Aurora, la nuova sfida di Riccardo Carfagna e Lorenzo Borgomeo

ben piantati nel presente ma con lo sguardo rivolto al futuro

“Il chiarore accompagnato da colorazione purpurea che appare nel cielo a oriente prima del sorgere del sole, subito dopo l’alba”.  L’immagine che ci fornisce il dizionario è suggestiva, per chi invece ha bisogno di qualcosa di forte ci sono anche riferimenti mitologici:  per i romani era la Dea figlia di Titano,  per i greci si chiamava Eos e tra le altre cose era l’amante di Ares, il Dio delle guerra.   In ogni caso posso capire come mai il nome Aurora sia piaciuto a Riccardo Carfagna,  tanto da sceglierlo per caratterizzare il prossimo capitolo dell’avventura che lui e Lorenzo Borgomeo stanno portando avanti nel mondo del fighting.

Un nome che porta speranza ma che è anche gravato da grandi responsabilità: non mi piace fare classifiche,  ci sono troppi aspetti da tenere in considerazione per farne di realmente oggettive e in ogni caso hanno poca valenza. Basta lo spostamento di un paio di atleti o qualche mese di risultati negativi per cambiare le gerarchie,  ma di certo Aurora riparte da dove Gloria ha lasciato: come uno dei primissimi team di riferimento in Italia, se non il primo, per quanto riguarda le MMA..

Borgomeo con Cerilli, uno degli atleti di punta del team

Non c’è più Alessio Di Chirico e, va detto, è una assenza che pesa,  ma quelli che restano sono più che sufficienti:  parliamo di due fighter nel roster Bellator (Pedersoli e il nuovo arrivato Penini), uno in ONE (Cerilli). A questi aggiungiamo Belluardo, ex UFC e Mircea,  ex Bellator e una batteria di giovani di belle speranze come Hazan, Ciardo,  Ruggeri, Hammami e altri.  Atleti che possono arrivare in alto e forse fare anche meglio dei loro più illustri colleghi, se riusciranno a restare focalizzati sul loro sogno e sopportare i sacrifici che esso comporta.

Certo, i nomi non sono tutto ma hanno la loro importanza, soprattutto se sono parecchi: Aurora al momento ha 13 atleti pro di MMA  12 semipro e un plotone di amatori,  guidati da una batteria di figure di alto livello:

COACH LOTTA OLIMPICA Valerio Giordani

COACH GRAPPLING/BRAZILIAN JIU JITSU Luca Anacoreta/Dario Bacci

COACH PUGILATO Adriano Sperandio

COACH KICKBOXING Milo e Manuele Raini (Presso la loro sede al San Gabriel Gymnasium-EUR-)

PREPARATORE ATLETICO Luca Vidau, Gioacchino Cimaglia, Matteo Conversi

NUTRIZIONISTA Francesco Ragone

CONSULENTE PER LE PERFORMANCE  Matteo Capodaglio

Chi è addentro al mondo del fighting sa che sono personaggi più che conosciuti nelle loro specifiche aree di competenza. Quello che serve visto che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che per arrivare al  top il Maestro “so tutto io” non basta, Se è bravo ti puo’ scoprire e portarti fino a un certo punto,  poi rischia di diventare deleterio.  Servono coach specializzati per ogni singola disciplina che ti seguano quotidianamente,  servono atleti di pari livello se non superiore, per tenere alto il livello e l’intensità degli allenamenti: difficilmente continuerai a crescere se ti trovi nella situazione di essere sempre il “più forte della palestra”.

Carlo Pedersoli jr, attualmente sotto contratto con Bellator

Serve anche essere visibili sulla mappa internazionale, tanto che anche gli stranieri vogliano venire per aiutare e aiutarsi nei vari camp di preparazione. in questo caso gente come Edwards, Jotko, Cutelaba, Robertson, Shipman, Davis, e altri, senza contare gli italiani e alcune stelle della kick come Casella, Faraoni e Tetti

Il tutto per seguire quel modello che sono i grandi Team americani. Resto convinto che per un atleta che ne abbia le possibilità, l’opzione di prendere le valigie e trasferirsi in USA resti la migliore, ma non tutti possono ed è indubbio che in Aurora si stia lavorando per colmare il gap e fornire una valida alternativa, senza precludere possibilità di camp all’estero per chi vuole provare. In altre parole si cerca di prendere spunto ma senza mettersi in una contrapposizione forzata,  situazione che alla lunga non porta benefici agli atleti.  Il resto è solo questione di tempo (in USA hanno un decennio di vantaggio) e risultati.

A proposito dei risultati, ho notato che uno dei motivi di critica da parte dei detrattori o semplici concorrenti è che i loro atleti non avrebbero tante vittorie una volta giunti a  grandi livelli.  Ora, basta mettersi d’accordo: se per alto livello si intende solo UFC, allora è un conto ma basta sapere che nessun team può vantare record altamente positivo. Se invece per alti livelli intendiamo “match non studiati solo per far migliorare il record dei propri atleti, match non organizzati solo per vincere ma in cui si puo’ anche tranquillamente perdere contro avversari di pari livello”, allora non so cosa potevano fare di meglio.

In ogni caso sono andato a controllare i principali risultati degli atleti più importanti del team, quando hanno avuto Borgomeo all’angolo:

Di Chirico non c’è più ma con Borg ha fatto tutti e 7 i match in UFC: 3 W e 4 L

Pedersoli:  tra Cage Warrior e UFC è 2-2

Mircea: guardando solo a Eagles fc è 3-1

Cerilli:  tra Cage Warrior e ONE è 2-2

Siamo attorno al 50%, non male per un team che esiste da pochi anni, si può sempre far meglio ma parliamo di risultati che altri pagherebbero per poter avere, contro l’elite europea e mondiale.

Il fondamentale compito di seguire i pro giovani è invece affidato a Riccardo Carfagna:  le MMA sono in continua evoluzione tecnica, ogni generazione è destinata a essere migliore della precedente a causa di una serie di fattori,  a lui il compito che questo succeda anche in Aurora, dove l’asticella è messa parecchio in alto grazie ai risultati degli atleti più in vista. Non sarà facile fare meglio dei Di Chirico, Pedersoli e Cerilli, ma la materia su cui lavorare non gli manca.

Non solo, come in tutti i team anche la questione caratteriale ha la sua importanza per garantire uno quotidianità serena:  Borgomeo e Carfagna mi sembrano complementari, non posso certo dire di conoscerli bene, avendo parlato solo brevemente con entrambi a qualche evento,  ma mentre Borg certo non fa mistero di essere personaggio tanto estroso quanto sanguigno,  Carfagna sembra essere più pacato:  il classico collante, quello a cui tutti si rivolgono e che ha una buona parola per tutti.

Carfagna mentre dirige uno dei suoi allievi

 

Direi che hanno tanto lavoro davanti e le prospettive sono ottime ma non finisce qui, infatt il team è solo un lato della medaglia,  da pochi mesi hanno iniziato con un progetto ancora più ambizioso: Aurora Mixed Martial Arts Academy.

Di che si tratta?  Semplificando, di una vera e propria scuola di fighting.  La possibilità di seguire un percorso diverso e molto più verticale, finalizzato all’insegnamento e all’approdo nel professionismo con un percorso triennale.   Docenti ad hoc, non solo allenamento ma anche mental coach, burocrazia con commercialisti per apertura Asd, psicologia, sparring day, possibilità di esperienze estere, convenzioni con alberghi e tavole calde per favorire la logistica. Il tutto per ottenere gli attestati Endas che potranno aprire varie porte e permettere percorsi professionali a chi riuscirà ad arrivare in fondo, senza contare la possibilità, per i migliori, di approdare nel team Aurora.

Un sogno,  un tipo di offerta ancora inedita in Italia che va a colmare un vuoto e che immagino sarà seguita anche da altri in seguito. Si può dire che Aurora inizia il suo viaggio con i piedi ben piantati nel presente ma con lo sguardo e le braccia rivolte al futuro, sarà un piacere seguirli e vedere a quali risultati riusciranno a giungere.

In bocca al lupo.

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Categoria
MMAMMA ITALIANERUBRICHE

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