Andrea Sagi: “le mie verità”

La primavera è un periodo molto intenso per gli SDC, i gala si susseguono ed è complicato seguire tutti i risultati e gli sviluppi che ne conseguono. Non è però sfuggita la dichiarazione di intenti di Andrea Sagi, presidente di Fight Clubbing, di lasciare Fight1 (era membro del direttivo) nei giorni successivi ad Oktagon. Parliamo di uno dei personaggi più rappresentativi, lo stesso Carlo Di Blasi, in una intervista rilasciata a noi qualche mese fa, nominava Sagi (con Botindari e A. Petrosyan) come papabile per raccogliere , un giorno, lil suo testimone.  Abbiamo dunque contattato Andrea per farci spiegare i motivi di questa decisione e per parlare di sport da combattimento a 360°

Siamo a metà anno, avete avuto mesi movimentati con alti e bassi, come li hai vissuti?

Quelli appena trascorsi sono stati sicuramente i 6 mesi più impegnativi della mia vita sportiva e lavorativa. L’anno si è aperto con la tragica scomparsa del nostro amico Maurizio D’Aloia. Una notizia tanto terribile quanto inaspettata, che ha gettato tutti nello sconforto. La reazione del gruppo è stata però incredibile, così come straordinaria è stata la volontà di voler proseguire il percorso del Maestro da parte della sua ‘Family’. Questo ci ha dato la forza e la possibilità di poterci rimettere a lavoro, portando avanti gli impegni che erano già stati pianificati insieme a lui, dando così via alla realizzazione dei Campionati Nazionali e della 24ª edizione di Fight Clubbing, la più grande di sempre, per rendergli onore come solo lui meritava.

Parliamo del M. D.Aiola, come lo ricordi e come vi siete riorganizzati senza di lui

Maurizio era una persona eccezionale: quando ci incontrammo per la prima volta, nel 2013, ci rendemmo ben presto conto che sarebbe nata di lì a poco una bellissima collaborazione, per via della differente visione dello sport che ci accomunava e che ci contraddistingueva dalle altre realtà territoriali. Così, grazie alla formazione di un bellissimo trio con l’amico Fabio Bindi, riuscimmo a creare in pochi mesi una struttura unica nel suo genere, Fight Clubbing GYM, nella quale poter far confluire tutte le nostre forze, i nostri sogni e le nostre idee. E a proposito di idee, Maurizio era una persona che amava reinventarsi continuamente, una persona che ha inseguito un sogno, dedicando anima e corpo alsuo amato sport, e che è riuscita a vivere facendo solo ciò che più amava, con tutti i sacrifici che ne derivano. Un Maestro in grado di sfornare un esercito di oltre 200 atleti, tra veterani, amatori, agonisti e professionisti, con una conoscenza a 360° degli sport da combattimento, a partire dalle MMA, passando per la Kickboxing, sino ad arrivare al Pugilato. Una persona insostituibile, che però ha lasciato tantissimo a coloro che lo hanno conosciuto e che hanno deciso di portare avanti il suo lavoro, per non rendere vani i suoi sacrifici, a partire dalla sua spalla e amico di una vita, Cristian Cremonese, che ha preso in mano le redini del team, affiancato dagli agonisti con maggiore esperienza, Manuel Ferro e Federica Sbaraglia, sotto la supervisione e i suggerimenti dell’amico Fabio Caruso. In pochi mesi il gruppo è stato in grado di bissare i successi del Maestro, vincendo un Titolo Italiano Pro, una partecipazione a Oktagon e ad altri eventi di lustro e riportando a casa un Medagliere di oltre 10 ori, 9 argenti e 3 bronzi.

La bella notizia riguarda il vostro evento che ha avuto successo: come lo valuti a posteriori:  sei soddisfatto o potevate fare di più?

Ti confesso che a inizio anno sono partito con un sogno, che poi si è trasformato in un’idea che pian piano piano diventava sempre più tangibile: realizzare il più grande evento d’ Italia. Ebbene, con grande orgoglio posso dire che ci siamo riusciti…un risultato tanto voluto quanto inatteso, che però ha completamente stravolto il panorama degli SDC italiana e proietta Fight Clubbing al primo posto tra le promotion italiane.

Domanda cattivella : taluni dicono che più che un gala il vostro sia  un festival e che i prezzi molto popolari favoriscono i grandi numeri di pubblico, come la vedi?

Sicuramente ci avranno confuso con qualche altro evento 🙂 Scherzi a parte, i festival, quelli veri, li organizzavo 10 anni fa e credimi se ti dico che il mondo dello sport nulla ha a che fare con essi. La verità è che Fight Clubbing è un evento che in soli 7 anni è riuscito a rompere ogni schema, facendo registrare una crescita ed un’ evoluzione senza precedenti, riuscendo a portare una ventata di freschezza all’interno di un settore che aveva ormai raggiunto un punto di saturazione, probabilmente a causa della mentalità un pò troppo “old style” che accomuna ancora oggi molti promoter. Fight Clubbing ha un’anima vera e propria, che contraddistingue ogni evento da tutti i classici galà tradizionali ed è in grado di render ogni edizione unica, diversificandola dalla precedente e anche dalla successiva. Per quanto riguarda i prezzi, i nostri eventi partono da un ticket base di 12€ sino ad arrivare ai vip experience di 90€, e questo credo che non possa che essere un bene per il nostro sport. L’avidità di pochi, va purtroppo in contrasto con le possibilità economiche di molti. Oggi non tutti hanno la possibilità di spender 30/50€ per un biglietto, cui aggiunger spese di viaggio, vitto e in alcuni casi anche alloggio. E’ giusto diversificare l’offerta, per dare a tutti la possibilità di assistere ad eventi straordinari, consentendo però nello stesso tempo ai più appassionati, di godersi l’evento in prima linea a bordo ring, a prezzi naturalmente meno accessibili, creando così un perfetto compromesso tra domanda e offerta. Per farla breve, preferisco incassare meno, dando però a tutti la possibilità di esserci e realizzando così un evento sold out, piuttosto che avere qualche migliaia di euro in più sul conto in banca e poi ritrovarmi in TV e sui Social, fotografie e video con spalti semi vuoti, a causa della scarsa partecipazione.

3100 è un bel risultato, pensi che ci siano ulteriori margini di crescita?

Considerando che Pescara ha soli 120.000 abitanti, direi che siamo di fronte ad un risultato assolutamente sensazionale che ha visto Fight Clubbing divenire primo evento di Sport della città e della Regione (un record per gli SDC nazionali), ma ancor più sorprendente è il tasso di crescita che ci ha accompagnati in questi ultimi anni, frutto che il buon lavoro e l’ascolto delle critiche costruttive, ripagano sempre: 2013 – 1100 spettatori, 2014 – 1200 spettatori, 2017 – 2100 spettatori, 2018 – 2600 spettatori, 2019 – 3100 spettatori. Siamo assolutamente soddisfatti di un tale risultato, ma sono assolutamente convinto che i margini di crescita siano ancora altissimi, soprattutto considerando che Fight Clubbing è un evento che in 7 anni abbiamo esportato anche in altre città come Bologna, Lecce, o le vicine Montesilvano (PE) e Silvi Marina (TE), arrivando a realizzare in un anno oltre 25 eventi di selezione. Ma siamo solo all’inizio. Il circuito nella nuova stagione ripartirà con le selezioni nazionali che daranno la possibilità a tutti i fighters di diventare protagonisti della terza edizione di Fight Clubbing The Reality e a tutti gli organizzatori di legarsi al nostro brand, godendo della massima visibilità sui nostri canali social (dal 2016 Fight Clubbing è diventata la pagina di SDC più seguita d’Europa), e le novità non finiranno qui. Realizzeremo un evento all’interno di uno Stadio di Calcio ed esporteremo il brand all’estero, in una delle Capitali più importanti del Mondo. Per ora, però, non posso svelarvi altro…

Veniamo al recente, la tua dichiarazione in cui hai annunciato l’uscita da Fight 1 non è passata inosservata, ti chiedo di esporre i motivi se vuoi.

Chi mi conosce sa che non sono mai stato amante di gossip e di pettegolezzi, per cui per rispetto dei tanti colleghi, maestri e amici che ad oggi sono ancora in Fight1, preferisco non scendere nei dettagli della mia decisione. Una scelta che ha segnato un epilogo inevitabile, condivisa da coloro che mi sono vicini e che hanno vissuto con me le gravi mancanze dell’attuale dirigenza, sia da un punto di vista umano che da un punto di vista sportivo.

Ti confesso che sono rimasto sorpreso, sapevo che eri nel direttivo nazionale e lo stesso Di Blasi ti aveva indicato nel ristretto numero dei papabili successori

Credo di esser uno di quelli che ha creduto nel sogno Fight1 più di ogni altro, dando anima e cuore nel corso dei sei anni, senza mai guardare all’esterno. Purtroppo però oggi è cambiata la mission iniziale. Quando ci riunimmo nel 2013 per la prima volta, per creare Fight1, si respirava un’aria nuova, innovativa, che avrebbe permesso a tutti di praticare uno sport sano, pulito ma soprattutto libero da ogni tipo di influenza esterna. Oggi, e mi dispiace doverlo constatare, Fight1 è diventata in buona parte tutto ciò che in principio criticava, e se questo non cambierà a breve non so davvero come andrà a finire.

Più in generale, si registra tra gli addetti ai lavori preoccupazione per la scarsa risposta del pubblico agli eventi, quali sono secondo te i passi che bisogna fare per cambiare il trend?

Gli sport da combattimento stanno vivendo il loro periodo di massimo splendore e di massima fama internazionale. Appena ieri hanno annunciato le Olimpiadi Invernali 2026 a Milano-Cortina. Le grandi star internazionali come Floyd, Conor, Joshua, Canelo hanno avvicinato tantissimi nuovi appassionati al nostro mondo, facendo registrare negli stadi e nei palazzetti di tutto il mondo record senza precedenti (basti pensare agli 80.000 accorsi a Wembley per assistere ai match dell’ex campione inglese). I pugili e gli atleti di MMA sono tra gli sportivi più pagati al mondo. Purtroppo però, come dicevo anche prima, in Italia continua a mancare l’innovazione; si è rimasti troppo ancorati ad un modo di fare tipico degli anni 90. I tempi sono cambiati: i numeri sono incredibilmente aumentati, ma per riempire i palazzetti non basta più distribuire prevendite e sperare di fare il pienone con gli amici degli atleti o con il solo pubblico di settore. Il pubblico di oggi è diventato estremamente critico: sa esattamente cosa vuole vedere e anche cosa non vuole vedere. La gente si è stancata di assistere ai soliti match, di andare nei palazzetti per vedere vincere i soliti atleti di casa, di dover andar via fischiando e contestando i verdetti, ma soprattutto di dover spender soldi per assistere ad un prodotto che sempre più spesso ormai non è all’altezza delle aspettative, considerando che a distanza di poche ore possono rivedere gli stessi match sui social o in TV. Bisogna fare molto di più, altrimenti si è destinati a fallire. Bisogna iniziare a ripianificare gli eventi con una mentalità più imprenditoriale, cercando di rivoluzionare il modo di fare comunicazione.

Guardiamo avanti, dove andrai adesso e dove porterai Fight Clubbing e i tuoi atleti

Vedo Fight Clubbing proiettata in un futuro non lontano nel quale gli sport da combattimento e le arti marziali competeranno alla pari con calcio, basket, nuoto e pallavolo. Bisogna puntare all’eccellenza, e mostrare al mondo la bellezza delle arti marziali, cercando di avvicinare il maggior numero di praticanti e appassionati, senza lasciare indietro nessuno. Lo sport dovrebbe unirsi, ora più che mai, e cercare di viaggiare in un’unica direzione comune, lasciando da parte qualsiasi guerra di settore, diatriba personale, e tutto ciò che possa in qualsiasi modo nuocere al nostro mondo. Sogno o realtà? Lo scopriremo solo vivendo…

Ringraziamo Andrea per la disponibilità, gli auguriamo il meglio per ogni passo che vorrà intraprendere con Fight Clubbing e speriamo che le sue idee, per certi versi innovative, possano essere seguite anche da altri;   di certo il mondo degli SDC ha bisogno di impulsi nuovi per poter brillare come merita.

DP

Categoria
KICKBOXINGMMA

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