuadervi o di scoraggiarvi, credeteci, lavorate e arriverete. Mi auguro che questi pochi consigli che ho potuto dare in questo articolo possano esservi utili.

Paolo Morelli

Categoria
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