Chiara Penco vs Karolina Wojcic, l’analisi oltre il match

Il giorno dopo è semplice parlare, troppo facile puntare il dito e riduttivo cercare un colpevole. Quello andato in scena ieri sera a Pretoria infatti va oltre i 25 minuti di match che hanno visto purtroppo uscire sconfitta dall’ottagono la nostra Chiara Penco.

IL MATCH

Partiamo dall’incontro, dai cinque round che hanno mostrato un combattimento tra due atlete di ottimo livello. Si potrebbe iniziare parlando dell’avvio in cui Chiara è sembrata intimorita, un primo round di studio in cui la Polish Assassin ha cercato di accorciare in tutti i modi la distanza, segnando in viso con dei colpi di rimessa la nostra atleta.

Già dalla seconda ripresa però abbiamo visto un match diverso, una Penco più sciolta nell’ottagono e più sicura dei propri mezzi. Contro di lei una fighter concentratissima che ha sfruttato egregiamente il suo counter striking, ha evitato di finire a terra contro un’atleta, la Penco, con 4 vittorie su 4 in carriera per sottomissione, e che è riuscita a difendersi benissimo anche in quelle fasi di match in cui sono finite a terra. Dove iniziano i meriti della polacca e finiscono le colpe della nostra connazionale però non lo sapremo mai.

Terzo, quarto e quinto round infine possiamo considerarli come un’unica grande ripresa. Nessuno probabilmente sarebbe voluto essere al posto dei giudici. Ottimi colpi da entrambe le parti e nessuna delle due in grado di riuscire a chiudere l’incontro.

Una split decision che ha visto trionfare la Wojcic, sportivissima nel post match a “condividere” con Chiara la cintura, conscia del fatto che probabilmente non è stata così netta la sua vittoria. I puristi degli SDC direbbero che ci vuole ben più di quando visto ieri per portare via al campione una cintura, la verità però è che la nostra Penco esce sconfitta da questo incontro.

Sconfitta sì, ma non ridimensionata

Chiara secondo me, semplice osservatore, ha peccato solamente di esperienza. Avrebbe potuto gestire meglio la sua superiorità nell’allungo e avrebbe potuto cercare con più incisività una fase di lotta a terra, suo vero punto di forza, ma va dato merito certamente alla sua avversaria di essere stata in grado in controllarla.

La Penco ha un futuro rosee nelle MMA a grandi livelli, 23 anni, e solamente 5 match da professionista nonostante già si parli da tempo di chiamate importanti in top promotion.

Da queste sconfitte, da questi piccoli passi falsi che si forma un campione.
Noi facciamo il tifo per lei.

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