BELLATOR NELLA GUERRA FIKBMS – FIGHT1: PARLA DONATO MILANO

Di Blasi, Bellator, FIKBMS e FIGHT1. Tutto molto intricato, tutto molto confuso. Tutti hanno ragione eppure tutti hanno il loro torto. Ho ascoltato FIGHT1, ho ascoltato Bellator, resta FIKBMS.

Giovedì scorso ho deciso di contattare il Presidente FIKBMS Donato Milano. Lo so, sono un po’ in ritardo, ma ho deciso di far maturare un po’ la situazione e lasciarvi il tempo di pensare.

Con Donato Milano ci eravamo già sentiti qualche mese fa, per alcuni miei dubbi federali. Non è un mistero che il movimento di sport da ring si stia orientando nuovamente verso FIKBMS, dopo un’emorragia di atleti, coach, arbitri e promoter avvenuta circa 5 anni fa, ed anche io voglio guardarmi intorno per trovare il meglio per la mia società ed i miei atleti.

Il Presidente Milano si è dimostrato, sul lato umano, persona cordialissima: mi ha dato il suo numero di telefono personale e ci siamo sentiti per una lunga chiacchierata. Credo che in un ruolo come il suo, una qualità umana del genere sia il vero valore aggiunto.

Ma, prima di presentarvi ciò di cui abbiamo parlato con il dott. Milano, devo fare delle precisazioni.

La FIKBMS è una Disciplina Sportiva Associata. Andiamo nel dettaglio.

Il mondo sportivo italiano è regolamentato dal C.O.N.I. che scompone la sua organizzazione in vari organi, che “regolamentano le attività sportive in armonia con le delibere e gli indirizzi del CIO e del CONI” (Art. 15 D.Lgs. 242/1999). I primi organi, in una scala gerarchica ben definita, sono le Federazioni Sportive Nazionali. Ad esempio il calcio è organizzato dalla FIGC, l’atletica leggera dalla FIDAL, il nuoto dalla FIN, e così via.

Scendendo di un gradino nell’ordine gerarchico troviamo le Discipline Sportive Associate. La FIKBMS regolamenta ed organizza la Kickboxing, la Muay Thai e la Savate, la Shoot Boxe ed il Sambo poi abbiamo la FID che si occupa della Dama, la FIGEST che sta per Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali (tra cui troviamo il lancio del formaggio, incredibile ma vero), e così via. Come vedete, scendendo di un gradino l’organo preposto vede allargato il numero di attività a statuto.

All’ultimo gradino, fra quelli che interessa noi, troviamo gli Enti di Promozione Sportiva. Tutti avrete sentito parlare di CSEN, ASI, US ACLI, LIBERTAS, ecc. Ecco, gli EPS si occupano di TUTTO. Da definizione (tratto da wikipedia) un ente di promozione sportiva è, nell’organizzazione sportiva italiana, un’associazione che ha come scopo statutario la promozione e l’organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ludiche, ricreative e formative. In particolare si occupano dell’organizzazione di attività sportive a carattere amatoriale, anche se spesso di tipo agonistico, di formazione e di avviamento alla pratica sportiva, corsi per tecnici ed arbitri, di diffusione della pratica sportiva attraverso eventi e pubblicazioni. A tali enti si affiliano solitamente le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) presenti su tutto il territorio nazionale nei vari sport.

Oltre queste differenze, chiamiamole così, formali esiste una differenza sostanziale ben concreta: i finanziamenti pubblici che partono dal CONI ed arrivano a cascata prima alle FSN, poi in maniera minore alle DSA, poi in maniera decisamente ridotta alle EPS. Qui cascherebbero molti asini, ma di questo parleremo in un altro articolo.

Chiaritavi la differenza che esiste fra FIKBMS, unica vero organo direttamente riconosciuto dal CONI come DSA, e le altre Federazioni, che sono in definitiva Associazioni di Associazioni Sportive Dilettantistiche che si appoggiano ad Enti di Promozione Sportiva per poter operare, promuovere e divulgare lo sport secondo i termini di legge, andiamo avanti.

Attenzione, non sto dicendo che FIKBMS sia meglio delle altre organizzazioni di Sport da Combattimento, né che non lo sia. Come è mio costume, darò il mio parere e prenderò la mia posizione, ma lo farò solo alla fine di questo viaggio con voi per non influenzare neanche un lettore.

Contattare il Presidente FIKBMS, questo era il mio scopo prima di questa lunga ma, spero, interessante digressione. Lo faccio ora perché da qualche giorno è esplosa la bomba Bellator, che tramite il suo ufficio stampa ha annunciato il prossimo evento in Italia il 1° Dicembre a Genova che, per la prima volta, viene promosso da FIKBMS e non da FIGHT 1, cioè Carlo Di Blasi.

Giovedì scorso raggiungo al telefono Donato Milano, per continuare questo percorso nella vicenda Bellator in Italia.

Da quanto tempo era in piedi questa trattativa? E’ partita da lontano o è una vicenda dell’ultim’ora?

Ad essere onesti è una situazione recente. Ci sono stati dei contatti da parte di Mike Kogan perché, come precisato da Scott Coker, cercavano e cercano istituzioni sul territorio che dessero garanzie nella direzione che cercavano. Pur ringraziando la collaborazione del passato, volevano guardare al futuro in una certa maniera. Ovviamente, io ho preso la palla al balzo: era un’occasione troppo ghiotta di poter dare uno sbocco internazionale, per l’aspetto della Kickboxing, quindi ho accettato di parlarne. Questo rapporto di collaborazione inizia con Genova ma si prevedono altre interessanti iniziative.

Iniziative già fissate?

Non ancora, abbiamo delle riunioni operative. Al mio rientro (era in viaggio per Bratislava, ndr) avremo modo di parlarne.

Ovviamente questo vostro accordo taglia fuori, per ovvie ragioni, Carlo Di Blasi dalla macchina organizzativa. Quale sarà il promoter che avrà l’onore e l’onere di portare avanti tutti gli aspetti organizzativi?

A me non piace l’idea di avere una persona che possa sostituire un’altra. Io non ho fatto questo tipo di accordo con o contro nessuno. Io ho guardato soltanto all’interesse della nostra Federazione, che ripeto è l’unica abilitata ufficialmente per gli sport di competenza. Insomma, il nostro non è un accordo per lavorare contro nessuno. Noi abbiamo all’interno della nostra realtà una commissione gare e una commissione pro, nella fattispecie anche la Lega Pro Italia, che è formata da diversi elementi. E’ diretta da Massimo Liberati, all’interno abbiamo persone di grande spessore, come Carlo Barbuto, per cui con loro mi raffronterò per meglio programmare e gestire tutta la situazione.

Leggendo ciò che ha scritto Coker, lui specifica che “lavorare con una commissione o una federazione rispettabile è sempre stata una nostra priorità, ovunque abbiamo organizzato eventi, (…) Avere la supervisione di FIKBMS in Italia ci assicura che siamo costantemente tenuti a standard elevati in termini di concorrenza leale, sicurezza degli atleti e altre questioni normative. Forniscono sia legittimità che trasparenza, che sono di primaria importanza per il successo delle nostre manifestazioni e organizzazioni internazionali come totale”. Sembrano parole forti indirizzate a FIGHT1. Crede, o sa, che ci siano stati episodi di concorrenza sleale o mancata sicurezza degli atleti o qualsiasi altro problema che ha minato il rapporto alla base fra BELLATOR e FIGHT1? Insomma, perché oggi BELLATOR è con FIKBMS e non lo è stato da sempre?

Questo personalmente non posso dirlo. Non ho nessuna indicazione in questo senso. Sono questioni del passato che non ci competono, non le analizzo né le critico, lavoro solo per la mia federazione. Ovviamente queste sono considerazioni che hanno fatto loro come brand.

BELLATOR MMA, FIKBMS però non ha le MMA a statuto. Come gestirete questa situazione? Bellator MMA è il core business della promotion. Non suona come un controsenso un evento di MMA patrocinato FIKBMS senza che questa abbia a statuto le MMA?

Noi, intanto, lavoriamo e sanciamo l’evento per l’aspetto della kickboxing. Per quanto riguarda le MMA, è tutto a carico del brand. Sua gestione diretta. E parlo del matchmaking e di tutto l’aspetto organizzativo. Quello di cui ci occuperemo saranno le card ed il matchmaking della kickboxing.

Lei ha già anticipato la prossima domanda, ovvero dove troverete gli atleti italiani per le card italiane. Se ne occuperà totalmente Bellator, mi sta dicendo?

Certo, qualche contatto lo abbiamo ma non sono rapporti istituzionali. Le MMA non sono gestite in italia sotto l’egida del CONI, ci sono diverse realtà individuali sul territorio e noi potremo solo fare da tramite fra i contatti. Starà a Bellator decidere come gestire i rapporti.

Avete, ora, un bel gruppo di promoter in FIKBMS. In ordine sparso, e ne cito solo alcuni, oggi riusciamo a vedere ottimi eventi di spessore internazionale grazie a Carlo Barbuto col suo Thaiboxemania (quest’anno ospiterà YOKKAO), Gianluca Colonnese che da due anni ci fa sognare con il THAI FIGHT, Diego Calzolari con RING WAR, Angelo Valente con KICK & PUNCH. La Federazione sostiene economicamente i promoter o viaggiano su binari indipendenti?

Aggiungerei a questi nomi anche Luca Leva e Stefano Stradella, ma ce ne sono anche molti altri. Per quanto riguarda l’aspetto dell’organizzazione da un punto di vista economico, i promoter si assumono totalmente il rischio d’impresa. La federazione, tramite la Lega Pro, interviene per un sostegno che, a seconda del grado di evento, può essere di ordine economico o di semplice aiuto logistico come gli arbitraggi. Per questo ci avvaliamo del supporto delle sponsorizzazioni ricavate proprio per questi eventi. In buona sostanza non sono aiuti economici che incidono nel bilancio della federazione in quanto sponsorizzazioni dedicate. Mi preme ringraziare la ditta SAP, nella fattispecie.

Questa stagione sportiva si è aperta con la notizia della fusione, della collaborazione, fra FIKBMS e FIMT. Questa è stata un’altra novità importante, dopo i mondiali che FIMT ha disputato congiuntamente a FIGHT1. Possiamo entrare nel dettaglio di questo accordo?

Molto semplicemente, abbiamo lavorato in maniera politica. Nel rispetto delle individualità istituzionali di entrambe le federazioni, tramite i contatti che FIMT aveva ed ha tramite la IFMA. I contatti, dunque, sono stati tenuti a livello internazionale con l’IFMA, ma era già diverso tempo che lavoravo per questo obiettivo. L’IFMA è stata riconosciuta CIO, dunque seppur federazione internazionale di diritto privato aderisce alla carta olimpica. Dato che la nostra federazione aderisce al CONI, quindi se FIKBMS = CONI, CONI = CIO, IFMA = CIO, il gioco è fatto. Ed è chiaro che all’interno, sempre nell’ottica di unire e mai dividere, ho dovuto, e con piacere, relazionarmi con coloro che erano all’interno della FIMT perché legati ad IFMA in Italia, intavolare un accordo con loro che ci porterà ad un futuro certamente migliorativo.

Quindi accogliere Carlot e Bassetti, mettendo da parte Diego Calzolari che per tanto tempo ha curato l’organizzazione della Muay Thai in FIKB, è stata una condizione imposta per portare a termine l’accordo? O si tratta di una scelta diversa?

Intanto ringrazio Diego Calzolari per tutto il lavoro che ha fatto per il settore, per la federazione, per ciò che sta facendo ora e per quello che sono certo farà in futuro. Nessuno è stato messo da parte o lasciato indietro. Ognuno di noi, nei propri ruoli, ha dovuto fare un piccolo passo di lato per il bene comune. Voglio ricordare che anche i dirigenti della FIMT gestivano in toto la loro federazione ed oggi invece si sono allineati per portare avanti questo progetto comune. Dopodiché voglio chiarire che il rapporto era fra FIKBMS e IFMA. L’IFMA aveva, come fiduciari in Italia, Carlot e Bassetti. Non nutrivano grande fiducia per quello che aveva fatto la nostra federazione nel corso degli anni perché, ricordiamolo, ha sempre operato con sigle internazionali concorrenti ad IFMA (WMO e WMF, ndr). Non poteva venire tout-court a fare questo accordo. Quindi l’accordo era semplice: per carpire la fiducia, e dimostrare con i fatti che tutto era nell’interesse dello sport e non delle individualità, ho dato all’IFMA carta bianca affinché fossero loro ad indicare i dirigenti di settore. E poi, questo è un accordo che ci porterà ad alcune modifiche statutarie nel 2020. La nostra è una federazione libera e democratica quindi vige il voto. Chi in futuro verrà eletto potrà sedere in consiglio nazionale o potrà dirigere un settore. Non si tratta di un accordo ad personam. Lo è in fase pro-tempore, poi la cabina elettorale deciderà.

A gennaio di quest’anno è stato eletto Presidente delle DSA CONI. Quanto conta questo ruolo all’interno della politica sportiva per aiutare a migliorare lo status della FIKBMS?

Diciamo che è un ruolo che mi rende molto felice. Credo però che per la FIKBMS non cambi nulla. All’interno di certe realtà contano i fatti, le organizzazioni e le strutture, nel rispetto della carta olimpica del CONI. Credo che questa posizione di Presidente delle DSA mi lasci in una situazione di imbarazzo alcune volte. Devo fare le mie scelte con assoluta parsimonia, per evitare di essere tacciato o accusato di fare l’interesse personale per la mia federazione. Conduco il mio ruolo e gestisco le DSA, credo e spero, nel migliore dei modi in un momento molto particolare e difficile. Sicuramente il mio ruolo prescinde dall’essere presidente della FIKBMS ed è sempre nell’interesse delle 19 DSA all’interno del CONI.

Conosciamo bene il mondo delle Federazioni di sport da combattimento in Italia. Nel mio cappello introduttivo ho spiegato la differenza fra DSA e Associazioni di associazioni che si appoggiano ad EPS. Qual è il suo pensiero circa questo scenario? Si auspica un’epurazione a favore dell’unica DSA esistente o crede che possa continuare ad esistere questa situazione?

Io ritengo che non ci sia il bisogno di fare competizioni. Il concetto è molto semplice. Questo poteva avere senso in un recente passato, laddove c’erano delle organizzazioni legate direttamente od indirettamente a dei personaggi. La nostra federazione è strutturata nel modo richiesto dal CONI e dal CIO. Oggi io sono il presidente pro-tempore, fino a quando mi sarò dato il supporto ed avrò la volontà di farlo. Ma poi Donato Milano passerà e darà spazio ad un altro ed è giusto che sia così. Ripeto, quello che conta è che la Federazione c’era, c’è e ci sarà. Dovremmo chiederci perché esiste tutto ciò che c’è all’esterno; semplicemente per opportunismo ed interessi personali. Chi vuole il bene dello sport, qualunque sia la propria idea, ha il nostro tavolo di discussione aperto. La federazione è aperta, libera e dimocratica retta su un sistema elettivo molto preciso. Chi resta fuori da questa situazione, che non è di Donato Milano ma dello sport, non fa altro che danneggiare il movimento dello sport e lo fa solo per interessi personali, nient’altro!

Credo di averle rubato già troppo tempo e di essere stato, forse, anche un po’ fastidioso. La voglio salutare con l’ultima domanda: dove vede la FIKBMS ed il movimento degli sport da ring fra 10 anni?

Diciamo che non mi sono elevato ancora a livello di statista. Delle idee le ho, ma per scaramanzia non dico nulla e lavoro. Ritengo che gli sport da combattimento, se sapranno cogliere gli interessi che stanno perseguendo alcune situazioni internazionali, potranno affacciarsi al mondo olimpico che è il carro trainante e dà dei risvolti importantissimi. Ecco, quello è l’obiettivo a livello internazionale e su quello lavoreremo. Gli sport da combattimento sicuramente rappresentano il futuro, sono in continua evoluzione. E’ importante che tutto ciò sia accompagnato dalla qualità dai formatori, dei tecnici, perché nulla può essere improvvisato. Tutto va programmato in maniera scientifica! Anche i dirigenti, capaci e qualificati, serviranno per supportare questo nostro mondo che è in continua ascesa.

Se avesse voglia di aggiungere qualcosa…

Nulla da aggiungere se non che la Federazione è aperta nel rispetto delle norme statutarie. Lavoriamo nell’interesse di tutti, con tutti, per tutti.

Chiunque voglia troverà sempre le porte aperte, io non faccio proclami o guerre, faccio solo il mio lavoro nell’interesse di FIKBMS. Tutti gli outsider che sono al di fuori della federazione vivono per interessi personali, per egoismi personali, per deliri di onnipotenza. Questo è quanto!

Cos’altro posso dire io. Vorrei aggiungere qualcosa ma ho bisogno di elaborare. Sicuramente torno su questo argomento, ma non ora. Non è il momento. Ho un magone che non mi permette di essere lucido. Da un lato vorrei che fossimo tutti uniti e compatti verso il riconoscimento dei nostri sport. Dall’altro ci sono alcuni aspetti che non mi convincono.Chi vivrà vedrà, forse.

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