Andrea Sagi: “di questa edizione di Fight Clubbing ho amato ogni istante, con Venator è andata alla grande e per il futuro…”

E’ passata qualche settimana dallo svolgimento di Fight Clubbing a Pescara, evento che ormai è un appuntamento classico nel calendario del combat sport italiano e che quest anno si è distinto per la disputa di due mondiali abbinati a un reality televisivo e alla cooperazione con Venator FC.  Nulla di meglio che una chiacchierata con Andrea Sagi,  padrone di casa e promoter tra i più affermati dello scenario nazionale,  per fare un sunto su quello che è successo e proiettarci verso il futuro.

Grazie della disponibilità, Andrea.  E’ appena passata un altra edizione di Fight Clubbing, ti chiedo una valutazione dell’evento, cosa ti è piaciuto, cosa meno, soprattutto dove lo vedi ancora migliorabile, dopo tanti anni.

Ciao Daniele, ci ritroviamo ancora una volta qui a commentare un nuovo grande evento, nel momento più difficile che il mondo dello Sport abbia mai vissuto. Un evento che appena poche settimane prima sembrava letteralmente impossibile, con una Pescara uscita appena pochi giorni prima da una zona rossa durata quasi due mesi, che ha messo a dura prova la città ed un’intera Nazione ancora piegata dalla Pandemia, così come tutto il resto del mondo. E invece, posso dire con orgoglio che ce l’abbiamo fatta, tutti insieme, riuscendo a segnare un vero e proprio cambio epocale che ha segnato quel tanto atteso punto di ripresa di cui tutti avevano bisogno, già parzialmente toccato con il primo evento dello scorso 31 gennaio e che ha definitivamente segnato una spinta fondamentale all’intero movimento, in attesa della tanto auspicata riapertura delle palestre, attesa per i primi di giugno.

Questo successo è il frutto di lunghi mesi di lavoro e determinazione, vissuti fianco a fianco con Silvia Andreani e Frank Merenda di Venator che, insieme a noi, hanno fortemente voluto la realizzazione dell’evento, reso possibile grazie alla volontà della Federkombat, del Comune di Pescara e della Regione Abruzzo, ma anche grazie a tutti gli atleti e addetti ai lavori coinvolti, con una menzione speciale per tutta la Fight Clubbing GYM, per il Team e la famiglia D’Aloia, per i nostri Sponsor e per gli amici dell’Oltrecorpo del Maestro Fabio Siciliani.

Premettendo che tutti gli eventi sono migliorabili e a mio avviso proprio il perfezionamento dei dettagli e l’evoluzione nei modi di pensare rappresentano la vera forza di un promoter, sento di poter dire che di questo evento ho amato e assaporato ogni singolo istante: abbiamo provato a realizzare il nostro miglior evento di sempre e, nonostante le tantissime restrizioni, l’assenza del pubblico, i protocolli di sicurezza e l’ingente sforzo economico, credo che siamo riusciti a portar a termine la nostra missione, ovvero regalare a tutti i presenti un momento, seppur breve, di normalità assoluta, quella normalità ormai divenuta lontana e che mai dobbiamo dimenticare. Abbiamo dimostrato al mondo che, nonostante tutto, siamo ancora qui, con tantissima voglia di fare e tantissimi progetti ancora da realizzare. Lo Sport vive dentro di noi ha ancora molto da dare all’umanità.

 

Noi abbiamo visto lo streaming ma dal video è difficile cogliere i particolari, puoi illustrarci le novità tecniche di questa edizione?

L’evento di Pescara segna ufficialmente l’entrata del nostro brand tra le Top Promotion, proprio grazie al salto qualitativo messo in campo attraverso i nostri Service d’élite, con un’équipe di oltre 50 addetti ai lavori che hanno interamente stravolto l’evento rispetto alle precedenti edizioni, con due pullman regia intervenuti in grado di metter in piedi una produzione degna delle migliori promotion americane, a partire dalla qualità televisiva, passando per le grafiche, per la qualità dei match, fino agli allestimenti ed i giochi di luce all’interno del Palasport di Pescara. Cosa questa, che sotto pandemia, raramente si è vista persino ad alti livelli internazionali e che spesso ha purtroppo contribuito a far abbassare gli standard degli eventi, costringendo gli atleti a combattere tra l’assenza totale di promozione e pubblico, all’interno di palestre o location su misura che inevitabilmente hanno finito con l’incidere in modo negativo sulle prestazioni degli stessi.

Lo streaming è andato in onda il giorno dopo, perchè avete preso questa decisione?

E’ una scelta che, insieme a Venator, abbiamo ponderato attentamente, considerata la quantità eccessiva di match pro, oltre 20 e la lunga durata dell’evento che vedeva in un’unica giornata: Preliminary Card di Pugilato, Preliminary Card di Shoot Boxe, Preliminary Card di Kickboxing e Muay Thai, Fight Clubbing 26, Venator FC 6, Fight Clubbing 27 e non ultima, la conclusione del Reality che imponeva la presenza di un’ulteriore troupe televisiva. Un insieme di elementi dunque, che imponevano una selezione di soli 7 match da mandare in onda sul web, selezionando 5 fights della gabbia e 2 soli fights del ring, in considerazione del fatto che i 6 match dei Tornei di K1 e Muay Thai di FC27 verranno successivamente trasmessi con il Reality, mentre i 4 match di FC 26 verranno a breve trasmessi su Rai Sport.

Uno streaming, ricordiamo, completamente gratuito, che ha registrato senza praticamente alcun preavviso oltre 50.000 visualizzazioni (tra Facebook, Instagram e Youtube) e che segna sicuramente una svolta epocale per la nostra promotion.

 

Avete lavorato in sinergia con Venator, ti ritieni soddisfatto e continuerete la collaborazione anche in futuro?

Quando due promotion come Fight Clubbing e Venator si incontrano, il risultato non può che essere straordinario. Lo sapevamo già prima di incontrarci, e ora ne siamo assolutamente certi. Una collaborazione nata ormai oltre un anno e mezzo fa e che, nonostante la pandemia, si è fortificata mese dopo mese grazie alla condivisione di sogni, progetti e idee, che accumunano le due dirigenze. Quel che ne è venuto fuori è un risultato assolutamente spettacolare ed unico nel suo genere. Nel momento in cui le grandi promotion mondiali sembrano prendere le distanze dal nostro territorio, ci troviamo di fronte a un progetto interamente Made in Italy, che consente ai due brand di conservare la propria identità assoluta, e apre la strada ai fighters nostrani verso futuri sogni di gloria e palcoscenici sensazionali. Quando il pubblico tornerà a riempire i palasport, ne vedremo delle belle…

 

Devono essere stati giorni stressanti per te tra evento e reality, come l’hai vissuta?

Tra DPCM continui, cambi di zone e colori, protocolli complessi, screening di massa, la difficile situazione economica generale, quarantene dei fighters e, su tutte, 23 giorni di Covid che hanno provato a tenermi lontano dai giochi, in piena fase organizzativa, credo che quello di marzo sia stato senza ombra di dubbio l’evento più difficile della mia carriera, ma anche il più gratificante. Un evento che, ricordiamo, vedeva convergere in un’ unica giornata 4 differenti discipline, 2 differenti eventi, la concomitanza con Venator e dulcis in fundo il Reality, cominciato lo scorso novembre nei palazzi del CONI alla presenza del Presidente Giovanni Malagò e che ha visto per la prima volta 16 atleti italiani condividere mesi di sofferenze, allenamenti, convivenza, amicizia, dando vita a due spettacolari tornei di K-1 e Muay Thai terminati con la consacrazione dei nuovi Campioni WAKO (Taras Hnatchuk) e WMC (Fabio Puce).

A proposito del reality, realisticamente quando pensi che potrà andare in onda?

La pandemia del covid ha interrotto il progetto lo scorso marzo 2020 costringendoci così a rivedere le tempistiche e a modificare interamente il progetto televisivo che, con le palestre ancora chiuse e l’estate alle porte, vedrà la luce il prossimo autunno per accompagnare l’inizio della prossima stagione Fight Clubbing e introdurre il prossimo grande evento.

 

Tempo fa eri andato in Argentina per organizzare un evento, resta un progetto attivo o bloccato definitivamente causa covid?

Quello che avrebbe dovuto tenersi al celebre “Luna Park” di Buenos Aires, avrebbe rappresentato il primo evento all’estero del nostro circuito. Era già stato concordato con le istituzioni e si sarebbe dovuto tenere lo scorso dicembre. Un progetto, quello estero, sul quale stavo lavorando da tempo e che grazie alla sinergia con la Federazione stava per diventare realtà. Al momento purtroppo la situazione Argentina a causa del Covid19 è di gran lunga peggiore persino di quella del nostro Paese, per cui non possiamo far altro che attendere la conclusione della pandemia, e nel mentre programmare le prossime date italiane, in attesa di esportare definitivamente il brand all’estero.

Del vostro passaggio in Federkombat abbiamo già parlato la volta scorsa e so che ti trovi bene, ti chiedo però se la federazione non dovrebbe promuovere meglio i tanti atleti che ha. Nei due match (kick, thai) che avete mandato via streaming ne ho “scoperti” un paio forti e che non conoscevo assolutamente.

A distanza di un anno e mezzo dalla nostra entrata ufficiale in Federazione, non posso che confermarti quelle che furono le ottime impressioni iniziali. Un ambiente nel quale si riesce a lavorare con massima serietà, professionalità, sinergia e nel quale progetti e idee vengono supportati e condivisi a 360° a partire dal Presidente Donato Milano, passando per i dirigenti nazionali e regionali, sino ad arrivare a coach e atleti. Naturalmente la differenza di fondo tra la Federazione e i circuiti che le si oppongono promossi dalle varie ASD locali, consiste nell’incredibile quantità e varietà di iniziative, eventi e atleti promossi dalla Federazione. Basti pensare ai numeri incredibili di atleti presenti ai campionati italiani (si parla di migliaia di atleti, contro le poche centinaia presenti altrove), o ancora all’incredibile numero di galà e promoter che militano al suo interno.

Prima che scoppiasse la pandemia, la Lega Pro Italia aveva un calendario con la bellezza di 90 galà, al cui interno si trovavano eventi quali Bellator, Thai Fight, Yokkao, Enfusion, Fight Clubbing e molti altri. Capirai quindi, caro Daniele, che pubblicizzare singolarmente migliaia di atleti e tantissimi eventi di questo calibro, diventa per forza di cose un’impresa ardua. L’idea poi che i campioni stessero solo al di fuori è un falso mito volutamente creato da alcuni, che abbiamo ampiamente smontato portando i 16 migliori fighters italiani nelle discipline del K-1 e della Muay Thai a scontrarsi in mondo visione, mostrando a tutti quanto la realtà delle cose fosse diametralmente opposta.

Per intenderci se in palestra hai un solo combattente, è ovvio che tutta la promozione dell’associazione ruoterà intorno a quell’atleta e quindi la sua visibilità sarà massima e sicuramente il suo nome molto più impresso nelle menti delle persone, rispetto ad una palestra che si ritrova con 50 combattenti e a doverli pubblicizzare tutti in egual misura (difficilmente le persone impareranno presto tutti i nomi degli stessi). Naturalmente l’arduo compito finale, ovvero quello della promozione ai massimi livelli, spetta a mio avviso ai promoters, che dovrebbero esser coadiuvati dai coach e dagli stessi atleti.

Progetti futuri, quando vedremo i prossimi eventi griffati Fight Clubbing.

Per quanto riguarda i progetti futuri, credo che per parlarne nel dettaglio avremmo davvero bisogno di molto tempo, ma del resto finiremmo con l’annoiare i lettori che sono riusciti ad arrivare sin qui. Posso solo dirti che Fight Clubbing nel prossimo futuro vi lascerà a bocca aperta, ma io come sai ho sempre preferito la via del “fare” a quella del “dire” e ai grandi proclami, per cui continuiamo ad andare per gradi, step by step, come abbiamo sempre fatto. L’appuntamento è fissato per il mese di Novembre, con il prossimo grande Fight Clubbing che si terrà in una nuova strepitosa location. Mettevi comodi, nei prossimi tempi ne vedrete delle belle!

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