Art Davie: “UFC aveva bisogno di nascere”

non puoi separare la qualità del marketing dall'evoluzione tecnica dei fighter

Per celebrare il venticinquesimo anniversario dalla nascita di UFC abbiamo pensato a qualcosa di speciale: cosa ci può essere di meglio che sentire direttamente uno dei creatori?

Art Davie, co-fondatore e Hall of Famer di UFC, è sicuramente una delle grandi menti dietro all’enorme crescita che questo sport ha avuto dalla sua nascita. Direttore, scrittore, imprenditore, è attivo nel mondo del business dal 1975 e la sua carriera è piena di successi commerciali, come nel caso di UFC. È un onore quindi fornirvi questa intervista in esclusiva per noi.

FZ: 25 anni fa, quando la UFC è nata tu sei stato uno dei fondatori principali. Guardandoti dietro, ti aspettavi questo successo? C’è ancora qualche aneddoto poco conosciuto al pubblico che sarebbe interessante raccontare?

Davie: «John Milius, il nostro direttore creativo, noto direttore di film e sceneggiatore, mi disse che la UFC sarebbe stato lo sport più importante del mondo nel giro di una generazione. Aveva ragione allora e forse ha ragione anche oggi, la UFC aveva bisogno di nascere. Sapevo sarebbe stato qualcosa di enorme, non potevo non fare la mia parte… E la feci.»

FZ: Lavorando nel progetto, hai sentito che esso era solo il frutto del lavoro di alcuni imprenditori o quello di alcuni pionieri intenti a trovare un modo di rispondere all’eterna domanda: qual è l’arte marziale più efficace?

Davie: «La UFC ha funzionato perché aveva alle sue spalle uomini di affari (un pubblicitario, nel mio caso) a sviluppare il concetto. Altrimenti, non avrebbe mai spiccato il volo, se non come un evento minore da proporre nelle palestre di qualche scuola superiore.»

FZ: Quanto è stato importante in questi anni lo sviluppo dei broadcast per i PPV per lanciare le MMA e gli sport da combattimento ai livelli attuali? E le infinite possibilità moderne di diffusione rischiano di frammentare troppo l’offerta?

Davie: «I Pay Per View sono stati il secondo pilastro del mio piano di business (Il primo era organizzare un torneo). E’ stata la chiave negli anni di formazione. Il 77% delle entrate dei nostri primi 18 shows è arrivato dai PPV, non è chiaro se le piattaforma oggi riusciranno a fornire la crescita di cui ha bisogno lo sport per diventare più grande. E’ un qualcosa che dovremo vedere nel tempo.»

FZ: Cosa pensi della UFC oggi? Condividi le ultime scelte che sembrano far prevalere l’aspetto economico su quello tecnico?

Davie: «La UFC è un prodotto di intrattenimento sportivo, non puoi separare la qualità del marketing dall’evoluzione tecnica dei fighter. Queste due cose funzionano in sinergia per mostrare questo sport, punto!»

FZ: Un giudizio per quanto riguarda le varie fasi del confronto fra Nurmagomedov e McGregor. Dal lancio di carrelli alla rissa post-match.

Davie: «Le controversie vendono. Muhammad Ali lo provò anni fa. Il fatto è dove decidi di tracciare la linea. Pendere troppo da una parte ti fa perdere l’audience. Un buon promoter ascolta molto attentamente il mercato per capire quando porre il limite.»

FZ: Pensi sia una perdita per la UFC il passaggio di Demetrious Johnson in ONE Championship, o questo grande atleta non attraeva abbastanza le folle? E cosa pensi della probabile cancellazione della categoria pesi mosca nella sua interezza?

Davie: «È triste che un atleta superbo come Demetrious Johnson non sia in grado di attrarre più supporto dai fan. Il problema dei fighters e delle classi di peso dove combattere è un problema che risale ad ancora prima di quando Willie Pep dominò la divisione pesi piuma nella Boxe. C’è una linea che il pubblico delinea a proposito di che taglia deve avere un fighter. E’ uno strano fatto della natura umana, se un fighter è troppo piccolo per la cultura che lo ha creato, il pubblico trattiene l’amore ed il supporto. È compito dei sociologi dei college dell’Ivy League analizzare e spiegare questo fenomeno.»

FZ: Quale pensi sarà lo sviluppo futuro delle MMA? Promotion che offrono eventi misti come ONE avranno più successo di eventi basati su una singola disciplina?

Davie: «Le MMA continueranno a crescere a livello mondiale, gli eventi a disciplina singola sono un’attrazione.»

FZ: La scelta, per esempio, di ONE o della nuova Karate Combat League di diffondere gli eventi attraverso il loro sito e la loro app può essere una mossa vincente?

Davie: «Mi hanno offerto l’opportunità di far parte del team di Karate Combat League. Ho Declinato. Penso sia abbastanza.»

FZ: Cosa fai ora? Ti piacerebbe venire in Italia un giorno?

Davie: «Sono semi-ritirato e amo esserlo. Scrivo, faccio il consulente e sto lontano dai problemi. L’Italia? Forse… Ma preferirei il Giappone, sono difficile da questo punto di vista!!!»


Ed ecco la versione originale:

FZ: 25 years ago, UFC was born and you was one of the main founders. Looking back now, did you expect such a success? There is still some anecdote of those days not so well known to the public and that can be interesting to tell?

Davie: «John Milius, our Creative Director, and noted film director and screenwriter, told me that the UFC would be the biggest sport in the world in a generation ( 30+ years). He was on track them and seems to be on track today. The UFC wanted to be born… it knew it was going to be HUGE! I had no choice but to do my part… and I did!»

FZ: Working forward the project did you feel more business men developing an idea or the pioneers who had to give an answer to the eternal question on which was the most effective martial art?

Davie: «The UFC worked because it had businessmen (an admin in my case) developing the concept. Otherwise, it would have never gotten off the ground except as a high school gym based minor event.»

FZ: How important was the development in those years of pay per wiew broadcasts to launch MMA and combat sports at current levels? And the endless possibilities of diffusion today help or risk to fragment the offer too much?

Davie: «Pay-Per-View TV was the second pillar of my business plan (the first was a TOURNAMENT). It was key in the formative years. 77% of our revenue in the first 18 shows came from PPV-TV. It’s not clear if streaming platforms today will provide the growth needed to make the sport bigger today. The jury is still out on that issue.»

FZ: What do you think of UFC today? Do you share the latest choices that seem to give too much importance to the sales of the pay events (which are very important) to the technical qualities of the athletes?

Davie: «UFC is a sports entertainment product. You can’t separate the quality of the marketing platforms from the technical evolution of the fighters. These two things work synergistically to showcase the sport. PERIOD!»

FZ: A judgment on what happened at the various stages of the Nurmag-McGregor challenge? From the launches of shopping carts to the fight after the match?

Davie: «Controversy sells. Muhammad Ali proved that years ago. The issue is where you draw the line. Too far in one direction and you can lose your audience. A smart promoter listens very carefully to the market to see how far to push the envelope.»

FZ: Do you think a loss for UFC the passage of Demetrius Johnson to ONE Championship or the very good athlete really didn’t attract too much crowds? And the probable cancellation of the flyweight category in its entirety?

Davie: «It’s sad that a superb athlete like Demetrius Johnson wasn’t able to attract more fan support. But, the issue of fighters and the weight class they occupy has been an issue long before Willie Pep dominated the featherweight division in boxing. There is a line that the public draws about what size the fighter can be. It’s a strange fact of human nature that if the fighter is too small for the culture that created him/her, the public withholds love and support. It’s up to the sociologists at the Ivy League colleges to analyze and explain this phenomena.»

FZ: What do you think will be the future development of MMA? Promotions who offer mixed events like One that will be more successful than events focused on a single discipline?

Davie: «MMA will continue to grow worldwide. Single discipline events are a sideshow…»

FZ: The choice, for example, of ONE or of the new Karate Combat League to spread free events through their site and their app can be a winner?

Davie: «I was offered an opportunity to join the team at Karate Combat League. I passed. Enough said!»

FZ: Today what is your job? Would you like to come in Italy one day?

Davie: «I’m semi-retired and loving it. I write, consult and stay out of trouble. Italy? Maybe… but I’d prefer Japan… I’m difficult that way!!!»

[domande: Francesco Beltrami
adattamento e traduzione: Lorenzo Leggieri]

Categoria
UFC

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