Brave Hercules V – Muay Thai a POLICORO

In Italia il livello cresce. Decisamente, inesorabilmente. Abbiamo Di Blasi, abbiamo Barbuto, abbiamo Smeriglio & Ferioli. E’ uno scontro a suon di galà internazionali.

Ma abbiamo tanti insegnanti che fanno la loro parte, che si impegnano per promuovere la loro attività, i loro atleti e, di rimando, il proprio sport. Il contributo di ognuno di loro è importante, quando portato con serietà ed onestà.

Uno di quegli insegnanti che perde il sonno per organizzare eventi giusti sul proprio territorio è NICOLA CARELLA. Il suo galà BRAVE HERCULES è giunto alla quinta edizione, ed ho pensato di farmi una chiacchierata con lui.

Ciao Nicola, parlami un po’ di te e del tuo evento. Come nasce, come si sviluppa, a cosa assisteranno gli appassionati di Policoro nel prossimo galà.

Ciao Angelo. Il nostro evento è nato nel 2015, quando ho fondato il mio team, il Black Corner. Dopo aver vissuto per 13 anni a Parma, dove sono stato un atleta e poi il secondo di Adriano Mazzini (un pioniere, soprannominato Burma, ndr) per tanti anni, tornato al mio paese, il mio sogno era quello di portare la muay thai fatta in una certa maniera in Basilicata. Dopo un po’ di attività, spinto dalla passione, ho deciso di organizzare una festa di sport. I miei concittadini non avevano mai visto un ring dal vivo. Il primo Brave Hercules è stato in piazza Eraclea, e fu un evento aperto soprattutto ai bambini con la muay thai light. Ho sempre preferito tenere nel mio evento incontri di muay thai, perché è quello che facciamo e non ho mai voluto mischiare con altri sport rimanendo fedele alla mia passione, al mio stile di vita. In questo modo ho voluto trasmettere al meglio ai miei allievi lo spirito della muay thai. Policoro sorge sull’antica città di Eraclea e si narra che qui Ercole sconfisse un leone a mani nude, da questa leggenda nasce il nome della manifestazione.
Dopo il primo anno di esordio, andando avanti ho cercato di migliorare sempre qualcosina. Già al secondo anno iniziammo ad inserire alcuni match professionisti insieme a vari classe C e classe B. Via via negli anni riesco, grazie all’aiuto del mio commercialista, nonché uno dei miei migliori amici il dott. Leone, e di mio padre, che mi supportano nell’organizzazione.
E così negli anni siamo riusciti a portare a Policoro professionisti come Lobascio, La Sorte, Della Gaggia 
(ricordo bene, ero io al suo angolo, ndr), Cardea, il mio atleta Giovanni Gallicchio vincitore anche di un titolo italiano, Mazareanu, Marcialis.
Quest’anno avremo una card di alto livello con ben 8 match professionistici!

Senza voler togliere importanza a nessun atleta, qual è o quali sono i match più attesi?

Quest’anno, come ti dicevo, avremo tutti match di alto livello. Uno dei più attesi è quello fra Gabriele Caputo del team Curci, che ha da poco combattuto nel preserata del Thai Fight (credo si riferisse a Yokkao in Thaiboxemania, ndr) contro Nicolò Marcialis del Team Rodriguez di Cagliari. Sarà un match davvero scoppiettante. Poi qui a Policoro aspettano tutti l’idolo locale Giovanni Gallicchio: il suo avversario verrà svelato a breve. Inoltre anche Michele Lobascio contro Alessandro Cambazzu promette molto bene.

Sei in una piccola realtà di paese, in una regione un po’ lontana da politiche economiche e sportive. Parlami delle difficoltà che incontri nel tuo lavoro di promozione

In questa piccola realtà la sfida più grande è stata quella di rendere il mio evento qualcosa di stabile ed atteso, che rimane negli anni come punto di riferimento per gli amanti della muay thai. A questo evento dedico anima e corpo, organizzarlo mi prende per un anno proprio perché è difficile organizzare in una regione come la Basilicata innanzitutto perché, credo, siamo l’unica palestra di muay thai in Basilicata e poi perché è molto dura avere credibilità dagli sponsor che guardano, qui come altrove, al calcio e nient’altro. In tutte le edizioni precedenti abbiamo mantenuto l’ingresso gratuito, quindi era importante più che mai trovare sponsor. Quest’anno per la prima volta ci sarà un costo, anche se irrisorio, di cinque euro. Serve per trasmettere al pubblico che dietro c’è un gran lavoro, facendogli capire tramite il biglietto che non è facile organizzare tutto ciò. Abbiamo atleti da tutta Italia, e la prima difficoltà è proprio logistica. L’aeroporto più vicino è ad un’ora e mezza di macchina (Bari, ndr), quindi immagina tutti gli atleti che arrivano, ovviamente ad orari diversi, comportano un dispendio di tempo e di denaro notevole. Abbiamo un palasport stupendo ma, ovviamente, il fine settimana è sempre occupato perché ci sono squadre di calcio a 5 e pallavolo che partecipano ai rispettivi campionati, bloccarlo per una data libera è un’altra grande difficoltà. Tante piccole cose insomma che nell’insieme diventano grandi difficoltà. Non mi spaventano, vedere le tribune piene mi ripaga e mi rende orgoglioso del lavoro fatto conscio che questo è solo l’inizio. Il BRAVE HERCULES diventerà negli anni un appuntamento molto ambito.

Quest’anno c’è stato un forte scossone federale per la Muay Thai, con la fusione FIMT/FIKBMS. Tu cosa ne pensi? Sei per una realtà unica, o preferisci libertà di azione?

Ti ripeto ciò che ci siamo già detti di persona qualche tempo fa. Io mi colloco dalla parte della federazione unica. Quando parlo con i miei maestri, più esperti di me, la conclusione dei nostri discorsi è sempre quella. Andare verso l’unica federazione che riconosca titoli definiti, importanti, senza avere 7 campioni italiani e 8 campioni del mondo. Per questo auspico una realtà come il pugilato insomma. Fare le cose poi, ovviamente, in maniera ponderata, giusta ed uguale per tutti. Gli atleti esistono a nord ed a sud. Per noi è difficile che ci invitino a dei match al nord nelle grandi organizzazioni perché, trovandoci dall’altra parte dell’Italia diventa più difficile pagare ad un classe B o un classe A un viaggio oltre alla borsa. Avere una federazione quindi che dia il giusto supporto nell’ottica di superare anche queste difficoltà dando importanza a tutto il territorio nazionale in maniera pratica.
Concludendo, i nostri sport sono detti minori proprio perché meno conosciuti e praticati, se poi iniziamo a farci la guerra per una bandiera federale ed ognuno tira l’acqua al proprio mulino la crescita dello sport diventa sempre più difficile. Voglio dire anche che io sono amico un po’ con tutti, ed i miei ragazzi li porto a combattere a prescindere dalle federazioni: loro sono ciò che conta davvero per me e devo pensare a loro. Da WTKA, a WKF, a FIMT, sono stato affiliato con ognuna di loro ed ho partecipato a tutte le gare. Ora ho scelto FIKBMS perché nella Puglia a me vicina ci sono molte palestre affiliate e quindi per me diventa più facile far combattere i miei atleti.
Spero che in futuro l’unica federazione dia un appoggio anche economico, magari con la classe arbitrale, sostenendo i piccoli promoter locali. Non solo il logo sulla locandina ma aiutare fattivamente l’organizzazione. L’ultima cosa che voglio dire è per esprimere il mio disprezzo quando un atleta mi dice che non può venire al mio galà perché la sua federazione lo ostacola. Chi fa questo dimentica che dietro tutto questo c’è il grande impegno dei ragazzi nel praticare uno sport duro e di nicchia come la muay thai e dovrebbero solo aiutarli nel cercare di realizzare il proprio sogno. Ora sono diventato un tifoso di quel ragazzo di cui ora se ne parla tanto, tra l’altro è il tuo atleta Luca Falco, perché è riuscito a portare a casa un titolo serio come il WMC. Sono felicissimo per lui perché capisco che dietro c’è tanto sacrificio, tante rinunce, tante ore in palestra. Non conta che Falco fosse in WTKA, i FIKBMS o altro, quello che conta è il suo impegno ed il suo risultato e su questo dovrebbero riflettere un po’ tutti.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Dove vedi Nicola Carella ed il Brave Hercules fra 5 anni?

Io voglio sempre migliorare, è nel mio carattere. Ogni buon risultato che ottengo lo vedo come un punto di partenza. Organizzare e crescere. Ci muoviamo anche d’estate: porto il ring in spiaggia, l’ho chiamato Brave Hercules Pass. Facciamo delle selezioni, ma giusto per far combattere bambini e ragazzi sulla spiaggia. Mi serve far muovere i ragazzi e diffondere la muay thai in maniera seria. Chi vuol fare kickboxing non deve venire da me, chi vuol far K1 lo indirizzo altrove. Noi facciamo muay thai, studiamo, ci aggiorniamo, andiamo in Thailandia. Voglio quindi crescere io, far crescere il Brave Hercules guardando chi è migliore di me. Ad esempio ammiro molto Diego Calzolari, il suo Ring War è un evento bellissimo. Te ne ho detto uno ma ce ne sono tanti. Non dico arrivare ad essere come il Thai Fight insomma, ma un punto di riferimento in Basilicata, quello si.

Credo che ci stai riuscendo sicuramente.

Ti ringrazio. Grazie a Fighting Zone per questa chiacchierata, invito tutti al prossimo BRAVE HERCULES che si terrà il 14 Aprile, sarà un bello spettacolo. Ti rifaccio i complimenti per Luca Falco: la vittoria non l’ha ottenuta solo lui ma tutta l’Italia. Se capiamo questo concetto vuol dire che abbiamo fatto un grande passo avanti, dobbiamo superare le gelosie e le invidie. Spero di vederti al Brave Hercules anche quest’anno perché ci sei sempre stato. Voglio ringraziare Claudio Alberton, io faccio parte della famiglia BTF. Lui è come un fratello maggiore ed è sempre stato presente nelle mie organizzazioni. Qualsiasi sia stata la federazione in cui mi sono affiliato, io ho sempre sventolato la bandiera BTF, che non è una federazione ma un circuito di amici e ci tengo a farne parte.

 

 

Saluto Nicola, e penso a quanto sia importante la sua figura. Sono proprio i Nicola di tutta Italia che aiutano il movimento a crescere. Certo, il Brave Hercules non sarà Oktagon, ma non sono così sicuro che per i nostri sport il lavoro di Nicola valga meno di quello di Di Blasi. L’uno per l’altro, insomma.

A.V.

Categoria
MUAY THAI

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