CAIN VELASQUEZ HA VUELTO

IL RITORNO CONTRO 'THE PREDATOR'

9 Luglio 2016. Cain Velasquez ha appena annichilito Travis Browne guadagnandosi una nuova chance titolata, con una prestazione che risponde a tutte le critiche di coloro che lo davano per finito.

Velasquez, due volte campione dei pesi massimi, era pronto a riaffrontare colui che gli aveva strappato il titolo, quel Fabricio Werdum che era riuscito a sconfiggerlo a Città del Messico, nel match che lo avrebbe consacrato fra i più grandi di questo sport, in quello stato dove tutto il pubblico era pronto ad esplodere per il fighter con tatuato BROWN PRIDE sul petto.

E poi, poco prima del rematch, l’ennesimo infortunio. Questa volta è la schiena. Velasquez aveva già in mente di operarsi dopo l’incontro con Werdum. Ma la commissione atletica del Nevada non glielo permette, ritenendo troppo rischioso farlo combattere in quelle condizioni, anche se lo stesso Cain ed il suo coach sostengono che sia pronto. L’intervento è necessario, seguito dal quinto lungo stop in carriera per il fighter di origini messicane.

La carriera di Velasquez nelle MMA è per molti ormai da considerarsi conclusa e con soli 16 match all’attivo, è ugualmente inserito fra i migliori massimi di tutti i tempi.

Le sue caratteristiche tecniche sono sempre state evidenti: un cardio totalmente incoerente con il peso, un wrestling di altissimo livello unito ad un Ground and Pound massacrante, uno striking potente e tecnico incentrato sulla fase offensiva, capace di mettere pressione anche sugli strikers più forti.

Indelebili il secondo ed il terzo match della trilogia con Junior Dos Santos e la quantità di colpi assorbiti da quest’ultimo, come anche i ‘massacri’ perpetrati su Antonio Silva.

L’istant classic di Velasquez resta però l’incontro con Brock Lesnar, in cui conquistò il titolo per la prima volta. Le piroette dell’allora campione all’interno dell’ottagono per fuggire dai colpi di Cain resteranno per sempre impresse nella memoria degli appassionati.

Poi, inaspettato, dopo quasi tre anni di assenza, passati tra riabilitazione e tempo speso per stare accanto alla moglie durante la gravidanza, l’annuncio del ritorno, fissato per questa domenica notte, in Arizona, il territorio in cui ha iniziato ad approcciarsi agli SDC.

Cain è pronto a riprendere in mano la sua carriera, ed ha scelto uno degli avversari più pericolosi in circolazione, quel Francis Ngannou che fino alla sconfitta con Stipen Miocic sembrava il nuovo dominatore della divisione. Una title-eliminator a tutti gli effetti, anche se in caso di vittoria di Velasquez non ci sono possibilità che vada ad affrontare Daniel Cormier, uno dei suoi più cari amici nonché compagno di team, per il titolo.

Il match-up è intrigante e ci sono diverse variabili che possono entrare in gioco:

  • In primis le condizioni di Velasquez. Cain è abituato agli stop, ma tre anni sono un periodo lunghissimo e malgrado le parole del suo coach nessuno può sapere con certezza lo stato fisico del trentaseienne.
  • Poi il secondo aspetto fondamentale, il lavoro fatto dai due sulle loro ‘carenze’. Il fighter di origini messicane è fra i più bassi della categoria e la sua difesa dai colpi di braccia non è mai stata eccelsa. Strikers dotati di colpi potenti lo hanno messo spesso in difficoltà. JDS lo ha mandato KO nel loro primo incontro e colpito comunque diverse volte nei successivi due match, prima ancora Cheick Kongo lo aveva fatto tremare con un paio di ganci ben assestati e lo stesso Werdum lo ha centrato a ripetizione a Città del Messico.

Se Velasquez non ha aggiustato la sua difesa nella boxe e deciderà ugualmente (come ha sempre fatto) di iniziare l’incontro scambiando ‘in avanzamento’ senza utilizzare al meglio il suo ottimo footworking, potrebbero bastare pochi attimi al fighter di origini camerunensi per chiudere la contesa.

D’altra parte, dare per sfavorito Ngannou considerando la prestazione con Miocic è quanto mai semplicistico. Verrebbe infatti da pensare banalmente che se il pompiere, con la sua lotta di buon livello ma non eccelsa, è riuscito a controllare ‘Il Predatore’, figuriamoci cosa potrebbe fare Velasquez.

Se invece analizziamo più nel dettaglio possiamo notare che Francis in tutti i precedenti incontri in UFC aveva sempre resistito ad ogni tentativo di takedown, non tanto tecnicamente quanto fisicamente. Nello stesso match con Miocic, quando il fiato ancora non lo aveva abbandonato, ha respinto al mittente le offensive per portarlo a terra. Anche in questo caso sarà il lavoro fatto sui propri difetti a decidere l’esito del match. Se Ngannou sarà concentrato e non partirà in maniera scomposta all’inseguimento di Velasquez bruciando le sue riserve, ha grosse possibilità di vittoria.

Per quanto mi riguarda, considero una vittoria semplicemente il poter rivedere Velasquez all’interno dell’ottagono.

Categoria
MMAUFC

ARTICOLI COLLEGATI